JOHN L. PARKER.
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LA CORSA.
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Titolo originale: Once a Runner.
Traduzione di: Paolo Bassotti
2013. Lit Edizioni, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Quenton Cassidy era alto 1,87, e i suoi magri 76 chili erano disposti sulla sua figura in modo da obbedire alle necessit quotidiane della sua speciale missione. Sotto alla pelle tesa, scorreva una muscolatura liscia, che dava un'impressione di forza elastica e leggera: un giovane falco senza piume. Non c'erano angoli inefficienti; la sua forma era cesellata finemente,
come legno sabbiato, affusolata in angolature oblique e creste appuntite, tutti risultati della sua meticolosit.
Anche ora, mentre se ne stava immobile nel chiarore del primo mattino, i muscoli a goccia delle cosce e i polpacci tesi suggerivano nient'altro che movimento: pura e spontanea velocit.
Quenton Cassidy, giovane promessa della corsa sul miglio, viene espulso dalla sua squadra ed escluso dal meeting annuale del suo college per aver firmato una petizione contro il rigido codice di condotta del dipartimento di atletica. Seguendo il consiglio del suo preparatore, l'olimpionico Bruce Denton, Cassidy abbandona la carriera scolastica, la fidanzata e forse anche il suo stesso futuro e per dedicarsi esclusivamente alla corsa, in una sorta di ritiro monastico in campagna. La solitudine e il rigore di questo stile di vita lo portano molto vicino ai propri limiti fisici e mentali, ma quando Bruce gli sottopone un programma di allenamento che potrebbe consentirgli di competere con il campione del mondo del miglio, tutto ci sembra finalmente assumere il suo vero significato. E quella diventa la Corsa verso la quale Quenton pu lanciare tutto il suo essere, l'unico traguardo che non pu mancare di raggiungere. Pubblicato in proprio dall'autore nel 1978 e venduto per anni dal baule della sua auto in occasione delle gare a cui partecipava, La corsa ha cominciato a diffondersi come libro di culto fra gli atleti dei licei e dei college americani. La sua lettura  divenuta per molte societ sportive un vero e proprio rito di iniziazione, con le copie sgualcite del romanzo che passavano di mano in mano come esemplari di un testo sacro.
Dopo decenni in cui  stato uno dei pezzi pi ricercati del mercato americano dei fuori catalogo, la nuova edizione del 2009 ha dato inizio alla sua seconda vita, consentendogli di esprimere in tutto il mondo le sue grandi potenzialit di best seller di ottima qualit letteraria.
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L'AUTORE.
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John L. Parker, tre volte campione sulla distanza del miglio nella Southeastern Conference, si  laureato in Giornalismo e poi in Legge all'Universit della Florida ed  diventato avvocato e reporter, fino a ricoprire la carica di direttore editoriale del magazine Running Times. Nel 2010 ha pubblicato il sequel de La corsa, Again to Carthage.
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LA CORSA.
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Dedica.
Questo libro  per Jack Bacheler e Frank Shorter, vecchi amici, grandi corridori. Nel profondo ricordo, compagni, di tante piste e tante miglia...
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CAPITOLO 1.
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Quando sei.

Chi correva di notte era in giro come al solito. Anche se la luce era debole, il giovane uomo riusciva a distinguere le loro figure sfocate, mentre si accanivano sul pi infinito dei sentieri, giro dopo giro. Sapeva che tra  di loro
c'erano donne grassottelle dall'aria determinata, che sgobbavano facendo tremolare le ginocchia carnose. Si sarebbero di tanto in tanto scostate  con fierezza i capelli dagli occhi, fantasticando di bellimbusti crudeli e sorridenti, di bikini, tagli di nastri e altre cose del genere. E, naturalmente, di partite a tennis con uomini dai denti impeccabili, e di tanghi selvaggi danzati al  chiaro di luna. C'erano anche uomini di varie et, approdati a diversi livelli di
fatiscenza, e magari anche loro stavano dando fondo ai propri sogni pi segreti (si immaginavano forse come dei Peter Snell frenati solo dal grasso o  dalla paura, mentre correvano un quarto di miglio in un minuto e mezzo?).
Il giovane uomo rimase fuori dal recinto per qualche secondo, mentre le
falene assalivano il lampione in una nube polverosa, lasciandolo sotto a una luce fioca, densa di ombre mulinanti. Adorava l'inizio dell'autunno nel Panhandle della Florida. Dovunque le foglie stavano ingiallendo, ma qui l'alito caldo dell'estate teneva duro. Nel tepore umido si distingueva per una lieve punta di freddo, la lontana promessa di un'aria pi fresca, annidata tra le cime degli alberi e il muschio spagnolo. Raccolse la sua piccola sacca da viaggio e oltrepass l'ingresso, camminando in senso orario sul circuito, fino alla linea bianca di partenza della prima corsia. Chi faceva jogging ignor quello straniero in abiti casual. Allo stesso modo, lui non concesse loro alcuna attenzione. Sarebbero sempre rimasti al solito posto.
La pedana del salto in alto era stata risistemata, erano state montate delle nuove gradinate, cos come era stata realizzata la riviera per il 3.000  siepi.
Ma nel complesso sembrava tutto come quattro anni prima, proprio come
un ovale di quattrocentoquaranta yard sembrer sempre uguale a chi conosce ogni singolo centimetro di un quarto di miglio.
Stavolta i Giochi erano chiusi. Sapeva bene che per lui erano chiusi per sempre. Quattro anni sono molto tempo in certi contesti; nel tempo reale - quello del mondo vero, dei venditori di scarpe, degli assicuratori, degli speculatori di Borsa - forse non  un periodo cos lungo. Ma nella sua mente il Tempo veniva riposto in contenitori molto particolari; per lui il passaggio di un minuto assumeva un significato del tutto speciale. Un minuto era un quarto di un miglio corso in quattro minuti, un cucchiaino da caff che misurava i suoi giorni e le sue azioni.
Come molti altri, non aveva idea di cosa avrebbe fatto, ora che era tutto finito. Era una cosa cos impegnativa, definitiva e catartica che la maggior parte di loro semplicemente non ci aveva mai pensato. Immagin che gli altri ora fossero sparpagliati per il mondo, impegnati, pi o meno come lui, a ripensare a tutto, soppesando vittorie e sconfitte.
Stava per riprendere il filo di una vita normale, e per quanto non sapesse come fare, sapeva di dover cominciare da qui, dal calore di serra del Panhandle, da questo ovale di un quarto di miglio, ancora intriso del suo sudore. Da settembre, il mese delle promesse.
Appoggi la sacca vicino alla pedana del salto in alto, guard la pista per assicurarsi che non stesse arrivando nessuno, e poi torn alla linea di partenza.
Dio, pens, di nuovo su questa linea.
Rimase immobile nella prima corsia, fissandosi le scarpe di cuoio (i
corridori adesso lo guardavano incuriositi, mentre lo superavano) e cercando di rievocare quella vecchia sensazione. Riusc ad assaporarne solo un'eco, e sapeva che non avrebbe ottenuto di pi. Puoi ricordartene, si disse, ma non puoi provarla di nuovo. Devi accontentarti delle ombre.
Poi pens a quel che si provava al secondo o al terzo giro, e decise che a volte le ombre bastavano.
Aveva ventisei anni, cinque mesi e due giorni, e per quanto sulla linea di partenza si sentisse un poco pi vecchio, quei muscoli che si contraevano nelle gambe dei pantaloni potevano essere il risultato - dal punto di vista biologico - solo di migliaia di miglia di allenamento, pi di quante riuscisse a ricordarne in una volta sola.
Cerc di rendere nitide delle emozioni indistinte, come un fotografo
metafisico che centrava la messa a fuoco. Che cosa stava provando? Nostalgia?
Rimpianto? La sua mente acceler, gli porse una canzone come una
domanda: Am I Blue? Mi... sento... triste?.
Non sapeva rispondere. Si rese conto nuovamente di quanto si fosse allenato a non riuscire a rispondere a simili quesiti. Le sue emozioni erano piene di calli, come i piedi.
Lo starter avrebbe dato il pronti, e perci rimase fermo in piedi, per un momento, nella notte. Ci sarebbero stati il segnale partenza e poi lo  sparo.
Respir a fondo e cominci a camminare in pista nel consueto senso
antiorario, come in tutte le corse, e pens: il primo giro va perduto in un lampo d'adrenalina e zoccoli scalpitanti...
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CAPITOLO 2.
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Doobey Hall.

La Doobey Hall era uno di quegli antichi edifici di legno risonante che
sembravano custodire lo spirito e l'essenza di tutti coloro che vi avevano
vissuto nel corso degli anni.
Come una vecchia poltrona di tela, era ammuffita ma confortevole, e
come gran parte delle strutture che un tempo erano state la casa di qualcuno,
in qualche modo conservava un po' del vecchio calore familiare, anche
nel caos della sua attuale destinazione. Rimbombava a vuoto, senza il ticchettio
secco degli edifici pi moderni ed efficienti.
La grossa e generosa casa, che un tempo aveva ospitato il sindaco di
Kernsville, Hiram Sidecar Doobey, e la sua chiassosa congrega, di recente era
stata usata per accogliere una trentina di membri del riconoscente team di
atletica della Southeastern University. Dall'edificio, che fortunatamente si
trovava a un paio di isolati dal campus vero e proprio, da mattina a sera si
sprigionava una cacofonia tanto implacabile quanto imprevedibile di urla
inumane, grida primordiali e versi stonati di successi pop, tutti dovuti a un
particolare gruppo di giovani sapiens che avevano come principale scopo
nella vita quello di correre, saltare e scagliare lontano oggetti pesanti. E di
farlo molto meglio dei cosiddetti comuni mortali. Talvolta intonaco e legno
non bastavano a contenere l'energia netta richiesta per un lancio di
ventuno metri o un salto in alto di due metri e dieci.
I muri tremavano e succedevano cose inquietanti.
Il VECCHIO SIDECAR Doobey - ormai defunto da anni - sarebbe stato deliziato.
Il suo soprannome era il frutto di quegli spensierati giorni perduti della
Depressione, quando di sabato notte, per divertirsi, si scolava tre quarti di
bottiglia del liquore di contrabbando del luogo, sollevava di peso la sua stupefatta
mogliettina - una graziosa cosina tutta occhi chiamata Emma Lee -
la metteva a sedere sul suo sidecar, un Harley Davidson 1200 Flathead, e si
dedicava perlopi a terrorizzare le mandrie al pascolo nelle vicinanze.
Donna, le diceva, stanotte si galoppa!. I suoi occhi verdi per un attimo
la fissavano come dei fari.
Oooh!, urlava lei.
Non si pensi che Sidecar fosse un fuorilegge, visto che era lui il proprietario
di quasi tutte le mucche di Kalhoun County (e di gran parte del territorio
e di molti beni ipotecati, per quel che vale). Era semplicemente vivace,
come direbbe qualcuno. Sidecar era uno di quegli uomini rudi ed energici
che capiscono ben presto quali sono gli ingranaggi che contano davvero
nella vita, e quali servono solo a fare scena. Era anche ben consapevole
del fatto che tutta la baracca prima o poi sarebbe stata destinata a venir gi.
Irrecuperabilmente, sospettava.
Si trov solo una volta in guai degni di questo nome. Accadde una notte
in cui era particolarmente irrefrenabile: abbatt qualche palizzata, e (con Emma
Lee che squittiva come un pipistrello ferito) arriv rombando nel centro
di Kernsville per mitragliare quei maledetti piccioni, mentre i vecchi bifolchi
se ne stavano seduti nella piazza del tribunale a guardarlo divertiti.
Oh signore mio, sceriffo. Lo giuuuro. Io - oh signore - io non lo so mica
perch certe volte faccio il cattivo, disse, sinceramente pentito, il mattino
dopo il suo arresto, tenendosi la testa dolorante e scapigliata tra le mani.
Be', paparino, disse lo sceriffo, la gente sta cominciando a mormorare,
ed  una scocciatura. Lo sceriffo William Boots Doobey era il pi grande
dei suoi figli.
Quel che non capisco, continu il tutore dell'ordine,  perch vuoi
sempre portare mamma con te.
Sidecar d'improvviso si ringalluzz.
Perch, ridacchi sguaiatamente, si diverte come una matta!.
Forse l'elezione a sindaco di Sidecar l'anno seguente  da considerarsi in
linea con l'umorismo di quella citt universitaria. La sua campagna elettorale
era incentrata sul buttare fuori i bastardi dalla citt; proposta interessante,
visto che i suddetti bastardi erano, con ben poche eccezioni, suoi
consanguinei.
L'elezione di Sidecar, come gran parte della sua vita, era stata un premio
che aveva ricevuto senza nemmeno chiederlo. Solo un evento lo fece soffrire
davvero: suo figlio pi giovane, nato quando Sidecar aveva cinquantadue
anni ed Emma Lee quasi quaranta, si rivel un imbranato coi fiocchi.
Boots era degno di una nomina a West Point, e Sheryl Ann era stata la reginetta
di Georgia Tech (prima di lasciare l'universit per sposare un giocatore
di football). Sidecar prov un profondo dolore in fondo al petto all'avvilente
vista del pi giovane dei suoi figli, quasi un nipote, che provava
invano a venire a capo dell'elementare cambio del grosso trattore John
Deere. Quando suo figlio venne stracciato in una facile partita a carte da
un cuginetto con la met dei suoi anni, Sidecar se ne and per i suoi campi
a piangere di rabbia.
In quel momento Sidecar decise, da uomo di larghe vedute e maestro di
ironia, di fare in modo che il pi tonto dei suoi figli ricevesse quello che gli
altri non avevano avuto (n voluto, a dire il vero): un riconoscimento accademico.
Anni dopo, riusc in questo intento nel modo in cui in genere gli
uomini con molto potere e pochi scrupoli ottengono quel che vogliono, cio
con l'astuzia. Cedette alla Southeastern University (che aveva il disperato bisogno
di una sede per il nascente dipartimento di Entomologia) la casa che
aveva occupato per sette anni in qualit di sindaco. Sull'atto c'era il testo
standard: In cambio di dieci dollari e di altre considerazioni buone e giuste....
La natura delle altre considerazioni buone e giuste era nota solo allo
stesso Sidecar, al suo avvocato e al presidente incaricato della scuola, l'onorevole
Steven C. Prigman, poi membro della prestigiosa Corte Suprema
della Florida. All'epoca Emma Lee era morta da cinque anni, e il vecchio
Sidecar voleva tenersi alla larga dalle stramaledette beghe politiche di citt,
per tornare al suo ranch, dove avrebbe potuto perlomeno tirare le cuoia con
l'odore sincero di fieno e letame nelle narici. Non aveva accennato al fatto
che si stesse baloccando con l'idea di riesumare il beneamato vecchio sidecar
Harley, rimasto ad arrugginire sotto un sudicio telo nel fienile.
L'ultimo genito avrebbe dovuto comunque frequentare l'universit, pertanto
il conferimento formale della laurea sarebbe avvenuto solo quattro
anni dopo. Sidecar pass un po' di tempo a inzaccherarsi in giro per il ranch
e a dar noie al capo dei suoi lavoranti, compr un noceto di cinquantacinque
acri, e alla fine decise di accettare una conveniente offerta per un viaggio
nelle pi interessanti citt del Messico. Ritorn a casa magnificando le
doti rigenerative di certi distillati di cactus e lasciando trapelare inquietanti
scenari a proposito di import-export.
All'universit le cose filarono lisce, e il vecchio riusc a vedere il suo figliolo,
confuso e sudaticcio, con tanto di toga e tocco, che marciava annebbiato
al suono di Pomp and Circumstance. Il dipartimento di Entomologia,
nel giro di pochi anni, divent troppo grande per la Doobey Hall e il team
di atletica la eredit di buon grado. Sidecar mor poco dopo, ma si dice che
abbia provato a sfondare la bara a calci nel bel mezzo del sermone funebre.
Molte delle leggende della Doobey erano ben note dalle parti di Kernsville,
ed erano rievocate in non pochi dei graffiti scarabocchiati in giro per il
campus. Un semestre comparvero delle grosse lettere rosse sulla fiancata dell'edificio,
che ammonivano sinistramente: SIDECAR  VIVO!
Hiram Sidecar Doobey, vigoroso galantuomo, sterminatore di bovini,
strizzapalle per eccellenza, divenne infine una sorta di Kilroy delle zone rurali.
L'ultimo suo erede maschio, Dick Doobey, quello con la testa dura, la
laurea contraffatta e un'inspiegabile propensione a far male agli insetti, fin
per diventare capo-allenatore della squadra di football.
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CAPITOLO 3.
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La corsa al mattino.
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Al TERZO PIANO DELLA Doobey Hall c'era la stanza nella quale aveva dormito
Dick Doobey da bambino. Adesso sulla sua consunta porta di quercia
c'erano due biglietti, ordinatamente disposti l'uno sull'altro.
Quello in alto, dattiloscritto con una Smith Corona, diceva:
Se puoi riempire uno spietato minuto
Con sessanta secondi di corsa di fondo
La Terra  tua, con tutto quel che c'
E - cosa ben pi importante - sarai un Uomo, figlio mio!
Rudyard Kipling, 1892.
Sull'altro foglietto c'era scritto:
Rudyard Kipling correva il miglio in 4,30.
Quenton Cassidy, 1969.
Nella stanza, Quenton Cassidy in persona dormiva profondamente, mentre
si avvicinava l'alba. Nel grembo umido delle sue peggiori paure, aveva incubi
non privi di grazia. Il tema era sempre il solito: all'ultimo giro di una
corsa, tutti gli altri atleti in gara lo sconfiggevano senza appello. Correva
impantanato fino alla cintola nel burro di arachidi, mentre gli altri planavano
con facilit. Provava invano a usare le mani per afferrare qualcosa e darsi
una spinta. Che cosa c'era che non andava? Il suo allenamento era inadeguato?
Dov'era il suo scatto?
Per fortuna si dest. Prima della sveglia, sudato per l'agitazione, ma dimenticandosi
ben presto del suo sogno. Si sedette in fondo al letto, sgranchendosi
giudiziosamente le dita dei piedi, mentre le ragnatele dell'ansia
scomparivano lentamente nella sua testa arruffata. Una volta sveglio, tutta
la sua essenza si concentrava su come coprire lunghe distanze a piedi nel
minor tempo possibile. Era qualcosa in cui non aveva rivali, se non qualche
dozzina di persone sparpagliate per il resto del paese e del mondo, che
pure si svegliavano al mattino da sogni tanto inquieti. Quenton Cassidy
sapeva il nome di ognuno di loro.
Con indosso solo gli impalpabili pantaloncini di nylon coi quali dormiva,
a passi lenti e rigidi s'avvicin alla finestra illuminata dall'alba, e per un
attimo si godette la luce arancio chiaro soffusa sulle querce. La leggera brezza,
dopo il tepore delle coperte, era abbastanza fredda da fargli venire la
pelle d'oca. Non gli andava a genio questo rito mattutino, ma l'idea
di tralasciarlo anche per un solo giorno non gli era mai passata per la testa.
Quenton Cassidy era alto 1,87, e i suoi magri 76 chili erano disposti
sulla sua figura in modo da obbedire alle necessit quotidiane della sua speciale
missione. Sotto alla pelle tesa, scorreva una muscolatura liscia, che dava
un'impressione di forza elastica e leggera: un giovane falco senza piume.
Non c'erano angoli inefficienti; la sua forma era cesellata finemente, come
legno sabbiato, affusolata in angolature oblique e creste appuntite, tutti
risultati della sua meticolosit. Anche ora, mentre se ne stava immobile nel
chiarore del primo mattino, i muscoli a goccia delle cosce e i polpacci tesi
suggerivano nient'altro che movimento: pura e spontanea velocit.
Si stiracchi avvertendo un gradevole dolore, si allontan dalla finestra e
si sedette nuovamente in fondo al letto sfatto, per indossare le sue logore
Adidas Gazelle da allenamento. Il suo volto era rossastro, anche nella luce
fioca, con un naso scandinavo e gli zigomi affilati; la sua bellezza era discutibile.
Gli stopposi capelli castani, sbiancati da ore sotto al sole, non seguivano
alcuna direzione in particolare. Si allacci le scarpe con un doppio
nodo, lavandosi poi le mani nel lavabo (i lacci, intrisi di sudore, puzzavano come cibo
marcio rimasto nascosto dietro al frigo), e brontolando se ne usc di casa.
Quenton Cassidy correva il miglio.
Per LE STRADE DI PRIMO mattino, il piccolo gruppo di corridori pass per
University Avenue e svolt a nord sulla 34esima; avrebbero percorso un quadrato
di sette miglia, noto come il giro del mattino, il percorso di sette
miglia o le fette di pancetta (per via di una serie di colline). Cassidy correva
in fondo al branco, con passo ciondolante, quasi goffo. Per uno specialista
del miglio, un'andatura di 6,30 era un impedimento, ma vista la
fatica che aveva accumulato non era in cerca di niente di pi arduo. Chiacchier
calmo con Jerry Mizner, un corridore pi magro e scuro, che aveva
l'aspetto di un vero fondista. Lui e Cassidy avevano superato quello che ora
chiamavano la Prova delle miglia. Come accade ai sopravvissuti a un
naufragio, a un rapimento o ad altre brutte vicende, le loro pene avevano
incoraggiato una sorta di spassionata intimit. A volte Cassidy e Mizner sembravano
in grado di leggersi a vicenda nel pensiero.
Non penso proprio che si possa fare, disse Mizner.
Ti dico che  vero. Posso dormire perlomeno per il primo mezzo miglio.
Ne sono sicuro. Dicono che i soldati siano in grado di marciare anche
quando....
Naa....
Be', mi sento come se stessi dormendo, e per me  abbastanza.
Fare e sentire sono cose diverse. L'ha detto Platone. O Hugh Hefner.
Un filosofo, comunque sia.
Per Cassidy questa routine al mattino non era fonte di alcuna gioia.
Dormiva sodo e si svegliava piano. Le persone mattutine che sostenevano
di apprezzare queste sortite nella penombra lo infastidivano. Ma quattro
chiacchiere rendevano tutto pi facile, trasformando la routine in una sorta
di occasione sociale; la poco comprensibile condizione umana dei bravi
fondisti ha dei privilegi, come l'appartenenza a una casta. Hanno una parlantina
da gazze.
A delle andature capaci di lasciare allibiti e scoraggiati i podisti della domenica,
i veri corridori con facilit indugiavano in chiacchiere e scherzi.
Quando di tanto in tanto superavano un ciccione ansimante o un corridore
in l con gli anni, automaticamente moderavano il linguaggio per evitare
di umiliarli, per non far sembrare che si stessero mettendo in mostra
(non che rallentassero in alcun modo). Infatti rispettavano questi lontani cugini,
tra i pochi ad avere la possibilit di gettare uno sguardo alla loro stirpe.
Ma i corridori erano simili a loro solo nello stesso modo in cui un puma
assomiglia a un micetto.  la differenza che c' tra stiracchiarsi pigri sul
tappeto e aggirarsi per la giungla in cerca di carne fresca.
Penso che presto scopriremo chi si  riposato al meglio nel weekend,
disse Cassidy. Erano quasi a met strada.
Ci sono tre sospetti, disse Mizner.
Malgrado il divieto di gareggiare durante gli allenamenti nel fondo, una
pratica che era presto sfuggita di mano, di tanto in tanto un corridore pi
giovane partiva in cerca di gloria facile.
Guarda un po', disse Cassidy, facendo segno di dare un'occhiata avanti.
Mizner guard e rispose a Cassidy con un ghigno e un'alzata di spalle noncurante.
I bollori del luned mattina, comment Mizner spavaldo. Si riferiva
a Jack Nubbins, che aveva staccato il gruppo di venti yard e cercava di allontanarsi
ulteriormente. Una promettente matricola, proveniente dalle pinete
a nord di Orlando, era stato corteggiato da pi di una scuola, fino a
quando il suo libretto aveva rivelato delle lacune preoccupanti. Quando
Nubbins era arrivato in prova alla Southeastern, aveva subito provveduto a
dire alle altre matricole della Doobey Hall: Il mio nome  Nubbins, e faccio
il miglio in 4'12 e 3 decimi, ma a cavallo sono anche meglio, e in autunno
caccio i cinghiali con mio nonno, a volte armato, a volte no. Felice
di conoscervi.
Gli altri corridori, per quanto fondisti e pertanto abituati a un certo tasso
di stranezze, lo giudicarono matto come un cavallo e a suo modo molto
affascinante. A Cassidy andava a genio, ma pensava che ridesse troppo forte
e usasse eccessivamente termini come impedito o incasinato. Inoltre, sembrava
non avere abbastanza... rispetto.
Stamattina non sembra in grado di controllarsi, mormor irritato
Cassidy. Altri corridori stavano provando ad aumentare l'andatura per riprendere
Nubbins, e il gruppo stava cominciando ad allungarsi. La regola tacita
contro le gare aveva una sanzione: chi si intestardiva a provarci avrebbe
rischiato di trovarsi in uno scontro all'ultimo sangue con un veterano.
Ieri ne hai fatte ventisette, vero?, chiese Cassidy.
Esatto.
Non  che volevi riprenderlo tu, solo per farci due risate?.
Niente affatto.
Proprio come pensavo. Ci vediamo.
Ci vediamo.
NUBBINS ALLE SUPERIORI era stato un fenomeno: aveva davvero corso il miglio
in 4'12 ed era quasi sceso sotto i 9'00 nelle due miglia. Erano risultati
notevoli per uno della sua et, che avevano conferito a Nubbins un indiscutibile
prestigio tra i suoi giovani coetanei. Forte com'era, lasciato a briglia
sciolta e privo di spirito di squadra, avrebbe semplicemente distrutto gran
parte dei suoi compagni di team. Ben presto sarebbe divenuto per loro la cima
pi alta, l'acerrimo rivale, la sfida pi difficile. Se avesse avuto un certo
tipo di personalit, avrebbe accettato tale ruolo amorevolmente e con grande
modestia. Gli sarebbe bastato essere il loro campione indiscusso, e avrebbe
riso e scherzato con loro, irridendoli con spirito da caserma; poi, in pista
in strada, negli allenamenti quotidiani, di tanto in tanto avrebbe ribadito la
sua superiorit. Mizner la chiamava la sindrome del capobranco.
Tutti erano competitivi con i propri compagni, in una certa misura; essere
battuti da un compagno durante l'allenamento non era certo un buon
presagio per le successive sfide col resto del mondo. Ma Cassidy stava cercando
di portare con s i corridori pi giovani senza ricorrere a umilianti
paragoni quotidiani. Era pi forte di loro; voleva che lo sapessero, ma non
ci si soffermava. C' un tempo per ogni cosa, diceva loro; un tempo e un
tempo e un tempo. Voleva trasmettere loro alcune delle verit che gli aveva
insegnato Bruce Denton, ad esempio che non si diventa campioni vincendo
un allenamento mattutino. Il solo modo per farlo  domare la ferocia della
propria ambizione nel corso di molti giorni, settimane, mesi, e (se alla fine
riesci ad accettarlo) anni. La prova delle miglia; miglia di prove. Come
poteva fare in modo che capissero?
Nubbins non era certo un buono a nulla. Era veloce, coraggioso e tenace,
e aveva nove titoli delle scuole superiori che lo dimostravano. Come
tutti i bravi corridori, non rinunciava a niente. Cassidy sapeva che per lui
da tempo la vittoria era una cosa scontata, che si era abituato a guardare
l'avversario dall'alto in basso, con una sorta di distaccato compatimento, prima
di annichilirlo in grande stile.
Il senso di disperazione che Nubbins sentiva salire gradualmente era un'esperienza
nuova e frustrante. Non aveva mai corso prima d'ora contro un'ombra
tanto potente. Acceler un poco, ma Quenton Cassidy (con una T-shirt
con su scritto: MAGRO  BELLO) lo super e gli sorrise amabilmente.
Ti senti in forma, Jack?, gli chiese Cassidy mentre espirava.
Non male, mi pare. Nubbins prov a sorridere.
Bene, seguit Cassidy, mentre aumentava l'andatura, scendendo di
altri dieci secondi al miglio. Un minuto dopo, quando Nubbins si era quasi
abituato a questo nuovo preoccupante ritmo, Cassidy fece 220 yard in
trentadue secondi. Ora stavano praticamente sprintando sul marciapiede, di
primo mattino. Il volto di Nubbins era magro e pallido. La sua espressione
lasciava intendere che avesse un problema.
Arrivarono sotto a un ritmo di cinque minuti al miglio, abbastanza veloce
per lasciare allibiti i passanti. Irruppero nell'ultimo miglio, superando
entrambi una sonnolenta studentessa diretta in classe: l'aria si riemp di
svolazzanti appunti di biologia.
Mizner trott fino ai gradini dell'ingresso della Doobey Hall, dove
Cassidy si era steso per riposarsi.
Be', gli chiese, si  convertito?.
Lo sa il diavolo.  un piccolo bastardo ostinato. La prossima volta lo riprendi
tu. L'hai visto da qualche parte, l dietro?.
S, l'ho incrociato mezzo miglio fa. Mi ha detto che stava ritornando
indietro per fare un po' di sollevamento pesi nel casale. E la stessa cosa che
ha detto a te?.
No, a me ha detto solo: Aaack.
Aaack?.
Aaack. E poi si  curvato in avanti, ha afferrato le proprie ginocchia e
ha cominciato ad ansimare affannosamente.
Nel MONDO DEI corridori, come nell'oceano, c' una feroce gerarchia.
L'agile sardina viene mangiata dal terribile barracuda, che viene mangiato dal
meraviglioso squalo mako. In pista, tali posizioni sono scritte nero su bianco,
e ci vuole molta visibile fatica per alterarle. Ovviamente nei corridori nasce e
si fortifica l'orgoglio; un orgoglio che pu derivare solo dall'incessante lavorio
della carne recalcitrante, da dolorosi mesi passati a limare e a bruciare tutto
il superfluo, tutto ci che attenua la forza e impedisce al corpo di essere un
proiettile. Il corridore diviene quasi sprezzante. Guarda con rispetto e paura
quelli pi forti, con simpatia o tolleranza quelli pi lenti (che percorrono un
cammino da lui abbandonato molto tempo prima). Riuscire a disfarsi di un
singolo secondo viene annunciato ai famigliari come fosse una gravidanza.
Quenton Cassidy aveva corso il miglio in 4'00 e 3 decimi e per quanto
il mondo sportivo fosse rimasto quasi indifferente, chi corre il miglio in
quattro minuti costituisce una stirpe rara, come ad esempio quella degli
astronauti. Contando anche le staffette, il nome Cassidy era presente in
otto voci diverse nei registri dei record scolastici. Per quanto Jack Nubbins
fosse un giovane corridore di talento, Quenton Cassidy aveva visto lo Spettro
di persona; una volta oltrepassati i familiari strati di tenebre e fatica, in
genere perveniva a qualcosa di pi di un desiderio fugace e senza nome di
conquistare dei trofei di plastica. Lui e Nubbins non gareggiavano nemmeno
nello stesso campo.
BUONGIORNO, CAPITANO Cassidy, lo salut Michael Mobley, campione
americano di lancio del peso. Sovrastava il suo tavolo come fosse un giocattolo.
Buongiorno, capitano Mobley, gli rispose Cassidy. Sar da voi in un
momento. Probabilmente era stato Cassidy a dare il via a questa esagerata
gentilezza tra capitani. Provava un'inevitabile affinit per le tradizioni pi
innocue.
La sala mensa della Doobey Hall dava un'idea di che cosa potrebbe succedere
se un cargo pieno di lombate crude si schiantasse tra i leoni della savana.
Dozzine di atleti urlavano, ridevano, si prendevano in giro e si riempivano
l'un l'altro di pugni, in quella piacevole intimit che lo sport concede
ai gruppi di giovani uomini, la stessa che avrebbero inconsciamente
rimpianto per il resto delle loro vite.
C'era un notevole pandemonio, intriso di buonumore, mentre consumavano
abbastanza calorie da sfamare una piccola citt. I fondisti, relativamente
magri, mangiavano pi di quanto ci si potesse aspettare (Cassidy aveva
riempito il suo vassoio con tre uova strapazzate, due pancake, una salsiccia,
quasi un litro di latte, e due ciambelle per dessert). Un colosso come
Mobley, dal canto suo, mangiava semplicemente come se non ci fosse un domani.
Con concentrazione e dedizione incrollabili, si sedeva e consumava.
Devo mantenermi in forze, non trovate?, era solito dire. Altrimenti
tocca prendere gli steroidi anabolizzanti, e non voglio che i miei gioielli si restringano
come noccioline, non trovate?. Rideva come una grancassa.
I pesisti erano vanitosi, virili, e a dire il vero piuttosto gentili; non avevano
mai bisogno di essere aggressivi, data la loro stazza imponente. Questa stirpe
si faceva strada nel mondo lanciando a grandi distanze pesi da sette chili,
scaraventando dischi di fibra di vetro nella stratosfera, scagliando giavellotti
di alluminio oltre l'orizzonte. Erano il richiamo pi diretto ai tempi antichi
nei quali queste arti venivano coltivate per sfondare e trafiggere l'armatura del
nemico, e ucciderlo a distanza. Nell'antichit, erano loro l'artiglieria pesante.
La sicurezza di chi faceva bene queste cose era enorme, e non necessitava
certo del supporto dell'arroganza. Avevano paura solo l'uno dell'altro.
I fondisti erano dei sereni messaggeri. I loro antenati spirituali, tra piste
di legno e sentieri di montagna, custodivano i loro segreti solitari, portando
messaggi dei quali potevano solo intuire la rilevanza. Bastavano a se
stessi, oggi come nella notte dei tempi. Fondisti e pesisti erano legati da un
tacito e profondo rispetto, che tutti capivano pur senza discuterne. In un
modo o nell'altro, tutti avevano a che fare coi limiti assoluti del corpo e
dello spirito, ma i corridori e i pesisti in qualche maniera sembravano comprenderli
in modo speciale, ed erano spesso ottimi amici.
Con velocisti e saltatori era tutta un'altra storia. Avevano a che fare con
un singolo istante esplosivo, nel quale vincevano o perdevano tutto. Forse
erano i discendenti spirituali delle truppe d'assalto che balzavano nelle trincee
nemiche e si arrampicavano sulle barricate per guidare l'attacco. Erano
nervosi, ipersensibili, o raggianti per una vittoria, o impantanati in qualche
palude. Erano i maniaco-depressivi dell'atletica. Non facevano che darsi la
carica con le proprie fanfaronate, per ritrovare coraggio oppure per intimidire
gli avversari. L'intensit delle loro gare era feroce, quasi crudele.
Un saltatore in alto resta in volo per meno di un secondo e mezzo. La gara di
uno sprinter dura dieci secondi. Un saltatore con l'asta rimane con la sua
catapulta in fibra di vetro nella mano a contemplare la sua sfida per molto
pi dei tre secondi nei quali si dimena nella gelatina dell'aria. Cassidy li compativa
per l'intensit delle loro gare, ma allo stesso tempo li invidiava. Avrebbero
grugnito in uno sforzo sovrumano, e i muscoli elastici avrebbero risposto
ad anni di allenamento ai pesi e di esercizi esplosivi, librandoli in alto,
ancora pi in alto, disegnando un arco di tecnica impeccabile (tanto rapido
che non ne avresti colto la bellezza, se non avessi saputo che cosa guardare),
un momento atroce, colmo d'odio per la temuta asticella bianca e
nera - un ostacolo fragile, foriero di vergogna, odioso al tocco - e poi con
una caduta libera (agitando il pugno tra gioia e sollievo) sarebbero tornati
sul pianeta Terra. S, a suo modo era una cosa speciale, pensava Cassidy, in
particolare nei giorni pi caldi di primavera, quando doveva correre quindici
o venti quarti di miglia su una pista appiccicosa, luccicante d'afa.
In ogni occasione, i commensali di Cassidy rendevano la cena animata.
Lui e Mizner, ancora umidi dopo la doccia, avevano appena riempito i
propri vassoi e si erano seduti di fronte a Mobley, che dava l'impressione di
mangiare con entrambe le mani.
Ho sentito che voialtri avete lisciato il pelo a qualche cagnolino stamattina,
disse Mobley, senza smettere di ingozzarsi.
Non riesco proprio a immaginare in che modo i dettagli di una corsa
mattutina possano interessare a un membro del club dei gorilla, disse
Mizner, che sapeva bene come Mobley non reagisse ai commenti impertinenti.
Quel gigante di due metri, pesante 120 chili, a malapena smise di masticare.
Guard avanti a s con un'espressione lievemente infastidita.
Per cortesia, assicurati di tenere al loro posto quegli sfigati, capitano,
disse a Cassidy, fagocitando mezzo pancake. Inghiott. Abbiamo la possibilit
di vincere qualche bella medaglia quest'anno, e voi uccellini di
palude avrete bisogno dei loro punti.
Uccellini di palude, dici?, disse Mizner, picchiando sul tavolo col manico
del cucchiaio, come un bambino impaziente. Uccellini di palude? Io
ho intenzione di pomparmi i muscoli per un paio di mesi e farti il culo,
giovanotto. L'immagine evocata da una tale affermazione scaten l'ilarit
in tutta la sala.
...
.
...
CAPITOLO 4.
...
.
...
Corsa campestre.
...
.
...
Per CASSIDY, COME PER ogni corridore, l'anno era diviso in tre parti. L'autunno
era periodo di corsa campestre, una stagione di corse di sei miglia
che si estendeva dal caldo dell'estate indiana della Florida al fango ghiacciato
di novembre a Nord e a Ovest. D'inverno si gareggiava indoor: era
un periodo di corse emozionanti sui piccoli circuiti in legno delle grandi citt
del Nord-Est. La primavera e l'estate servivano a quella che Denton chiamava
la vera corsa. Durante il tetro periodo autunnale e invernale, comunque
sia, la vera corsa era troppo distante per pensarci.
Cassidy non amava la corsa campestre; la distanza era troppo lunga per
uno specialista del miglio, non gli piaceva non essere in grado di sentire il
traguardo durante la gara. Sei miglia sembravano interminabili a un corridore
abituato alla deliziosa simmetria perfetta di quattro quarti di miglia corsi
in circa sessanta secondi l'uno (non sentiva mai il primo giro, il secondo
e il terzo erano un vero inferno, ma finivano in fretta, mentre l'ultimo giro
passava nel vertiginoso annebbiamento dello sprint e nel passo meccanico
da zombie dovuto al debito d'ossigeno).
Che cosa c' che non va nella corsa campestre?, chiese Denton. Il riscaldamento
era un piacere quieto, un miglio corso in scioltezza pieno di una
profonda e dolente soddisfazione.
A certa gente strana piace, rispose Cassidy. Denton e Mizner si diedero
un'occhiata silenziosa. L'avevano gi sentita questa storia.
Sei miglia... diecimila metri, disse Cassidy disgustato, tra valli e colline
nel mezzo del nulla. Con la bava che si congela sul tuo maledetto mento.
Cinquecento selvaggi nel fango che corrono coi loro tacchetti lunghi
incollati ai tuoi talloni. Oh, io adoro la corsa campestre, come no. Mi piace
anche essere scorticato vivo con un rasoio arrugginito.
Ma come, Quenton, sei stato campione di corsa campestre alle superiori.
L'ho visto sul tuo annuario. Avevi un ritaglio dal giornale del mattino e
uno da quello della sera. Non ricordi?, chiese Denton con seriet.
Mizner si mordette il labbro.
Anche infilare la mia lingua nella presa elettrica sarebbe molto divertente,
disse Cassidy ombroso.
Ma tu hai vinto....
S, e tanto per precisare,  stata mia madre a ritagliare quei giornali, lo puoi
capire da come sono stati sforbiciati con cura. Non  il mio modo di fare.
Quenton Cassidy, campione di corsa campestre....
Era una gara di due miglia e mezza, e la concorrenza era terribile. Molti
rivali del luogo mi avrebbero potuto dare filo da torcere, se solo la corsa
fosse stata pi breve di due miglia e un quarto. Erano il tipo di ragazzi che
urlano e sbraitano per le prime cento yard, come se si stessero divertendo
da matti....
Ma non riuscivano a tenere il passo, eh?.
Mi spezza il cuore vederli urlare e sbraitare cos, o parlarsi con nonchalance
come se non gliene importasse nulla. Cassidy sembrava davvero perplesso.
Ma comunque sia sono degli ossi duri. Denton non mollava la presa.
Per qualcun altro, magari. Cassidy sorrise a Mizner. Quando ho passato
il nastro, il secondo era a circa mezzo miglio. Forse avevano mandato
per sbaglio la squadra di lotta libera. Ma Palm Beach County non  certo nota
per i suoi assi della corsa campestre.
Di solito Mize ti stacca proprio di mezzo miglio, vero?.
Cassidy finse di essere stato punto sul vivo: Non c' bisogno di sottolinearlo.
Ti ho detto che non mi piace.  roba per voi animali da lunghe distanze.
Gli specialisti del miglio sono troppo raffinati per certe stronzate bucoliche.
Lo stesso vale per i maratoneti, i marciatori, quegli svitati dell'orientamento
e tutti quelli che cercano di evitare un confronto reale, disse Denton.
Vero, comment Mizner. Gli piaceva quando Cassidy era costretto a
incassare.
Un confronto reale sono quattro giri di pista e una nuvola di...
polvere di Tartan, disse Cassidy.
Questa  brillante.
Polvere di Tartan?, chiese Mizner.
Davvero molto brillante. Denton scuoteva il capo.
Ragazzi, potete anche andarvene a....
Vacci piano, amico, lo ferm Denton, facendo per scherzo la voce baritonale,
come il Cavaliere solitario che cercava di calmare il suo vecchio
cavallo Silver dopo una dura giornata passata a inseguire i
desperados. Cassidy rise e poco convinto fece per dare una gomitata a
Denton, che si scans alzando gli occhi al cielo.
L'allenatore Benjamin Cornwall stava per salire in macchina, quando
vide i tre che si spintonavano vicino al casale. Il suo lavoro bastava
a sfiancarlo, non riusciva proprio a capire come venti miglia di corsa
al giorno potessero rendere certe persone cos giocose.
Altri tre?, chiese Cassidy.
Come minimo.
Lui e Mizner stavano facendo degli scatti di cento yard sull'erba, cercando
di mettersi in moto e garantirsi un po' di resistenza all'acido lattico. Volevano
essere nel pieno di quella che qualcuno chiama la seconda ondata
prima della partenza della gara. Di solito i corridori usavano il termine tecnico
della fisiologia, omeostasi. Comunque fosse chiamata, implicava un riscaldamento
piuttosto duro. Avevano gi corso tre miglia a ritmo blando.
I meeting di due soli team non erano affatto frenetici, e Cassidy non era
infastidito da questa versione in miniatura della corsa campestre. In genere
un solo team avversario non disponeva di abbastanza corridori di talento
da rappresentare una vera sfida, anche per Cassidy. Lui e Mizner non consideravano
questo sabato in particolare abbastanza importante da dover in
alcun modo allentare i propri allenamenti. Il giorno prima avevano corso sedici
miglia, una strategia nota come ripassare una gara. Quando vieni
sconfitto da un atleta che sta ripassando, vuol dire che ti ha
stracciato totalmente, anima e corpo: l'Ordine Immutabile viene
stabilito definitivamente,
e solo una condotta criminale pu essere in grado di alterarlo, a patto di
utilizzare delle mine antiuomo.
Bruce Denton li raggiunse da dietro e si un ai loro scatti. Anche a questi
ritmi veloci, le sue gambe si muovevano come spettri, senza sforzo apparente.
I corridori dell'altra squadra lo guardavano furtivi. Cassidy pens:
quei piccoli figli di puttana sono in adorazione.
Ti fai la tua corsa mattutina?, chiese Mizner.
Esatto. Ho pensato di passare a dare un'occhiata, tanto per divertirmi.
Odio gareggiare al mattino, disse Cassidy.
Di tutta questa vicenda c' ben poco che ti piaccia, non  vero, amico
caro?, gli sorrise Denton.
Non molto, suppongo, ammise Cassidy scuro in viso. Mi vanno le budella
sottosopra....
Questi tizi hanno qualcuno che vale?, chiese Denton.
Quello coi capelli rossi, gli rispose Mizner, gesticolando. Quello che
chiaramente non ci sta guardando.  Eammon O'Rork, un irlandese originale
d'importazione. Immagino che non potessero permettersi un africano.
Mizner, senza rendersene conto, stava scimmiottando Cassidy.
L'anno scorso t'ha messo paura al coperto, non  vero, amico caro?,
chiese Denton a Cassidy.
Paura non  la parola giusta. Erano i giochi Mason-Dixon di Louisville.
Risultato finale: il vostro amico, 4'00 e 2 decimi; il novellino irlandese,
4'00 e 2 decimi. Ma siamo arrivati pi vicini di quanto sembri.
Denton rise, mentre insieme iniziavano un nuovo scatto. La faccia lentigginosa
di O'Rork era rabbuiata dalla concentrazione mentre si riscaldava.
Fissava costantemente l'orologio, cronometrando i minuti. Ne mancavano
otto prima che venissero chiamati alla partenza.
O'RORK era PI GRANDE del resto del suo team; pi grande e molto pi
maturo. Il suo talento e il suo coraggio derivavano dalla durezza della vita
in Irlanda del Nord; affrontava il fondo con l'ardore spartano di chi  davvero
affamato. Denton valut lo scatto dell'irlandese, e pens: c' sempre
dietro qualcosa, non  vero? Ci siamo noi, c' chi lotta per il titolo, chi  ferito
e chi  veloce...
O'Rork stava pensando alla vittoria di un nonnulla di Cassidy della stagione
precedente. Ancora gli bruciava. L'americano era un tipo a posto,
immaginava, ma di spirito troppo allegro per andargli davvero a genio.
Qualche settimana dopo il meeting di Louisville, O'Rork si era beccato
un'influenza intestinale ed era stato tagliato fuori da gran parte della stagione
estiva. Era stato un dicembre pessimo: un telegramma (appeso in
una busta di plastica dall'aria severa sulla porta della stanza del suo dormitorio)
gli aveva portato brutte notizie da casa sua. Era rimasto seduto quietamente
per cinque minuti, fissando quel piccolo messaggio triste e giallo,
poi si era messo le scarpe d'allenamento e aveva cominciato a correre nella
fanghiglia grassa delle colline che circondavano il suo campus in Tennessee.
Era cos finito a letto per due settimane, e non gli sarebbe importato nulla
di morire. Di freddi mesi di dicembre, pens, guardando lo spensierato rivale
americano, ne ho conosciuti anche troppi.
MANCAVA meno DI MEZZO miglio all'arrivo. Cassidy correva poco dietro
la spalla sinistra di O'Rork, fissandogli il collo pieno di lentiggini. Si stava
facendo trainare senza malizia o ironia. O'Rork non dava modo di capire
se la cosa lo stesse infastidendo.
Pi avanti, Jerry Mizner passava sulla discesa del traguardo, sul suo volto
lo sforzo ben pi gradevole della vittoria. Aveva usato una tattica semplice:
staccarsi da tutti. Isolati anche loro dal resto dei partecipanti, i due specialisti
del miglio sgomitavano nella fatica senza tensione di chi lotta per il
secondo posto.
Cassidy era al limite. Avevano corso il primo miglio in 4'37 e Cassidy
aveva pensato allarmato: Perlamordelcielo, fa male. L'allenamento pesante
delle settimane precedenti l'aveva fiaccato; quando cercava uno slancio che
potesse consentirgli di tenere il ritmo, trovava solo una violenta sensazione
di sforzo che gli era familiare: era in riserva. Questo weekend non era per
nulla piacevole.
Nelle ultime due miglia era riuscito a tenere il passo di O'Rork solo grazie
a una mesta combinazione di volont e speranza. Superalo, bastardo, si
diceva Cassidy. Poi cerc dei pensieri neutrali, si fiss sulla spalla lentigginosa,
e riusc ad astrarre la mente: scivolare, fluttuare, avanzare. Senza vergogna
indietreggiava innanzi al disagio che stava provando. Gli pass anche
per la testa di ritirarsi, un sentimento non insolito, ma sapeva che non
sarebbe accaduto. Continu anche a dirsi che non sarebbe sempre stata cos
dura, perch se lo fosse stata, non ce l'avrebbe di certo fatta. Non si considerava
particolarmente coraggioso.
Un lungo sentiero percorreva la collina attraverso Beta Woods, fino alla
pista finale. La collina era ripida; intorpidiva le gambe e scoraggiava gli sprint
finali. Di proposito, O'Rork aveva fatto lavorare sodo Cassidy sulla collina,
per rimuovere chirurgicamente la pericolosit di quello scatto che ricordava
tanto bene. Spingendo forte, riusc a staccarsi. Con grande sforzo,
Cassidy lo agguant di nuovo. Non va cos male, pens Cassidy, sto solo morendo.
Tieni duro, stronzo, magari alla fine puoi essere un eroe. Il disprezzo di s
era sincero, e lo confondeva sempre, quando ci pensava in seguito.
Adesso ogni accelerazione era fonte di infinito rimorso. Mentre sputava
soffici grumi di saliva raggrumata, i pensieri cominciarono ad arrivargli solo
a sprazzi: duecento yard... non farti staccare... non farti staccare...
In prossimit del traguardo, riusciva a intravedere Mizner che saltellava
in modo buffo e gli gridava qualcosa. Da qualche parte doveva esserci anche
Andrea, ma non riusciva a vederla. Una foschia bianca - un fenomeno
normale - copr ogni cosa; era come guardare attraverso la finestra sporca
di una vecchia casa abbandonata.  buffo come lavori la mente alla fine di
una gara simile, pens. Tutta la frenesia era fuori, e lui la guardava calmo
dall'interno del suo cranio furente.
Mancavano cento yard, pens oh Cristo e tir fuori tutto quel che gli era
rimasto; questa gli era costata davvero cara.
O'Rork lo stacc in un lampo, e vinse di dieci yard.
Cassidy SI era piegato, con le mani sulle ginocchia, e vacillava disegnando
un piccolo cerchio: in un'altra occasione sarebbe potuto sembrare divertente.
Nel frattempo, gli altri corridori stavano cominciando ad arrivare chiassosamente.
Mizner lo bilanciava, tenendogli un braccio intorno alla vita.
Su, su, gli diceva con voce calda ed empatica. Cassidy non riusciva a
parlare; aveva occhi sporgenti da pazzo, respirava con rantoli rapaci, e il
suo volto era chiazzato di violetto.
Yack!, disse, cercando di tirarsi su. Troppo presto; lo stordimento lo
costrinse a tornare con le mani sulle ginocchia, come in una stretta
mortale, la posizione fetale di riposo del corridore totalmente esausto. La foschia
bianca si era addensata in una nebbia fitta; si sent svenire, ma sapeva
che il suo allenamento lo teneva al riparo da tutto, a parte l'eccessivo
calore. Erano i secondi peggiori, e capiva che come la pinna caudale, come
la moda della giacche indiane, e come la stessa repubblica americana,
sarebbero finiti, prima o poi. In seguito sarebbe arrivata quella scarna
euforia, della quale dispongono, come una ricompensa, coloro che si sono
spinti fino al limite e sono tornati indietro. Per ora, per, doveva sopportare
ancora un po' di dolore.
Andrea, che non aveva mai visto cose del genere, gli stava vicina, quasi
timorosa di toccarlo, facendogli aria con le mani e accarezzando la sua canottiera
madida. Il corridore, ansimante, sgocciolante e violaceo, era concentrato
sulla terra umida tra le dita appuntite dei propri piedi, e sembrava
ignaro della sua presenza. Stava bene?
Sicuro, che diamine, sta bene, disse Mizner, sorpreso dalla sua domanda.
Ha solo corso una gara, ecco tutto.
Vedendo che Cassidy riusciva a stare in piedi, Mizner si allontan allegramente
per controllare i risultati di squadra. Tirandosi finalmente su abbastanza
da poter tentare qualche passo, il corridore la guard e le ridisse:
Yack. Ma stavolta sul suo volto rovente c'era qualcosa che si poteva scambiare
per un sorriso. Lui le sembrava praticamente morto, non spegnendosi
misteriosamente, ma dopo una malattia culminante in spasmi di febbre
e allucinazioni devastanti. Il sorriso la rallegr notevolmente: Yack?. Gli
sorrise a sua volta.
Be',  stato molto disagevole, disse serio, cercando di camminare; non
era abituato ai tacchetti lunghi, e inciamp tenendole la mano. Che ti 
sembrato?.
Per qualche secondo ho pensato che stessi per morire. Ho avuto paura.
Be', disse gioviale,  cos che funziona la corsa campestre.
Denton, a venti yard di distanza, stava chiacchierando con gli allenatori.
Con lo sguardo, per, continuava a seguire Quenton Cassidy.
Mezz'ora dopo radun Mizner e Cassidy, e i tre trotterellarono ridacchiando
sul percorso di otto miglia, per un po' dell'allenamento di giornata.
...
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...
CAPITOLO 5.
...
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...
Le stelle del bowling.
...
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...
PER SUA stessa AMMISSIONE, Jerry Mizner era un ossessivo-compulsivo,
probabilmente una necessit per uno specialista di lunghe distanze; la
sua mente si adattava bene alla fatica quotidiana. Cassidy era per natura
molto pi impulsivo, e aveva dovuto apprendere dolorosamente la mentalit
di un corridore zelante: segnarsi i tempi, avere dei riti, non perdere
mai un miglio. Mizner e Denton, come Jim Ryun o Gerry Lindgren, erano
corridori nati, che non avevano mai provato seriamente a praticare altri
sport. Cassidy era un buon velocista, e come Peter Snell si era fatto valere
in altri sport, prima di concentrarsi sul mezzofondo. A volte, per via
del suo spirito, si sentiva un intruso in mezzo agli altri due; talora provava
vera invidia per come riuscivano a gestire agevolmente i carichi di lavoro.
Lentamente, per sopravvivere, aveva fatto suo lo stile di vita di chi
ha una personalit compulsiva. Ma quando di tanto in tanto esitava,
Mizner si dispiaceva per lui, e provava ad aiutarlo, nel mezzo di attacchi di fifa
e altre strane scenate.
Cassidy diceva cose del tipo: Il vostro ragazzone  tanto triste.
Coraggio, coraggio.
Mi ha beccato la pioggia e mi ha rovinato le figurine e le bustine di
zucchero.
Andr tutto bene....
Scommetto sul cavallo con la coda tagliata....
Sovrapporre dei tratti psicologici estranei alla propria personalit causava
una frizione che talvolta si scatenava in interessanti manifestazioni:
Cassidy che organizzava una mostra di quattro culi al vento (il celebre Quadrumvirato
del prosciutto in gelatina) dal lunotto posteriore di un onorevole
autobus pubblico; Cassidy che presentava una premiazione non autorizzata
nel bel mezzo del banchetto della corsa campestre (.. .e ora, un premio
davvero speciale, la Placca in memoria di Zazu Pitts al corridore che
ha scoreggiato di meno durante le corse mattutine); Cassidy, per dirla con
le parole pronunciate una notte da uno stupefatto Nubbins, che semplicemente
se ne va in giro a dire cazzate.
Qualunque forma prendesse la sua inquietudine, la sua energia era una
sorta di incantesimo sulla Doobey Hall. In questa societ in miniatura dove
l'esagerazione era comune, erano tutti vittime del fascino di Cassidy.
Veniva spesso cercato come consigliere, e la sua ritrosia ad accettare il ruolo non faceva che aumentare la sua aura. Veniva chiesta la sua opinione su
questioni di scuola, di soldi, d'amore e di meccanica, per quanto negasse di
essere un esperto in tali campi. Aveva il senso innato del tempo tipico degli
atleti di talento, che gli conferiva prudenza, fantasia, intuizione e l'arte di cogliere
il Momento Giusto, quello nel quale la velocit di fuga della frivola
pazzia trionfa sulla severa gravit della vita quotidiana.
Ad esempio, alla fine del suo terzo anno, nel periodo in cui si avvicinava
la malinconia dell'estate, Cassidy, annoiato dal pranzo bollente e triste della
domenica, pose un interrogativo alla sonnolenta sala mensa: Mi chiedo
se Spider  capace di superare una Volkswagen con un salto.
Spider Gordon alz gli occhi assonnato dalla sua zuppa di verdure.
Certo che riesce a superare una Volkswagen, disse il gigantesco Mobley,
con la bocca piena come al solito. Dovresti saperlo.
Certo. Ce la fa di sicuro. Spider pu saltare una Volkswagen senza problemi,
disse Cassidy.
Borbottando, tutti tornarono visibilmente delusi a quel pranzo poco
entusiasmante. Che aveva in mente Cassidy?
La domanda vera, continu Cassidy dopo una dovuta pausa, la domanda
vera che qui ci poniamo  se Spider riesce a saltare due Volkswagen!.
Le implicazioni filosofiche della questione divennero subito evidenti, e
la sala mensa si svuot come se ci fosse stata una sparatoria.
Venne passato al setaccio tutto il vicinato, alla ricerca di un certo modello di una certa macchina europea, e tutta la vicenda pass alla storia come
Il giorno in cui Spider Gordon si spacc il culo sulla quarta Volkswagen.
I nuovi arrivati, che fossero matricole o studenti che si erano appena trasferiti,
non ricevevano alcun preavviso speciale a proposito di Cassidy. Lo
avrebbero imparato a conoscere da s, come aveva fatto chiunque altro.
Signori, disse una volta Cassidy, alzandosi durante la cena e battendo
sul bicchiere per chiedere il silenzio, dobbiamo avere un piano. Dobbiamo
avere un piano anche se  sbagliato. Segu l'educato applauso di poche
persone, con lo stridio delle sedie che si spostavano, mentre tutti rivolgevano
la loro attenzione al tavolo di Cassidy. Alcuni veterani biascicarono la
loro approvazione alle sue strane idee, mentre i nuovi si guardavano attorno
confusi.
Dopo aver aspettato la fine del brusio, Cassidy prosegu: Capisco che
la Squadra Mondiale di Bowling sia un concetto relativamente nuovo. Ma
signori.una risatina, come possiamo capire dal numero dei nostri spettatori,
 un concetto per il quale  giunta l'ora!. Applausi dai veterani, novellini
sbalorditi. Certo, abbiamo commesso degli errori. Nessuno lo nega.
Mormorio di disapprovazione; ovviamente nessuno l'avrebbe mai negato.
Quando, in diretta TV, si  scucito il fondo dei pantaloni al nostro
qui presente campione italiano, Jerry Mizerelli, mentre tentava uno spare
nella sesta manche contro Akron, be', signori,  stato un momento nero
per la nostra organizzazione, cos come per lo sport in generale. Chiaramente
nessuno sta incolpando Jerry per l'accaduto, ma posso assicurarvi
che tutti noi, i giocatori come i dirigenti, stavamo incrociando le dita. Tutti
noi tranne Jerry, ovvio, che stava indietreggiando a velocit medio bassa
dopo essere stato colpito all'inguine con una sacca Brunswick nuova di
zecca con dentro due palle da bowling....
Si trattava del solito vecchio pazzo Cassidy, naturalmente, o forse c'era
la luna piena o chiss cosa. Comunque sia, era una presenza familiare per
tutti (ed era sempre troppo stanco dopo avere corso, per informarsi su come
stesse andando il salto con l'asta); per dirla in parole povere, gli veniva
concessa qualunque cosa.
A volte girava altrove il riflettore, e il suo bagliore accecante colpiva
qualcuno non altrettanto pronto per tale follia; aveva scoperto
Mizner proprio cos. Come mezzofondista nuovo arrivato, durante il suo primo banchetto
del bowling con Cassidy, Mizner era rimasto seduto in disparte
con un'espressione cupa, ed era generalmente considerato una sorta di vecchia
zitella, fino a quando, una sera, d'improvviso, Cassidy gli consegn
una fantasiosa onorificenza. Mizner si alz timidamente, mentre Cassidy
gli porgeva una lattina di Dr Pepper trasformata in un ridicolo trofeo per
mezzo di un foglio di carta stagnola. Il nuovo arrivato fiss a occhi spalancati
i volti divertiti delle persone nella stanza, in attesa della sua reazione. Si
schiar la voce. Alcuni dei veterani si scambiarono degli sguardi: ci sarebbe
stato da divertirsi.
Io, ehm, vorrei ringraziare il Signor Cassadamius per questo premio, e
vorrei anche aggiungere qualcosa, gi che ci sono. Sapete, ero un signor
nessuno prima che il Signor Cassadamius mi trovasse nella modesta terza
corsia di un bowling di Pittsburgh. Certo, ero un fenomeno locale, sapete
com'era, me la cavavo. Ma non ero in alcun modo un vero campione, cercate
di capirmi. Non ero mai stato tra i prescelti, niente del genere. E poi
un giorno arriva il Signor Cassadamius, mi guarda buttar gi qualche birillo- niente di pi, solo qualche birillo - e, bello come il sole, mi dice: Figliolo,
mi dice: Figliolo, se lavori su quel polso molle e impari a sovrastare
la palla quando l'accompagni, be', allora potresti buttarne gi un bel po'
di quei birilli. Lo considero il punto di svolta della mia carriera, che mi ha
permesso di arrivare dove sono adesso. Fece per sedersi, poi cambi idea e
rimase in piedi, schiarendosi la gola. Oltre alla scelta di una palla da undici
chili in materiale composito. Grazie.
Rimasero tutti esterrefatti per qualche secondo, prima di lasciar partire
un vigoroso applauso che si trasform ben presto in una standing ovation.
Mizner osserv i presenti con un delicato sorriso sul suo viso scuro, annuendo
lievemente col capo.
Cassidy, seduto di fronte a lui con gli occhi sbarrati, si innamor seduta
stante.
...
.
...
CAPITOLO 6.
...
.
...
Bruce Denton.
...
.
...
Se QUALCUNO gli AVESSE detto che era un grande corridore, Quenton
Cassidy l'avrebbe trovato divertente. Non era nemmeno il migliore del vicinato.
Non lo era neanche Jerry Mizner, che pure sulle sei miglia poteva vantare
premi di ogni tipo a livello nazionale. Non ci andava nemmeno vicino:
il migliore corridore della zona di Kernsville era Bruce Denton, un
dottorando in Botanica molto metodico, dall'umorismo secco. Entrambi i
giovani corridori erano dei talenti formidabili negli ambienti universitari,
ma Denton occupava una posizione elevata e sicura nella gerarchia del
mezzofondo. Gli altri corridori nutrivano per lui un tacito timore reverenziale,
e citavano le sue parole ai propri compagni con la solennit di chi
leggesse i Manoscritti del Mar Morto: Be', Denton dice che dovresti riscaldarti
cos, bla, bla.... Affermazioni del genere erano in grado di troncare
anche le discussioni pi accese.
Prima di laurearsi in una piccola scuola dell'Ohio, Denton era stato un
bravo atleta, per nulla spettacolare, che correva il miglio in 4'08. Come
molti corridori, cominci per a migliorare col passare del tempo. Si trasfer
poi in Florida, per studiare alla Southeastern, dove inizi ad allenarsi
nuovamente in modo maniacale e scientifico. Sacrific sull'altare della Costanza
non meno di due terzi della sua vita quotidiana, sette giorni a settimana,
per cinquantadue settimane l'anno. Il suo fitto calendario non
mentiva, e non saltare un allenamento divenne per lui un simbolo, un rito che
nella sua vita aveva un'importanza che non gli faceva piacere confessare,
nemmeno a se stesso.
Una volta, in un giorno piovoso di novembre, si sentiva tanto influenzato
che sua moglie, Jeannie, fu costretta a non andare a lavoro per accudirlo.
Vomit regolarmente, ed ebbe attacchi di diarrea tanto forti da soffrire di
crampi allo stomaco. Malgrado tutto, si alz dal letto e corse con andatura
incerta per due terribili miglia, pallido e tremante. Sua moglie era terrorizzata.
Nel pomeriggio lo fece di nuovo, stavolta quasi svenendo, mentre al
ritorno si trascinava nel suo appartamento. Il Dr Stavius - celebre per aver
messo una volta i punti a una ferita al piede di Roger Bannister - irruppe
furioso nella stanza di Denton, dichiarando che lo considerava un pazzo.
E perch mai pazzo?, chiese Denton, cercando di abbozzare un sorriso
con le labbra riarse. Dopo la giornata di oggi sono in ritardo di sedici miglia
sulla tabella della settimana.
Nel corso di molti anni alla Southeastern, la reputazione di Denton
crebbe, e un certo numero di corridori giovani decise di provare ad allenarsi
con lui, cercando di carpire il suo Segreto. Un nuovo arrivato si presentava
il primo giorno aspettandosi terrificanti sforzi di tutti i tipi, e rimaneva
sbalordito e rallegrato scoprendo che non era difficile sopravvivere a una
giornata con Denton. Quando si presentava il secondo mattino alle 6,30,
era di buon umore, e gi fantasticava, immaginando come avrebbe gestito
la pressione dell'inevitabile celebrit. Anche quella giornata sarebbe andata
piuttosto bene, ma avrebbe cominciato a notare qualcosa di strano. Non c'era
alcuna pausa. Il ritmo era sempre moderato, ma fisso. Se un nuovo arrivato
decideva di tenere il passo, il passo non mutava, che riuscisse o meno
a correre con gli altri. Ti presentavi a tuo rischio e pericolo.
Al terzo giorno (ipotizzando che il novellino ci arrivasse), avrebbe iniziato
ad assumere un'aria pi mesta. Tanto per cominciare, si sarebbe sentito
molto, molto stanco. Non era stato un giorno in particolare a fiaccarlo, ma
l'accumulo di miglia avrebbe chiesto il suo tributo. Non avrebbe avuto tempo
di riprendersi tra un allenamento e l'altro, e presto si sarebbe sentito in uno
stato pressoch costante di fatica e depressione, una fase che Denton chiamava
la rottura. Il nuovo corridore l'avrebbe considerata una fase pi tediosa
di quanto potesse sopportare. Avrebbe cominciato a intravedere l'orribile
verit: non c'era alcun Segreto! Avrebbe dovuto passare i suoi giorni nella stessa
esatta maniera, miglio pi miglio meno, per pi tempo di quanto potesse
immaginare, per avvicinarsi davvero a vedere degli allori. Semplicemente,
sarebbe stato il processo pi difficile e straziante della sua vita.
A quel punto, la maggior parte di loro se la squagliava. Si sarebbero interrogati
nel bel mezzo di un polveroso percorso di dieci miglia, o nella parte
peggiore di un giro di pista strappabudella, scoprendo in s la mancanza di
qualche elemento chiave. Avrebbero cominciato docilmente a saltare degli allenamenti,
e poi avrebbero smesso del tutto di presentarsi. Si sarebbero convinti:
ci deve essere un altro sistema, deve a tutti i costi esserci un altro sistema.
La percentuale di abbandoni era quasi del cento per cento.
Solo Cassidy e Mizner erano sopravvissuti al processo, e alla fine avevano
accettato la Prova delle Miglia. Quando Denton si accorse che erano
diversi dagli altri, si apr a loro, lasciando che scoprissero che quella silenziosa
macchina da corsa che era stata al loro fianco per tutti quei mesi aveva
davvero una personalit. Abituati com'erano all'esuberanza dei compagni
di squadra, erano divertiti dall'inclinazione di Denton a minimizzare. Una
volta, al suo ritorno da un'importante corsa su strada a Springbank, in Canada,
si erano radunati intorno al suo armadietto, aspettando qualche dettaglio.
Volevano sapere com'era andata.
Non troppo male, direi, rispose Denton, vestendosi metodicamente come
al solito. Ho corso un miglio al mattino e qualche altro miglio dopo la
corsa, perci il totale della settimana non ne risentir troppo. Ho pure corso
un po' all'aeroporto di Atlanta. Aggiunse l'ultima frase in modo pensoso,
grattandosi il mento.
Diamine, Bruce, a quella gara in genere ci sono tutti gli europei, gli australiani,
perfino qualche africano. Chi diavolo ha vinto?. Cassidy era impaziente.
Ah, ho vinto io, disse Denton distrattamente, pensando forse alla fortuna
di essere riuscito a correre per un paio di miglia all'aeroporto. Cristo, hai
vinto! Ron Hill, Dave Bedford, Frank Shorter, tutta gente che di solito....
Gi..., disse Denton, fermandosi un attimo mentre si allacciava la scarpa,
come se stesse rievocando un ricordo piacevole della sua infanzia. Difficile
trovare un gruppo di ragazzi pi simpatici.
Quando, nel CORSO del suo primo anno dopo la laurea, Denton emerse da
una relativa oscurit, correndo le sei miglia in 27'10 alla Drake Relays, gli
esperti di mezzofondo rimasero sorpresi da come un atleta come tanti potesse
arrivare all'improvviso a un risultato di rango internazionale. Per quanto
possa ora sembrare assurdo, all'epoca pi di uno parl di un fuoco di
paglia. In ogni campo c' gente pronta a sminuire il prossimo, a quanto
pare. Quella stessa primavera, Denton entr nella squadra olimpica degli
Stati Uniti, con gran sorpresa di tutti. Tutti eccetto il Dr Stavius e uno
specialista del miglio molto promettente chiamato Quenton Cassidy, che
guard i trial americani in televisione. Con grande coerenza, Denton super
la linea del traguardo dei 5.000 e, ancora affaticato, pass oltre le telecamere,
andandosene dallo stadio. A Cassidy sembr un gesto perfetto: l'avevano
ignorato tutti tanto a lungo.
Due anni dopo quell'Olimpiade, per quanto avessero superato la Prova
delle Miglia, conoscessero il suo Segreto, e corressero assieme nel circuito
dei college, Cassidy e Mizner sapevano meglio di chiunque altro che
Denton si cimentava a un livello completamente diverso dal loro. Cose come le
statistiche di squadra, gli scontri tra team o i titoli di categoria non lo sfioravano
nemmeno; come studente laureato, correva da solo (nominalmente
per il Team di mezzofondo della Southeastern University, del quale era
l'unico membro). Veniva pagato grazie ai grossi meeting in tutto il paese che
volevano vedere il suo nome sui propri manifesti. Nella stagione indoor era
facile trovarlo nel weekend in qualche grande citt, a correre una gara di
due miglia (che lui chiamava una doppietta) o tre.
Conosceva personalmente o aveva affrontato la maggior parte dei migliori
corridori del mondo; aveva sfidato Ron Clarke sull'erba in Australia (vincendo
grazie a un grande scatto); aveva patito l'altitudine in una gara di
due miglia, contro Kip Keino, sorridente e feroce (perdendo per via di un
grande scatto). Aveva passato molte settimane a Eugene con il Pre, Steve
Prefontaine, ascoltando pensoso i teoremi di Bowerman e Dellinger (apprendendo
stupito la confessione dello specialista del miglio Roscoe Divine,
che faceva degli allenamenti extra quando quelli che gli venivano assegnati
erano troppo leggeri). Aveva sentito Gerry Lindgren che ripeteva
corbezzoli circa tremila volte durante un'afosa corsa di venti miglia dalle
parti di Spokane. Aveva avuto una discussione lunga e piacevole con Kenny
Moore, nella quale avevano paragonato il valore dell'Etica del Chilometraggio
alla teoria facile/difficile, giungendo a una conclusione quando aveva
detto al grande maratoneta: Forse non credi al chilometraggio, ma di certo
corri come se ci credessi.
Non c'era da stupirsi che Bruce Denton confidasse pi di Cassidy o
Mizner nella gerarchia un po' rigida dei numeri scritti nero su bianco, cos
come nel fatto che lo guardassero con adorazione. Nel suo appartamento c'era
una seconda camera da letto, strapiena di oggetti, che serviva da stanza degli
ospiti, studio e sala dei trofei. Nell'angolo c'era un vecchio archivio con
dei cassetti. In quello pi in basso, l'unico con la chiave ancora funzionante,
c'era una scatola di pelle, lunga e piatta.
In quella scatola c'era una medaglia d'oro delle Olimpiadi.
...
.
...
CAPITOLO 7.
...
.
...
Andrea.
...
.
...
Mi SONO INNAMORATO di lei, credimi, disse Cassidy.
Ma se non la conosci nemmeno.
Non mi importa. Se la conoscessi magari rovinerei tutto. Hai fatto caso
alla sua piccola fronte, a com'era tutta sudata e corrugata?.
Dai....
Si stava concentrando sul suo ritmo, per l'amor del cielo.
Uff....
Era cominciato tutto cos, all'inizio dell'anno scolastico. Forse il pezzo
di spago rosso col quale si legava i capelli con noncuranza aveva fatto la sua
parte. O forse era stata l'aria molto sincera che aveva il suo volto quel giorno,
mentre i due avanzavano verso di lei sul percorso d'allenamento. Anche
Mizner aveva sottolineato quanto fosse carina.
La tipica studentessa affascinante della Southeastern University era
in genere la deliziosa figlia di un farmacista, con un piccolo corpo sodo, una
carnagione da caseificio e l'anima di un latifondista sudamericano. Cassidy
non aveva idea di che cosa rendesse tanto diversa Andrea, ma sentiva che in
qualche modo era sopravvissuta a vent'anni da ragazza attraente negli Stati
Uniti d'America senza che la sua mente venisse modellata da sua madre, dalla
Junior League o da Cosmopolitan.
Qualche giorno dopo, durante le tre miglia di riscaldamento, la rividero.
Cerca di addolcire un po' la corsa, le sugger Cassidy mentre le passavano
accanto. Le diede una dimostrazione con una versione esagerata della
cadenza classica della corsa (una cadenza che lui stesso non utilizzava, a voler
essere onesti).
Lei lo osserv, aggrottando la fronte sudata per concentrarsi. Fiss
Cassidy come se fosse un parassita acquatico che si era attaccato alla sua caviglia
mentre stava guadando una palude. Cassidy and quasi in estasi.
Sei pazzo, gli disse Mizner.
Ha apprezzato il consiglio, decise Cassidy.
Anche lei pensa che tu sia pazzo.
Come puoi dirlo?.
Che faresti se uscisse fuori all'improvviso un tizio e cominciasse a criticare
la tua cadenza?.
Lo sfiderei a una gara di corsa.
E se sulla sua maglietta ci fosse scritto PITTSBURGH HOLY ROLLERS
e cominciasse a saltellare cos... anche tu penseresti che sia pazzo.
A ragione.
Mize, chiaramente alla ragazza ha fatto piacere. Ha apprezzato il consiglio,
ripetette Cassidy, preoccupato.
La ragazza - ora Mizner era infastidito - ha una gamba malmessa.
L'ho vista ieri mentre faceva stretching in pista. Non solo probabilmente
non ha apprezzato il consiglio, ma probabilmente pensa anche che tu sia
uno stronzo.
Ah.
Ma rinunciare subito non era parte della natura di Quenton Cassidy.
Una settimana dopo la rivide al Gay Nineties, un pub considerevolmente
eterosessuale dal nome poco felice. Aveva sciolto i suoi capelli biondi, ma
era impossibile non riconoscerla. La sua camicetta bianca di cotone faceva
sembrare molto abbronzate le sue braccia sottili, e tale visione per qualche
motivo gli fece male al cuore. Aspett che le sue amiche si allontanassero
per giocare a calcio balilla, poi fece la sua entrata a gamba tesa. Lei lo vide
avvicinarsi.
Bene, bene. Ecco l'allenatore, disse, con appena un accenno di sarcasmo.
Mi ha anche un po' sorriso, pens.
Ah, s, be', io.... Bevve un sorso di birra, cominciando a gesticolare in
modo esagerato. Stupidamente, inizi a leccarsi via della schiuma dal polso.
Non farlo, gli disse lei.
Hai ragione. Ah, senti, mi dispiace se....
Tutto ok. Mi ha dato un po' fastidio, ma poi ho immaginato che magari
hai seguito un corso o qualcosa del genere, e forse avresti perfino potuto
sapere di che cosa stavi parlando.
Non propriamente, disse allegro, scivolando sulla panchetta di fronte
alla sua. Ma conosco dei tizi davvero bravi.
Fai parte della squadra d'atletica?.
Esatto, le rispose, sentendosi leggermente strano nel guardare i suoi
occhi verdi fiammeggianti nella luce bassa del pub.
Perbacco. Che sport?.
Decathlon, le rispose.
Davvero?, gli chiese lei. Quanto fai sui lanci?.
ANDARONO ALLA deriva. Sotto alle severe ombre dei cipressi e nel cocente
sole di settembre, andarono alla deriva. In una di quelle gradevoli correnti
fresche che talora la vita concede ai giovani in autunno o in primavera, andarono
alla deriva, quasi inconsapevoli del freddo in arrivo...
Non ti avevo chiesto io di andare a vedere il film, gli disse. Il libro
mi era sembrato molto immaturo. Barocco e immaturo. Il film  stato
una tua idea.
Colpa mia. Ma le tue amiche stavano solo chiedendo....
Le mie amiche pensano che Love Story sia il pi grande romanzo uscito
dai tempi del... Profeta. Saresti dovuto andarci piano con loro. Un giorno
cominceranno a sfornare bambini e non faranno del male a nessuno.
Volevo solo dire che certa roba in un certo senso riesce a sconvolgere
la tua vita reale. Capisci,  divertente parlare in modo chic e giocare nella
neve con la tua bella, ma per l'amor del cielo, non so se sar di nuovo in
grado di lanciare un frisbee a un cane senza pensare di doverlo fare al rallentatore.
Canali lacrimali stuprati. Mi dispiace che mi abbiano stuprato i canali lacrimali. Mi sembra che tu abbia detto cos.
Mmra....
E poi hai proseguito parlando degli organi sessuali piccini picci degli
sceneggiatori strafatti di droga, o qualcosa del genere....
Be'....
Mary Ellen Conastee ha quasi avuto un infarto.  una ragazza innocente,
Quenton. Con certa gente dovresti andarci pi piano.
Lui guard avanti e le offr quello che definiva il suo sorriso da folletto.
Taglia corto con quel cazzo di sorriso da folletto, gli disse lei.
Andarono alla deriva. Cassidy prese posto sgraziatamente nella sua camera
d'aria, col sedere bianco congelato dalle acque ghiacciate del fiume
Ichetucknee. Andrea in qualche modo riusc ad assumere la stessa posizione
senza perdere la propria dignit: aveva anzi qualcosa di sensuale. Quando
si sdrai per prendere il sole, lui osserv con cura le due gambe scure
appoggiate al bordo della sua grossa ciambella di gomma, ma riusciva a stento
a individuare la piccola differenza tra di loro che avrebbe sempre reso un
po' anomala la sua camminata.
Era ovvio che ci dovesse essere una cosa del genere; non gli interessava la
perfezione. Quenton Cassidy non si commuoveva per i gattini, i sonetti o i
tramonti, si dedicava invece ai tragici difetti.
PER ORGANIZZARE QUESTA giornata di perfetta deriva, un passatempo che
in quella zona era una specie di tradizione, lui e Mizner - che ora stava galleggiando
un po' pi avanti con la sua ragazza - si erano svegliati alle 7,30
e avevano corso diciassette miglia. Era il solo modo per passare la giornata
dolcemente inebriati dal sidro della Boone's Farm e non mancare di rispetto
al grande Dio Calendario, con le sue caselle bianche che un giorno si sarebbero
potute presentare a tormentare il corridore pieno di rimorso. A
volte erano costretti a delle vere acrobazie per dirsi che le loro vite non erano
del tutto anormali, ma in genere non facevano che far sembrare tutto
ancor pi strano.
Potevano farlo in molti modi. Se decidevano di andare al mare, potevano
provare a correre in spiaggia, ma al contrario di quel che si crede,  una
cosa divertente solo per i primi cinque minuti, passati i quali le onde leggere
diventano invadenti, la sabbia riflette il sole in modo accecante, i granelli si insinuano insidiosamente nel tallone nella scarpa o si appiccicano al
polpaccio. Quindici miglia roventi su una spiaggia lunga e piatta
sembrano una buona trovata solo a chi non ha davvero provato a correrle. Inoltre,
l'oceano  troppo smisurato; la corsa sembra infinita.
Potevano sempre rimandare l'allenamento al ritorno, nel pomeriggio, ma
non faceva che peggiorare le cose. Niente birra! Niente vino dolce! I loro
amici li avrebbero maliziosamente tentati, per vedere se prendevano sul serio
gli allenamenti. Era troppo. Meglio togliersi il pensiero e poi godersi la
giornata come le persone comuni.
Per quanto correre a lungo al mattino fosse la cosa pi detestabile che riuscisse
a immaginare, Cassidy era euforico all'idea di essersi liberato dell'intera
mole di lavoro di una giornata. Le grosse gomme galleggiavano placide
sul fiume trasparente come gin, serpeggiando lentamente tra i tetri cipressi,
fino a emergere in gradevoli chiazze di sole. Per quanto fossero in Florida,
erano comunque nel Nord della Florida, e con l'avvicinarsi dell'inverno
avrebbero dovuto mettere da parte le gomme galleggianti fino a primavera.
Goffamente, Cassidy tampon la camera d'aria di Andrea, e la invit a
raggiungerlo sulla sua. Rischiando per qualche secondo il patatrac, lei alla
fine riusc a portare a termine la manovra.
La prossima volta lo fai tu l'abbordaggio, per favore, gli disse.
Il suo calore accanto a lui era ustionante; profumava d'estate, di giovent, di Sea
& Ski e di sesso umido e dolciastro. Indubbiamente commestibile. Il sidro
e il sole gli facevano girare la testa. I muscoli delle sue cosce tremavano per '
via dell'allenamento mattutino. Sapeva che nel giro di un mese l'avrebbero
guidato urlanti in pista. Era potente.
Ehi!, gli disse lei. Che roba ?.
...
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CAPITOLO 8.
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Dick Doobey.
...
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Il CAPO-ALLENATORE DEL FOOTBALL gir la visiera del suo sudaticcio cappellino
da baseball, appoggi la testa sulla sua poltrona Execu-Kliner da
1.495 dollari, poggi pesantemente le scarpe da allenamento sulla sua enorme scrivania
luccicante, e si chiese che cosa diavolo gli stesse accadendo.
Con orgoglio e afflizione contempl il lusso della moquette argento e bordeaux,
che al centro esatto sfoggiava il feroce Daryl l'Alligatore, appositamente
cucito a mano; l'ufficio era tanto grande che si poteva disquisire su
quale sport ci si potesse praticare.
Quelli del Rotary erano stati ben poco gentili. Anni prima sarebbe stato
trattato con il rispetto e l'ammirazione dovuti a un senatore degli Stati
Uniti o perfino a un telepredicatore pieno di soldi, ma il pranzo di oggi era
stato tanto pregno di malcelata cattiveria che ora la fronte di Dick Doobey
era corrugata come un vecchio straccio.
L. T. Doaches, proprietario del Fat Boy's Pit Barbecue sulla Interstate
75, aveva posto la domanda: visto che i primi tre anni di Doobey erano
stati definiti di ricostruzione per i cari vecchi Alligatori, e considerando
alcune previsioni iniziali in qualche misura avventate, l'allenatore come
giudicava il record di quattro vittorie e sei sconfitte della stagione appena
conclusa? Per dirla con le parole di L. T.: Cominceremo di nuovo a ricostruire
senza prima vedere che cosa abbiamo appena costruito?.
Era una domanda che colpiva nel segno. L. T. se l'era evidentemente
preparata, ma l'aveva posta impeccabilmente, e tra i borbotti e le risate del
suo gruppo aveva poi poggiato il suo largo fondoschiena sulla seggiola pieghevole
dell'Holiday Inn. Dick Doobey, nel frattempo, aveva potuto rendersi
conto dell'umore generale del Rotary.
Un po' sorpreso dalla crescente ostilit, Doobey aveva balbettato qualcosa
su alcuni interessanti giocatori dello junior college in lista di trasferimento, dei
redshirts, NOTA: Atleti tenuti per un anno in pi fuori dalla prima squadra. FINE NOTA. che ci potranno essere di grande aiuto l'anno prossimo, oltre a
qualcuna delle sue logore massime preferite. A Kernsville, i pi cinici sospettavano
che la NCAA tenesse dei seminari annuali solo per permettere agli allenatori
del football di scambiarsi tale perle di saggezza. La preferita di Doobey
era: Per vincere, bisogna innanzitutto evitare di perdere. Cose del genere.
Lo stesso repertorio che un tempo gli avrebbe garantito qualche cenno
d'approvazione, adesso aveva raccolto sommessi colpi di tosse. Davanti
a un microfono aperto e a un bicchiere d'acqua ghiacciata, si era sentito morire.
Aveva provato a raccontare qualche aneddoto divertente, soprattutto
terribili storielle a sfondo razzista su quel che aveva detto qualche giocatore,
con la battuta finale che immancabilmente incominciava con Be', accidenti, coach....
Come ultima spiaggia, aveva rispolverato alcune sue gemme del tipo Diceva
sempre mio padre, che istigavano qualche nostalgico sorriso per il
suo vecchio, se non un po' di apprezzamento per il suo maldestro erede. Non
aveva funzionato niente. Alla fine, un giornalista sportivo, un piccoletto
ebreo che Doobey detestava di cuore, aveva chiesto a Doobey che cosa ne
pensasse degli adesivi SCARICATE DICK DOOBEY che si vedevano sulle
macchine in giro per Kernsville.
Doobey si era schiarito la gola: Be', ci sono sempre stati degli elementi
dissidenti, vedete, nel nostro sistema americano, e per quanto certa gente
pensi di fare la cosa giusta, e seppure hanno il diritto di avere la loro opinione,
vedete, certa slealt nei confronti del programma pu solo....
Anche questa uscita aveva contribuito a negargli il responso positivo del
Rotary. Gli stava diventando dolorosamente chiaro che molti dei Rotariani
o erano tra gli elementi dissidenti o comunque erano d'accordo con loro.
Dick Doobey stava scoprendo che un allenatore di football in una piccola
citt del Sud pu stare tranquillo solo se sta ricostruendo o se sta dando
una lezione dopo l'altra alla squadra del Mississippi. Non esiste una terra di
mezzo chiamata Fare del tuo meglio. E puoi rivenderti la scusa della ricostruzione
solo per un po', prima di scoprire che la tua carriera sta per finire
nel dimenticatoio come una vecchia cartina stradale. Vengono fomentate delle
rivolte; i Rotariani vanno su tutte le furie; e - cosa ancora pi intollerabile!
- perfino i paraurti delle automobili invocano la tua distruzione.
DICK Doobey TOLSE I piedi dalla scrivania e spinse il bottone dell'interfono.
Mary Lou, vieni qui subito, occhei, dolcezza?. Nella sua mente mulinavano
stratagemmi coraggiosi, per quanto poco definiti. Mary Lou, sperando
in un po' di allegre effusioni, saltell nella stanza, pronta per l'azione
con la sua minigonna; aveva un'inquietante pettinatura ad alveare.
Devo prendere la chiave dell'idromassaggio?, chiese timidamente.
Non adesso, dolcezza. Ho bisogno che tu scriva qualcosa per me. Leggermente
accigliata, usc a prendere il suo notes per la stenografia.
Si tratta di un memorandum a tutti gli allenatori, da Dick Doobey come
Direttore del reparto atletica, non come capo-allenatore del football. Ah,
e non c' bisogno che tu scriva tutto, dolcezza, intendo parola per parola. Ad
esempio, quando ho detto non come capo-allenatore del football, non dovevi
scrivere non come capo.... Insomma, hai capito che cosa scrivere.
Lei abbass le spalle ansiosamente. Che mente incredibile, pens. Ogni singola
volta tra loro due succedeva una scenetta simile.
Doobey aspett di proposito per qualche secondo, come se dovesse permettere
alle sue parole di svanire, per poter cos ricominciare da capo.
Ehm. Nuove regole sulle acconciature e le procedure, uhm, di abbigliamento
per gli atleti della Southeastern University....
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
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...
Un pomeriggio.
...
.
...
I CORRIDORI GIRAVANO INTORNO al campo in erba con un'andatura lenta
e saltellante, grondanti di sudore, senza maglietta. Quando si trovavano a
trottare davanti a Ben Cornwall, lo guardavano quasi tutti all'unisono. Il
loro ansimare si faceva pi forte mentre si avvicinavano.
Uno e trentotto. Ne mancano due, ragazzi, disse loro l'allenatore. Immediatamente
abbassarono il capo e continuarono con la corsa leggera.
Erano nel mezzo della loro ripetuta di riposo, una tregua nel pieno della tempesta
di acido lattico.
Cornwall attravers il campo per misurare le prossime 660 sul suo
cronometro. Una corsa leggera di 330 yard non era un tempo sufficiente per
riprendersi, lo capiva dallo sforzo sui loro volti quando lavoravano sodo. Forse
gli ultimi due giri sarebbero stati pi veloci, ma Cassidy e Mizner si erano
assicurati che i primi sei giri avessero un'andatura costante e rapida.
Cornwall osserv attentamente i suoi due migliori corridori mentre attraversava
il campo. Sembravano meno sfiniti degli altri, ma non di molto.
Cassidy stava dicendo qualcosa a Mizner, che gli rispondeva sorridendo.
Cornwall non riusciva a sentirli, e naturalmente se anche ci fosse riuscito non
li avrebbe capiti. La conversazione, tra un respiro affannoso e un altro, procedeva
cos: Ci dev'essere un errore, disse Cassidy. Non ho ancora percepito
il senso di euforia del quale generalmente parlano i corridori.
Senza dubbio stai parlando della leggendaria terza fase.
Non ne sono sicuro, di recente non ho letto Runner's World, perci
non so come la stiano chiamando adesso.
Quando arrivarono davanti a lui, Cornwall clicc il tasto del costoso
cronometro, e ammir la potenza agile e la lunga falcata dei due corridori.
Il capo-allenatore della squadra di atletica, stranamente, non sapeva poi molto
di mezzo fondo (Cassidy e Mizner costantemente - anche se con molta
discrezione - correggevano le sue tabelle d'allenamento), visto che al college
era stato un giavellottista.
Cornwall capiva per che chi correva il mezzo miglio, il miglio e le distanze
pi lunghe costituiva il cuore di una squadra di atletica. Erano in grado
di correre di tutto, dalla staffetta sul miglio in su. Fare attenzione al loro allenamento
era un imperativo.
Aveva imparato per ben presto che i corridori dal miglio in su sono come
dei semi: quelli buoni, con ben poche cure, crescevano bene da soli.
Riusciva a capire il loro allenamento come pu farlo chi corre di tanto in tanto:
sapeva, grazie ai ricordi di quando era lui ad allenarsi, che quel che stavano
facendo sotto i suoi occhi era al di sopra della sua comprensione, cos
come capiva che la fatica quotidiana esigeva il suo tributo. In molti si arrendevano.
Anche i corridori pi promettenti, sconfortati dagli infortuni o
da pessime performance, a volte rinunciavano alle loro borse di studio.
Non provava mai a convincerli a ripensarci; sapeva che una volta che si erano
arresi, era per sempre.
Adesso, mentre guardava dal lato opposto del grosso campo, i corridori
erano all'inizio della curva, con Cassidy e Mizner che ancora li guidavano.
Da vicino si sarebbe sentito il frastuono del loro respiro, ma da lontano
sembrava che stessero veleggiando senza sforzo. Dal gruppo si stacc un corridore
pi basso, che si mise alle loro spalle. Senza dover nemmeno strizzare
gli occhi per vederlo, Cornwall immagin che fosse Nubbins. Se non lo
fanno a pezzi, pens Cornwall, Nubbins potrebbe rivelare di valere qualcosa,
dopotutto.
All'ingresso del rettilineo, Cassidy e Mizner accelerarono lievemente l'andatura,
e solo Nubbins riusc a tenere il passo. Sembravano percepire la sua
presenza, per quanto non lo dimostrassero in alcun modo. Non c' niente
di male in un finale faticoso durante un allenamento con ripetute, a patto
che la corsa inizialmente sia stata costante e impegnativa. Nascondersi all'inizio,
per mettersi in mostra dopo, veniva considerato un comportamento
sleale. Cassidy teneva da parte il suo sprint da allenamento pi spietato per
occasioni del genere.
Nubbins per era stato corretto, e ora stava cercando di affermare il proprio
status. Sapeva bene che Cornwall lo stava guardando attentamente.
Cassidy allent un po' il ritmo, e Nubbins li riprese, affiancando Mizner
all'uscita della curva. Ma quando la matricola cerc di staccarsi sull'ultimo
rettilineo, Mizner ribatt colpo su colpo. Cornwall sorrise, mentre prendeva
i loro tempi. Guardando l'orologio, pens: Cristo, hanno corso in 1,28".
Nubbins era un fantasma, dal volto privo di speranza o gioia, ma continuava
a correre. Cassidy riprese Mizner, e continuarono a trottare assieme
senza parlare. Cornwall ancora non aveva capito quell'accoppiata: erano tanto
diversi. Cassidy era disinvolto, quasi spensierato per essere un corridore;
Mizner era concentrato e sereno. Erano identici da un punto di vista: avevano
lo stesso sguardo spiritato quando iniziava l'ultimo giro di una corsa.
Il coach attravers di nuovo il campo, continuando a studiare Cassidy
e Mizner nel loro intervallo di corsa leggera. Quei due, pens. Non trover mai
pi una coppia cos. Basta segnarsi i loro tempi, assicurarsi che mangino, comprare
loro i biglietti aerei e le scarpe - spesa non da poco - e loro vinceranno
tutto quello che capiter a portata di mano.
Adesso stavano sbuffando davanti a lui, entrambi con la stessa espressione
d'attesa. Lo divertiva sempre quanto fossero interessati ai numeri, a prescindere da quanto fossero sfiniti; il tempo era la prima cosa che volevano sapere
dopo una corsa, anche dall'abisso della loro fatica.
I primi, 1,28. Cass, 1,29 e 5 decimi. Tutti gli altri a circa 1,33. Ancora
uno, ragazzi. Adesso i corridori stavano procedendo particolarmente
piano, come capitava sempre. Volevano mantenersi quanto pi freschi possibile
per l'ultimo giro, per finire su una nota positiva.
A dire il vero, all'inizio dell'ultimo giro sarebbero stati comunque a corto
di fiato, e Cornwall pens di nuovo con stupore a come sembrassero gi
arrivati al limite dopo la prima di diverse ripetute. Per quanto sapeva che i
giri successivi sarebbero stati per loro sempre pi difficili, era come se il resto
dell'allenamento non potesse sfinirli ulteriormente. Comunque sia, all'inizio
dell'ultimo giro, tutti si scatenarono, quasi come non potessero
pensare a un modo migliore di terminare la giornata. I corridori erano proprio
una strana razza, pens Cornwall. Erano strani quando anche lui faceva
atletica, e continuavano ad esserlo.
Arrivarono finalmente alla linea di partenza con piccoli passi leziosi, e con
un respiro profondo si tuffarono nell'ultimo giro, quando Cornwall fece
partire il cronometro. Si involarono alla prima curva, e Cornwall sorrise
ancora. Cassidy era gi in vantaggio di dieci yard. Arrivati al rettilineo, era
avanti di venticinque yard, e si stava prendendo ancora pi distanza.
Mizner guidava agevolmente il resto del gruppo. All'ultima curva, prima del
rettilineo, Cassidy avanzava a falcate nette ed efficienti. Nella sua andatura
c'era una spinta particolare; dalla sua espressione, Cornwall riusc a capire
che faceva sul serio. Con un vantaggio di quaranta yard, Cassidy pass il
traguardo, e Cornwall fece scattare il cronometro, quasi dicendogli l'ho preso,
con quella leggera affettazione tipica dei cronometristi. Il coach si lasci
sfuggire una sorta di grugnito nell'adocchiare il suo risultato, prima di
prendere anche il tempo degli altri. Cassidy stavolta non continu a correre,
ma si curv in avanti, aspettando.
Perch non rimetti in moto il culo, Cassidy?, gli chiese il coach.
Cassidy stava ancora ansimando, ed era ben poco divertito.
Forza, coach. Quanto? Quant'era?.
Pensi che non mi accorga di quando voialtri bighellonate?.
Cassidy alz gli occhi al cielo, sempre fermo e ansimante, con le mani
sui fianchi. Lasciamo che si diverta.
Hai fatto 1,24 e 6 decimi. L'allenatore sorrise. Tutti gli altri circa
1,29. Cassidy, annu soddisfatto, e cominci a correre piano verso Bruce
Denton, che zuppo di sudore stava guardando da bordo campo.
Non male, disse Cassidy. L'anno scorso in questo periodo avrei fatto
circa 1 '26. Cornwall sapeva che Cassidy registrava in modo accurato i suoi
allenamenti, e che pertanto non stava tirando a indovinare.
Ben presto potresti fare cose buone nella corsa campestre, se continui cos,
gli grid l'allenatore. Sapeva che si trattava di un suo punto debole.
Mizner aveva raggiunto gli altri due, che stavano per iniziare un miglio defaticante.
Come no, gli rispose Cassidy, e magari potrei correre i cento metri in
nove secondi netti, e giocare come ricevitore per i Dolphins.
Cassidy SI ABBANDON sulla panca, vestito solo di un asciugamano, assaporando
il dolore pungente delle ultime 660, e studiando le sue dita dei
piedi con grande interesse. Presto gli sarebbe caduta un'altra unghia.
I piedi pi brutti del mondo, pens, a pari merito con quelli di Denton. Si pass
la mano sul suo tendine d'Achille sinistro. Molto molle; meglio farci attenzione
e andarci piano se peggiora. Magari metterci del ghiaccio. Il caro vecchio
tango figurato per sfuggire agli infortuni. Sarebbe mai finito?
L'allenamento pomeridiano gli era costato tre chili. Non vedeva l'ora
che arrivasse un tempo pi fresco. Sotto la doccia, Denton aveva sghignazzato:
 il lupo magro che guida il branco.
Se mi catturassero in Indocina, gli aveva detto Cassidy, non durerei
una notte in una gabbia di bamb.
Potresti scappare passando tra le sbarre, gli aveva suggerito Denton.
Il corridore pi anziano era rimasto colpito dall'allenamento sulle 660,
ma era leggermente contrario a ripetute tanto dure all'inizio della stagione.
Per s aveva scelto una corsa di dodici miglia.
Per te  facile criticare, gli disse Cassidy, ancora sdraiato sulla panca,
mentre Denton si vestiva in fretta. Tu non dovrai fare una corsa da un
miglio su qualche minuscolo circuito da undici giri nel giro di poche settimane.
Devo trovare un po' di velocit pronta all'uso.
Quando ti sei trasformato in un velocista nero?, gli chiese Mizner. Che
cos' questa storia della velocit pronta all'uso?.
Lui fa il miglio, disse Denton, e ci sta spiegando come l fuori sia una
lotta tutti contro tutti. Vero, amico?.
Nell'atmosfera umida e rilassata del dopo-allenamento, arriv di gran carriera
Daniel Hayes Ingram, uno studente trainer dalla faccia rotonda, bianca
e rosa, una sorta di malinconica mappa topografica dell'adolescenza. Alle
superiori, Ingram era riuscito a entrare nella squadra di atletica, col desiderio
di realizzare il sogno della sua vita: il miglio in cinque minuti. Dopo
non esserci riuscito - per 3,4 secondi - aveva imparato a fasciare caviglie e
applicare borse del ghiaccio, evitando cos l'eterno esilio da quel mondo
intimo e neutro dove si sente solo il suono dell'acqua corrente, delle risate
grasse e dei tacchetti che picchiettano sulle mattonelle. I premi di consolazione
non riescono per a soddisfare del tutto i desideri pi profondi, pertanto
Danny Ingram era generalmente noto come una persona dall'entusiasmo
facile. Stava pigolando e sputacchiando con tanta energia da radunare
una piccola folla. Anche se non avesse avuto notizie interessanti, un trainer
impazzito sarebbe stato comunque uno spettacolo da guardare.
Hanno preso Walton!, rantol Ingram per la terza volta. I corridori si
scambiarono delle occhiate.
John Walton, idioti! Hanno preso John Walton!. I loro sguardi vuoti esasperavano
Ingram. Sapevano di chi stesse parlando, ma non riuscivano a contestualizzare.
Lo calmarono a forza, e lo fecero ricominciare daccapo. Adesso
aveva la loro attenzione, e finalmente sarebbero riusciti a capire qualcosa.
Sono appena stato nell'ufficio di Cornwall... - prese un lungo respiro
- ed  appena arrivato un telegramma dalla commissione viaggi della Nuova
Zelanda. Walton ha accettato di correre alle Southeastern University
Relays di questa primavera!  in tour e ha il weekend libero. Cristo Santo,
John Walton correr qui! Vi sembra o no una cosa speciale? Riuscite a immaginare
che cosa far ai bifolchi di queste parti quando....
Era una cosa particolarmente imbarazzante da dire, visto che, una volta
capita l'importanza della notizia, quasi tutti si erano girati all'unisono a guardare
la reazione dell'angolo dei mezzofondisti, dove Cassidy e Denton se
ne stavano seduti a guardare con grande interesse.
Be', ovviamente non mi riferivo a te, Cass, ehm.... Ma il trainer si era
scavato la fossa da solo, e arrampicandosi sugli specchi non faceva che
sprofondare ulteriormente. C'era un gran silenzio. I grossi ventilatori sul soffitto
ruotavano nell'aria rovente.
Chi hai detto che sta venendo alle Relays, Danny?, chiese Cassidy.
Uh, John Walton, il corridore del miglio di New....
John Walton?  uno bravo?. Cassidy manteneva un'espressione di innocente
curiosit. Denton si volt leggermente e diede un colpo di tosse.
Be', ha semplicemente corso in 3'49 e.... Qualcuno rideva sotto i baffi,
ma la soglia dell'imbarazzo di Danny era molto alta. Dimmi, Cass - adesso
era divorato dalla curiosit - come pensi di gestire la... situazione?.
Cassidy riflett. Guard il soffitto e socchiuse le labbra. Poi gli si illumin
il volto: idea! Penso che correr fianco a fianco con lui....
Be', certo.
Lo controller da molto vicino, per un paio di giri. Lascer che sia lui
a prendere l'iniziativa. Sar lui a correre la mia corsa, capisci?. Denton
era appoggiato al suo armadietto, e mordicchiava un asciugamano per
non ridere.
Ma si tratta di John Walton, voglio dire, quando lui....
Poi, all'inizio dell'ultimo giro, gli sar alle calcagna, e prima dell'ultima
curva....
Ma dicono che il suo scatto....
In quel momento prender una scorciatoia dentro il campo, superer
di corsa la postazione del salto con l'asta e taglier il traguardo. Funziona
sempre.
L'assembramento si dissolse in un apparente buonumore, ma nell'aria
c'era dell'inquietudine. John Walton era uno dei nomi pronunciati con riverenza
in quel sacrario di piastrelle. Di certo il nome di Bruce Denton era
nominato con altrettanto rispetto negli spogliatoi di tutto il mondo, ma alcuni
eroi lontani, di rado visti di persona, avevano qualcosa di ancor pi esotico
e misterioso. Le loro imprese erano scolpite nel tempo, nero su bianco,
in cifre che non ammettevano repliche. Walton aveva un'aura di quasi invincibilit,
dopo essere stato il primo essere umano a correre il miglio sotto
i 3'50. Per il pubblico poteva essere uno dei tanti campioni nella storia,
ma il nome di Walton faceva sudare freddo chi prendeva dai numeri la
propria competenza. Chi faceva il miglio in 3'55 lo avrebbe capito meglio
di chi lo correva in 4'05. Walton era il migliore, ma per la maggior parte
di loro era solo un'immagine. Ora che l'avrebbero visto di persona - in
carne e ossa - non sapevano che cosa pensare.
Bruce Denton era un campione olimpico. Era abituato ad altezze vertiginose,
dove nomi inebrianti come quello di Walton venivano pronunciati
come fossero semplici conoscenti, ma chiaramente per gli altri era una cosa
insolita, per quanto si sforzassero di ostentare noncuranza.
Bah, si mette i pantaloncini proprio come tutti noi, disse una matricola,
senza riuscire minimamente a scacciare dalla stanza il fantasma di
Walton.
Hai ragione, ridacchi Denton. A parte il fatto che lui si mette i pantaloncini
su gambe che corrono il miglio in tre minuti e quarantanove secondi.
Alcuni risero, mentre finivano di vestirsi, ma non ci furono ulteriori discussioni.
Cassidy era ancora seduto fermo sulla panca, con l'asciugamano
sui fianchi, troppo stanco per vestirsi. Guard Denton e sorrise. Il suo allenamento
sulle 660 non sembrava pi gran cosa.
Una creatura fantastica - fino a poco prima pi mito che mortale - stava
per assumere forma umana e attraversare gli oceani, per fare le proprie magie
sullo stesso circuito intriso del loro sudore. Nel farlo, avrebbe immancabilmente
devastato chi avesse cercato di mettere alla prova la sua potenza.
Il fatto che tale forza si sarebbe scatenata inesorabilmente su una persona
che conoscevano, uno che avevano imparato a rispettare per la sua bravura,
faceva sentire tutti allo stesso tempo a disagio ed esultanti. Di rado avevano
visto Quenton Cassidy che perdeva sul miglio, non volevano vederlo
perdere, eppure l'inevitabilit di tale risultato era in qualche modo esaltante,
come un'esecuzione.
Il loro leone sarebbe stato divorato da un leone pi grande.
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
Demoni.
...
.
...
CERCA DI capire, si tratta di demoni, disse Cassidy tutto serio. Stava facendo
stretching sul pavimento. Sul suo letto c'era Andrea, appoggiata sul
gomito. Aveva distolto lo sguardo dal proprio libro di chimica organica,
tenendo a bada lo stupore, come spesso le capitava. Scost una ciocca di
capelli via dai suoi occhiali. Aveva un'aria da perfetta studentessa.
Gli imperativi morali ve li sussurrano all'orecchio?.
Splendido. Provo a spiegarti che tipo di forze oscure mi animino e tu ti
prendi gioco di me.
Scusa, vai pure avanti. E avanti. E avanti.
Lui l'afferr per la caviglia, quella buona, e con cura la fece finire sul pavimento
accanto a lui. Il suo collo profumava come la pancia di un parrocchetto,
sapeva di fieno dolce e sciocchezze.
Mmmmm, disse lui, perso nella seta dei suoi capelli biondo grano.
Lei gli confondeva i pensieri, non riusciva a studiare in sua presenza. I colori
sembravano mutare, e la cercava senza malizia o rimorso. Le disse che
la adorava.
Lei, dal canto suo, non riusciva a capirlo. Lui talvolta diceva delle cose che
la lasciavano interdetta. Lei scuoteva la testa e gli diceva che era uno svitato.
Non si comportava in alcun modo come la moltitudine di ragazzi che
avevano cercato di entrare nelle sue grazie. Lui aveva negli occhi una
profonda stanchezza, ma sotto la superficie, ironicamente, custodiva un pozzo di
energia che ribolliva; a volte parlava a ruota libera, in lampi di prosa lucida,
per poi piombare in silenzi profondi dal quale poteva essere strappato solo
con grande sforzo. Si contorceva. Giocava con la mente di lei.
Ormai l'aveva visto correre quattro volte. Lui aveva provato a liquidare
quelle gare come faccende da poco, ma era soprattutto in quelle occasioni
che lei lo perdeva. Lei si domandava dove andasse, facendola sentire esclusa,
sola, e - osava ammetterlo? - gelosa.
Si domandava di quali territori del suo animo lei non fosse a conoscenza,
e spesso gli chiedeva di spiegarsi meglio. Sapeva solo che a volte riusciva
a ottenere solo delle risposte educate; agli occhi del mondo non sarebbe sembrata
nulla di pi di una lontana cugina arrivata a fargli visita.
Che cosa ti fanno fare i tuoi demoni?, gli chiese delicatamente, carezzandogli
la testa, e arricciandogli distratta i suoi biondi capelli stopposi.
Lui sospir: Circa sedici o diciotto miglia al giorno.
Uhm. Fece per allontanarlo, infastidita dal non essere presa sul serio.
Ma a volte, quando va tutto bene, intendo dire nel caldo dei primi di
maggio, quando c' odore di erba tagliata e hai superato l'inverno senza malattie
o infortuni, talora puoi respirare forte e sentire il tuo cuore che salta
- proprio cos, non guardarmi in quel modo - puoi sentire il tuo cuore che
salta come una maledetta lince o qualcosa del genere; in quel momento
devi uscire e scatenare i tuoi demoni. Lei reclin il capo e lo guard attentamente.
Non cercare di mettermi in ridicolo, le disse. Sei tu che mi hai chiesto
di sapere certe cose. Inoltre non sei mai stata in una forma tale da correre
il miglio in quattro minuti, non che sia capitato a molte, perci se
pensi che siano solo stupidaggini....
No, disse lei in tutta fretta. Vai avanti. Voglio ascoltare.
Ti fanno venire voglia di correre nella giungla, baby, disse tutto allegro,
di attraversare la campagna in tutta fretta, di muoverti nella notte come
una nuvola irrequieta. Aveva lo sguardo perso, ma la sua voce scimmiottava
la solennit di un predicatore del Sud. Percependo un reale interesse
da parte di lei, riprese il ritmo.
Ti fanno sfrecciare nel cuore della notte, spinto da una dose della tua
adrenalina, pronto a correre per cento miglia; mi riferisco a quando sei
davvero in una forma da quattro minuti. Ti agitano e ti impregnano dell'odore
della foresta, e sei pronto a saltare come ostacoli i tronchi caduti, a
scapicollarti, a lasciare il tuo sangue nei cespugli....
Lei spalanc gli occhi.
E poi quando hai imbrigliato i tuoi demoni - la guard intensamente
- ti fanno tornare placido nel gruppo, a correre tranquillo per tre giri...
fino a farti ululare prima dell'ultima curva e bruciare l'ultimo maledetto
rettilineo come fossi il treno di mezzanotte diretto all'inferno!.
Lo disse scherzando, con la sua finta voce da predicatore, ma lei nei suoi
occhi riusc a vedere, per quanto non a comprendere, le immagini eteree di
un Empireo lontano, abitato da altre creature soprannaturali, anche loro,
senza eccezioni, fatte quasi di puro spirito: campioni dei pesi massimi, scalatori
di vette inarrivabili, santi pronti al martirio, e altri devoti all'impresa
Impossibile, calmi e tristemente ironici.
Sei pazzo, senza dubbio, gli disse piano.
Andiamo, le rispose, rompendo l'incanto. Dobbiamo incontrarci
con Mize al Nineties.
STIAMO PARLANDO DI imprese umane e di illusioni, disse Cassidy, sgranocchiando
pistacchi. Avevano quasi finito la seconda pinta di birra; era gioved
sera: i rumori di fondo del calcio balilla e del flipper quasi sovrastavano
la conversazione.
A tutti piace pensare di avere la propria piccola nicchia; pu essere
qualunque cosa: il cucito, il giardinaggio, di tutto. C' chi pu trarre piacere
dal pensare di essere il migliore responsabile di frutta e verdura della storia
dei supermercati A&P. Va bene cos. Fa sentire degne le persone in un mondo
affollato nel quale tutti si sentono parte della tappezzeria. E soprattutto
si risparmiano la straziante pena di dover contemplare la propria mediocrit.
A parte la gara di cucina di Pillsbury, non esiste per alcun modo per sapere
chi fa il miglior souffl di carciofi del mondo, non  vero?.
Capito. Non menare il can per l'aia, parlami dei demoni, gli disse lei.
Giusto. La questione  che nell'atletica siamo sempre dolorosamente
consapevoli del nostro rango, non solo rispetto ai nostri contemporanei,
ma nella storia. Da questo punto di vista,  diversa da tutti gli altri sport.
Un cestista pu avere una giornata di grazia e sentirsi il miglior rimbalzista
mai sceso sul parquet, ma non dovr mai confrontarsi con la cruda verit,
giusto? Forse il suo  un campionato da poco. Forse Jumping Joe Faulks se
lo sarebbe mangiato vivo trent'anni fa. Non avr mai modo di saperlo. Dovr
lasciare certe speculazioni nelle mani patetiche dei giornalisti sportivi,
molti dei quali, mi  stato fatto notare, possono essere corrotti con una bistecca.
Mizner annu vistosamente da dietro a una montagna di popcorn.
Nell'atletica  tutto scritto nero su bianco. In molti non sopportano
una pressione simile; l'ego vacilla di fronte alle prove tangibili. Portiamo
sempre con noi il nostro curriculum; ecco perch i numeri per noi sono
tanto importanti, e non facciamo che parlarne. Ad esempio, io sono quattro
punto tre. Questi numeri me li potreste incidere sulla fronte. Il gentiluomo
qui presente, signori e signore,  27'42, noto anche come 13'2I,
se non sbaglio.
Mizner si inchin con grazia, abbozzando un brindisi. Sembrava divertirsi
immensamente.
Qualcuno che la sa lunga potrebbe domandare se si tratta di yard o di
metri, e senza dubbio sono yard, disse Mizner.
Non fare il gradasso.
Cosa?.
Non fa niente, lo interruppe Cassidy. Il punto  che non solo sappiamo
se siamo bravi, mediocri o incapaci, ma sappiamo anche se a un certo
punto siamo primi, terzi o centonovantasettesimi. Ce lo dice Track & Field
News, che ci interessi sentirlo o meno.
Sempre ammettendo che si riesca a entrare nella lista, aggiunse Mizner.
Esatto. A volte  possibile, malgrado i tuoi sforzi migliori e un centinaio
di maledettissime miglia a settimana, che tu non esista nemmeno.
Ti infastidisce, vero?.
Mi spezza il cuore, cara mia.
Ma tu puoi battere quasi tutti. Lo sappiamo, vero? Non  abbastanza?
Non  quel che vuoi?.
Certo. Dentro di me, so che sono quel che un giornalista sportivo definirebbe
un performer regolare. Non importa davvero nulla quante corse
posso vincere. Ancora non sono sceso sotto i quattro minuti. Roger Banni-
ster c' riuscito nel lontano 1954. Ho passato sette anni della mia vita lavorando
sodo per questo, e finora sono... nella media. Succede anche ad altri,
forse ai pianisti classici, o agli attori e a gente del genere. Ma loro non
devono sottostare come noi alla crudele freddezza dei numeri.
Mettiamola cos, prosegu. Ci sono un tizio a New Haven, uno in
Kansas, uno a Boston, uno da qualche parte perfino in Minnesota, e due - ora Mize mi fa segno che sono tre - in Oregon che potrebbero chiedermi a
ragione di lavare i loro sospensori. E stiamo parlando solo degli Stati Uniti.
Si d il caso che ci sia un giovanotto in Nuova Zelanda, proprio adesso,
che risponde al nome di John Walton, il quale respira aria comune e mangia
il nostro stesso cibo; quel figlio di puttana ha corso il miglio pi velocemente
di qualunque altro essere umano, 3'49 e 1 decimo, per l'esattezza.
Non penso proprio che il caro vecchio John lascerebbe che sia io a lavare il
suo sospensorio, non pensate? Mize?.
L'altro corridore fece solennemente di no con la testa.
E tutto questo ha uno scopo?, chiese Andrea.
Dipende da che senso dai alla parola scopo.  una scelta semplice: possiamo
essere dei bravi ragazzi, metterci il giubbotto della nostra universit,
prendere i nostri bei voti e trovare una ragazza con la quale sistemarci... affrontare
quelle che un nostro amico chiama le sfide del giardinaggio....
Mizner stava ridacchiando, mentre Andrea ascoltava rapita. Cassidy fiss la
propria birra.
Oppure? Qual  la tua alternativa?. Lei si protese verso di lui, nel tentativo
di riprendere il discorso. Lui la guard sorpreso: gli si illuminarono
gli occhi come prima, e la sua voce si riemp nuovamente di entusiasmo.
Oppure possiamo sfolgorare! Diventare leggende della nostra epoca, e
riempire di paura il cuore dei talenti mediocri in ogni dove! Possiamo correre
come cani impazziti, stabilire record irraggiungibili! Possiamo lasciare
senza fiato gli spettatori mentre scattiamo in modo sovraumano quando
mancano ancora trecento yard! Possiamo diventare i messaggeri di Dio e
consegnare le terrificanti tavole della legge! Possiamo sfidare il crudele Satana,
e fargli sputare cenere sul rettilineo dell'inferno!. Adesso si stava lasciando
trasportare dalle proprie parole.
Pronunceranno i nostri nomi con circospezione. Diranno di noi: Quelli
l sono degli animali! Gli faremo mangiare la polvere, li stracceremo, li
ridurremo a brandelli. Possiamo sprintare in curva nella brezza di primavera,
sentendo l'inverno che scivola via dai nostri piedi!.
Andrea, sulla panca del bar, aveva indietreggiato, con gli occhi sbarrati,
inghiottendo la saliva.
Perdio, possiamo scatenare i nostri demoni e ulularci. Alz il mento e
lasci partire un urlo inquietante. Il biliardo, il calcio balilla e i flipper sembrarono
fermarsi all'unisono. Mizner, non accortosi dell'improvviso silenzio,
colpi forte il tavolo per dirsi d'accordo.
SI, si, maledizione,  cos! Ouuuuuuu!!!. Alla fine del suo grido, guard
i volti allibiti degli universitari tutt'intorno, e si imbarazz.
Oh signore mio, disse lei, con gli occhi lucidi. Ma nel dirlo sorrise, un
sorriso confuso che diceva che poteva trovarsi di fronte a qualcosa - anche
se ammetterlo andava contro i propri interessi - di fronte a qualcosa di...
straordinario. In seguito, avrebbe sempre considerato quel momento come
l'attimo in cui si era davvero innamorata di Quenton Cassidy, un pazzo infastidito
e incantato da pensieri astratti che lei non riusciva a capire. Si era
innamorata di lui persino per il modo in cui se ne stava seduto, spossato
dopo la sua performance, a disegnare distrattamente degli scarabocchi col
dito nella birra versata.
Erano tutti un po' ubriachi.
 STATO BELLO, disse Cassidy. Tre giorni dopo, stavano tornando nel buio
verso la Doobey Hall, mano nella mano. Per quanto fosse novembre, fuori
faceva ancora piacevolmente caldo.
Non so. All'inizio mi faceva un po' paura. Ma  stato bello guardare le
stelle, disse Andrea.
La gente andava sempre a far l'amore guardando le stelle, fino a quando
Alexander Graham Bell ha inventato il motel, le disse. Te l'avevo detto
che non ci avrebbe infastidito nessuno. In pochi sanno dove tengono il
materasso da allenamento per il salto con l'asta. Il principale lo usano in
tanti. Mi chiedo come facesse la gente ai vecchi tempi, quando i saltatori
finivano nella segatura.
Fare l'amore sul materasso del salto con l'asta, sospir lei. Se lo sapesse
mia madre. Se ne uscirebbe con una frase del tipo l'asta della passione,
o una cosa del genere.
Alle madri piacciono battute simili. Come se nei giochi di parole ci fosse
sempre della saggezza nascosta.
Immagino che sia cos.
Se avessero camminato ancora pi piano sarebbero parsi ridicoli: tendevano
entrambi istintivamente a prolungare i momenti preziosi. Avvicinandosi
alla Doobey Hall, lui sent del fracasso provenire dal retro.
Vieni con me. Le prese la mano. Se  quel che penso, ci sar da divertirsi.
Dietro all'edificio c'era un grosso garage che era stato trasformato in
magazzino e sala per le feste. Dentro cerano un vecchio tavolo da ping pong,
un jukebox d'altri tempi che non funzionava pi e dei mobili dell'epoca di
Sidecar Doobey. Cassidy apr la porta per Andrea, e i due rimasero in fondo
alla piccola folla. Sul pavimento di cemento sabbiato era stato ricavato
lo spazio per un'arena del salto in alto in miniatura. Andrea era perplessa.
Che stanno.... Cassidy la azzitt. Ron Spider Gordon si trovava all'estremit
della zona sgombra alla loro sinistra, con gli occhi concentrati sulla
ridicola assicella improvvisata. Avevano preso due grossi attaccapanni,
sui quali avevano fissato delle stampelle con del nastro adesivo, per reggere
la barra orizzontale, una vecchia canna da pesca di bamb. Una pila di materassi
serviva come confortevole zona di atterraggio. Cassidy pens al materasso
del salto con l'asta, guard Andrea sospirando forte, e a sua volta venne
azzittito. Gordon stava per iniziare la sua routine, come tutti i saltatori,
stringendo e allargando i pugni, mormorando tra s e s, facendo piegamenti
alla vita, e agitando i polpastrelli come se indossasse dei guanti senza dita.
Era la tipica Danza dell'ansia dell'atleta, a parte il fatto che era evidentemente esagerata, visto che si faceva la telecronaca da solo, come fosse un
cronista di golf.
...e cos, signore e signori, il celebre saltatore italiano, Ron Don
Giordanie, sente tutta la pressione su di s, in questa finale olimpica nel magnifico
nuovo stadio di Roma, davanti a migliaia di speranzosi compatrioti....
Andrea non capiva cosa stesse accadendo. L'assicella improvvisata era ben
oltre la testa dell'atleta di un metro e ottantacinque, e sapeva che non aveva
spazio abbastanza per fare pi di due o tre passi. Si mise in punta dei
piedi e sussurr a Cassidy, che stava osservando la scena con un gran sorriso
sul volto: Quenton, che cosa sta per....
Cassidy le fece ancora segno di tacere, indicandole col mento il saltatore.
Guarda e basta, le disse.
Era una cosa che lasciava senza fiato, per quanto la maggior parte di loro
l'avesse vista molte volte. Gordon termin la sua cronaca: Sembra che sia
pronto... eccolo, adesso.... Dopo tre lunghe falcate in scioltezza, il saltatore
si libr nell'aria con ali segrete, volteggiando oltre l'assicella con facilit,
rimanendo in volo per quelli che sembrarono molti secondi, prima
che la gravit tornasse a farsi valere. Aveva superato la barra di quasi tre
centimetri. Gordon era uno degli ultimi a usare il western roll, che Cassidy
riteneva esteticamente molto pi affascinante del Fosbury. Cassidy valut
che l'assicella si trovasse a 1,98, un'altezza molto superiore a quella di Gordon,
per quanto di quasi tre centimetri inferiore alle sue capacit reali. Visto
da vicino, in una situazione tanto estemporanea, era quasi scioccante.
La folla stava ancora applaudendo entusiasta, mentre Gordon si crogiolava
sui materassi, paralizzato dalle risate.
 fuori di testa, pens Cassidy.
Jim Beale, un altro saltatore, prese il suo posto e cominci la routine. Gordon,
che a stento riusciva a controllarsi, ebbe il buonsenso di scendere dalla
zona di atterraggio, e cominci a fare la telecronaca per il suo collega.
Sembrava che tutti si stessero divertendo un mondo. Cassidy e Andrea se
ne uscirono dal retro.
Non ti sembra una gran cosa?, le disse lui, agitando il capo.
 strano, come qualunque altra cosa da queste parti. Non penso di capire.
Anche io un tempo non capivo. Ho visto gli ostacolisti e i lanciatori
del disco e del peso fare cose simili. Non mi sembrava che avessero alcun senso.
Poi ho capito. Quel che stanno facendo  giocare a fare gli atleti.
Giocare?.
Esatto. Vedi, quando pratichi l'atletica vera,  talmente seria e competitiva
che penso che nessuno riesca a divertirsi. Accade di rado in allenamento
e mai in gara. Certo, a tutti piace l'idea dell'atletica, cos come gareggiare,
fare parte di un team e tutto il caos che comporta essere uno sportivo.
Ma mentre lo fai c' ben poco da ridere. Non ricordo una sola gara di
un miglio che io abbia mai trovato anche solo lontanamente divertente.
E quindi quello che sta succedendo qui dentro che vuol dire?.
Be', a volte Spider o uno degli altri possono rendersi conto all'improvviso
di amare quel che fanno nella vita. Magari l'hanno trasformato in una
compulsione o in un lavoro, ma da ragazzini lo facevano per la mera sensazione
che ne ricavavano. Perci accade che Spider si faccia una canna e capisca
all'improvviso che ama volteggiare nell'aria senza dover mostrare un
pass a qualcuno. Ho visto Mobley farsi tre boccali e uscire di notte a lanciare
il peso in pista al chiaro di luna. Cose strane del genere....
Ma  qualcosa che fanno ogni pomeriggio, non vedo perch debbano
farlo in un garage....
 molto semplice. Per quanto ci sia sembrata una cosa fantastica, per
lui saltare 1,98  come farsi il giro del quartiere. Potrebbe riuscirci da sonnambulo.
Per trasformarlo in un gioco, deve limitarsi a creare qualche ostacolo;
si pone dei limiti, usa una stupida canna da pesca come assicella, e
fa... quel che fa.  come se io andassi a correre un miglio in 4'20. Non so
come altro spiegartelo. Lo fanno molto spesso. A tutti piace guardare, specialmente
quando si tratta di salto in alto. Si inventano delle situazioni fantastiche,
si ribattezzano con degli affascinanti nomi stranieri, fanno finta che
sia giunto il momento della loro gloriosa vendetta ai Giochi Olimpici o qualcosa
del genere....
Ma Ron Don Giordant!.
Tutto  partito da uno del mezzo miglio, Benny Vaughn. Adesso ogni
membro del team ha una versione straniera del proprio nome.  una cosa
fantasiosa con la quale ci divertiamo tutti.
Ne hai uno anche tu?.
Naturalmente. Io sono Quintus Cassadamius, il celebre greco che corre il miglio. Sono anche noto per la mia partecipazione a un campionato di
bowling professionistico immaginario, ma quella  tutt'altra storia.
Che mi dici di Jerry, lui ce l'ha un nome buffo?.
Certo. Mizerelli, un altro famoso atleta italiano. Penso di essere io il responsabile
per quel nome.
E che mi dici di Bruce Denton?.
Questo, mia cara, ti fa capire quanto poco ne sai. Bruce Denton  Bruce
Denton, il grande pulitore di orologi americano.
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
La lettera di una fan.
...
.
...
I TREMORI SVEGLIARONO Andrea. Sbatt le palpebre, confusa dall'ambiente
poco familiare. I tremori continuavano, regolari, distanti eppure profondi
e potenti, scuotendo il letto. Si guard intorno nella luce soffusa e gialla
dell'alba, allarmata ma ancora sonnolenta, cercando di capire dove fosse e
se si trovasse in pericolo. Con la mano tocc qualcosa di caldo. Era
Quenton Cassidy; si trovava nella sua stanza.
Che stava accadendo? C'erano dei terremoti anche nel Nord della Florida?
Rimase ferma, intimorita, mentre cercava di far funzionare la propria
mente annebbiata.
Poi cap, e si spavent davvero.
Quenton. Lo scosse piano e con urgenza. Non si mosse.
Quenton.
Mmmmff?.
C' qualcosa che non va. Tesoro, svegliati, per favore. Quenton, il battito
del tuo cuore sta facendo tremare il letto....
Apr uno dei suoi occhi azzurro-verdi e la scrut attentamente. Era il mattino
in cui poteva dormire fino a tardi. La squadra sarebbe andata in auto
fino al Jacksonvelle per prendere l'aereo; la corsa mattutina sarebbe stata
solo una formalit.
Shhh, le sussurr dolcemente. Torna a dormire. Lei lo fece.
I tremolii continuarono ritmicamente; pulsazioni liquide al tempo di
trentadue battiti precisi al minuto.
Riuscivano davvero a scuotere il letto.
Alcuni effetti collaterali discutibili dello stile di vita di Quenton stavano
cominciando a coinvolgere la vita di Andrea, che di certo non gradiva.
Ad esempio, non la faceva certo impazzire l'idea di restarsene a casa il
sabato sera, anche se c'era Mary Tyler Moore in TV.
La squadra era partita a mezzogiorno, e sarebbe stata lontana per giorni.
Luned c'era il meeting della USTFF a Penn State, e il sabato seguente il
campionato della AAU a Chicago. Vagava inquieta nella propria stanza come
un gatto sotto caffeina. Alcune sorelle della sua confraternita, che pure
non avevano un ragazzo con cui uscire, passarono a trovarla, piene di buona
volont, per proporle una pizza e un giro di ricognizione. Andrea rifiut
quanto pi gentilmente le fu possibile.
Si sentiva avvilita, e la infastidiva soprattutto non sapere perch. Tir fuori
un paio di forbici e dei vecchi jeans, ma si stanc di tagliarli dopo la prima
gamba, e li butt in un angolo. Non si riconosceva affatto. Se si trattava
di vivere cos, non faceva certo per lei.
Pass al setaccio la propria stanza, incappando per propria sfortuna nei
graziosi pupazzi che erano sempre stati la sua gioia. L'enorme Snoopy di
peluche le sembrava piuttosto stupido, a pensarci bene. Le venne voglia di
prenderlo a calci su quel grugno sorridente. Perch non sono andata con le
altre ragazze? Sapeva bene perch. Sarebbe stato peggio.
Alla fine si trascin fino alla sala con il distributore di bibite, ritorn in
stanza con una Fanta, si sedette alla sua ordinata scrivania bianca e tir
fuori un bloc-notes. Non le era mai piaciuta la tipica carta da lettere da ragazza,
forse perch scriveva lettere divaganti e filosofiche, invece di brevi missive
brillanti piene di storie e notizie, ed era imbarazzante cercare di infilare
venti o trenta di quei fogliettini in una piccola busta.
Con la sua grafia barocca, quasi illeggibile, scrisse:
Cara Alicia,
come vanno le cose in quel covo di arrapati della Randolph-Macon? Mi scuso se
riceverai questa lettera nel bel mezzo della settimana, e ti potr dare fastidio che
ti venga ricordata la mancanza di ragazzi nel raggio di trentacinque miglia.
Non sentirti per troppo sfortunata, visto che qui  sabato sera e la tua piccola
Andrea se ne sta seduta nella sua stanza, nell'universit votata da Playboy come
la migliore per fare festa, a bere una Fanta, ascoltando il lontananza il suono
di qualche concerto e sentendosi (scusa l'espressione) di merda.
Vuoi sapere dov' il grande campione? Be', te lo dir comunque, visto che probabilmente
hai gi capito che questa lettera mi serve come sfogo. Proprio adesso si
trova alla Nittany Lion Inn all'universit di Penn State, e probabilmente sta cercando
di sedurre qualche ragazza Yankee col suo ridicolo finto
accento del Sud. Hai
mai sentito parlare della cadenza strascicata di West Palm Beach? Be', lui ce l'ha,
anche se la tira fuori solo di rado. Dice di averla presa nelle estati passate dai nonni
in North Carolina. Certo, lui mi assicura che ci si diverte poco in questi viaggi,
e perch mai dovrei dubitare di qualunque cosa detta con tanta sincerit?
Mi aveva anche detto che odiava come la peste le gare di corsa campestre, ma ti
assicuro che non hai mai potuto AMMIRARE un viaggiatore tanto felice mentre
prepara i suoi bagagli. Cantava, fischiettava, cercava di decidere quali strane scarpe
coi tacchetti portarsi (ne ha circa cinquanta paia, e ogni paio ha la sua storia).
Certo, gli dispiaceva davvero partire, come no.
Lice, che cos'ho che non va? Mi sono mai comportata cos? Vorrei che tu fossi qui
ora. Perch abbiamo dovuto scegliere di andare in scuole diverse?
Quando lui  nei paraggi non mi rendo nemmeno conto di essere particolarmente
felice. Sembra tutto normale. Ma quando si deve allontanare  come se smettessi
di esistere fino al suo ritorno. Non che ci si veda molto durante la settimana.
Questo semestre siamo impegnatissimi entrambi, e inoltre ci siamo trovati d'accordo
sul fatto che sarebbe stato davvero strano vederci troppo. E cos in genere
studiamo da soli. Eppure sapere che lui non  lontano  qualcosa di speciale.
Mi ha detto che durante la stagione indoor potrebbe essere peggio. Potrebbe dover
partire ogni weekend se correr bene come adesso.
Non riesco a capire. Non  per la sua bellezza. A volte  tanto magro da sembrare
malato. Se gli dico qualcosa, mi risponde facendo il gradasso:  il lupo magro
che guida il branco, baby. A volte  tanto accondiscendente che mi viene voglia
di prenderlo a sberle. Ma poi lo guardo negli occhi, e 'Lice,  sempre cos stanco,
ha un 'aria cos fragile, mi spezza il cuore. A volte si accorge che lo guardo e mi
dice: Che c'?. E io: Niente, stavo solo pensando.
Dice che  preso da me, e penso che sia sincero. Ma se deve scegliere tra la corsa
e Andrea, indovina chi resta in panchina? Ho mai fatto passare lisce tante cose a
un ragazzo, che tu ricordi?
Vorrei trascinarlo a casa con me per il Ringraziamento, cos potresti dargli un occhiata,
ma come al solito dovr partire. Te lo immagini con pap? E se cominciano
a parlare di guerra o di qualcosa di simile? Ma immagino che possano parlare
di pesca: Quenton sa tutto di pesce perch faceva immersioni a West Palm.
Lice, ti sembro un cucciolo dal cuore infranto? Io, la Vergine di Ghiaccio della
Coral Gables High? Cielo.
Va detta una cosa di lui, non si  stupito quando gli ho detto della scuola di Medicina.
La maggior parte dei ragazzi con i quali ne ho parlato mi ha risposto con
un mezzo sorriso. Quasi a dire una cosa del tipo: oh, ma sei troppo carina per
bla bla bla, e se avessi avuto una pistola laser li avrei polverizzati.
Invece Quenton mi ha compreso perfettamente. Immagino che le grandi ambizioni
non facciano batter figlio a chi ha come vero scopo nella vita quello di stabilire
un record mondiale (mi ha chiesto di non raccontarlo MAI E POI MAI
ad anima viva, ma dirlo alla propria sorella gemella non  come dirlo a qualcun
altro, non  vero?).
Non so, forse anche io sono fuori di testa. Sembra che non riesca a farci proprio
niente. Che cosa faresti se il ragazzo col quale sei andata in discoteca si aggirasse
in pista con cinque dollari in mano, dicendo alla gente che voleva dare una
mancia alla band ma non riusciva a trovarla?
Lice, ero paralizzata. Ero l'unica a ridere a crepapelle, ma non riuscivo a smettere.
E a lui non importava niente delle strane occhiate che riceveva, proprio
niente. Che fosse quello giusto.
Sono innamorata, 'Lice? Stavolta  vero?
Con amore, Andy
...
.
...
CAPITOLO 12.
...
.
...
L'accusa.
...
.
...
Era UN GIOVED POMERIGGIO senza molto da fare. A causa di un imminente
meeting dello junior college, gli studenti dei primi due anni si stavano
limitando a cinque miglia di corsa leggera. Cassidy e Mizner scelsero il
percorso di dieci miglia insieme a pochi altri. Avrebbero corso a un ritmo veloce,
in circa cinquantotto minuti, perci avrebbero potuto fare conversazione
solo nelle prime quattro o cinque miglia. Il gruppo si diresse verso un
circuito che chiamavano la Via del tabacco, visto che la strada portava un
tratto nel bosco, a sud della citt, pieno di baracche, cani zoppicanti e bambini
scalzi; si diceva che quel percorso fosse stato battezzato cos da Marty
Liquori ai tempi delle Southeastern Relays. Era come viaggiare indietro nel
tempo di quarant'anni. Comunque sia, i corridori salutavano gli abitanti del
luogo, che rispondevano al saluto. L'atmosfera amichevole era frutto della
familiarit; per quanto quei due mondi si escludessero l'un l'altro, per una
sorta di osmosi emotiva avevano maturato il rispetto delle rispettive difficolt;
si sentiva il profumo casalingo del cibo di campagna: verdure, frittelle
e altre cose del genere.
Qualcuno volle sapere che cosa fosse il caso di fare con Nubbins.
Che mi dite di lui?, chiese Cassidy. Pensavo fosse diventato un pilastro
della nostra comunit. Parlavano di fretta, mentre espiravano.
Il vino  sempre quello,  cambiata solo la bottiglia, gli rispose Hosford,
un tipo pallido, dall'aria istruita.
Non hai sentito l'ultima che ha combinato?, chiese Mizner.  troppo
divertente. Marted sera, dopo aver vinto il meeting delle matricole contro
Auburn, si sente tutto pieno di s, e si lascia prendere dalla mania per Lo straniero
senza nome. Si mette la sua maledetta camicia da Roy Rogers e i suoi
stivali da merdaiolo....
Non ci vedo niente di male....
Un secondo, lasciami raccontare. Mizner stava iniziando a ridacchiare,
per quanto senza fiato, mentre rievocava la scena. Ha una coperta che
ha rubato in aereo quando  andato ad Atlanta. Non mento, giuro su Dio.
Ha fatto un buco in questo cimelio delle Eastern Airlines per avere un poncho,
e poi se n' andato allo State Theatre con quella cretina della sua ragazza,
quella Betty Sue....
Ah, dai.... Cassidy non era contrario a certe follie improvvisate.
Per essere oggettivi, li interruppe Hosford, si stava rendendo ridicolo
pi del solito. C'era una gran folla nell'atrio, in attesa che finisse il primo
spettacolo. Nubbins continuava a fare lo scemo imitando Clint Eastwood,
una cosa davvero stupida, considerando che quell'idiota  alto solo 1,75.
Qualcuno nella folla ridacchiava per l'imbarazzo e il nervosismo, e
cos Nubbins ha cominciato a diventare pi chiassoso e fastidioso, pensando di essere
divertente. Fidati, io c'ero. Mi sarei voluto nascondere, caro mio....
Penso d'aver capito, disse Cassidy. Acceleriamo un po'.
Le DOCCE ERANO IL posto perfetto per cospirare. Cassidy, stanco come al solito,
sembr crollare sotto al getto d'acqua bollente. Sotto al soffione accanto,
Mizner, pi vispo, cantava un'aria gorgogliante.
Stai collaborando ancora col tribunale dell'universit?, chiese Cassidy
da dentro alla propria cascata. Il suo ginocchio sinistro lo stava torturando.
S. Faccio il cancelliere. Devo usare il registratore e sbrigare altre faccende
noiose. Per immagino che sul curriculum faccia bella figura.
Puoi accedere alla corte, vero? Intendo dire, puoi entrare quando vuoi,
prendere della carta intestata e roba del genere?.
Certo,  proprio quello il mio lavoro. Di che si tratta?.
Oh, semplicemente di un Classico, borbott, un classico senza tempo....
Il CODICE D'ONORE della Southeastern University seguiva l'antica e stimata
tradizione americana di superare una sconfitta tramite due fasi: uno, far
passare un disastro assoluto per un trionfo sfolgorante, e due, sorridere con
grazia anche di fronte alle prove avverse pi schiaccianti.
Cassidy riteneva che tale folle ostinazione spiegasse diverse disgrazie
nazionali, come il collegio elettorale, il Diciottesimo Emendamento e le cose
poco gradevoli che stavano accadendo in Indocina. Secondo la sua teoria,
tutto si originava dal testardo rifiuto delle classi dominanti di ammettere
di aver fatto qualche grossa cazzata. Si poteva essere certi, diceva
Cassidy, che se le cose si fossero fatte davvero complicate - un guasto nucleare
era davvero una possibilit, dopotutto, e una testata atomica poteva davvero
partire per sbaglio - allora la colpa sarebbe stata data a qualche commesso/dattilografo
qualsiasi.
Se un tale teorema riusciva a giustificare una guerra ridicola in Indocina
e una politica nucleare da imbecilli, poteva di certo sostenere il codice di condotta
degli studenti in un'universit di un'area demaniale del Profondo Sud.
Il codice d'onore della Southeastern University, in sintesi, riceveva dal corpo
studentesco molte pi risate che rispetto.
Il programma si basava sulla presunzione che le Persone Oneste fossero
le migliori sentinelle per contrastare il Male e difendere il Sistema, la cui morale
era definita dalla nostra Etica Cristiana, dal nostro senso americano del
Fair Play e dalla nostra ferma convinzione che Chi Bara Danneggia Solo
Se Stesso. Dopotutto, chiss quando, nel giro di cinque anni, a qualche
Importante cocktail party, il tuo capo alla J. Williston Beckman Widget
Company avrebbe potuto interrogarti sulle dimensioni reali del Partenone.
Che cosa avresti fatto, allora?
Per come andava il sistema, se vedevi qualcuno copiare, si supponeva
che dovessi fare la spia o chiedergli di costituirsi. Ci sarebbe poi stato una
sorta di processo in miniatura al Tribunale degli Studenti, dove i laureandi
in Legge affinavano le proprie abilit forensi.
Solo per divertimento, ovviamente. Divertimento per tutti tranne che per
gli sfortunati imputati trascinati di fronte al tribunale in miniatura, con
le spalle basse e l'aria contrita. In genere, il saggio cancelliere, a propria discrezione,
avrebbe condannato il malfattore a qualcosa come quindici erediti
di riparazione, rimpinguando le fila di corsi quali GEO 101 (Geologia
per teste dure come rocce), MUS 101 (Mozart da passeggio) e altre passeggiate
di salute. L'imputato sarebbe cos riuscito cos a laurearsi senza andare
fuori corso, per poi lavorare nell'ufficio acquisti locale del supermercato
Wal-Mart, con la consapevolezza non solo di aver pagato il proprio
debito con la societ, ma anche di saper identificare in un lampo una pietra
di feldspato, o fischiettare qualche nota della Patetica.
Ma cos come un aereo che non vola  per definizione un fallimento
(non importa quanto siano confortevoli i sedili o quanto sia elegante la sua
coda), cos il codice d'onore della Southeastern era un fallimento per il
semplice motivo che ispirava pi crimini di quanti ne prevenisse.
Lo spazio enorme tra ideali e realt era stato dimostrato con estrema chiarezza
il giorno in cui Cassidy aveva visto uno studente arrabbiato contemplare
uno Stand della frutta, un tentativo dei Veri Idealisti di vendere
mele, banane e arance in comode postazioni nell'area del campus, dotate
di contenitori nei quali gli universitari potessero lasciare i propri spiccioli.
Lo studente che Cassidy aveva osservato quel giorno era infastidito,
mentre fissava il cesto della frutta ormai vuoto (in breve tempo il programma
era stato abbandonato a causa della penuria di, ehm, contanti), tanto
da girare i tacchi e allontanarsi seccato, esclamando a nessuno in particolare:
Maledizione! Non c' pi frutta gratis!.
Il codice d'onore non aveva senso per Cassidy, che era molto infastidito
dall'educazione che stava ricevendo, specialmente nei suoi primi due anni
alla Southeastern, un'universit abbastanza grande da ostinarsi a dare voti
al computer nelle materie umanistiche.
Per come la vedeva lui, i test computerizzati non erano un male in s,
ma l'accoppiata tra la logica binaria e una facolt totalmente priva di immaginazione
era all'origine di quesiti d'esame ai confini del comico. Non
avrebbe mai dimenticato una di tali domande. Nel secondo quadrimestre,
gli Studi Umanistici si erano occupati di primi filosofi greci, fondamenti delle
religioni, architettura e arte (nessuno avrebbe potuto mai accusare il dipartimento
di non essere ambizioso). Il compilatore delle domande, un professore
associato prossimo alla senilit, proprietario di un furetto e famigerato
asso della fisarmonica, in un goffo tentativo di mischiare sillogisticamente
le diverse materie, propose il seguente rompicapo: Platone sta a Ges
Cristo come il Partenone sta a (a) la Via Appia; (b) la Basilica di San Pietro;
(c) l'Acquedotto romano; (d) nessuna delle suddette.
A Cassidy importava ben poco di primeggiare in tali gare; in genere dopo
gli esami era accecato dalla rabbia e complottava qualche terribile vendetta.
Dopo un po' di tempo chiese agli insegnanti il perch di un sistema cos
folle e loro furono piuttosto in imbarazzo nel tentativo di difendere questa
insulsa disonest accademica.
Una volta aveva seguito un corso tenuto nientemeno che dal capo del
dipartimento. Dopo l'esame di met trimestre, Cassidy aveva rabbiosamente
indicato la pagina specifica di Madame Bovary che dimostrava come
la sua risposta a una domanda molto criptica fosse tanto corretta quanto
quella scelta dal dipartimento (e, cosa pi importante, dal computer). Il
capo dipartimento, un uomo anziano dai capelli grigi, afflitto e confuso, aveva
alzato il capo dai propri trasandati appunti, e senza ironia, socchiudendo
le sottili labbra bianche, aveva detto: Nessuno ti aveva promesso giustizia
universale, non  vero?.
Cassidy aveva pensato: questo vecchio scoreggione ha perduto la capacit o
la voglia di insegnare, ma ancora  in grado di darci qualche lezione utile.
Obliquamente, sempre obliquamente.
Era tarda notte, e un'inconfondibile aria di cospirazione aleggiava nella
stanza di Cassidy, mentre spiegava il Piano a Mizner e Hosford. I loro compiti
iniziali sarebbero stati relativamente semplici; bisognava reclutare altri
cospiratori, e far girare delle voci nello spogliatoio.
Dopo che ebbe chiarito le linee guida, malgrado gli sforzi frenetici di
Cassidy per mantenere un po' di decoro, nella sua stanza si alz un gran
cicaleccio, come se una truppa di chihuahua fosse stata paracadutata in un
porcile.
La FARLEY Hall, principale dormitorio degli atleti, era il posto del campus
dove il codice d'onore veniva difeso pi risolutamente, con i giocatori di
football in particolare pronti a professare il proprio Amore Sincero, spirituale
e duraturo, per tali regole. Usando il gergo delle corse di cavalli, discutevano
a lungo delle opportunit offerte loro da tale mucchio di norme etiche.
Ovviamente baravano a tutto spiano, con il buonumore di un gruppo
di energici buoni a nulla alle prese con una cassa di birra incustodita.
La parola che utilizzavano era cavalcare -, se qualcuno aveva intenzione di
copiare dal compito di un altro, dicevano che questi all'esame avrebbe cavalcato
quella persona. Era una tecnica semplice da perfezionare, nelle aule
affollate dove si tenevano i test. Lo studente, sbadigliando vistosamente per
la fatica di avere ragionato tanto, si sarebbe girato da una parte o dall'altra
(solo stiracchiandosi, sia bene inteso), per ritornare al proprio foglio con una
sequenza di inadulterata saggezza: 3, 2, 2, 2, 1, 4, 2, 4, 1.0 era 2, 4, 2?
L'esattezza delle risposte dipendeva completamente dalla capacit del fantino
nel selezionare il cavallo da montare. Talvolta la scelta era predeterminata,
ma in genere si improvvisava. Il giocatore nervoso avrebbe studiato
con attenzione gli altri studenti mentre entravano nell'aula degli esami.
Una brutta grassona  il solo cavallo ideale per me, insisteva Harold
Sloate, un pazzo con gli occhi da maiale, che sarebbe poi entrato nella pattuglia
suicida degli Atlanta Falcons. Certa gente vuole i tizi magrolini col
righello nella cintura, ma cazzo, datemi una brutta grassona e vi vinco il Kentucky
Derby. Se ha l'acne  pure meglio....
L'intera procedura era diventata quasi un'istituzione, vista con una sorta
di confusa ammirazione dal dipartimento di atletica (come avevano fatto
i ragazzi a trovare da soli un modo tanto efficace di eliminare i costosi
tutor?). Aveva raggiunto vette esplicitamente esilaranti quando alcuni dei
giocatori pi fantasiosi si erano presentati a cena, le sere degli esami, indossando
speroni e stivali da cowboy, aspettando il cibo in fila urlando
Yippey! O-Kaaay! Stasera si cavalca.
Il caro vecchio Sloate-occhi-da-maiale una sera li aveva battuti tutti, portando
una sella western da venti chili lavorata a mano, con tanto di briglie
e cinghie. Mentre l'appendeva all'attaccapanni, si era tolto lo Stetson dalla
testa, e aveva annunciato ai presenti ammutoliti: Fatemi largo, ronzini,
stasera c' l'esame finale di Inglese, e sta arrivando il Pony Expres!. Aveva
ricevuto degli applausi calorosi, ma il giorno seguente Dick Doobey aveva
chiamato il consigliere a capo del dormitorio e gli aveva detto chiaro e tondo
che per quanto personalmente ritenesse divertenti certi scherzi, era tempo
di dare un taglio alle bravate. Si stava spargendo la voce, e alcuni dei
membri della facolt meno inclini allo sport stavano cominciando a invocare
delle risoluzioni che se avessero preso piede avrebbero potuto privarli
della proverbiale gallina dalle uova d'oro. In parole povere, era ora
di smettere di farla fuori dal vasetto. Pertanto l'inspiegabile febbre western che
aveva preso piede tanto improvvisamente a Kernsville era svanita altrettanto
di colpo, lasciando un'eredit di scorte in eccesso ai negozianti d'abbigliamento,
ancora una volta allibiti di fronte alle vicende insondabili della
moda universitaria. La pi radicata abitudine dei fantini che cavalcavano
durante gli esami era per rimasta parte della subcultura.
Era INDISCUTIBILE CHE Jack Nubbins non stesse superando gli esami da
solo. A dire il vero, in mensa parlava di tali indiscrezioni con voce tonante,
imitando i giocatori di football che tanto ammirava: Merda, pensavo che
fosse un purosangue, ma quando m'hanno detto i voti ho preso uno schifo
di C! Sar stato un vecchio somaro, ma giuro che aveva gli occhiali di corno
e la valigetta da secchione!. La tecnica Ippica, per quanto fosse attuata
con arroganza, non sempre aveva successo. Gli atleti, con le loro scarse
capacit deduttive, pensavano che gli studenti migliori fossero quelli che
sembravano bravi. Non immaginavano che anche un tipo atletico potesse
prendere una A, o che una ragazza poco attraente potesse sbagliare un paio
di domande, con tutto il tempo libero che poteva dedicare agli studi. Pertanto
i fantini si stupivano sempre di come i loro intrighi fruttassero soprattutto
delle C, qualche B, di rado delle A, e con grande shock, perfino
delle D e delle E (immaginate quanta triste ironia ci sia nel sovrapporre al
proprio fallimento quello di qualcun altro!). Prendere certi abbagli significava
non solo perdere la possibilit di ottenere da soli un voto migliore, ma
anche che non potevi - reggetevi forte al vostro Stetson, ragazzi - imbrogliare
bene, per l'amor del cielo.
Come se non fosse abbastanza, c'era anche la possibilit di essere tanto
sfortunati da sedersi davanti a qualche precisino che vedesse di cattivo occhio
certi sbadigli a occhi spalancati, e che andasse a fare la spia dal vigilante
degli esami, con conseguenze inimmaginabili; si diceva che la Corte
d'Onore avesse perfino il potere di sospendere dall'universit gli studenti dal
collo troppo allungabile.
PIENO d'ansia, Jack Nubbins apr la busta proveniente - stando all'indirizzo
del mittente - dall'Ufficio del Pubblico ministero della Corte d'Onore
della Southeastern University. L'intestazione riportava non solo
l'immagine standard della Giustizia bendata, con la sua sensibile bilancia, ma anche
una caricatura, piuttosto inappropriata, di Daryl l'Alligatore, Tunica
e irriducibile mascotte della scuola, che sembrava annusare la
bilancia in cerca di cibo.
Nubbins non colse la comicit dell'intestazione della lettera, ma di certo
non gli sfugg il suo contenuto:
Mr Jack Nubbins
Stanza 207. Hiram Doobey Memorial Hall
Kernsville, Florida 32601
Spett.le Mr Nubbins
Quest'ufficio ha intrapreso un'indagine investigativa
in risposta a taluni riscontri a noi giunti, a proposito
di lei e di un altro studente in relazione a un recente
esame di Fisica tenutosi il 2 settembre nella Humbolt Hall. Comparando il suo scritto con quello dell'altro
studente (che al momento riteniamo del tutto innocente)
abbiamo rilevato una Correlazione di Risposte
Sbagliate (crs) del 98%. Come forse sapr, il nostro ufficio
decide se perseguire o meno un caso in base al numero
di risposte errate che i due sospetti hanno in comune.
Da un punto di vista generale, un crs del 60% 
considerato sufficiente per indire un procedimento.
La sua chiamata in giudizio  stata pertanto stabilita per
il 12 ottobre alle ore 19,30, nella Corte d'Onore della
Steven C. Prigman Student Union. Potr farsi rappresentare
da un legale di sua scelta oppure le assegneremo
noi uno studente in Legge. Sento il dovere di informarla,
Mr Nubbins, che un crs del 98%, da quanto ne so,  un
record per la Southeastem University.
Cordiali saluti,
Avv. A. William Duva,
Procuratore generale,
Corte d'Onore
Avevano discusso a lungo di quest'ultimo paragrafo del tutto gratuito,
e per quanto lo stesso Cassidy avesse dei dubbi, aveva infine deciso di includerlo,
reputando che alla fine della lettera quel bifolco di Nubbins sarebbe
stato gi ridotto a una tremolante poltiglia paranoica, e non avrebbe colto
un simile indizio.
And proprio cos. Nubbins ricevette la lettera un venerd mattina.
Cassidy, che aveva corso in un meeting universitario a Knoxville, rientr sabato
notte, trovando tre biglietti appuntati alla sua porta da Nubbins. Deliziato,
pos le borse e li lesse in corridoio, nell'ordine in cui immaginava
fossero arrivati:
Caro capitano Cassidy
Ho bisogno di un'adunata con te quando torni dal Tennessee. Per favore
vieni nella mia stanza, che ha il numero 207.
Jack N.
Cap,
visto che  importante che ti parli subito subito, ho pensato di dirti che puoi
venire pure se  tardi (quando torni).
Jack
Signore:
Sono tu sai chi. Ho deciso di addormentarmi un po ', perci se chiami il
392-1458 e chiedi di Betty Sue Applewhite, lei sapr dove mi trovo, perch
 sempre importante che ti parli subito. Le ho detto com' la tua voce,
perci non ci saranno malintesi.
Tu sai chi
L'ultima nota recava un post scriptum: P.S. Spero che tu sia bravo a parlare
come tutti dicono che sei.
Chi ?.
Cassidy.
Scusa?.
Cassidy.
Silenzio. Cassidy sospir, alz gli occhi al cielo. We all live in a yellow
submarine, borbott nell'apertura della porta.
La porta si apr un poco di pi, e degli occhi spaventati lo ispezionarono.
Coraggio, Betty Sue, disse Cassidy, oltrepassandola. Nubbins era seduto
sul letto, con una buffa espressione rassegnata sul viso. Cassidy pens:
Bravo Jack. Nessuno avrebbe mai pensato di cercarti nella stanza della
tua ragazza.
Stavolta l'ho fatta grossa, a quanto pare, capitano, disse Nubbins, funereo.
Cassidy si sedette accanto a lui sul letto, e gli diede una pacca sul ginocchio
come a dirgli che succede, amico. Betty Sue spense Il gioco delle coppie
in TV e si inginocchi ai piedi del letto.
In un angolo Nubbins aveva ammucchiato la sua attrezzatura da bivacco
dei Riservisti dell'Esercito. Cassidy sapeva che nel suo equipaggiamento
c'era anche l'adorata calibro 45 che Nubbins aveva sgraffignato, e che teneva
sempre carica. Non riusciva a immaginare perch avesse portato qui i suoi
bagagli. Forse Nubbins aveva pensato alle spedizioni di Ethan Allen con i
Green Mountain Boys. Cassidy se lo immagin da qualche parte nel parco
nazionale di Ocala, tra latrine da campo, canali di scolo per la pioggia e
congegni d'allarme. Di notte sarebbe andato alla ricerca di cibo tra i campeggiatori,
rubacchiando hot dog mollicci ai turisti dell'Ohio.
Jack, disse Cassidy, devi cercare di darti una calmata. Ripose la lettera
dopo aver fatto finta di leggerla velocemente. Non aveva bisogno di
leggerla davvero, visto che l'aveva scritta lui stesso tre giorni prima. L'agitazione
di Nubbins gli impediva persino di recitare al meglio.
Che ne pensi, Capitano? Mi tengono per le palle, non  vero?.
Nubbins, nello sforzo di tirarsi su, aveva assunto un atteggiamento fantastico.
Sembrava confortarlo sottomettersi, in stile militare, al poco marziale potere
del capitano Cassidy. La stanza del dormitorio era la sua ultima barricata
prima dell'irruzione di quei bastardi; la sua Alamo personale. Forse gi si
immaginava una ballata scritta in suo onore.
Be' Jack, sar diretto. La situazione sembra piuttosto spinosa.
Nubbins abbass il capo e annu.
Ma ti dir un'altra cosa, continu Cassidy, con la voce vibrante d'emozione,
ho fatto uscire gente da casini molto peggiori di questo!. Indic
la lettera con lo sdegno di chi sa riconoscere il vero valore di una
minaccia da poco, di chi affronta la realt con la competenza acquisita nell'unico
modo possibile: passando ore, giorni e settimane in prima linea, davanti
al fuoco nemico. Era senza dubbio un uomo di quelli che non abbandonano
gli amici quando, come diceva lo stesso procuratore generale (prima
del suo rinvio a giudizio), il gioco si fa duro.
Senza dubbio avrai sentito parlare del mio operato come difensore nella
Corte d'Onore?, chiese Cassidy con un'ombra d'orgoglio.
Nubbins d'improvviso si anim: Perch? Stai dicendo che sei....
Cassidy lo ferm; non era uno di quegli uomini che hanno bisogno di adulazione.
Ma ti prenderai la mia causa?, chiese Nubbins, con gli occhi sbarrati.
Maledizione, certo che lo far!. Cassidy protese il mento.
Nubbins osserv il suo avvocato con sollievo e gratitudine, si stropicci
virilmente gli occhi lucidi, e prov a schiarirsi la voce.
E pensi che potremmo vincere?, gracchi.
Pensi che i piccioni camminino in modo buffo?.
...
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...
CAPITOLO 13.
...
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...
Il processo.
...
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...
Sollevato dalla SICUREZZA del suo avvocato, Nubbins era ritornato con
grande cautela alla Doobey Hall. Dopotutto, non aveva sentito parlare per
settimane dell'abilit forense di Cassidy? Comunque sia, nelle lunghe ore
che separavano i loro incontri, lo spirito di Nubbins vacill. Pass la maggior
parte del tempo in preda all'angoscia.
Gli passavano per la testa pensieri del genere: se le cose fossero andate
per il peggio, e fosse stato sospeso dall'universit, avrebbe perso un anno fuori
dalle gare allenandosi da qualche altra parte, sempre a condizione di trovare
un'altra scuola disposta a farsi carico di un tale furfante. Sapeva per che
anche se fosse riuscito a trasferirsi altrove, avrebbe perso una grande occasione
non laureandosi alla Southeastern (il coach Cornwall si era esposto personalmente
per farlo ammettere in prova).
Inoltre c'era la vergogna supplementare del dover affrontare i molti componenti
della trib dei Nubbins, tutti orgogliosi quanto esterrefatti del fatto
che un'universit altezzosa non solo lasciasse entrare un membro della
loro scalcinata gang, ma che addirittura lo pagasse per praticare in un'attivit
che molti di loro avevano coltivato involontariamente, scappando da arbitri,
guardacosta e vicesceriffi: darsela a gambe. Certo, il ritorno a casa con
disonore della loro brillante progenie sarebbe stato accettato con una certa
dose di empatia e fatalismo (era troppo bello per essere vero, dopotutto),
ma d'altro canto sarebbe aleggiato il sospetto che il loro maldestro giovane
avesse sciupato la propria occasione di diventare Presidente.
Lo sconforto del giovane corridore era tale che Cassidy consider l'ipotesi
di scoprire le carte. Un conto era preparare un Classico, ma guardare
questo scarafaggio della Florida centrale starsene muto e attonito davanti
alle sue uova strapazzate ogni mattina era pi di quanto Cassidy necessitasse
per farsi una buona risata. Il ragazzo era bloccato, e viveva nel suo solitario
incubo mentre gli altri lo guardavano sempre pi allarmati. Volevano solo arrivare allo spettacolare finale, ridere a crepapelle, e poi lasciar stare quel
poveretto (pregando Dio che non fosse armato al Momento della Verit).
Ma erano stati loro stessi a decidere la data del processo, che ora li bloccava.
Cassidy disse a Nubbins sfacciatamente che avevano presentato una
mozione per accelerare la procedura, e che nel corso della notte stabilita
avrebbero risolto la questione una volta per tutte.
Nubbins dovette sudare per altri due giorni. Pi si agitava, pi i cospiratori
si facevano prendere dall'incertezza. Mizner propose la sgradevole ipotesi
che Jack potesse deprimersi al punto di spararsi in bocca. Come avrebbero
potuto sopportarlo?
Cassidy sapeva bene chi sarebbe stato incolpato dell'accaduto, ma conosceva
a fondo Nubbins. Si immaginava che chiunque fosse disposto ad acquattarsi
per tre ore prima dell'alba nell'acqua gelata, solo per poter sparare
al culo di una povera anatra, sarebbe stato capace di arrivare a un appuntamento
con la giustizia senza prima crollare. Cassidy cerc di far mantenere
la calma a tutti.
Alla fine, per, perfino Hosford, il pi accanito dei burattinai, venne
preso dal nervosismo.
Ehi, non pensate che glielo dovremmo dire? Sta diventando un po' troppo
inquietante.
Penso che se la caver, gli rispose Cassidy, cercando di imparare a memoria
le proprie battute. Deve reggere solo fino a domani sera.
S, ma senti questa.  arrivato da me stamattina e ha cominciato a dirmi
delle cose molto strane. In modo del tutto arrogante - lo sai come  fatto -
mi ha iniziato a dire che razza di grande avvocato tu sia, e come ti abbia visto
di persona tirare fuori dai guai certa gente pi colpevole del diavolo....
Osserv Cassidy. Non hai mai preso parte a nessuna vera causa, o sbaglio?.
Non sono mai stato in un tribunale, cinguett Cassidy, studiando il suo
copione.
Comunque sia, mi ha detto che hai degli agganci coi giudici, e che tu
e questo Duva, il Pubblico Ministero, bevete sempre birra insieme....
Naturalmente si tratta di un'invenzione.
Un'invenzione?.
Della mia fervida immaginazione.
Ok, ma lui continua ad andare in iperventilazione. Sei sicuro che gli
fccia bene?.
Penso che sar un eccellente difensore. Ho per dei grossi dubbi....
Dubbi?.
Sulla capacit dell'accusa di portare a casa la pagnotta.
C'erano tutti. Mizner con il suo blazer ufficiale con il fregio della Corte
sulla tasca, Cassidy con un doppiopetto dall'aria professionale, il giudice con
la toga nera e gli occhiali severi, l'avvocato dell'accusa con una giacca sportiva
un po' troppo elegante, e Betty Sue Comesichiama, alla quale Nubbins
aveva chiesto timidamente di essere presente al processo. E poi c'era
Nubbins. Cassidy gli aveva detto di vestirsi in modo rispettoso, valutando
con buonsenso. Il ragazzo si era messo una camicia bianca con una cravatta
di maglina, e aveva scelto una giacca da cowboy con delle frange corte
sulle maniche. L'effetto finale era un look formale da uomo della prateria:
l'esploratore Daniel Boone che presiede una seduta congiunta del Congresso.
Nella stanza erano presenti poche altre persone che avevano sentito
parlare dello scherzo - malgrado il solenne giuramento del silenzio - e avevano
implorato di poter vederlo dal vivo. Alla fine, la corte, che di notte
non veniva mai usata per dei processi, era piena per met.
Il giudice era una contraddizione vivente, uno studente di Giurisprudenza
dotato di senso dell'umorismo. Si era offerto generosamente di presenziare
in cambio di una stampa d'alta qualit di una delle foto che Cassidy
stava facendo scattare ai vari ufficiali della Corte. A tal fine, un amico
di Mizner era stato presentato come fotografo del tribunale, che avrebbe
catturato le istantanee chiave della seduta per motivi d'archivio. Nubbins
aveva annuito in modo inerte, come un condannato all'ergastolo che si fa
prendere le impronte digitali.
Non era stato semplice scegliere l'avvocato dell'accusa. Sorprendentemente,
molti individui sadici si erano proposti, dando origine a degli esilaranti
provini, nei quali Cassidy si era ritrovato nei panni del regista dispotico:
Senti, caro, per l'amor del Cielo, dammi un po' di ostilit. Il tipo in questione
 un baro da quattro soldi, e tu sei uno stronzo montato, fammi arrivare
quest'emozione, caro, l'emozione! Ok, riprendiamo da: Se questo
alto tradimento rester impunito, le fondamenta stesse dell'autodeterminazione,
eccetera eccetera....
Alla fine tutto si sistem. I due bocciati per il ruolo di avvocato dell'accusa
poterono fare l'ufficiale giudiziario e lo stenografo. Tutti si vestirono
in modo impeccabile per il proprio ruolo. Sembrava Un giorno in pretura
senza pubblicit.
A Cassidy la scenografia offerta dalla stanza sembrava perfetta. Come
tutte le vere aule di tribunale (cos come le aule di ogni parlamento e gli edifici
religiosi) era stata progettata per far capire all'imputato supplicante
che esisteva un potere pi grande di lui, una forza terribile e feroce nel punire,
in grado - se solo si fosse azzardato a scoreggiare senza averne il permesso
- di schiacciarlo come il verme che lui stesso, inconfessabilmente, sapeva
di essere.
Cassidy non capiva come il mogano tirato a lucido potesse avere un effetto
tanto debilitante sullo spirito di un individuo, ma era senza dubbio cos,
visto il buffone al suo fianco, che tremava come una foglia, pronto a balzare
fino al soffitto se qualcuno gli avesse anche solo detto bu. Effettivamente,
quando il martello del giudice fece toc sul tavolo, Nubbins scatt come un toast
bruciacchiato. Cassidy gli tese la sua rassicurante mano di avvocato.
Bene, prossimo dibattimento. Di che caso si tratta?, chiese il giudice.
Caso numero 72-3689, Vostro Onore. Il corpo studentesco contro
Jack Nubbins. Tre testimoni. CRS del novantotto per cento.
Il giudice alz gli occhi dalle sue carte ed emise un lento fischio. Era visibilmente
colpito. Novantotto per cento, ma come, sarebbe un....
Esatto, Vostro Onore, un....
...record, non  vero?.
Un record, signore. Abbiamo controllato.
Quegli attori improvvisati si scambiarono tali battute con tanta sincerit
da riempire Cassidy di orgoglio. Aveva scritto lui stesso questa
commedia molto Off Broadway, e il suo cast gli stava dando grandi soddisfazioni.
Avevano tutti (tranne Cassidy) il proprio testo nelle loro cartellette, ma
nessuno sembrava averne bisogno.
A questo punto, la sceneggiatura imponeva che il giudice chiedesse all'avvocato
dell'accusa di avvicinarsi al banco. Cassidy ebbe cos l'occasione di
sporgersi verso Nubbins e informarlo che non era il giudice col quale di solito
aveva a che fare. Si diceva che quello giusto fosse malato. Sarebbe stata
dura, ma non doveva preoccuparsi perch...
Mr Cassidy, lo interruppe il giudice. Penso sia giusto informarla del
fatto che non le consentir le bricconate che sembrano essere il suo marchio
di fabbrica.
Signor giudice, sono solo un semplice avvocato di campagna, e sono sicuro
che la Corte sa che io mai mi abbasserei a....
Sa precisamente che cosa intendo. Si contenga!.
S, signore. Cassidy sussurr all'orecchio di Nubbins: Avevo paura di
una cosa del genere.
Nel corso dell'udienza, Cassidy non guard in faccia nessuno dei suoi
compari. Se avessero incrociato lo sguardo anche solo per mezzo secondo,
avrebbero cominciato a sghignazzare di cuore, e ben presto l'intera farsa sarebbe
potuta giungere a una fine prematura. Per mascherare le sue risatine,
qualche volta finse di ridere. Non avrebbe avuto bisogno di tali accorgimenti,
in verit, visto che Nubbins, avvertendo il brutto andazzo della vicenda,
stava guardando fisso innanzi a s, in una sorta di trance malinconica.
Ora sapeva che il suo avvocato, per quanto brillante, non era nelle grazie
del giudice. Quando Cassidy avanzava le proprie obiezioni, se le vedeva
sempre respinte. Inoltre Nubbins non riusciva a ricordare di avere mai incontrato
un altro essere umano, per di pi un completo sconosciuto, che
gli avesse dimostrato tanto odio e ostilit come quell'elegante avvocato dell'accusa.
Era mosso da tale rancore da dover senz'altro essere pazzo. Sembrava
che potesse saltare d'un tratto dall'altro lato del tavolo e colpire
Nubbins con un pugnale nascosto. Ma questo nemico tanto crudele e intelligente
non aveva certo bisogno di armi simili: il giudice accoglieva con un
sorriso tutte le sue obiezioni, e ogni volta, coi suoi abiti appariscenti, rivolgeva
un ghigno sfacciato a Nubbins e al suo sopravvalutato difensore.
Nubbins era sempre pi scioccato. Non si era mai trovato in una
situazione nella quale tutto fosse contro di lui in modo tanto evidente e inesorabile. Capiva
come mai il suo difensore avesse ben poche possibilit; stava soccombendo
alla stessa sorte immutabile che l'aveva trascinato in quel tribunale.
Nubbins pens che a tutti doveva capitare di finire in una tempesta di
merda, prima o poi. Era giunto il suo momento.
L'avvocato Cassidy, che si batteva valorosamente per la sua causa senza
speranza, stava avanzando delle mozioni alle quali di sicuro Nubbins non
stava facendo caso, o altrimenti avrebbe riconosciuto l'inconfondibile puzza
di marcio.
Vostro onore, vorrei proporre una mozione epluribus unum....
Obiezione! Non pu avanzare una epluribus unum in un simile procedimento.
Non  nemmeno prevista una giuria!.
Obiezione accolta.
Be', signor giudice, allora vorrei richiedere una quid pr quo con il fine
di....
Obiezione!  chiaramente una procedura impropria prima dell'arringa
della difesa.
Accolta. Mr Cassidy, la avviso, si sieda subito!.
Il tutto and avanti abbastanza perch Nubbins capisse che tirava una
brutta aria. Poi Cassidy chiese una pausa per poter parlare di una cosa importante
col suo cliente. Perfino questa semplice richiesta venne accolta malvolentieri.
La Corte, gli spettatori e perfino la timida ragazza di Nubbins
(che in qualche modo intu fosse la cosa giusta da fare) si precipitarono in
blocco fuori dalla stanza, lasciando l'avvocato e il suo cliente da soli nell'ampia
aula. Cassidy si alz sulla fronte i pesanti occhiali di corno che aveva
preso in prestito, e si stropicci gli stanchi occhi da avvocato.
Jack, immagino ti sia accorto di come le cose non stiano andando al
meglio.
Gi, a quel giudice non piaci nemmeno un pochetto. E l'avvocato dell'accusa!
Che cos'ha contro di me? Non l'ho mai visto prima d'ora.
Sta solo facendo il suo lavoro, Jack. Il suo lavoro. Penso per di avere una
possibilit col giudice. Ho l'impressione che tema che possiamo tirarla per le
lunghe. Un altro avvocato mi ha detto che gli piacciono le persone che confessano.
Altrimenti c' il rischio di arrivare a un processo. In quel caso, se ti trova
comunque colpevole,  in grado di condannarti per qualunque cosa.
Che dobbiamo fare?.
Penso che dovremmo dichiararci colpevoli e affidarci alla clemenza
della Corte. Stai calmo, pens. Se scoppi a ridere adesso mandi tutto all'aria.
Be', sei tu che comandi, lo sai. Siamo arrivati fino a questo punto....
Ascolta, Jack, voglio che tu sappia....
Lo so. Ascolta. Penso che tu stia facendo un ottimo lavoro. Alcune di
quelle mozioni....
Gi. Avrebbe dovuto accoglierne almeno un paio. Comunque sia, diamoci
da fare. E Jack....
SI?.
Ricordati, non importa quel che succeder, io ero con te quando avevi
bisogno di me. Si strinsero la mano solennemente. Nubbins era ancora sicuro
di avere un bravo avvocato. Cassidy inform l'ufficiale giudiziario, e
tutti vennero richiamati nell'aula. La difesa inform la Corte che il suo cliente
desiderava dichiararsi colpevole, affidandosi alla sua clemenza. A malapena
riusc a parlare. Non osava guardare nessuno; stavano tutti facendo
un grosso sforzo di volont per trattenersi.
Il giudice sembr sollevato per tale dichiarazione, e ringrazi Cassidy
per aver risparmiato alla Corte un processo lungo e difficile. Ringrazi
poi i suoi collaboratori per il loro duro lavoro. Chiese a Nubbins di alzarsi
insieme al suo avvocato mentre pronunciava la sentenza. Cassidy aveva impiegato
delle ore a scrivere la sentenza, e fu compiaciuto di vederla recitata
con amorevole attenzione da un ottimo attore.
Mr Nubbins, inizi il giudice, togliendosi gli occhiali. Devo ammettere
che spesso mi sono chiesto come mai tanto di rado vediamo degli atleti
in quest'aula, con tutte le voci che girano sull'etica dei residenti della
Farley Hall. So che non dovrei chiamare in causa le mie impressioni personali,
ma ho sempre avuto l'impressione che voi sportivi pensiate di essere i
padroni di questa istituzione. Io non sono un atleta Mr Nubbins - alle superiori
ho giocato un po' a basket, e sono stato campione di federazione
dei duecento farfalla, ma immagino che quando si tratta di borse di studio...
be', non  certo il luogo n il momento di parlarne. In quest'occasione, Mr
Nubbins, voglio dirle che attualmente sono un serio studente della Southeastern,
e che di studenti seri qui fuori ce ne sono molti, Mr Nubbins, studenti
che non si fanno strada grazie ai soldi di uno zio ricco, mi capisce?
 triste che lei debba pagare per tutti gli altri che hanno fatto lo stesso e se la
sono cavata, ma non conosco altro modo per far arrivare il messaggio che voi
sportivi non siete i padroni di questo campusf.
Si ferm, come per calmarsi, e aggiunse una postilla, come si trattasse di
una cosa scontata: Siamo noi politici.
Questa  la sua sentenza, Mr Nubbins. Lei  immediatamente sospeso
da questa universit a tempo indeterminato.
Nell'aula cal un silenzio perfetto.
L'ultimo scambio era stato tanto follemente sincero che molti spettatori,
per quanto sapessero che si trattava di una farsa, erano stati davvero mortificati
dal rancore del giudice. Le bocche rimasero aperte, come se nessuno sapesse
come terminare l'ordalia. Nubbins tremava e basta, la sua bocca una
piccola caverna oscura. Fissava incredulo il giudice ancora furioso.
D'improvviso, il fotografo del tribunale si allontan dalle fila degli spettatori,
fece una foto col flash a Cassidy e Nubbins, e ritorn freneticamente
al suo posto. Cassidy non riusciva pi a controllarsi. Sfinito, si pieg in
due, si tenne lo stomaco con entrambe le mani, e cominci ad emettere
delle risa stridule, come il terribile richiamo del pavone in amore. Nubbins
lo guard: il suo avvocato trovava la punizione tanto crudele da non riuscire
a trattenere le risate!
La diga croll, ovviamente, e l'intera corte fu presto preda di risa roche e
scomposte. Nel gran chiasso, gli attori, con le lacrime agli occhi, e gli spettatori,
quasi paralizzati, incominciarono a farsi avanti per stringere la mano
e dare pacche sulla spalla all'avvocato della difesa.
Il piccolo corridore se ne stava invece con gli occhi spalancati, muovendo
la testa avanti e indietro, come un faro impazzito. Pensava, Come pu la
gente essere tanto crudele da divertirsi nel vedermi espulso da scuola? Sta ridendo
anche il mio avvocato. Si diverte anche lui?
Persino il giudice, con la toga svolazzante, scese gi e abbracci
Nubbins ridacchiando.
Betty Sue se ne stava seduta in mezzo al caos, con un sorriso vago sul
volto, domandandosi che diavolo stesse accadendo. Sapeva una cosa sola: il
suo Jack aveva fatto qualcosa di bello e lei ne era molto orgogliosa.
...
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CAPITOLO 14.
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Indoor.
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L'inverno arriv nel Panhandle, scostante come al solito; un periodo di
giorni freddi e luminosi, di piogge ghiacciate e panorami sbiaditi. Il bagliore
feroce di quei giorni tersi trasformava l'erba, le querce piene di muschio,
e talvolta perfino le vocazioni delle persone.
A nord  pi facile allenarsi, disse Denton. La neve  neve. O ci corri
dentro o non ci corri. Ti d qualcosa da affrontare, un ostacolo.  uno stimolo,
se capisci cosa intendo. Qui gi un giorno la pioggia gelida ti corre
sul collo, e il giorno dopo ti sembra che sia primavera a gennaio.
E che c' di male?, chiese Cassidy.
Un inverno del genere ti riempie sempre di troppe speranze.
Ma l'inverno era la stagione indoor, e per Cassidy significava un periodo
di nuove aspirazioni. Aveva sopportato le bastonate prese nella corsa campestre,
adesso non vedeva l'ora di prendersi un giro d'onore dopo una vittoria.
Mi  appena venuto uno strano pensiero, disse Cassidy, guardando fuori
dall'obl, godendosi il vuoto fresco e inebriante del viaggio in aereo.
Dimmi. Denton alz gli occhi dalla sua rivista di botanica.
Stiamo volando a diverse miglia d'altezza sulla costa Est - guarda, quella
dev'essere Savannah - sorvolando la costa al prezzo di migliaia di dollari
per poterci togliere i nostri abiti civili, metterci delle scarpette di canguro dal
peso di 10 grammi l'una, e muovere il culo su una piccola pista per un miglio
esatto - due miglia nel tuo caso. E ci sono delle persone, a migliaia,
che vivono in grattacieli di cemento e vetro, e che pagheranno per vederci
mentre lo facciamo. Questo  l'apice della tecnologia umana, farci sfrecciare
a seicento miglia orarie....
Forse significa che la civilizzazione  progredita al punto di potersi permettere
le specialit pi insolite, persino negli sport. Noi siamo l'equivalente
atletico dei migliori sottaceti nel reparto primizie dei supermercati
Winn Dixie.
Ah. L'ultima frase colse Cassidy di sorpresa. Diede un'occhiata a
Denton, che gli rispose con un sorriso gentile, confermando ancora una volta
a Cassidy che certe persone non puoi mai pensare d'averle capite fino in
fondo.
La corsa campestre aveva avuto una conclusione sorprendente. Al campionato
nazionale AAU allo Washington Park di Chicago, Cassidy, con suo
grande stupore, era rimasto non distante dai primi per quasi tutta la gara,
terminando - con la fanghiglia gelida sui polpacci - quindicesimo, quattro
posizioni prima di Mizner. Non aveva mai battuto il suo pi giovane collega
su una distanza pi lunga delle due miglia. Denton aveva vinto con tale
facilit che gli altri specialisti della corsa campestre, dopo la discesa finale, avevano
semplicemente scosso il capo scoraggiati, persino mentre si piegavano,
ancora ansimanti per lo sforzo. Denton sembrava pi contento del risultato
di Cassidy che del suo ennesimo titolo nazionale. Aveva fatto anche una
sorta di balletto mentre Cassidy, che sprintava nel fango per superare un
corridore dell'Oregon, si lanciava stravolto sulla discesa. Qualche secondo dopo,
ridevano insieme sul terreno umido, ancora senza fiato, scalciandosi addosso
l'un l'altro pezzi di fango. Persino Mizner, per quanto deluso, sembrava
divertirsi, anche se Cassidy riusciva a scorgere la sua preoccupazione.
La corsa campestre, con immenso sollievo di Cassidy, non sarebbe tornata prima di un anno.
Nella sesta corsia, con il numero 278, dalla California del Sud, il campione PAC....
Lo speaker stava presentando le due miglia, la gara pi lunga dei
Millrose Games al Madison Square Garden. Cassidy entr in pista per prendere
la tuta di Denton. Gli altri corridori delle due miglia mostravano
nervosismo; alcuni trottavano avanti e indietro nelle loro corsie,
altri saltellavano. Era una fase crudelmente stressante. Una corsa significava mesi
di allenamento; ogni passo era il frutto di molte miglia di preparazione.
Avrebbero pensato alla corsa innumerevoli volte, talora correndola a spezzoni
durante le ripetute o gli allenamenti sulla distanza. Avrebbero immaginato
di insidiare Denton a solo un giro dall'arrivo; una fantasia del genere
avrebbe permesso loro di sopportare lunghe notti di corsa in strada.
Ora che mancavano pochi secondi allo start, le loro teste rimbombavano
di ansia e trepidazione. Volevano che iniziasse. Volevano che finisse. La corsa
in s era sopportabile, era ci per cui si erano allenati. Ma l'attesa era un
inferno. Danton pass a Cassidy il suo giubbotto navy con la scritta USA
in rosso e bianco, uno status symbol dei membri del team nazionale. Due
altri corridori ai blocchi indossavano la stessa tuta: non sarebbe stata una passeggiata.
Dacci dentro, disse calmo Cassidy.
Yeah. Denton era raggelato dalla concentrazione, persino per una corsa
che di certo non poteva considerare importante. Non era il classico corridore
indoor; sia lui sia Cassidy erano troppo alti per muoversi nelle curve
strette con la stessa facilit dei piccoletti. Inoltre Denton non dava mai e
poi mai una corsa per scontata. Sebbene parlasse poco, Cassidy sapeva che
apprezzava la compagnia di qualcuno che gli alleggeriva il compito.
Nella terza corsia, due volte campione AAU delle sei miglia, una volta campione
delle tre miglia, due volte membro della nostra squadra alle Olimpiadi....
Stavano arrivando ai pezzi grossi. Cassidy prese la tuta, diede una pacca
a Denton, e si spost all'interno per guardare.
E in prima corsia....
La folla stava gi rumoreggiando.
...in rappresentanza della squadra d'atletica della Southeastern University
e degli Stati Uniti.... Adesso era difficile sentire qualcosa. ...signore e
signori, il campione olimpico dei cinquemila metri piani.... Bruce Denton
trott verso la sua corsia abbozzando un saluto sereno, anche se non aveva
sentito il suo nome. Non l'aveva sentito nessuno. Questo era ci che gli
avevano garantito migliaia di miglia di allenamento e una corsa perfetta: il
diritto di vedere il suo nome perdersi nella frenesia della folla. Denton stava
pensando: ho vinto solo di due metri e mezzo.
Aveva sentito la stessa adulazione tuonare per lui molte volte da quando
l'aveva ascoltata per la prima volta, sul rettilineo dello stadio Olimpico. Di
sicuro l'avrebbe risentita molto spesso. Ma mentre Denton l'accettava ancora
una volta, Quenton Cassidy pens che il suo sorriso sembrasse triste.
...E ADESSO, ALL'INIZIO del giro finale, signore e signori.... La pistola dello
starter emise un bang risonante: ultimo giro. ... il campione
olimpionico Bruce Denton, seguito da.... Era tutto insignificante. Il gruppo era a mezzo giro
di distanza, coi corridori che competevano per un piazzamento. Denton
si impenn. Acceler nella stretta curva, per rallentare sul rettilineo, come in
un ottovolante. Cassidy scosse il capo. Stava sfidando alcuni dei migliori corridori
del paese, e si divertiva a giocare.
Quando Denton oltrepass il traguardo, Cassidy gli si avvicin per portargli
la tuta. Denton, malgrado la facilit della sua vittoria, non era in grado
di parlare; prese la tuta, sorrise a Cassidy, e continu con una corsa lenta.
Di tanto in tanto salutava il pubblico in piedi ad acclamarlo. Cassidy
era incredulo, e corse con calma verso la grande sala sul lato opposto, per
completare il proprio riscaldamento; stando alla tabella, generalmente inaffidabile,
avrebbe dovuto gareggiare dopo trentacinque minuti.
Cassidy aveva memorizzato l'ordine degli eventi sul programma, e controllava
molto spesso il suo orologio. Ascoltando lo speaker, avrebbe potuto
capire quanto ritardo portasse il meeting, preparando cos accuratamente
il suo riscaldamento. La hall, grande e fredda, non era come un circuito
completo, ma era comunque spaziosa; canottiere sgargianti sfrecciavano
a varie velocit. Cassidy aveva gi percorso tre semi-ellissi quando
Denton arriv da lui. Aveva ancora la faccia rossa, e la voce roca per l'atmosfera
fumosa.
Serve un po' di compagnia?. Era una domanda retorica. In un ambiente
tanto freddo ed estraneo, con cos tanti atleti di talento, era facile uscire di
testa. Cassidy non conosceva che Bruce. Stava gi quasi per porsi l'eterna
domanda: che ci faccio qui? Ma ora non era pi un signor nessuno con una
canottiera della Southeastern University che si riscaldava, adesso era il tizio
con Bruce Denton. Il suo scatto venne sospinto da un moto d'orgoglio.
Conosci qualcuno dei miei rivali sul miglio?, chiese a Denton.
L'atleta pi anziano prese la lista e la studi mentre correvano assieme.
Marcel Philippe lo conosci anche tu.  uno della Fordham, non pu
essere gi in buona forma. Sono sicuro che O'Rork te lo ricordi; Kerry Ellison
 di El Paso, in Texas: un osso duro. Da quelle parti raggiungono la forma
presto, come noi. Direi che  da lui che devi guardarti.
Non immaginavo che lui....
Lui non corre la corsa campestre, per questo non l'hai visto alle nazionali.
Hanno degli specialisti delle sei miglia, non hanno bisogno di chiamarlo.
Sar in forma. Altrimenti non sarebbe qui.
SI, ma che mi dici del vecchio....
Liquori  infortunato.
Infortunato? Diamine....
Ti spezza il cuore, vero? Gli ho parlato qualche minuto fa.  in buona
forma, ma ha preso una storta alla caviglia qualche giorno fa. Odio dovertelo
dire, ma sembra che tu abbia qualche possibilit di portarti a casa il
sacchetto delle biglie.
Bruce, io.... Aggrott la fronte, preoccupato. Bruce, il miglio a
Wanamaker....
Ascolta.  cos che andr. Lavori sodo, come ti sei allenato a fare. Te ne
stai ai margini, aspettando la tua possibilit. Quando arriva, coglila. Sei
forte,  questo che ti confonde. Se ti trovi nelle retrovie, spingi pi forte.
Si ferm per un momento a riflettere, poi rise. Dannazione, non lo so.
Chi diavolo pu saperlo?.
Il miglio dei Millrose Games....
So solo che puoi vincere. Le tue corse migliori sono quelle nelle quali ti
rilassi e lasci che tutto scorra. Hai un ottima velocit massima, Cass. Diamine,
vorrei averla io. Devi solo evitare di dare tutto subito. Non pu venirne
fuori niente di buono, specialmente indoor. Evita le scocciature; quando
fai un tentativo, aggira i problemi. Puoi correre anche stando dietro, l'importante
 che non ti ritrovi in una brutta posizione prima della fine della
gara. Se sei in una buona posizione, non farti prendere dal panico se c' un
po' di folla. Restaci dentro e fischietta, parla da solo, guarda le ragazze,
qualsiasi cosa... non perdere il contatto e conquista una buona posizione a
due giri dall'arrivo. Non aspettare che sia troppo tardi. Indoor non si riesce
- a recuperare un grosso gap, specialmente su questa pista.
Gi,  un po' lenta, vero?.
Per i velocisti  pessima, ma per noi va bene.  solo un po' spugnosa.
Non penso che ti possa danneggiare troppo, ma visto che tu spingi molto
sui polpacci, devi contare sulla tua falcata, e non sull'elasticit della pista. Ne
 del tutto priva.
Capito. Vuoi fare qualche falcata con me?.
Qualche falcata? Qualche falcata? Diamine, ho appena fatto due miglia
in 8'32 e tu vuoi che fccia qualche falcata con te solo per farti compagnia?.
Attravers il corridoio di cemento sprintando, tra corridori che si muovevano
in ogni dove. Cassidy sorrise; era sempre bello aver a che fare con lui.
...MANCANO QUATTRO GIRI, ed  primo O'Rork della East Tennessee, davanti
a Phillippe della Fordham, Ellison, Cassidy, Wheeler e Hector Ortiz
della Western Kentucky....
Cassidy cerc di far lavorare il cervello. Undici giri per fare un miglio, due
e tre quarti per avere un giro normale. Non era abituato a bilanciare fatica
e distanza restante su una pista indoor, e doveva capire le proporzioni strada
facendo. Un corridore  uno spilorcio, che spende i penny della sua
energia con avarizia, sempre volendo sapere quanti ne ha sborsati e quanto
dovr ancora pagare. Vuole rimanere sul lastrico nel momento esatto in
cui non avr bisogno del suo denaro.
Calcol: outdoor sarebbe stato il terzo giro. Gli stava bene di trovarsi
nel gruppo aspettando che accadesse qualcosa. L'andatura non era stata
sostenuta; Cassidy si sentiva a proprio agio. Tutti insieme avevano passato
il mezzo miglio a 2'02. Ogni volta che passava in curva, la voce del suo
grande fan Bruce Denton spiccava tra migliaia, invocando solo lui. Denton
gridava frasi che non erano affatto irritanti come le cose che in
genere ti senti dire durante una corsa (frasi come riprendilo, riprendilo o pi veloce,
pi veloce, non farli fuggire), cose che fanno pensare a un corridore:
Se pensi che sia tanto lento, perch diavolo non vieni qui e lo riprendi tu?
Invece Denton diceva: Buona andatura, Cass, tieni duro!, oppure
Buona posizione, stai attento.... A un corridore, che corre a quindici miglia
all'ora in una piccola pista ovale, in trance per il ritmo, l'idea di stare
attento sembrava davvero brillante.
Senza preavviso, a due giri dall'arrivo, Kerry Ellison si stacc con potenza.
Le sue agili gambe nere sprigionarono una scarica di energia brutale.
Cassidy rispose subito, pur dovendo aspettare il rettilineo per superare
i due corridori davanti a lui. Maledizione! Poi si rese conto con un tuffo al
cuore di quel che gli aveva detto Denton negli ultimi due giri: Scatta
adesso, scatta adesso.
Ma lui non gli aveva dato retta. Adesso si trovava dove non avrebbe voluto
essere, in una brutta posizione nella parte finale della corsa.
La pistola spar, mentre si tuffavano nel penultimo giro. Cassidy adesso
era a sole dieci yard dal texano volante. Sempre pi fiducioso, si appost
alle spalle di Ellison; gli ci volle tutto il rettilineo per farlo, ma sentiva - per
quanto affaticato - di poter ancora dare qualcosa. Si era staccato dalla mischia
rispondendo immediatamente al tentativo di Ellison, e sembrava proprio
che avesse una scorta di energia. Era esaltato e curioso di vedere come
sarebbe andata a finire, tanto quanto gli spettatori. La folla, in piedi sin
dallo sparo, sembrava non essere interessata al nome del vincitore. Volevano
solo una corsa.
L'emozione dell'avvicinarsi del traguardo, come al solito, gli caus una
sensazione di leggero fastidio dietro al collo. Cassidy stava per arrendersi
nell'ultima curva, ma proprio mentre cominciava a rallentare sent la voce
di Denton nel brusio: NO!. Non disse altro. Questa volta Cassidy gli diede
retta.
Rimase incollato alle spalle di Ellison mentre curvavano, e si lanci ansimante
nel rettilineo finale. Anche Ellison non aveva finito le forze; si slanci
agilmente per iniziare lo sprint conclusivo. Quenton Cassidy aveva
per di gran lunga pi scatto. Nel rettilineo finale, senza difficolt, stacc Ellison
di sette yard. La folla emise il ruggito sommesso che seguiva il momento
culminante. Denton balz in pista, accorrendo verso Cassidy, piegato
ad ansimare nella solita posizione.
Non metterti le mani sulle ginocchia, ragazzo mio, grid pi forte del
clamore. Eccoti la tuta, indossala. Ma non prenderti le ginocchia, devi
correre un altro po'. Sei appena diventato il campione del Wanamaker Mile,
e devi far sapere a tutti....
La faccia di Cassidy era rossa come un camion dei pompieri, e la sua respirazione
era ancora disperatamente affannosa.
Sapere cosa?. Prov a correre piano, ma si sent come se la sua colonna
vertebrale fosse fatta di bamb. Niente sembrava funzionare, l'acido
lattico l'aveva trasformato in un unico blocco solido. Non riusciva a far
oscillare le braccia.
Che ti senti BENEEE!. Denton per ora sembrava molto pi felice del
suo giovane amico.
SULL'AEREO, Cassidy si sentiva ancora come uno zombie; sorrideva inebetito,
ma sembrava incapace di capire cosa gli stesse succedendo intorno. Erano
andati fuori a cena, andando a dormire solo alle due di notte. Denton
aveva insistito perch corressero un po' sul presto, perci trotterellarono irrigiditi
nel grigio mattino di Manhattan. Denton l'aveva rassicurato che la
maggioranza dei rapinatori non vanno a lavorare cos presto.
A stento Cassidy era riuscito ad arrivare al proprio sedile. La hostess lo
svegli per chiedergli se volesse la colazione - la voleva - e lo svegli ancora
qualche minuto dopo quando gliela port. All'arrivo a Philadelphia,
Denton lo risvegli nuovamente.
Ehi, campione, capolinea. Si pregano i corridori di scendere. Cassidy
borbott qualcosa e poi si riappisol, mentre gli altri passeggeri se ne andavano
lentamente. Annu con cortesia mentre Denton chiamava un taxi, e
si addorment profondamente sulla strada per l'hotel, mentre Denton si
sedette a chiacchierare sul sedile davanti.
Che cos'ha il tuo amico che non va?, gli chiese il tassista.
La sindrome di Wanamaker, rispose Denton. Si tratta di una malattia
asintomatica. Un vero peccato, un tempo era un ottimo atleta.
Peccato, si intener il tassista.
Ehi, SVEGLIA!  l'ora della pappa. Andiamo. Era di nuovo Denton.
Cassidy pens: Si sta divertendo, non ce dubbio.
Non penso di sopravvivere, disse a Denton.
A un paio di isolati c' un posto dove fanno un'ottima zuppa di vongole,
gli rispose Denton, mentre si vestiva. E anche una bistecca di manzo
che non ho alcuna intenzione di perdermi.
Che roba ?. Cassidy indic fuori dalla finestra.
Ragazzo mio, quella  neve. Roba bianca che fa cadere Dio. Non ti far
alcun male, almeno che tu non l'inghiotta o te la metta in tasca. C' chi dice
che abbia dei poteri magici. Prova a metterla su delle lunghe assi di
legno e a scivolarci sopra. Per quanto mi riguarda, penso che sia una moda passeggera.
Sbrigati. Muovi il culo, sto morendo di fame.
Malgrado tutto, una volta nell'aria fredda, diretti verso al ristorante,
Cassidy cominci a sentirsi meglio. Dopo una tazza di t, cerc di riprendersi
del tutto.
Non capisco come possa soffrire di jet lag all'interno della mia stessa
zona oraria. Come riesci a farlo per tutto l'inverno?.
A fare questo?, Denton sbriciol dei cracker nella sua zuppa. Questo,
ragazzo,  ottimo.  la tua ricompensa per essere entrato in forma cos presto,
visto che questi furbacchioni del nord non ti pagano il biglietto dalla
costa o dalla Florida per correre da loro, a meno che non siano sicuri della
tua efficienza. Potrebbero metter su una bella gara sul miglio o sulle due
miglia anche solo con i corridori dell'area di New York e Boston, se ne fossero
costretti. Noi forniamo l'elemento esotico.  meglio che ti abitui all'idea,
se continui a vincere. E indoor 4'01 e 3 decimi non  certo un brutto
tempo. Specialmente su quella pista di pandispagna del Garden. Potrebbe
equivalere, a....
Dai, Bruce....
Potrebbe essere circa tre....
Smettila, Bruce!.
3'58, pi o meno, Cass. Alz lo sguardo serio dalla zuppa.
Cassidy, con l'aria cupa, sorseggi il suo t. Non bisognava sbandierare
a cuor leggero certe cose. Portava sfortuna nominare tempi irraggiungibili
per i tuoi piedi. Denton si alz per parlare con qualcuno vicino alla cassa.
Chi era?, chiese Cassidy.
Qualcuno che ti render la serata interessante.
Dai....
Cerca solo di non fare stronzate come quello scatto sull'ultimo rettilineo
di ieri sera, o sentirai alle tue spalle qualcuno che ridacchia.
Bruce, chi....
Sammy Bair.
Merda.
Il MEETING DI Philadelphia fu la classica delusione da seconda gara del
weekend. Denton vinse in 8'44 contro degli avversari di poco conto, e
Cassidy corse in 4'05, arrivando secondo. Sam Bair non rise di lui, ma
avrebbe potuto.
Una volta seduti sull'aereo, il mattino dopo, Cassidy era di nuovo nel
suo coma deambulante.
Fai colazione?, cinguett Denton mentre si allacciavano le cinture.
Se non vuoi che lei ti svegli....
Bruce, prenditi pure la mia maledetta colazione. Su con la vita.
Sprofond in un sonno profondo, fino all'arrivo ad Atlanta, dove cambiarono
aereo.
Non sogn.
...
.
...
CAPITOLO 15.
...
.
...
Il caduto.
...
.
...
QUELLA TRACAGNOTTA irascibile dell'infermiera volt la pagina del suo numero
di Cosmopolitan, vide che le cose si facevano interessanti e decise
di fermarsi ai box prima di continuare a leggere. L'articolo si intitolava: Il tuo
(Quoziente Sessuale): che voto ti dai nel boudoir?.
Come si allontan, la sentinella Quenton Cassidy gett via il suo National
Geographic (Ho vissuto con le scimmie delle montagne del Bagharak,
della Dr.ssa Jane Tully-Weels, un articolo per i neofreudiani, pens), afferr
la profumata scatola piatta della pizza e si precipit verso le scale. L'orario
delle visite era terminato. Era illegale. Era puro e semplice divertimento.
Entr impettito nella stanza di Mizner, con la scatola sul palmo della
mano, cantando con voce al tempo stesso vigorosa e sommessa: Vide 'o mare
quant' bellooo....
Mizner: Shhhh!.
Cassidy mugugn: Vide 'o mare de Surrientoooo....
Mizner: C' quella maledetta strega....
 al gabinetto.
Oh.
Mizner si alz a sedere, pallido con la sua vecchia felpa viola, con il tradizionale
simbolo del piede di Mercurio e una scritta quasi illeggibile: POMPANO
BEACH TRACK. Cassidy acceler l'organizzazione. Si prese una sedia e
con ampi gesti tir fuori due lattine di birra dalle tasche. Mizner
applaud senza far rumore. Se Cassidy fosse rimasto fermo per un solo momento e avesse
guardato davvero l'amico, sulle sue guance magre sarebbero scese delle lacrime.
Mizner era quel che chiamavano un alligatore sofferente. Ma disse
a Cassidy: Mi riempi il cor di amena letizia, con una buffa voce sognante.
Partirono all'attacco della pizza, la quale - tra pomodori schiacciati
e frattaglie animali - non avrebbe certo riempito d'orgoglio un italiano. Anche
dopo che Mizner ebbe vomitato nel suo tovagliolo, Cassidy continu a
mangiare, soprattutto perch voleva fare qualcosa. Si sentiva ancora a disagio.
Raccontami di Millrose, maledizione. Tutti i dettagli. Non essere vago,
non scordarti nemmeno un inciampo o una gomitata, disse Mizner con
impazienza.
Il Kernsville Sun a dire il vero ha raccontato le cose per bene, rispose
Cassidy, ricopiando l'agenzia di stampa come da tradizione, malgrado
la vittoria dei due eroi locali. Vediamo, Liquori infortunato, pace all'anima
sua. Niente stranieri, per qualche motivo - forse l'ufficio immigrazione li aveva
messi in guardina - solo io ed Ellison all'ultimo giro. L'ho quasi travolto
dopo la campana, e all'ultimo rettilineo ho premuto il grilletto. Per un secondo
ho pensato che non sarebbe successo nulla. Poi ho preso il ritmo e me lo
sono lasciato alle spalle. Alla fine gli ho dato sette yard, ma probabilmente
ha rallentato quando ha visto che non m'avrebbe pi ripreso. Bruce era pazzo
di gioia, penso che ritenga di essere stato lui a scoprirmi, o qualcosa del
genere. Malgrado il fatto che l'anno scorso sono dovuto scendere a 4'00 e
3 decimi prima che si degnasse di rivolgermi pi di un saluto.
Com' andata la sua corsa?.
Oh, li ha semplicemente spazzati tutti via. Art Dulong, Drayton, quel
tizio del Minnesota. Come non ci fossero. Ha corso in 8'32 quasi fosse un
allenamento.
Mizner scosse il capo. Avrei voluto vedervi. Tutti e due.
Cassidy sapeva cosa intendeva. E allora? Che si dice? Tutto confermato?.
Merda, s. Parlano di tre o quattro mesi senza allenamenti. E poi bisogna
andarci piano, per evitare ricadute. Ma perlomeno presto uscir da qui.
Dai, almeno non ti sei giocato l'eleggibilit. A parte per la corsa campestre.
Disse quest'ultima cosa molto piano.
Ascolta, so bene come sar bello l'arcobaleno. Quello che mi ammazza
 il temporale che c' adesso.
Gi. Cassidy si guard i piedi. Pens che non esistessero parole giuste per
rispondere. Un corridore che non pu correre  un pesce fuor d'acqua. Non
 pi nemmeno in grado di vedersi come un atleta; per di pi prova un ridicolo
senso di colpa. Comincia a sentirsi a disagio vicino ai suoi compagni
che si allenano, mettendoli in imbarazzo a sua volta, come un soldato ferito
accanto ai commilitoni sani, che non amano essere costretti a ricordarsi di certi
aspetti aleatori della vita. Cassidy non fu sorpreso quando Mizner gli disse
che nei prossimi quattro mesi avrebbe lasciato la Doobey Hall. Si stavano
entrambi deprimendo. Mizner lo cap e cambi argomento.
Che cos' questa storia delle regole sui tagli di capelli che sta facendo tanto
clamore?.
Mmm, vorrei capirci qualcosa. Sembra che abbiano tutti preso la cosa
molto sul serio. Ho sentito che dalle parti della Farley Hall misurano le basette
con dei righelli, e fanno cambiare maglietta alla gente prima di lasciarla
entrare in mensa, cose del genere. Le solite idee geniali di quei birboni
del football. E persino i giocatori di football sono furiosi. Alla
Doobey ancora non  successo niente, ma tutti pensano che sia solo questione
di tempo.
Bah. E io sono bloccato in infermeria.
Considerati fortunato. Quel diavolo di Hosford ha gentilmente offerto
la mia stanza per un comizio, stasera. Guard l'orologio con irritazione.
Mi sa che  ora di andare. Potrebbero dar fuoco al mio poster di Kip
Keino, o qualcosa del genere. Butt la lattina di birra nella spazzatura, e sussult
quando fece rumore. Si era dimenticato di far piano.
C' qualcosa che posso....
No. Ho tutto; i ragazzi mi hanno portato i libri e l'altra roba. Meglio che
tu vada. Grazie per la pizza. Ti bacerei, ma....
Cassidy rise. Poi mi contageresti e diventeremmo compagni di stanza.
Abbi cura di te, capito? Lo so...  difficile, ma....
Be', il tour stava cominciando a sfiancarmi, sai? Una sera a Akron, la sera
dopo a Utica. Adesso perlomeno posso lavorare sui lanci e sulla ricezione.
E ricordati di accompagnare la palla. Mi raccomando, accompagna la
palla....
Mizner rise. Puoi contarci. Ehi, Cass, davvero, congratulazioni per
Millrose. Penso sia una cosa fantastica. Avresti dovuto sentirmi quando ho
letto il giornale sabato mattina. Avranno pensato che fossi scivolato e mi fossi
rotto l'osso sacro andando al cesso, o qualcosa del genere. Cassidy
annu, gli sorrise, e si volt verso la porta, proprio mentre si stava aprendo di
botto. Il barilotto con le calze bianche lo fissava furiosa.
Tu!, url. Cassidy si abbass e la baci solennemente sulla fronte, per
poi sprintare fuori dalla porta, evitando per poco di essere colpito dal numero
di Cosmopolitan arrotolato.
Di ritorno alla Doobey, con le mani sprofondate nelle tasche per proteggerle
dal freddo della sera, si sent pieno di rimpianto e di una rara nostalgia
per certe cose che non avrebbe pi potuto consegnare al passato.
Nei particolari processi della mente, una corsa di dieci miglia dura molto
di pi dei sessanta minuti che ci dice un cronometro. Un tempo del genere
non esiste quasi nel mondo reale; esiste soltanto su un percorso, e lo
puoi ritrovare solo quando corri.
Lui e Mizner avevano condiviso due anni di tali metodiche evasioni
temporali. Era una cosa che andava oltre l'amicizia: avevano il loro modo
di condividere e gestire il dolore. Non avevano bisogno di parole.
Adesso, per, in un angolo della mente, Cassidy s'accorse di un rombo
cupo e sinistro: nuvole di tempesta che rendevano l'aria gelida, pur non essendo
ancora visibili all'orizzonte.
Inoltre non andava d'accordo con infermiere e ospedali, ricettacoli di odori
chimici, attrezzi minacciosi, cartelle cliniche colme di disperazione...
...
.
...
CAPITOLO 16.
...
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...
Un nuovo territorio.
...
.
...
QUENTON Cassidy era TORNATO dalla sua visita quotidiana a Mizner e se
ne stava seduto nella sua stanza sempre pi buia, provando non tanto disperazione,
quanto un vuoto che gli dava sui nervi. Si sentiva soffocare.
Basso Il PH del sangue, pens; il trucco  non farsi prendere dal nervosismo
quando sei nel branco, come dice Bruce. Pensa alle acciughe, che nuotano
strette a migliaia in un metro quadro, con due gemelle a fianco e un pesciolino
che guizza innanzi a loro.
In fondo al letto c'era il Kernsville Sun. Aveva smesso di cercare di
leggere quando si era reso conto di essere troppo stanco per alzarsi e accendere
la luce. Cos era rimasto seduto a guardare fuori dalla finestra. C'era poco
da leggere, comunque sia: dispacci gonfiati, un accorato editoriale sullo
smaltimento rifiuti, una lettera furiosa di una signora che si lamentava del
cane del vicino che cacava sulle sue azalee e la rubrica sportiva di
Jack Hairlepp che invitava a supportare incondizionatamente Dick Doobey nella
stagione a venire. C'era una dichiarazione del coach che parlava di alcuni
nuovi acquisti dal junior college che ci aiuteranno molto l'anno prossimo.
A quel punto Cassidy aveva buttato via il giornale, chiedendosi se
Hairlepp venisse pagato dal quotidiano o se prendesse l'assegno ogni venerd dall'ufficio
stampa del dipartimento d'atletica.
Ma forse era troppo severo con il giornale locale. Dopotutto la notizia a
pagina 2A sotto il logo Il sorriso del giorno era molto interessante
dal punto di vista umano. A quanto pare, nella grande notte americana, una malvagia
mano nera aveva infilato con destrezza un pezzo di ferro nella fessura
del finestrino di una macchina, consentendo all'abile scassinatore di diventare
momentaneamente (per quanto illegalmente) proprietario di una Ford
Fairlane con problemi di trasmissione; nell'affare era incluso un sacco della
spazzatura verde scuro sul sedile posteriore, il cui contenuto era il cadavere
della suocera di qualcuno.
Cassidy aveva pensato: i cittadini di qui amano divertirsi.
Ehi, COME mai  cos buio?. Hosford entr sbattendo il ginocchio sul
cassettone.
Ho paura che se accendessi la luce potrei guardarmi allo specchio e
scoprire che non solo mi sento a pezzi, ma che ho anche un aspetto tremendo,
disse Cassidy, trovando per una punta d'allegria.
Ah, bene. Posso sedermi? Ehi, il Sun. C' qualcosa di interessante?.
Come al solito l'unico messaggio degno di nota lo puoi trovare nella striscia
di Doonesbury.
A dire il vero ti porto delle notizie anch'io. Spero che non sia nulla di
brutto. Il tizio della Western Union l'ha portato poco fa. Pensavo che dormissi,
cos ho firmato io.
Un telegramma? Grazie, Hos....
Io vado a farmi un giro. Ehi, ascolta....
Un momento,  aperto!.
...congratulazioni, Cass, tutti i ragazzi pensano che sia una cosa fantastica.
Tutti i... Hosford! Torna qui, figlio di puttana ficcanaso!.
BRUCE? Scusa SE TI DISTURBO all'ora di cena, ma non indovinerai mai....
Sei stato invitato ai Sunkist Games del prossimo weekend, disse
Denton. Cassidy fu colto di sorpresa.
E come diavolo fai a saperlo?.
Ho parlato al direttore del meeting quando eravamo al Millrose.
Che ti ha detto.
Voleva sapere se ritenevo che tu potessi scendere sotto i quattro sulla
sua pista a San Diego.
E?.
Gli ho chiesto se riteneva che un pesce fosse capace di trattenere il fiato
sott'acqua.
Cassidy sussult, per poi calmarsi.
Meraviglioso, Bruce. Ancora non ci sono riuscito outdoor....
La vita  breve, la vita  dura.
Corri le tre miglia al meeting?.
Esatto.
Rivali di prima scelta?.
Non so che cosa intendi per prima scelta. Solo Shorter e un mucchio
di....
Shorter!.
Mmm. Penseresti che quel piccolo bastardo maratoneta sia disposto a limitarsi
al fondo outdoor. Sfortunatamente, a quanto pare, gli piacciono anche
le piste. E nel caso te ne fossi dimenticato, un tempo aveva il record americano
per le due miglia indoor. Stabilito proprio su quella pista.
Ehm, come pensi di gestirlo, Bruce?. Era preoccupazione quella che avvertiva
nella sua voce? Denton tergivers per qualche secondo; Cassidy
non riusciva a capire che cosa stesse facendo.
E perch mai, Quenton? Gli spezzer la schiena....
Le VANTERIE CONTANO POCO, in verit, quando si scontrano quelli bravi davvero
e tutti si sentono di buonumore. Le due medaglie d'oro si staccarono
presto dal gruppo e cominciarono subito a girare sulla pista a un'andatura
tanto rapida da doppiare quasi tutti gli altri corridori. Per quanto Denton fosse
specializzato in una corsa leggermente pi lunga delle tre miglia e Shorter
nella maratona, il loro allenamento era molto simile. La folla si alz in piedi
durante l'ultimo mezzo miglio; la testa della corsa cambi tre volte. Le falcate
lunghe e potenti di Denton se la vedevano con quelle vellutate e rapide di
Shorter. Il maratoneta fife va tanto liscio da dare l'impressione di avere le
ruote. Le loro facce inespressive rivelavano in piccoli dettagli lo sforzo di un
ritmo tanto sostenuto. Cassidy guardava rapito mentre cercavano di sopraffarsi
a vicenda. Merda, pens Cassidy,  terribile. Tregua.
Le sue urla si persero nel pandemonio generale, mentre i due iniziavano
l'ultimo giro, con Denton lievemente in testa e Shorter che lo spalleggiava
all'esterno. Cassidy immagin che difficilmente un maratoneta sarebbe
stato in grado di battere sullo sprint un campione dei 5.000, ma cant vittoria
troppo presto. Quell'ultimo giro, una evidente dimostrazione della
caducit umana, port una rivelazione doppiamente dolorosa. Frank Shorter
dovette battere il record americano indoor sulle tre miglia, con un margine
di vittoria di un decimo di secondo esatto, ma senza dubbio Bruce
Denton, una volta arrivato al traguardo, prov l'esperienza unica di trovare il
filo di lana gi spezzato. Cassidy era basito.
Malgrado l'incredibile sforzo provato in gara, i due corridori ben presto
furono in grado di essere intervistati da un Howard Cosell pi irrilevante del
solito. Cassidy aspett lontano dal calore delle luci televisivo, annebbiato
dalla sua stessa confusione. Non aveva mai visto Denton perdere una gara,
e non aveva ancora capito bene come si sentisse. Alla fine dell'intervista,
Denton e Shorter sprintarono insieme verso la marea di ragazzini con in mano
penne e programmi di gara. Denton si volt, vide Cassidy, e gli fece segno
di unirsi a loro. Quando questi raggiunse i due, erano gi persi nei discorsi
stenografici da allenamento. Shorter era riservato, timido, con una
dolcezza che contrastava con l'aggressivit che aveva scatenato contro i suoi
avversari. Nei suoi occhi si rifletteva la stessa contraddizione. Cassidy avrebbe
voluto fargli mille domande, ma si morse la lingua. In verit, era esterrefatto.
Prima aveva visto Denton che veniva sconfitto sullo sprint da un maratoneta,
e ora lui stesso e quel maratoneta stavano facendo della corsa leggera,
chiacchierando di allenamenti come fossero alla fiera del paese.
Denton non aveva nemmeno mai accennato al fatto che conoscesse
Shorter, Cassidy li sentiva distrattamente mentre mormoravano di chilometri e tempi.
...in altitudine, ovviamente, e poi 1,23, 1,32, 1,37 e 1,45, ma solo con due
sessioni di ripetute a settimana..., ...e una lunga di domenica, di circa
20, Louise fa le prime 10 con noi..., .. .inizia con un miglio da 4,12 e
un tre quarti da 3,02..., ...poi 2,20 per trentacinque volte, sempre in
velocit, da 28 a 30 secondi circa.... E cos via. Dopo qualche secondo di
silenzio si accorse che gli era stata rivolta la parola.
Scusa?, chiese Cassidy.
Ho detto Millrose. Hai vinto il Millrose, due settimane fa, non  vero?.
Shorter, gentilmente, stava cercando di coinvolgerlo nella conversazione.
Ah, s. Non c'erano avversari molto forti, sai....
Be', chiunque si avvicini ai quattro su quella pista si merita il mio rispetto.
Penso che l'abbiano fatta col pandispagna dipinto di verde.
Almeno nessuno si rompe gli stinchi su quella roba.
Detesto interrompere una conversazione medica, disse Denton indicando
l'orologio sulla parete, ma penso che lo stallone del miglio qui presente
dovrebbe provare qualche falcata. In questo meeting in genere riescono
a rispettare l'orario. Il signor Shorter, qui presente,  stato tanto veloce da
dar loro perfino qualche minuto di anticipo.
Cassidy tese la mano a Shorter: Hey,  stato un piacere conoscerti. Hai
qualche consiglio per un giovane corridore?.
Shorter sembrava confuso, divertito. Guard Denton e poi rispose a
Cassidy con un sorriso: A dire il vero no. A parte di provare a divertirti.
Denton rise e salut Cassidy che si allontanava.
Quello l, disse Denton scuotendo il capo. Tienilo d'occhio.
Shorter annu.
QUELLA SERA Quenton Cassidy corse la migliore gara sul miglio della sua
vita, cambiando cos impercettibilmente la sua posizione nel piccolo universo
dei corridori. Corse in 4'00 e 1 decimo, e naturalmente nulla sarebbe pi
stato lo stesso. La sua corsa gli port anche una rivelazione di diverso tipo.
Per quanto Denton sul volo di ritorno prov diverse volte di fargli vedere
le cose in prospettiva, Cassidy sapeva di trovarsi sul confine nebbioso e
temibile di un nuovo territorio.
Arriv quinto, e fu fortunato a terminare in una posizione tanto buona.
...
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...
CAPITOLO 17.
...
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...
Il punto di rottura.
...
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...
CASSIDY l'aveva GI PROVATO, tutti loro prima o poi c'erano passati, ma non
era mai stato tanto brutto. Denton lo chiamava il punto di rottura,
ma Cassidy preferiva la definizione di certi gruppi parareligiosi dei Caraibi: essere
uno zombie ci si avvicinava molto di pi. Il punto di rottura, pi della
stanchezza profonda dovuta a un singolo allenamento intenso, era l'accumulo
di una spossatezza fisica terrificante nel corso di diverse settimane, che
portava il corridore a non riuscire a recuperare tra una sessione e l'altra.
Secondo Denton, bisognava attraversare di corsa una cosa simile. Del
resto, lui sosteneva che si dovessero attraversare di corsa quasi tutti i piccoli
sgambetti della vita, da una morte in famiglia al cancro al colon.
Il punto di rottura non era una tappa obbligatoria, e molti allenatori sostenevano
che non si dovesse mai raggiungerlo. Denton invece lo vedeva
come l'opportunit di schivare mesi di allenamenti pi agevoli e leggeri,
temprando cos i muscoli. L'alternativa, il riposo totale, era l'estremo opposto,
il metodo facile. Non avrebbe funzionato.
Il corridore - e quelli intorno a lui - pagavano un caro prezzo, fisicamente
e psicologicamente. Divenne debole, depresso; aveva bisogno di quattordici
ore di sonno ogni notte. Cercava disperatamente di riposarsi, passando
le ore di veglia con le gambe in alto, perennemente d'umore irritabile.
Divent asessuato, piuttosto inutile a letto, per dirla con le parole di un
immortale limerick piratesco. Una persona del tutto sgradevole.
Del resto la sua vita era focalizzata sul suo Compito. Non era forse vero
che a un certo punto aveva deciso di fare tutto il necessario per diventare...
che cosa voleva diventare? Forse. Giunti a tal punto, la maggior parte dei corridori
cominciano a riesaminare alcune delle premesse che avevano dimenticato
di considerare. La domanda che perseguita i corridori che raggiungono
il punto di rottura : Perch Sto Vivendo Cos? Il quesito ben presto
diviene:  Vita Questa?
Da un tale tumulto si originano vari metalli, malleabili o fragili, imperfetti
o puri, preziosi o comuni, che distinguono i bravi corridori dai grandi
corridori. E dagli ex corridori. Chi non sa affrontare (o eludere) le conseguenze
della propria meta  destinato a defilarsi e seguire obiettivi meno ardui.
Ma mai nessuno, probabilmente,  riuscito a farlo senza lasciare una parte
di s nella calma piastrellata di uno spogliatoio nel primo pomeriggio, quando
ci si allacciano le proprie scarpe nauseabonde mentre si  diretti verso altre,
diosanto, dieci miglia con gli amici. Quando sei un corridore...
Cassidy aveva sempre sentito che quelli che provavano il raro piacere
della corsa pi competitiva solo quando erano pieni di energia, felici e senza
il fardello di sforzi precedenti, erano dei dilettanti che non coglievano il
punto. Erano quelli che si presentavano a inizio stagione, in qualche modo
riuscivano a superare alcuni periodi pi duri, e magari riuscivano a correre
una gara o due. Ma Cassidy notava come venissero sempre traditi dagli occhi;
troppe tenebre per le loro capacit. Presto li avrebbero sopraffatti.
Avrebbero incominciato a porsi le Domande troppo spesso. Avrebbero saltato
un allenamento. E poi qualche allenamento di fila. Se la sarebbero fatta
sotto dalla paura nel mezzo di una dura, stupida, infinita fase centrale di
una gara andata male. Non puoi nasconderti facilmente da cose del genere,
e ancor meno puoi nasconderle ai compagni di squadra. Una volta che ci si
fanno le domande, non si trovano risposte. Il corridore inizia ad avere consapevolezza
di s in compagnia degli altri, sapendo che non  pi uno di loro;
alla fine si arrende, e non  pi un corridore...
Quenton Cassidy aveva un metodo semplice di affrontare le domande
fondamentali: non ci pensava per niente. Ci aveva riflettuto tanto tempo prima,
aveva scritto le proprie risposte e chiuso il libro. Se avesse dovuto riaprirlo ogni volta che il gioco si faceva duro, avrebbe passato pi tempo a razionalizzare
che ad allenarsi; dal suo registro sarebbero potute emergere
informazioni imbarazzanti, forse perfino delle risposte lasciate in bianco. Un ossessivo-compulsivo,
per quanto autodidatta, non avrebbe potuto tollerarlo.
Non gli interessavano i corridori estremisti, i corridori filosofi, quelli che leggevano
gli articoli pi astrusi di Runner's World e coniavano sempre
nuove frasi per descrivere l'indescrivibile e dare una patina mistica ai propri
stati di euforia.
In pista, quelli come Cassidy si mangiavano vivi dei personaggi del genere.
Cassidy non era in cerca di rapimenti estatici. Quando arrivavano, lo facevano
con naturalezza, ed era felice di goderseli in privato. Non correva per
motivi quasi religiosi, ma per vincere delle gare, per coprire delle distanze
pi velocemente possibile. Non solo per battere i suoi avversari, ma per battere
se stesso. Per essere pi rapido di un secondo, di un centimetro, di due
metri, di quanto era stato la settimana o l'anno prima. Voleva superare le limitazioni
fisiche poste da una realt tridimensionale (e se il Tempo era la
quarta dimensione, faceva anch'esso parte del suo mondo). Se fosse riuscito
a sconfiggere la propria debolezza e la propria codardia, non si sarebbe dovuto
curare di nient'altro; sarebbe venuto da s. L'allenamento era un rito purificatorio;
da esse derivavano velocit e forza. La gara era un rito di morte;
da essa derivava la conoscenza. Tali riti richiedono, per avere significato, che
una porzione del tempo venga passata esattamente sul confine estremo, dove
ti puoi sporgere al limite del precipizio e non vedere nulla.
Tutto il resto erano effetti collaterali. Certi complimenti e certe osservazioni
lo mettevano a disagio; spiegava sempre che era solo un corridore, un
atleta con un compito assurdamente arduo. Non era un salutista, non cercava
di ottenere un corpo snello e scolpito. Non si cibava di bacche e ghiande;
quando la fornace era rovente, andava bene anche un Big Mac. Ascoltava
attentamente il suo corpo e soddisfaceva le sue richieste pi strane. Come
una donna incinta, a volte aveva voglia di cuori di carciofo, barbabietole
sottaceto, ostriche affumicate. Il prezzo che pagava ogni giorno era alto; nel
complesso lo soddisfaceva, ma non era la gioiosa pagliacciata della quale
parlavano le riviste. Gli altri corridori, i veri corridori, lo capivano bene.
Quenton Cassidy sapeva di cosa parlavano i corridori mistici, gli appassionati
di jogging, i corridori poeti, i corridori zen e gli altri della stessa razza.
Ma sapeva anche che quei tipi euforici non si sarebbero fatti vedere
nelle mattinate scure e piovose. Avevano voglia di parlare, non di
agire. Cassidy aveva capito ben presto che un vero corridore corre anche quando non
se la sente, e gareggia anche quando non dovrebbe, senza scuse e senza risparmiarsi.
Correva per vincere, e sarebbe morto cercando di farlo se fosse
stato necessario; non lo colpiva affatto chi sviliva una simile motivazione.
Non ti  concesso di rinunciare a quel che non hai mai avuto, pensava.
Il vero corridore agonista, cotto a fuoco lento nella propria essenza, conosceva
solo un modo per sopportare la propria malinconia: con grazia, in
compagnia dei pochi suoi simili, eppure fondamentalmente solo. Correva
perch la corsa gli insegnava le cose basilari. In essa c'erano la vita e la morte;
non era corrotta dal fracasso dei media, da interessi da poco, da interferenze
politiche. Sospettava che gli consentisse di trovare riparo dalle varie
forme di schizofrenia che si diffondevano come funghi.
Correre era una cosa reale; il modo in cui lo faceva era la cosa pi vera
che conoscesse. Gioia e dolore, dura come il diamante; lo rendeva stanco
oltre ogni comprensione. Ma allo stesso tempo lo rendeva libero.
...
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CAPITOLO 18.
...
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...
Meeting.
...
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...
SEDUTO TRANQUILLO a MANGIARE i suoi sandwich, Cassidy masticava meccanicamente.
Non aveva un'aria allegra. Dalla cucina arrivavano risate e
rumori di stoviglie; i cuochi, pens, sono spensierati quando tutti hanno
mangiato.
La mattinata era stata simile a quelle delle ultime due settimane.
Cassidy si era chiesto seriamente se (nel caso qualcuno gli avesse puntato una
pistola alla tempia) sarebbe stato in grado di scendere in pista e correre un
miglio in 4'30. Le sette miglia mattutine erano state una gran noia, e non
aveva avuto al suo fianco Mize per lamentarsi in compagnia. Vestendosi
per andare a lezione, fiss lo specchio, alz le spalle e torn a dormire. Si
svegli di malumore dopo cinque ore di sonno profondo, e si precipit gi
dalle scale per un tardivo pranzo. Nelle tre settimane dopo i Sunkist Games,
Denton era interessato in modo particolare al suo allenamento. Adesso
di pomeriggio correvano assieme, con l'approvazione di Cornwall, visto
che la forza crescente di Cassidy stava cominciando a scoraggiare gli
altri atleti durante gli allenamenti sulle ripetute.
Denton aveva inoltre insistito per aumentare il chilometraggio. Per
quanto fosse stanco dopo il weekend dei Sunkist, luned dovette correre
ventitr miglia. L'ammontare settimanale era di centoventisette, tutte da
correre intensamente. Tra un allenamento e l'altro si limitava a sopravvivere,
come un marsupiale impazzito che si attacca al proprio ramo durante
una tempesta. Ammise a se stesso che la propria vita stava diventando
piuttosto patologica.
Entr Hosford col suo carrello.
(Ancora sandwich, disse, sedendosi pesantemente davanti a Cassidy.
Carburante per la fornace, non fa molta differenza, gli fece Cassidy. Per
dimostrarlo, ne morse uno come se si trattasse di uno sforzo enorme.
Corri al Boston Garden questo weekend? Cornwall dice che se vuoi
raddoppiare pu portare al meeting una staffetta delle due miglia.
Non sono nemmeno sicuro di riuscire a correre il miglio. Per come mi
sono sbattuto nelle ultime due settimane, immagino di dover fare il salto triplo
o qualcosa del genere.
Era solo un'idea. Immagino che tu abbia sentito di quel che  successo
a Pospicil, vero?.
Hosford, sono stato in immersione per due settimane. Che  successo a
Pospicil?.
Quello stronzo di Slattery gli ha fatto passare un brutto quarto d'ora, ieri.
 venuto al tavolo degli atleti alla Farley Hall e ha cominciato a prendersela
coi suoi capelli, in modo molto crudele, dicendo cose tipo: Non sai
che questo  il tavolo degli atleti, cara? Qui ci mangiano gli uomini, dolcezza,
non le ragazze..Roba del genere. Con tutta la cattiveria che aveva.
Cristo. Tanto per cominciare, probabilmente Poss non aveva nemmeno
capito le loro regole idiote. Non parla bene neanche l'inglese, figuriamoci
se comprende qualcuno che gli parla digrignando i denti.
Penso che non ne sapesse nulla. Immagina: sei il numero tre del tuo
paese, ottieni un'ottima borsa di studio, arrivi negli splendidi Stati Uniti
con la tua racchetta da tennis e un sorriso enorme, e poi incappi in uno
stronzo come Slattery con le sue regole sulle pettinature. Immagino che
Poss non avesse nemmeno mai visto prima un bifolco in carne e ossa. Povero
ragazzo.
Se pensi poi a tutte le stronzate che ha fatto Slattery quando era uno
studente qui.... Cassidy scosse la testa.
Ascolta, quello che volevo dirti  che alcuni dei tennisti si sono molto incazzati
per questa cosa, e hanno fomentato alcuni degli atleti. Vedi, tutti rispettano
le tue opinioni, soprattutto sul fatto che vivere meglio sia la miglior
vendetta, ma penso che la cosa si sia ormai spinta troppo in l.
E quindi?.
Morale della favola, stasera nella tua stanza ci sar un altro meeting.
Nella mia stanza?.
Immagino che sia colpa mia. Ho detto loro che probabilmente per te
non ci sarebbe stato problema. E inoltre tutti sanno che hai in mente di fare
Giurisprudenza e tutto il resto. Ti staranno a sentire, Cass.
Cassidy, non disse niente, si stropicci gli occhi dolorosamente.
Cassidy, qualcuno deve agire. Son successe altre cose come quella di
Pospicil. La gente sta cominciando ad arrabbiarsi, perfino qualche giocatore
di football. Dai, tu sei un capitano, fa parte del tuo lavoro....
Ok, ok, Hosford. Cristo, centotrentadue miglia in una settimana, Mize
col culo per terra, Andrea che  irritata per chiss cosa, le ripetute
con Denton che mi riducono a uno straccio, e adesso tutto lo staff del football  sul
sentiero di guerra. Si stropicci di nuovo gli occhi, e Hosford, per un terrificante
momento, pens che stesse per mettersi a singhiozzare.
Senti, Hos, verr e ascolter, disse Cassidy. Magari ci sono delle cose
ragionevoli che possiamo fare. Ma ho una sensazione viscerale....
Non ci sono molte speranze....
Hosford, stiamo parlando della mentalit dei giocatori di football del
Sud. Gente che ha ricoperto cinquemila yard quadre di splendida erba con
un micidiale zerbino di plastica verde che ti scortica il culo se provi anche solo a sedertici sopra. Gente che pensa che Joe Paterno sia un pericoloso intellettuale,
e che il Vietnam sia... un'opportunit. Come pensi di.... Si stava
solo stancando. Hosford non capiva fino in fondo con chi avessero a che
fare. Cassidy scaravent il sandwich sul vassoio come un giocatore di
blackjack che si rovina con noncuranza.
Hosford avrebbe voluto ridacchiare della storia dello zerbino micidiale,
ma sapeva che non era il caso. Cassidy prese il vassoio, lo appoggi rumorosamente
sul carrello e usc da l sentendosi sconfortato e tradito dall'America
come un marmocchio degli Appalachi. A differenza del quale, perlomeno,
era comunque ben nutrito, pens Cassidy.
Sapeva per che se un singolo germe si fosse introdotto in lui, si sarebbe
trasferito in pianta stabile senza nemmeno dover lasciare la cauzione. Era
un periodo di bassa marea, riflett. Rimase seduto in fondo alle scale, guardando
stancamente dalla finestra della sala. Fuori due cani combattevano
senza entusiasmo per conquistare un posto all'ombra. In momenti come
questi, quando si sentiva spossato e bloccato, trovava lenimento pensando
all'oceano. Si immaginava anemoni rosa trasparenti, che fluttuavano come
donne dalle lunghe gonne mortali. E poi: uno sgombro, da qualche parte nel
turchese chiaro delle Bahamas, mentre impartisce la sua severa lezione di
vita a degli avannotti; il suono muto di un amo che si immerge; rivolgere al
sole le scure guance rugose, sorridendo alla visione di un gruppo di insegnanti
canadesi in vacanza.
Cassidy non aspettava certo con impazienza l'assemblea di cittadini furiosi
che si sarebbe tenuta nella sua stanza, ma la sera dopo avrebbe portato
Andrea al Winjammer. Assieme ai propri pensieri marini, era ci che gli consentiva
di arrivare alla fine di un altro giorno. Salire tre rampe di scale per
tornare al ventre caldo del suo letto gli fu comunque difficile.
...
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...
CAPITOLO 19.
...
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...
Il fantastico raid di mezzanotte.
...
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...
Un POSTO COME IL Winjammer un tempo sarebbe stato chiamato camp,
con luci di tutti i colori e poco credibili frutti di plastica appesi in ogni dove.
Stava suonando un piacevole trio che ricordava i Pozo-Seco Singers, ma
per Cassidy la vera attrattiva erano le ostriche Apalachicola crude, in offerta
a un dollaro e mezzo la dozzina, oltre alla birra alla spina, naturalmente,
che veniva servita molto fredda.
Lui e Andrea dovevano incontrarsi per fare un discorso di qualche tipo,
ma Cassidy non era bravo nei discorsi, e non ne ricordava uno che non
finisse per rivelare una sorta di indecifrabile cattiveria; come i dialoghi di una
sceneggiatura di Woody Allen, ma senza abbastanza distacco da essere divertenti.
Si concentr piuttosto sulle ostriche, mischiando rafano alla sua salsa da
cocktail, e aggiungendo un pizzico di tabasco. Le raccont delle macchinazioni
nella Doobey Hall.
A quanto pare sono diventato il loro teorico ufficiale. Colpa mia, ovviamente.
Ho detto loro che la loro petizione era troppo prolissa. Li ho
colpiti tanto che mi sono ritrovato alla macchina da scrivere mentre tutti
parlavano contemporaneamente.
E adesso che succeder?.
Forse niente. Abbiamo abbozzato qualcosa, ma dopo qualche chiacchiera
siamo stati tutti d'accordo sull'idea di pazientare ancora, con la speranza
che le cose non peggiorino. Diamine, siamo atleti, non abbiamo bisogno di
ulteriori fatiche. Ma se continua cos, faremo girare le petizioni per vedere
quante firme riusciamo a raccogliere. Se gli altri team ci supportano abbastanza,
le porteremo al dipartimento sportivo, e a quel punto toccher a loro.
Pensi che possa uscirne qualcosa di buono?.
Come no, presentare una petizione a Dick Doobey e al dipartimento
sar come andare allo zoo di Kissimmee a dibattere formalmente con le
scimmie urlatrici. Ci risolver la giornata, almeno questo  sicuro.
Quenton.
Vuoi ballare?.
Se ti va.
Cassidy adorava spassionatamente posti come il Winjammer. In una stanza
adiacente, due muratori capelloni incespicavano intorno al biliardo coi propri
stivaloni, evidentemente strafatti, ridendo della reciproca inettitudine.
Dio santo, Harlan, disse uno quando una palla usc dal tavolo e si
schiant sulla parete, mettici un po' di forza. Come fai a diventare grandicello
e a farti crescere i peli sul culo, se non riesci nemmeno ad ammaccare
un muro?. Si piegarono entrambi dal ridere, stupefatti dalla loro arguzia.
Cassidy pens: oh, essere forza lavoro in America negli anni Settanta. Ecco
la vita vera, qui davanti a me. Andrea, lo sai che  la prima volta in quattro
giorni che tocco il tuo corpo con qualche pensiero lussurioso in mente?.
Lo so. Certo che lo sapeva, pens Cassidy, certe tabelle sono il pane
quotidiano delle ragazze.
Mi chiedo perch?.
Be', luned c' stato il test di Biologia organica, c' stato quell'odioso programma
del computer che non funzionava, c' il fatto che stai diventando
una persona con la quale  molto difficile avere a che fare....
Ah....
Quenton, mi sto davvero sforzando di capirti, ma come puoi mai giustificare
quello che ti stai facendo. Stai saltando moltissime lezioni, non
riesci a cenare perch hai lo stomaco sottosopra, ti addormenti sui tuoi libri
dopo un quarto d'ora di studio....
Andrea, questa non  una condizione permanente. Bruce dice....
Bruce dice, Bruce dice.
Mi pare che tutto sia molto chiaro, non trovi?.
Oh, Quenton, a volte mi chiedo se sai davvero quel che provo per te.
Se sai quanto vorrei che funzionasse. Se ci fosse anche solo qualche compromesso,
qualche....
Ecco, adesso sei vicina al nodo della questione, Andrea. La cosa fondamentale
 la mancanza di compromessi. Non si pu... contrattare. Vorrei
che ci fosse un modo di spiegarlo.  qualcosa che non si pu... diluire.
Scosse le spalle e la strinse pi forte. Anche solo provare a spiegarsi era
spossante. Puoi farlo o non farlo, pens, ma parlarne  del tutto inutile.
Non discutiamone pi, disse lei. Pi ne parliamo e pi ci sfugge. La
musica si ferm, ma i due continuarono a tenersi stretti. Era vero: lui non
era in grado di darle ci di cui lei aveva pi bisogno, cos come lei non era
capace di comprendere quel lato inquietante di lui, che lo stesso Cassidy non
capiva appieno. Questi disequilibri li spinsero in una sorta di serie di cerchi
concentrici: la conchiglia della loro insoddisfazione.
Il FANTASTICO RAID di mezzanotte avvenne proprio quella sera. Cominci
con un sommesso rimbombo al primo piano, come un gruppo di bifolchi al
ritorno dai loro giri. Invece di calmarsi piano, il rumore divenne presto un
frastuono tonante. Cassidy si dest da un sogno. Gli sembr di udire liti
chiassose, zuffe, oggetti che si schiantavano sulle pareti, grida nella notte.
Quando fu del tutto sveglio, si sedette ad ascoltare con attenzione. Nel caos
non distingueva risate o allegria, ma panico e rabbia. Il consigliere incaricato
se n'era andato via prima per il week-end, lasciando tecnicamente in carica
i tre capitani dei team, pertanto Cassidy balz in piedi e si mise dei vestiti.
Harold Slattery e altri due assistenti coach del football stavano, molto
semplicemente, razziando il dormitorio. Sapevano che delle ragazze talvolta
passavano la notte alla Doobey e avevano l'intenzione di scoprire i trasgressori,
magari divertendosi un po' nel frattempo. Una stanza dopo l'altra,
bussavano forte alla porta e poi si facevano strada con le loro torce, appellandosi
alla loro autorit incontestabile.
Siamo allenatori! Stiamo entrando!. E poi irrompevano nelle stanze.
Gli atleti che stavano dormendo da soli li sentivano dire cose come: Questo
 pulito. Depennalo. Poi si precipitavano nella stanza accanto, in cerca di
un po' d'azione. Ben presto una sfilza di atleti arrabbiati li cominci a seguire,
lamentandosi, urlando, quasi proponendo di linciarli, autorit o meno.
Cassidy era quasi uscito dalla sua camera, quando sent il tumulto al
piano di sotto interrompersi improvvisamente. I coach erano arrivati alla
stanza 207, e spinti dall'arroganza e dal loro senso di superiorit, decisero
di evitare di bussare per non essere troppo gentili. Una volta entrati, si trovarono
davanti l'occhio piccolo e nero della calibro 45 di Jack Nubbins.
Un tuono assordante risuon nella penombra, e la maniglia, a pochi centimetri
dalla mano di Harold Slattery, salt in aria con un suono metallico.
Nubbins accese la luce assonnato, con la pistola ancora puntata all'allibito
Slattery. Betty Sue si raccolse sotto alla coperta, sbirciando fuori con gli occhietti
verdi e spaventati. Non sono granch bravo a sparare, disse Nubbins sbadigliando.
Avrei potuto farti saltare le budella!. Slattery era immobile come
una fototessera, il labbro superiore bianco per la paura, la sua vita intera davanti
agli occhi. Probabilmente fu lo sbadiglio a fargli rizzare i peli sul collo.
In genere faccio centro da questa distanza, ma adesso ho sonno. Molti
bravi pistoleri non riuscirebbero a colpire un bel niente appena svegli....
Noi siamo....
S, lo so chi siete, disse Nubbins con calma. Ma che io sia maledetto
se non pensavo che foste dei ladri comuni. Non  vero, Betty Sue?. Guard
la ragazza terrorizzata, che si limit a sbattere le palpebre. S, anch'io, tesoro.
Per quanto ne so potrebbe essere comunque un ladro. Non riesco a
vedere bene con questa luce.
Ascolta, Nubbins.... Slattery si stava riprendendo, e non gli piaceva
l'idea che un aneddoto del genere si diffondesse. Era tempo di recuperare un
po' di dignit, e fece un impercettibile passo avanti mentre parlava. La pistola
spar di nuovo, fracassando la modanatura della porta.
Ci risiamo, disse Nubbins. In verit avevo mirato dieci centimetri
pi in alto. Slattery e la sua gang abbandonarono la caccia prima ancora che
l'intonaco e le schegge di legno si posassero a terra.
Quando Cassidy arriv al secondo piano era tutto finito. Tutti stavano
parlando contemporaneamente, senza che nessuno dicesse nulla di sensato.
Una volta ricostruita la storia, cap che erano in azione delle forze davvero
oscure, ignare della loro follia. E naturalmente il fato  determinato da
piccole cose: un cavo viene messo fuori posto e un re viene assassinato; un
fusibile salta e una nave si inabissa; un generale non riesce a scopare e migliaia
di persone vengono bombardate...
...
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...
CAPITOLO 20.
...
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...
Correre di notte.
...
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...
CASSIDY CORREVA AL RITMO della notte, tump-tump, un passo regolare,
uno sforzo solitario che lo faceva emergere sotto i mille lampioni e lo rendeva
invisibile negli isolati pi oscuri, mentre lo accompagnava rapido su
e gi per le colline di Kernsville, tra cani che ululavano e mamme e pap che
si passavano il pur.
Un passante avrebbe potuto pensare che fosse in trance, ma in realt
non si perdeva nulla di quello scenario sempre pi buio: l'odore dei fiori
che sbocciano d'inverno, il fresco asettico delle querce scure, l'aroma speziato
del muschio. Suoni dei programmi di prima serata, sciocchezze, cene,
bambini che litigano. Era una meteora d'ombra che scandagliava un universo
sfavillante. La notte acuiva i sensi del corridore e la sua solitudine, faceva
sembrare pi veloce il suo passo svelto; generava urgenza: la sommessa
esaltazione del movimento solitario.
La sfera perfetta delle sue fantasticherie era di tanto in tanto rovinata da
qualche cretino occasionale che dalla sua Chevrolet gli gridava cose come:
Ehi, corri corri!. Cassidy pensoso gli mostrava il dito, talora aggiungendo
qualche epiteto. Per anni aveva provato invano a ignorarli. Adesso la sua linea
prevedeva una reazione. Erano sempre sorpresi quando un corridore
(una creatura delicata, vero?) esibiva tanta aggressivit. Non riusciva proprio
a capire cosa nella natura umana generasse l'urgenza tanto irresistibile di
dar noie a un corridore. Ma sapeva che si trattava di una cosa potente,
profonda e praticamente universale. Uno scrittore inglese di un'altra epoca
aveva annotato le derisioni dei monelli: Ehi, guarda il corridore,  senza
vestiti!. Certi tiravano perfino degli oggetti. A Cassidy qualcuno aveva urlato:
Un, due, tre, quattro..., ridendo del proprio acume da quattro soldi,
incapace di superare l'associazione tra corsa e servizio militare.
Una volta, con uno sprint di quasi duecento yard, raggiunse una macchina
piena di buzzurri particolarmente fastidiosi, che, presi dal panico, si
trovavano bloccati al semaforo. Credendosi al sicuro dopo aver tirato su i
finestrini e bloccato le portiere, osservarono inorriditi Cassidy che saliva
sul cofano e poi sul tettuccio della macchina senza rallentare l'andatura.
In allenamento era intrepido, sentiva di essere anche troppo capace di
compiere atti violenti. Spesso rifletteva su come si sarebbe comportato se
qualcuno l'avesse sfidato apertamente. Immaginava che avrebbe innanzitutto
dato loro una lezione di vita; li avrebbe presi in giro facendosi inseguire.
Si sarebbe tenuto sempre a un passo dal farsi prendere, umiliandoli
ripetutamente. Forse gli avrebbe fatto correre un mezzo miglio, a seconda
di quanto sarebbe riuscito a prenderli per il naso; forse il loro orgoglio
avrebbe fatto capolino, come effetto collaterale del loro incredibile errore.
Una volta Shorter aveva fatto correre fino allo sfinimento un'intera gang
di teppisti sulle colline del New Mexico, malgrado fosse gi stanco dopo
quindici miglia di corsa. Avresti interpretato i segnali, pens Cassidy,
quelli che conosci tanto bene: il dolore, la perplessit, il vuoto che si avvicina
alla disperazione. Avrebbe trasformato lo scontro in una sfida, per far
dimenticare loro i propositi originali e fare in modo che tenessero duro,
solo per fargliela vedere a questo bastardo, a questo... questo... (allora
l'avrebbero capito) corridore.
Poi si sarebbe voltato ad affrontarli. Avrebbe affrontato a viso aperto
chiunque, pens. Persino Muhammad Ali, se gli fosse stato concesso di controllare
i preliminari.
Cassidy sapeva bene di essere in grado di condurre uomini, altrimenti forti
e coraggiosi, in posti dove non erano mai stati prima. Posti dove la vita e
la morte si sovrappongono, nelle vallate surreali fatte di muscoli avvelenati
e cuore affaticato, dove ancora una volta ti rendi conto che niente conta, e
che fermarsi (la morte?)  tutto; dove gli uomini perdono il loro sottile
strato di pelle fatto di civilt e osservano quel delicato bagliore rosa interiore,
quello che ti dice - nel cunnilingus e nelle ferite da arma da fuoco - che
non esistono segreti.
Un assaggio della tariffa che paga ogni giorno un corridore, insomma, offerto
al visitatore occasionale. Li avrebbe combattuti, se avessero ancora
voluto, dopo aver capito. Ma non avrebbero voluto, ne era sicuro. Se ne sarebbero
andati via con nulla pi di una sudata nuova consapevolezza.
Quella sera non si ferm nessuno. Nessuno lo minacci. Nessuno fece
niente di pi di aggiungere i suoi belati sempliciotti alla scenografia tenebrosa
del rito del corridore.
Cassidy vot nella notte.
BRUCE, DISSE al telefono, devo parlarti. Sono alla Doobey e non posso parlare
dal telefono della sala. Puoi venire al Nineties o da qualche altra parte?.
Certo. Dove sei stato? Pensavo che avresti fatto i quarti con me oggi
pomeriggio. Hai corso?.
Certo che ho corso. Ho fatto dieci miglia molto dure. Ascolta, mi sono
dovuto incontrare con Dick Doobey nel suo ufficio oggi pomeriggio. Ci
sono novit. Possiamo vederci tra circa un quarto d'ora?.
Ok. Ma non me ne star seduto a bere birra tutta la notte come voi ragazzi.
Me ne faccio un paio e....
Ok, ok. No problem. Mi devo fare una doccia, sono appena rientrato.
Ci vediamo l.
In MEZZO ALLA settimana il Nineties non era affollato; Fat Fred, il proprietario,
era tanto felice di avere Bruce Denton nel suo locale che gli port un
bicchiere di birra. Era un entusiasmo che sentiva di potersi permettere, data
la penuria di medaglie d'oro a Kernsville. I due corridori si misero in disparte,
al tavolo all'angolo.
Di che crisi si tratta?. Denton stava bevendo, mentre il jukebox andava
avanti: ... and time... washes clean... love's wounds unseen....
Hai letto il giornale stamattina?.
Chi non l'ha letto?.
Be', hanno deciso che, visto che sono stato io a battere a macchina la
petizione e a consegnare le firme all'A.D., allora sono stato io a concepire e
a... ehm, perpetrare il tutto, da solo, o in compagnia di un paio di cospiratori
anonimi.
Come fanno a dirlo? Ogni atleta di questa scuola  talmente incazzato....
Cazzo, mi sto convincendo che siano davvero stupidi come sembrano.
Non riuscendo a trovare un nemico esterno....
Mi sembra un'accusa molto fiacca....
Apparentemente. Ma Doobey mi ha detto che in realt non accusa me
per tutto questo caos. Immagina che la colpa reale sia di tutti i professori
comunisti e di sinistra del campus, che hanno manipolato il mio povero
cervello in tutto questo tempo.
Santo cielo. Pensi che dica sul serio?.
Di sicuro. Non ha senso dell'umorismo. Continuava a tirare fuori dei
paragoni militari: Nell'esercito, per l'amor del cielo, fai quel che ti viene
ordinato, o te la fanno pagare cara. Cose del genere. E poi ha cominciato
a parlare dei miei professori. Cristo. Sono andato a lezione da pazzoidi di destra
e nazisti in incognito per tre anni e quell'idiota pensa che qualche cospiratore
di sinistra mi abbia fatto il lavaggio del cervello. Il mio maledetto
professore d'Economia pensa che Milton Friedman sia un liberale! Diamine,
se ci fosse un insegnante decente in questo campus, quel povero figlio
di puttana lo spedirebbero a rilegare libri da qualche parte....
Va bene, calmati. Che cosa  successo di preciso?.
Cassidy termin il suo secondo bicchiere con una smorfia. Era ancora
disidratato dopo la corsa.
Terranno la linea dura. A quanto pare quello che li ha fatti infervorare
 che un gruppo di giocatori di football abbia firmato quella maledetta petizione.
Sembra che Doobey sia stato chiamato a risponderne dallo stesso
Prigman. Se non fosse stato per i giocatori di football, probabilmente avrebbero
potuto chiudere la questione dicendo che quelli dell'atletica hanno preso
una deriva comunista. Sai, facciamo tutti sport individuali, non dobbiamo
fare lavoro di squadra....
Ha un senso....
E comincio a sentire il fetore di uno stratagemma che puzza come il
fondo dell'armadietto di qualcuno.
Brillante analogia. Il jukebox suon: ...has anybody bereseen sweet
thing....
Doobey ha detto che aveva immaginato che stesse accadendo una cosa
simile durante la stagione del football, altrimenti, con tutto il loro talento,
non avrebbero mai avuto un ruolino di quattro vittorie e sei sconfitte. Capito
l'antifona?.
Cosa?. Denton era incredulo. Stanno cercando di giustificare la loro
stagione di merda nel football....
Cassidy lasci uscire l'aria dai suoi polmoni. Fisicamente era forte, immensamente
vigoroso a questo punto della sua vita; avrebbe potuto correre
per mille miglia. Eppure stava iniziando ad avvertire un peso soffocante
che calava su di lui, un sudario agghiacciante al quale non era in grado di
sfuggire.
Mi sento vecchio, pens. Una volta morto, immagino tu non possa diventare
pi vecchio di cos. Ma era tanto tempo fa, nel mare tanto tanto salato.
Disse a Denton, ancora seduto a fissare basito il soffitto: Bruce, ci sono
quasi.  cos stupido che una cosa del genere....
S, lo so, ma tieni duro, non lasciare che il nervosismo ti prenda....
Tre GIORNI DOPO, il coach Cornwall, frastornato, chiam Cassidy nel suo
ufficio e gli disse che, in seguito a circostanze sulle quali, in qualit di allenatore
dell'atletica, non aveva alcun controllo, Quenton Cassidy sarebbe stato
sospeso dal partecipare alle attivit atletiche del college.
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CAPITOLO 21.
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Steven C. Prigman.
...
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...
Il Presidente della Southeastern University Steven C. Prigman un
tempo era stato membro della Corte Suprema della Florida, e durante i
suoi sette anni aveva preso parte a molte decisioni illustri, che resistevano come
capisaldi della comicit da aula giudiziaria.
Il pi celebre di questi notori casi riguardava un giovane nero che aveva
avuto l'audacia di chiedere di essere ammesso alla facolt di Giurisprudenza
della Southeastern University. Non era stato esattamente rifiutato,
ma continuavano a perdere il suo modulo. La terza volta che lo persero,
fece loro causa, venendo ben presto preso in giro dai tribunali locali. Port
quindi il suo appello all'onorabile scranno dove sedeva Vostro Onore il giudice
Prigman, insieme a sei suoi leccapiedi. Dopo il dibattimento, non
impiegarono molto tempo per deliberare. La loro decisione stabiliva, con
gran dispiego di parole, che se Dio Onnipotente avesse voluto studenti di
tutte le razze nelle facolt di Giurisprudenza bianche, i negri sarebbero
nati con risultati perfetti ai test d'ammissione e delle belle valigette in pelle
di vitello.
Qualche mese dopo, la Corte Suprema degli Stati Uniti, ignorando l'interessante
logica seguita da quella Corte inferiore per giungere alla sua conclusione,
capovolse la decisione, proprio mentre diffondeva la propria sentenza
sul caso Broum contro l'ufficio scolastico di Topeka, e la rimand al giudice
Prigman e company senza nemmeno dir loro bel tentativo.
A questo punto, i giudici dimostrarono di avere gran fantasia. Dichiarando
che la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva preso le sue decisioni
basandosi solo su considerazioni di natura costituzionale, decisero che se
ci fossero state altre ragioni per non ammettere il ragazzo nero, il suo parere
non avrebbe avuto valore. Decisero perci di nominare un giudice locale
come arbitro speciale, al fine di studiare la situazione e capire cosa sarebbe
successo se un nero fosse entrato a Giurisprudenza. L'arbitro speciale
scopr ben presto che si sarebbe, naturalmente, scatenato l'inferno: ci sarebbero
stati abbandoni in massa di studenti, con un conseguente tracollo
finanziario. Anche nella scuola stessa sarebbe scoppiato un pandemonio:
rivolte, vandalismo, perfino guerre col cibo. L'arbitro speciale era stato capace
di intuire queste orribili conseguenze tramite delle pratiche interviste
(Ti ribellerai?. Sicuro!. Ok).
E cos l'Onorevole Corte Suprema della Florida era riuscita, in piena
coscienza, a disobbedire palesemente a un mandato diretto della Corte Suprema
degli Stati Uniti, dicendo che la loro decisione di negare l'ammissione
allo studente non era dovuta a considerazioni costituzionali, ma al
potere di polizia implicito del governo, al fine di prevenire la violenza. Che
tale violenza sarebbe stata causata da criminali bianchi (presumibilmente immaginari)
non li riguardava affatto. Il giovane nero, finiti soldi e pazienza,
gett la spugna disgustato e se ne and al Nord a prendersi la laurea.
Steven C. Prigman era sempre stato un membro eminente dell'lite del
Panhandle della Florida. Beveva bourbon invecchiato quindici anni, la sua
bella faccia rossastra riluceva di buonumore, e sarebbe stato in grado di sedurre
uno squalo. Per quanto Sidecar Doobey spesso si riferisse a lui come
a quel piccolo deficiente snob, i due si capivano a fondo. Doobey era stato
fondamentale nell'aiutare Prigman a riposizionarsi nel mondo accademico
quando aveva deciso di lasciare la cattedra del tribunale.
E quando alla fine l'aveva fatto, lasci Tallahassee pieno d'orgoglio per
come lui e i suoi soci erano riusciti, seppure per un breve periodo, a rallentare
il corso del XX secolo. Il loro momento d'oro, ancora conservato nel volume
93 della seconda serie del Southern Reporter, continua a offrire qualche
risata agli studenti di Legge di tutto il paese.
DICK Doobey SI ERA sentito un po' male il giorno prima di andare nell'ufficio
di Prigman. Le sue scarpe appiccicaticce con la suola di gomma squittivano
in modo imbarazzante sui gradini di marmo che conducevano all'ufficio
del presidente.
Ciao, Roberta. Ammicc a quella brunetta di mezz'et, ancora attraente,
chiedendosi se il vecchio se la facesse. Lei lo guard amichevolmente,
lo salut, e poi con grazia lo condusse all'ufficio. Era una donna
affascinante, ma Doobey sapeva di non andarle a genio. Aveva un sorriso da
caposala.
Allora, coach!, disse il vecchio calorosamente, alzandosi per stringergli
la mano. Siediti, ragazzo mio. Mettiti comodo. Nella battaglia degli uffici
giganteschi, Prigman stracciava Dick Doobey, anche se la sua tappezzeria non
sfoggiava Daryl l'Alligatore in versione maxi. Era decorata secondo il gusto
di un ex giudice della Corte Suprema dello Stato, con le pareti piene di lauree
ad honorem, trofei di caccia e fotografie di Prigman con personaggi famosi.
Dick Doobey invidiava quelle sfumature di marrone che incutevano molto
pi rispetto della sua variopinta accozzaglia di coppe e caricature. In una
parola sola, l'aura dell'ufficio era impressionante, e ogni volta che Dick
Doobey si sedeva su quella poltrona provava paura e invidia.
Dunque, che affari ci aspettano questa primavera?, chiese Prigman.
Doobey non si aspettava una domanda simile, tanto era stato preso da altri
problemi. Cominci la sua solita solfa sui nuovi arrivi dallo junior college e
sui redshirts che sarebbero stati di grande aiuto l'anno prossimo, ma non
pot andare troppo avanti, prima che Prigman gli dicesse di tagliar corto.
Bene, bene. Lo so quel che dicono alcuni tuoi detrattori del ruolino
dell'anno scorso, ma so che rimetterai in sesto il programma come riuscirai
a concentrarti.
Infatti, signore, sento che sto arrivando al punto dove....
Bene, bene. Coach, vorrei chiederti..., allung la mano fino all'estremit
della sua enorme scrivania lucida, e alz un foglio A4 fotocopiato, ...di
questo. Ne sai qualcosa?.
Dick Doobey prese il foglio, lo tenne lontano dalla faccia come fosse un
piccolo serpente, e lo studi con cura. Cerc di comportarsi come se non l'avesse
mai visto prima. Prigman sapeva che non era cos. Il primo paragrafo
cominciava dicendo: Noi, atleti della Southeastern University, vorremmo
sollevare alcune lamentele.... La pagina in mano a Doobey conteneva trentotto
firme. C'erano anche altri fogli, e Doobey sapeva che in tutto centoventicinque
atleti, compresi molti suoi giocatori di football, avevano firmato
la petizione.
Be', signore, in verit sono a conoscenza di alcune cose su questa vicenda.
Immagino che tu voglia ragguagliarmi. Nella voce del vecchio c'era una
vena di minaccia.
Be', signore, stamattina un membro della squadra di atletica mi ha consegnato
una pila di queste, uh, petizioni. A quanto pare alcuni atleti le hanno
firmate....
Quanti?.
Be', signore, non lo so con esattezza, ma direi circa un centinaio, e....
Un centinaio. Praticamente url. Dick Doobey si sent spingere sullo
schienale della poltrona.
Be', s, signore, pi o meno....
C' anche qualche giocatore di football tra di loro?.
Oh, non saprei, signore, non ho controllato la lista con attenzione....
Ho chiesto... se c' qualche giocatore di football... nella lista?. Disse
quest'ultima cosa con estrema calma.
S, signore! Circa quaranta. Su due piedi direi quaranta.
Quaranta!. Prigman poggi il mento sulle proprie nocche, gir di lato
la propria poltrona, o troppo preso dai propri pensieri o troppo arrabbiato
per parlare. Doobey preg che si trattasse della prima opzione.
Il vecchio rigir la sedia e si sporse verso Doobey, schiacciandolo sulla
poltrona con uno sguardo che sembrava dotato di forza fisica. Prigman
aveva coltivato come un'arte un gesto simile, e not soddisfatto il tremolio
del pomo d'Adamo di Doobey.
Be', coach Doobey, forse puoi spiegarmi di che diamine si tratta.
Doobey cominci a dire qualcosa, ma il vecchio continu.
Intendo dire, per esempio, che cos' questa storia di ingiustificati raid
in stile Gestapo nei dormitori degli atleti e di norme militaristiche su acconciature
e abbigliamento..Forse puoi spiegarmi che diavolo sta succedendo
nel mio campus, coach Doobey!. Si era quasi alzato dalla sedia, ma
lentamente si costrinse a tornare seduto, dando l'impressione di una rabbia
trattenuta con grande sforzo. Doobey aveva pensato tutta la mattina a cosa
dire in un tale momento, e per quanto avesse pensato di saperlo, adesso era
a corto di parole. Fiss la petizione come in cerca di un suggerimento.
Be', signor Presidente, a quanto pare alcuni degli atleti sono un po' infastiditi
dal nostro nuovo codice su acconciature e abbigliamento, signore,
e poi c' stato un incidente al dormitorio degli atleti l'altra notte, non autorizzato
da me e probabilmente un po' ingiustificato. Intendo dire, cercando
di essere soggettivi sull'intera questione....
Che diavolo stai blaterando? Che codice di abbigliamento? Che incidente?.
Be', signore, il codice era una mia ideuzza per provare a tirare un po' su
il morale, signore....
Doobey cerc di fare del suo meglio per aggiornare il vecchio. Quando
termin, il vecchio gir di nuovo la sua poltrona, assorto in pensieri profondi.
Dopo un po', Doobey cominci a sospettare che si fosse dimenticato di
lui, data la lunghezza della sua meditazione. Alla fine, Prigman si gir per
guardare Doobey dritto in faccia, ma parl tanto delicatamente che il coach
dovette sporgersi per sentire.
Stamattina mi ha chiamato Walter Davis. Conosci Walt?.
Be', signore, io....
 l'uomo della United Press a Miami, coach Doobey. Ma non ho potuto
parlargli perch avevo Norman Johnson sull'altra linea. Conosci
Norm?. Ancora delicatamente.
S, signore, io....
 l'uomo della Associated Press a Miami. A quanto pare, questi rappresentanti
dei nostri media erano molto interessati alla stessa cosa....
Alz la petizione con una mano, picchiettando sul retro con l'altra.
E lo stesso vale per il tizio di Sports Illustrated - prima d'ora non
avevo mai avuto il piacere di parlare con loro - e i redattori sportivi di una
dozzina di importanti quotidiani del Sud-Est. Roberta  stata molto brava
al riguardo. Se le tirature sono sotto le cinquantamila, le chiamate vengono
girate a un vicepresidente o a un preside di facolt. E naturalmente non so
quante chiamate abbiano ricevuto loro....
Io stesso ho parlato con qualcuno e....
Non mi interessa.
S, signore..
Quello che mi interessa - adesso si era calmato -  che cosa diavolo
fare adesso che hai tanto spensieratamente dato il via a questa cosa, coach
Doobey.
Be', io....
Voglio dire, ti rendi conto delle implicazioni di una rivolta degli atleti?
Riesci a capire che abbiamo dovuto sopportare anni di violenza e conflitti
nei nostri campus per via della generosa battaglia del nostro paese contro
il comunismo in Vietnam? E che nel corso della crisi i nostri atleti sono
stati il nostro sostegno, la nostra salda roccia? Qualunque stronzata
stesse accadendo altrove, i nostri ragazzi ogni sabato erano l fuori, a picchiare
duro, a bloccare gli avversari, a giocare come se non ci fosse un domani,
facendo vedere che quelli del college hanno i coglioni. Questi ragazzi
hanno tenuto duro nel nostro periodo pi tetro, portando avanti le
nostre tradizioni americane!.
Doobey si riprese. Esatto signore, ecco perch....
Non ho finito. E ora, coach Doobey, ora che i nostri atleti sono diventati
il simbolo di tutto ci che  buono, leale e patriottico nel nostro paese,
adesso veniamo a scoprire che se ne vanno in giro a. ..firmare petizioni..
Sono sorpreso quanto lei, signore!.
Sorpreso un cazzo!. Prese un altro foglio. Le basette non devono superare
una linea che parte perpendicolarmente dal fondo del lobo..Da
dove hai preso certe... certe nozioni?. Stava provando a trattenersi.
Be', signore, alcune le ho prese dal mio addestramento militare....
Mmmmmm.
...altre mi sono state suggerite dall'assistente allenatore Slattery, ad
esempio quella sulle camicie senza colletto....
Colletto, disse Prigman tristemente.
...e alcune me le sono inventate tutte da me, signore.
In qualche modo l'avevo intuito, disse Prigman con un sospiro, guardando
il soffitto.
IL LORO COLLOQUIO prosegu nel pomeriggio. Prigman aveva in qualche
modo attenuato la propria rabbia, concentrandosi sulle questioni pratiche.
Sapeva quel che Doobey gli avrebbe detto, ma non aveva voluto
rinunciare a spolparlo vivo. Avrebbe pensato in seguito al figlio pi stupido di Sidecar;
per ora era felice di guardare i tremiti involontari di paura che gli
scuotevano il corpo ogni volta che lui sottolineava la parola coach. Adesso
per era il momento di agire; bisognava elaborare una strategia e trattare
con i media. Ci volevano delle decisioni pratiche, chiare e particolarmente
intelligenti. In sostanza ci voleva quel tipo di grinta che Prigman riteneva
essere ci che l'aveva reso quel che era. Segretamente, non gli dispiacevano
i possibili sviluppi.
Chi ha portato le petizioni nel tuo ufficio?.
Uno dell'atletica. Un certo Quenton Cassidy, signore. Si  limitato a
consegnarle.
Ti ha detto qualcosa?.
S, signore. Ha detto a Mary Lou, la mia segretaria, che sarebbe stato
lieto di parlare con me di questa situazione, quando ci sarebbe stato pi comodo.
Quando vi sarebbe....
Stato pi comodo. Ha detto cos, signore.
Ges Cristo.
...
.
...
CAPITOLO 22.
...
.
...
Brady Grapehouse.
...
.
...
SULLA vasca a IDROMASSAGGIO della grande palestra, un cartello scritto
a mano diceva:
LE MEDAGLIE NON TI ENTRANO IN TASCA
SE TE NE STAI SEDUTO NELLA VASCA
Brady Grapehouse era il boss di quel posto, e sapeva che spesso starsene in
acqua non aveva a che fare con infortuni reali, ma con il ripararsi dal mondo
crudele. Quel cartello - come ogni altra cosa nel suo regno - era una
sua idea.
Era stato il capo dei trainer della Southeastern per dieci anni prima che
Dick Doobey diventasse coach del football. Molte generazioni di atleti
avevano provato un'emozione ben precisa per Brady: amore, puro e semplice.
Se qualcuno, di punto in bianco, avesse chiesto al pi duro figlio di
puttana tra tutti i giocatori se amasse o no Brady Grapehouse, quel giocatore
avrebbe risposto: Dannazione, certo che amo Brady Grapehouse.
Tutti amano Brady Grapehouse. Tutti tranne Dick Doobey, che odiava
Brady Grapehouse.
Probabilmente era stato l'amore che suscitava tra i suoi atleti a far fuori
Brady; tutti sapevano che Dick Doobey non gli avrebbe rinnovato il contratto
per prendere al suo posto Zip Simmons, un idiota leccaculo che Doobey
aveva conosciuto nell'esercito. A Doobey piaceva la sua compagnia visto
che era uno dei pochi adulti che non lo faceva sentire un po' stupido.
fornitore segreto). Aveva i capelli corti e mossi, neri con qualche traccia di
grigio; dava l'impressione non tanto di avere una certa et, quanto di avere
vissuto. Si muoveva nella palestra con la sua grazia da ex pugile. Fosse stato
nell'esercito, sarebbe stato il sergente maggiore che tutti, da ubriachi, avrebbero
definito un caro vecchio figlio di puttana.
Brady ne aveva viste di ogni sorta. Quarterback fenomenali, lineback
enormi e feroci, freak del basket alti due metri e dieci, stelle folgoranti del
tennis, futuri campioni di golf; alcuni avrebbero guadagnato milioni di
dollari grazie ai loro occhi, alle loro mani e gambe incredibili. Questi erano
mescolati agli innumerevoli bravi atleti, che si trovavano (senza rendersene
conto) all'apice delle proprie vite, tanto presto da dover passare il resto delle
proprie esistenze a rinvangare assorti quell'epoca di quotidiana poesia.
Brady li gestiva tutti con la stessa rozza efficienza. Si rivolgevano a lui, a
volte anche quando stavano bene fisicamente, picchiando sul vetro del suo
ufficio nella palestra, di solito al mattino, quando non doveva fare delle fasciature
e quel posto era un ritrovo fresco e piastrellato.
Uh, Brade, dicevano, un po' avviliti. Brade, hai un secondo?.
Un secondo? Un secondo? Che potrei fare di meglio di starmene a chiacchierare
con voi pivelli tutta la mattina?. La porta si chiudeva e ci pensava
lui. Era uno zio, un prete, un dottore, uno psichiatra. Gli raccontavano cose
che non avrebbero detto ai loro migliori amici. Quelli sposati, tagliati fuori
dall'intimit rozza degli atleti scapoli, venivano a parlare di problemi di
cuore: bambini, sesso, fedelt, soldi. Li accoglieva tutti, li ascoltava torturando
il suo mozzicone di sigaro, con modi bruschi e impazienti, ma con uno
sguardo che implicava profonda comprensione, perdono e assenza di giudizio,
lo sguardo di qualcuno che non pu essere scioccato, che aveva provato
a sua volta il vero dolore e non se ne vergognava. Quando aveva sentito
abbastanza, diceva loro di stare zitti e ce la metteva tutta per dare una risposta.
A volte prendeva il telefono e con due parole contattava un medico
Come molte persone che non riescono a capire la competenza, Doobey
non amava circondarsene.
Brady sembrava una sorta di caricatura. Piccolo e tondo, aveva sempre un
mozzicone di sigaro in bocca (si diceva che li comprasse cos da qualche
specialista. Spesso il suo consiglio non era pi complicato di: Ehi, Jimbo,
smettila di miagolare e falle la proposta. Non credi che se lo aspetti? Altrimenti
perch starebbe facendo tanta fatica per ricevere l'anello?. O semplicemente
si limitava ad ascoltare e consolare, offrendo il conforto di chi
ha visto la vita contemporaneamente da tutte le varie prospettive, quella della
statua come quella della merda di piccione. Di solito gli atleti se ne andavano
sentendosi meglio, spesso ridendo, felici di avere trovato sollievo in
una persona tanto saggia, tanto esperta, un uomo capace di trovare qualcosa
di buffo anche nelle cose peggiori.
Cassidy si trovava nella sala principale della palestra il giorno in cui era
entrato Jolie Benson, un brillante atleta del Sud della Florida, capace di
giocare praticamente in quasi tutti i ruoli leggeri su un campo da football.
Jolie, quando era al terzo anno delle superiori, era entrato nello studio di
suo padre trovandolo riverso sulla sua poltrona di pelle, con un calibro 38
in mano e le budella fuori dalla pancia. Era un'immagine che non sarebbe
mai riuscito a dimenticare, e che gli aveva causato una forte balbuzie, un problema
tanto debilitante da impedirgli a volte di comunicare del tutto.
Brady stava fasciando l'ennesima caviglia, borbottando tra s e s come
al solito, quando Jolie era entrato e aveva cominciato la sua routine: Bray...
Bray... Bray... Bray-dy, io... io... io.... Brady l'aveva guardato per qualche
secondo, staccando un pezzo di nastro, e coi suoi grossi occhi tristi l'aveva
studiato con attenzione. Poi finalmente era scattato.
Jolie! Dacci un taglio! Che diavolo vuoi?. E Jolie, scioccato, aveva d'improvviso
cominciato a parlare normalmente, dicendo a Brady quel che era venuto
a dirgli. Non si trattava di una cura permanente degna di un film, naturalmente,
e lo stesso Brady non avrebbe mai creduto di essere capace di
tali miracoli. Sapeva per che la sua anima era in grado di supportare ferite
pi profonde di quelle raggiunte dalle sue macchine ultrasoniche, dai suoi unguenti
per i muscoli, dai suoi impacchi di ghiaccio e dalla sua rozza umanit.
Brady era in grado di spingere un uomo a parlargli sinceramente, anche
un teenager con gli occhi appesantiti da infiniti dolori; era il solo modo
di parlare con lui. Non ti era consentito nasconderti dietro alle tue illusioni,
perch Brady non si nascondeva dietro alle proprie. Non c'era da stupirsi
che generazioni di atleti se ne fossero andati dalla Southeastern carichi di un
amore tanto onesto e divertito per Brady Grapehouse.
Un giorno, Danny Ingram era entrato in palestra per prendere del nastro
per il team di atletica, e aveva visto Brady avvicinarsi svelto al rubinetto.
Jolie Benson se ne stava seduto dietro la vetrata dell'ufficio, fissando il
muro distante, con le lacrime che gli cadevano inesorabili sulle sue incredibili
mani. Danny aveva smesso di gingillarsi per chiedere a Brady che cosa
stesse accadendo, e solo in quel momento si era accorto (avrebbe potuto giurarlo)
che delle grosse lacrime stavano scendendo anche sulle guance paffute
del trainer.
Che diavolo vuoi?, aveva gracchiato Brady.
Niente, Brade, aveva borbottato Danny, afferrando il nastro e precipitandosi
verso la porta.
Brady non era esattamente trasparente, ma la maggior parte delle persone
lo capivano, presto o tardi.
DOPO aver VAGABONDATO tutto il pomeriggio nel campus, andare in palestra
sembrava la cosa pi naturale da fare. Erano le tre, e i giocatori della
squadra di basket erano in fila in attesa di essere fasciati. Cassidy era ancora
scioccato. Come potevano fargli una cosa simile? Era una stella. Era il
capitano del suo team. Si trattava di uno shock che la sua mente non riusciva
ad accettare, come la morte di un amico caro.
Brady e due dei suoi devoti studenti-assistenti stavano lavorando in fretta
e con efficienza, strappando pezzi di fasciatura bianca. Di norma sarebbe
stato un momento vivace, ma visto che si stava di nuovo parlando dell'imminente
allontanamento di Brady, c'era un'atmosfera di pura rabbia. Jim
Quillain, un pivot di due metri che in genere era silenzioso e freddo, propose
di trovare un piano per combattere l'ingiusto licenziamento di Brady.
Gli altri erano d'accordo. Gi, Brade, perch non fai qualcosa.
Cassidy si rese conto di essere arrivato all'ora di punta, cos rest sulla porta
a guardare. Alcuni giocatori lo salutarono con un cenno del capo o della
mano, ma la maggior parte era presa dalla discussione.
Alla fine, Brady si ferm e si allontan dalla caviglia che stava fasciando,
mettendosi le mani sui fianchi e continuando a tormentare il proprio
sigaro.
Ehi, disse spazientito, lasciate che vi dica una cosa, pivelli. Un giorno
ve ne andrete da qui e dovrete affrontare da soli quel campo minato
qua fuori. E scoprirete che c' un grosso... mostro che vi aspetta. Troverete in agguato
delle splendide sorpresine come questa. Non ci sono solo pacche sulle
spalle e ehi, bella partita, amico Jimbo, o ehi, stai cos bene con il tuo
sospensorio, fatti dare un passaggio. No signore. Non  cos che va. Se volete
passare il tempo a blaterare di queste cose, potete anche farlo. Ma non
combinerete niente di buono, datemi retta. Meglio che facciate attenzione
ragazzi, perch  la verit pura e semplice. Il vecchio Brady se la caver, ma
non esiste legge che stabilisca che non vi beccherete un'inculatura magistrale
invece di qualche applauso scrosciante. Perci, se volete farvi venire il
mal di pancia, potete farvi venire il mal di pancia, ma potreste concentrare
le vostre energie su qualcosa di pi produttivo, come mandare degli aiuti
umanitari alla famiglia Rockfeller....
Ma Brade, ti avevano promesso.... La fccia giovane e sincera di
Quillain tradiva lo sforzo di confrontarsi con una cosa cos palesemente ingiusta.
Nessuno ti aveva promesso giustizia universale, non  vero?, pens Cassidy.
Promesse, Brady sghignazz, togliendosi il sigaro dalla bocca. Con
un canestro di promesse e la mano destra probabilmente ti ci puoi fare una
sega, Quillain. Ma d'altro canto sei mancino, non  vero?. Risero tutti
forte, perfino Quillain, che comunque torn subito serio. Era Brady al suo
meglio, anche in mezzo ai propri guai, che cercava di offrire loro qualcosa
di pratico, qualcosa che - per quanto difficile da affrontare - perlomeno
fosse vero e utile, a differenza delle ovviet da quattro soldi smerciate nel
resto del campus. Nella palestra di Brady si poteva contare su una versione
molto pratica della verit, che fosse la brusca rivelazione di dover saltare
una stagione per infortunio o la semplice osservazione che a volte la vita 
una puttana; niente, nemmeno la fine del regno di Brady, avrebbe potuto
cambiare questa cosa.
Brady aveva visto Cassidy sulla porta e sapeva perch si trovava l. Aveva
sentito due assistenti allenatori del football parlarne al tavolo alla Farley Hall.
Sperava che il corridore restasse fino a quando avesse terminato il lavoro
con i cestisti, ma mentre il gruppo stava ancora ridendo della sua ultima
osservazione, vide Cassidy voltare le spalle con un sorriso e andarsene. Poi
lo sent ridacchiare nel corridoio. Forse torner, pens Brady, o almeno
spero che lo faccia. Lui  libero come una volpe, e non mi farebbe certo
piacere vederlo catturato.
Quando Cassidy arriv allo spogliatoio, Denton si stava gi vestendo. Anche
altri atleti erano arrivati prima di lui, e si radunarono subito intorno al
suo armadietto, parlando tutti contemporaneamente.
Ok, ok. Alz le mani, chiedendo un po' di spazio. Adesso non possiamo
fare niente, perci lasciate stare. Devo correre. Per lo apprezzo, ragazzi,
sinceramente. Lo apprezzo tanto. Tornarono di malavoglia a quel che
stavano facendo. Devo correre? pens.
Cecil, l'addetto all'equipaggiamento, si fece avanti cominciando a borbottare
qualcosa su come da subito non avesse pi diritto alla sua fornitura
tecnica, e come alla fine della settimana non potesse pi disporre di un armadietto.
Cecil. Cassidy era esasperato. Che tipo di equipaggiamento pensi
che serva a un corridore? Ogni giorno mi dai un asciugamano pulito e
un paio di calzoncini. Non ti chiedo nemmeno un sospensorio, Cristo santo.
E le scarpe sono mie, regalo di un'azienda generosa. Ho un asciugamano
e dei calzoncini in pi, per quanto non siano pulitissimi. Possono
prendersi il mio maledetto equipaggiamento e.... Respir a fondo, mentre
Cecil lo fissava con gli occhi sbarrati. Non era colpa di Cecil.
Cassidy lo sapeva, perci fece un segno al vecchio e gli offr un sorriso stanco.
Come scusa bastava, e Cecil zoppic tristemente verso l'armadio con l'attrezzatura,
la sua nicchia piena di guanti appesi, scarpe coi tacchetti, palle
e mazze, aste e corde per racchette, ostacoli; verso l'odore pulito e virile
di pelle intrisa del sudore di generazioni di ragazzi che hanno fatto
sport nel sole di primavera.
Denton guard il tutto in silenzio, gi pronto per andare, con le braccia
conserte.
Corriamo, disse.
DENTON AVEVA SCELTO, per qualche motivo, un fastidioso tragitto cittadino.
Sfrecciarono eclissando gli schizzi di neon che definiscono l'America
dei franchising. Krispy Kreme, WhataBurger, Pizza Hut, Pizza Inn,
Pizza'n Brew, Pic'n'Save, Pic'n Pay, Pic'n Scratch; a portata di mano, come al
solito, il temibile serpente di cromo e ruggine, eruttante e fumante, che
striscia sulle strade d'America quando i negozi sono chiusi. Tutta la puzza
di questo paese si infila nelle narici di chi corre, pens Cassidy.
Avevano gi superato il loro cul-de-sac, il loro frammento di serenit nel
centro della citt, una zona vecchia di Kernsville, un assaggio di un'era pi
lenta, ormai trascorsa, un piccolo parco noto come lo Stagno delle anatre.
Al loro passaggio, il capo ingegnere cittadino Homer Windenberry aveva dato
in pompa magna il segnale al suo capomastro, che aveva abbassato la leva
e aveva rovesciato 250 chili di asfalto fuso S-1, ricoprendo mamma anatra
coi suoi sette piccoli anatroccoli.
Non ci si poteva sbagliare, Kernsville era una citt in rampa di lancio.
STO PARLANDO DI aria di campagna, spiegava Denton, dove il corpo
non  squassato dal folle martellare dei talloni sul cemento. Sto parlando del
tessuto connettivo che....
Non vorrei....
Essenzialmente sto parlando di un cambio di ritmo....
Non vorrei sembrare un piagnucolone, ma onestamente non avrei mai
pensato che quei pagliacci si spingessero al punto di....
Tagliarsi la gola da soli? Non prenderti in giro, Cass, non gliene frega
un tu-sai-cosa dello sport, ma solo di venire rispettati. Da queste parti solo
la palla ovale conta qualcosa. Lo sai che in Europa la gente mi ferma per strada?
Pensi che cose del genere accadano anche qui? No, magari Doobey ha
torto, ma questo  il suo stadio, e lui lo sa bene.
Ma il vecchio Prigman....
Era il pompiere dell'Hindenburg.
Cassidy ridacchi.
Lui e Doobey erano le sentinelle di Pearl Harbor. Gli architetti delle
Mura di Gerico. I guardiani notturni del Titanic....
Smettila, non riesco a correre. Cassidy stava provando a correre leggermente
piegato in avanti, sghignazzando con versi da pavone. Alla fine si
calm, e corsero assieme in silenzio per qualche momento.
Addetto al controllo roditori ai tempi della peste bubbonica, disse
Denton, e stavolta quasi si dovettero fermare entrambi.
Una volta tornati in pista, Cassidy non aveva la minima idea di che fare
della sua triste vita. Ma avevano corso come razzi, facendo tredici miglia in
un'ora e quindici e a dire il vero si sentiva bene. Semplicemente bene.
...
.
...
CAPITOLO 23.
...
.
...
Pi cavallo che cavaliere.
...
.
...
La TABELLA DI MARCIA, come non consentiva di badare alle sciocchezze,
cos non lasciava spazio alle grandi catastrofi; a Cassidy faceva piacere seguire
la solita routine passivamente. Faceva male non avere pi una ragazza
nella sua vita, e presto avrebbe perduto anche i suoi compagni di squadra.
Bruce Denton, che ora si considerava un uomo con una missione, andava
a correre molto presto. Prima delle sei e mezza del mattino, quando
l'universit ancora dormiva.
Il sole era lontano dal sorgere, e una fitta nebbia copriva le colline nei
paraggi di Kernsville, trasformandole in una zona calma e umida, abitata
da lattai e poliziotti sonnolenti, dove il clic dei semafori nell'aria fredda
sembrava esageratamente chiassoso. Presto Denton e Cassidy avrebbero oltrepassato
i confini della citt, spingendosi tranquillamente lungo agri di pascoli
sereni, lasciandosi talora la nebbia alle spalle quando risalivano una collina.
Era ancora buio, e se non avessero avuto familiarit con quel percorso,
avrebbero creduto di essersi spinti molto lontano. Certi trucchetti della
mente erano molto importanti per loro. Sapevano che psicologicamente
era pi facile correre su tracciati familiari, pertanto, in barba ai consigli delle
riviste e dei manuali, di rado esploravano dei nuovi scenari. Coprivano
molto terreno a una velocit uniforme ed efficiente, perci poteva capitare
che entrassero e uscissero da tempeste, citt o contee, battendo aree drasticamente
diverse nel corso della stessa giornata. Provavano una sensazione
non dissimile dal guidare una sorta di veicolo spartano, che viaggiava
a un'andatura regolare, per quanto poco spettacolare, e che li avrebbe portati
dovunque avessero voluto. Forse era la stessa sensazione a ispirare i membri
di una sottospecie della loro razza e a spingerli in escursioni continentali,
corse di cento miglia e altre follie simili.
Pagavano un prezzo molto alto, ma di rado parlavano del disagio dell'allenamento
in termini di dolore; sapevano che ci che rendeva il dolore spaventoso
era la mancanza di familiarit, e per loro certe sensazioni erano il pane quotidiano.
Quella mattina Denton non parlava molto, cos Cassidy si era stabilizzato
su un passo rapido, permettendo alla sua mente di scivolare nel piacevole
stato neutrale di semicoscienza sviluppato da tutti i corridori: presto si
perse nell'isolamento grigio e freddo della nebbia. L'inizio del temporale lo
interruppe. Stava ancora provando lo shock delle grosse gocce gelide quando
vide un branco di cavalli e pony avanzare verso la staccionata del pascolo che stavano oltrepassando. Denton non disse nulla.
Il branco raggiunse la staccionata, svolt a destra, e cominci a procedere
parallelamente ai corridori, alla stessa velocit, guardando innanzi, galoppando
piano e con evidente piacere. Arrivati all'angolo, si voltarono e si
allontanarono galoppando dal lato opposto ai corridori, scomparendo rapidi
cos com'erano arrivati. Nel giro di pochi secondi non si sentivano nemmeno pi gli zoccoli.
Cassidy vacill. Li aveva visti davvero?
 veramente successo?, chiese.
Che io sia dannato se lo so, rispose Denton.
Pensi che sia una coincidenza?.
Impossibile. Succede ogni volta che corro cos presto da queste parti. Seguono
sempre il mio ritmo. Stavano correndo con noi.
Cavalli nella nebbia senza cavalieri, disse Cassidy misteriosamente.
Pensi che sia una sorta di presagio?.
Cavalieri senza cavallo nella foschia, rispose Denton altrettanto misteriosamente.
Ecco che cosa siamo noi per loro. Pensi che noi siamo un presagio?.
Cassidy si succhi il labbro inferiore e non rispose. A volte, pens, non
te la puoi cavare con nulla.
DENTON SUPER LA State Road 26 verso Newberry. Era una bella giornata
con un cielo blu brillante; un giorno perfetto per spacconate e sorrisi complici.
Non vedo l'ora di sentire il piano, disse Cassidy.
E io non vedo l'ora di dirtelo. Nel frattempo non cerchiamo aruspici
nei cavalli e nelle mucche. Cerchiamo di concentrarci: come si dice, tieni
gli occhi sulla palla.
Ok.
E ho una storia da raccontarti - emise una risatina da Zio Tom - che
potresti trovare molto divertente. Cassidy batt le mani come un bimbetto.
Ma prima, vorrei sapere alcune cose. Innanzitutto, qualcuno nel campus
si  offerto di aiutarti in qualche modo?.
Oh, certo, a quanto pare. Hosford mi ha detto che ci sono state delle
telefonate da un mucchio di grandi capi del governo studentesco, Father
Gannon del Catholic Student Center, il rappresentante cittadino dell'Associazione
per i diritti civili, Feldman. Naturalmente tutti vogliono marciare,
boicottare, dimostrare, eccetera eccetera. Per quel che so, stanno organizzando
un'altra petizione.
Be', almeno sono dalla tua parte.
Diamine, tutti sembrano dalla mia parte. Perfino Doobey ha detto che
lo fa per il mio bene. Se un altro po' di persone salgono sulla mia barca rischiano
davvero di farla affondare.
Denton non disse nulla.
E non  tutto, c' di peggio. C' una dichiarazione pronta - di
Prigman e Doobey - che faranno arrivare alla stampa oggi pomeriggio. Accusa
certi atleti, dei quali io sarei il virgolette capobanda chiuse virgolette, di fomentare
una ribellione tra i vari sportivi e di infettare la squadra di football
con dei pensieri estremisti. Affermano che questo processo si  svolto sotto
i loro nasi ignari anche durante il campionato di football, e fanno in modo
di menzionare anche le partite con Tennessee e Auburn perse per poco a
fine stagione. Cristo!.
Denton abbass completamente il finestrino, lasciando entrare l'aria, e
sforzandosi di parlare pi forte del rumore.
Prima che ti arrabbi del tutto, lascia che ti racconti la mia piccola storia.
Al mio college, in Ohio, c'era un nero che correva il mezzo miglio, riuscendo
ad arrivare a 1,47 e 5 decimi al terzo anno. Sembrava solo l'inizio.
Splendido corridore. Era anche uno scrittore; prendeva la cosa sul serio, e
non era affatto male. Ho letto un po' delle sue cose sulla rivista della scuola
- non guardarmi cos, lo so che pensi delle mie capacit di critico letterario.
Comunque sia, in uno dei racconti pubblicati c'era la parola vaffanculo.
Non era una storia particolarmente spinta. Parlava di un gruppo di
atleti, e la parola veniva usata in alcuni dialoghi nello spogliatoio. Non era
nemmeno il suo racconto migliore. Alla dirigenza  venuto un attacco di
cuore collettivo; hanno confiscato gi in stampa tutte le copie e hanno licenziato
chiunque non avesse il culo coperto. Come puoi immaginare, la nostra
scuola non era esattamente un bastione del pensiero liberale.
Il nostro uomo degli 880 divent una celebrit, prosegu Denton.
Part una causa e un giudice federale inform la dirigenza che, per quanto
ne sapeva, il Primo Emendamento era ancora in vigore. Fu un bel giorno
per i buoni.
Continuarono a viaggiare in silenzio per un po'. Poi Cassidy si volt
verso Denton.
E?.
E poi il ragazzo quell'anno corse in l'56 e scomparve nel nulla.
La PICCOLA BAITA col tetto a punta era perfettamente inserita nella circostante
fitta boscaglia di pini dritti e spesse querce. Al suo interno c'erano
pile di pannelli di rivestimento e altri tipi di legno, insieme ad altre testimonianze
di una costruzione in corso d'opera; l'intero posto aveva l'odore
dolce come chewing-gum del legno tagliato. Cassidy si aggirava in quell'ambiente
toccando qua e l, cercando di avere l'aria di uno pratico di carpenteria.
Posto fantastico, disse Cassidy, prendendo la tazza di caff che gli stava
porgendo Denton. Di chi ?.
Mio.
Tuo?.
Esatto. Vieni qui e siediti dove non c' troppa polvere. Immagino che
oggi sar un giorno pieno di rivelazioni, e mi raccomando, saranno tutte in
forma strettamente confidenziale. Inoltre non voglio che tu tragga alcuna
conclusione o mi faccia la morale prima di avermi sentito fino in fondo.
Va bene, disse Cassidy. E ora che altro c'?, si chiese.
Questo posto  mio, cos come quindici acri di terreno, tutta la roba
che vedi e la fossa biologica. Mio cognato ci lavora da circa un anno, ma
ora  tornato a scuola a Boston. Abbiamo fatto tutto da noi.  ancora da rifinire,
ma come finisco il dottorato ho intenzione di trasferirmi qui con Jeannie
e far crescere alcune delle pi assurde piante esotiche che tu abbia mai
visto. Ci sono due serre ai primi stadi di costruzione sul retro....
S, ma....
Lascia che te lo dica, e poi pensa quello che vuoi. Immagino che avrai capito
che ha parzialmente a che fare con i soldi. Non so quanto tu sia al corrente
di cose del genere, ma eccoti la verit: mi hanno pagato venticinquemila
dollari in contanti per indossare una certa marca di scarpe nella finale
dei 5.000 metri alle Olimpiadi. Non lo so con certezza, ma sospetto che
chiunque in quella corsa avesse un qualche tipo di accordo. Io ho firmato un
contratto che avrebbe potuto avere valore legale, per quanto non avrei pi
potuto correre come dilettante se la cosa fosse mai arrivata fino a qualche tribunale.
Ti hanno dato venticinquemila dollari....
Una tratta bancaria. Negoziata con una banca del Lussemburgo.
Ma se....
Se loro l'avessero scoperto? Loro non vogliono saperne niente. Immagino
che se ficcassero il naso, comincerebbero a far storie e a sospendere la gente.
Ma se ancora non l'hai capito, i tipi che comandano nello sport sono
dei pesi leggeri; vecchi atleti che non ce l'hanno fatta o che non sono riusciti
a lasciarsi lo sport alle spalle. Non vogliono guai, vogliono solo dei fregi
da mettere sul blazer e dei viaggi gratis. Inoltre tutti i contratti con marchi
di scarpe hanno una clausola che garantisce una difesa legale nel caso il
pagamento provochi degli attacchi allo status di dilettante dell'atleta. Ma come
ti ho detto, le federazioni non vogliono saperne niente. I paesi del blocco
comunista supportano completamente i loro atleti; gli europei vengono
pagati apertamente da anni; perfino i velocisti americani racimolano qualcosa
quando vanno in Europa. Solo negli ultimi anni quelli che corrono
distanze pi lunghe hanno trovato qualcuno che... si prenda cura di loro.
Venticinque?....
E non  tutto naturalmente. Ci sono clausole bonus per cose poco probabili,
come la mia vittoria nella corsa o un record del mondo. La cifra
rifletteva la mia scarsa quotazione, naturalmente, e i numeri grossi fanno divertire
gli uomini d'affari, finch si tratta di zeri scritti solo sulla carta.
Denton guard Cassidy, che sembrava un po' scioccato.
Non voglio annoiarti coi dettagli, ma per tagliare corto, mi trovo in
una situazione piuttosto piacevole. Ricordati, te lo sto dicendo in modo del
tutto confidenziale.
Cassidy annu solennemente.
Inoltre, Quenton, non devi credere che ti stia mostrando il mondo dalla
vetta della montagna. Non sto cercando di farti esaltare per il
superpremio segreto che ti aspetta dietro alla porta numero tre....
E come devo considerare tutto questo, Bruce?.
In primo luogo, non mi piace il tuo tono. Ma immagino che dovessi
aspettarmelo, almeno fino a quando non ti abituerai all'idea. Chiamiamolo una modesta proposta. Voglio che tu capisca un po' come vanno le cose
l fuori, prima di prendere delle decisioni importanti sul tuo futuro. In un
certo senso, quel che ti  successo fa parte di quel che c' l fuori.
Denton stiracchi le sue gambe su un pannello appoggiato al muro, e
fece segno a Cassidy di mettersi comodo.
Un tempo ero pi o meno come te - e sto cercando di fare del mio meglio
per non essere melodrammatico - e ho sgobbato sei anni per avere la
possibilit di stare su un podio e farmi mettere quella medaglia al collo da
qualche vecchio scoreggione. Era tutto ci che volevo, Quenton. Volevo stare
l sopra e lasciare che una lacrimuccia mi scendesse sulla guancia mentre
suonavano l'inno del Club dei Moschettieri e il caro straccio a stelle e strisce
saliva sull'asta. Volevo solo guardare nella telecamera mentre Howard mi
intervistava e dire: ehi, mamma! Guardami! Sono il migliore!.
E...?.
E ho fatto cos.  stato grandioso, Quenton, la pi grande esperienza della
mia vita, senza dubbio. Ma poi ho scoperto che non puoi avere tutto liberamente
nella terra delle libert, ma devi trattare. Ma non significa molto,
a meno che tu non gli dia un significato.
Non sono sicuro di capirti.
L fuori  una gabbia di matti, Quenton, lo sai bene. Sono immersi fino
al collo nel pollo fritto e nella margarina, vanno in giro a vendersi assicurazioni
sulla vita a vicenda e a scambiarsi le mogli alle riunioni della
Tupperware. I loro figli sono degli idioti che aspirano solo a guidare dei camioncini
con dei super-stereo, e tutti si aspettano che le proprie star - di qualunque
categoria - siano modeste e ben pagate.
Non credo di essere ingenuo come....
E prima che scoprissero che anche io ero una star, non mi potevo permettere
un biglietto dell'autobus per correre la staffetta in Kansas, ancor meno
di guadagnare una fortuna vincendo una gara. Vuoi sapere come sono
riuscito a presentarmi alle Drake Relays il primo anno, quando ho corso in
2,22 ?.
Non ti hanno invitato?.
Diamine, no, non mi hanno invitato. Cornwall li aveva chiamati e aveva
detto loro di avere un corridore laureato che in allenamento faceva un
tempo di ventotto minuti; loro gli avevano riso in faccia, chiedendogli se
avesse preso il tempo con una sveglia. Cos li ho richiamati io chiedendo se
avessero potuto iscrivermi nel caso mi fossi presentato per conto mio. Loro
hanno detto: Certamente. Come fare affari alla vecchia maniera americana,
vero? Non rifiutare mai chi viene gratis. Cos ho chiesto un piccolo
prestito per un biglietto di sola andata. Ecco come il sistema imprenditoriale
coltiva i campioni olimpici di domani.
Solo andata?.
Frank Shorter mi ha inviato una parte non utilizzata di un suo biglietto
da San Francisco ad Atlanta; l'ho cambiato e l'ho usato per il ritorno.
Shorter ha fatto una cosa simile? Per farti gareggiare contro di lui?.
Non per quello. Voleva solo darmi una chance. Aveva vissuto le stesse cose.
Appena uscito da Yale non sapeva che fare, si allenava e provava ad essere
accettato nei meeting, ha dormito sul pavimento del mio dormitorio. Questo
 successo prima che Jeannie e io ci sposassimo. Frank e io ci allenavamo,
dormivamo, cucinavamo alla piastra e sognavamo di diventare star.
Credi a me, avrei ottenuto un buon risultato in quella corsa anche se avessi
dovuto strisciare oltre il traguardo in ginocchio. Ecco come  andata. Prima
certa gente rideva di me. Ma dopo quella corsa,  stato tutto un Bruce qua,
Bruce l. Ho detto a Shorter che non riuscivo a crederci. Lui si  messo a ridere,
semplicemente; lo sapeva. C'era passato gi lui in tutte quelle cose.
Mi ricorda quella canzone di Jimmy Buffett: Tutti amano un vincitore....
Denton sorrise. Ho reso l'idea. Si alz, si stir con ampi gesti, si sedette
di nuovo.
Ma torniamo al punto, disse Denton. Ti sto consigliando di essere
piuttosto discreto. Ti sto consigliando di riorganizzarti, respirare aria di campagna,
correre su piste morbide....
Qui?. Cassidy si guard intorno. E che mi dici della scuola e del dipartimento
d'atletica. E che mi dici delle ragazze, per l'amor del....
Il sorriso verticale? Be', le possibilit sono limitate. Cos come potrai
scordarti conversazioni universitarie, bevute pantagrueliche e complicati
scherzi di... natura legale.
Capisco il tuo punto.
Per molto tempo non pensavo che tu ce la potessi fare, Quenton. Ancora
non ne sono del tutto sicuro. Sembravi avere quasi troppe frecce al
tuo arco.  una cosa intangibile. Un campione di boxe del ghetto mette
la sua rabbia e la sua frustrazione nel suo formidabile gancio sinistro. Per il
resto, non sa esprimersi. A te le parole non sono mai mancate, Quenton. E
francamente non mi sei mai sembrato abbastanza affamato.
Denton si alz e and in cucina a riempirsi di nuovo la tazza di caff.
Per essere brutalmente onesto con te, Quenton, gli disse, ho sempre
immaginato che una volta che tu avessi corso in quattro minuti per te sarebbe
finita. Lo disse con dolcezza, quasi con tristezza.
Nella piccola casa c'era una calma mortale. Cassidy inghiott la saliva.
Denton lo guard, aspettando una risposta di qualche tipo. Ma Cassidy
riusciva solo a pensare Mio Dio, hai ragione, hai ragione! Come ho fatto a
non capirlo?
Alla fine, Cassidy rispose delicatamente: A quanto pare ho risolto il
problema. Non bolle niente in pentola per me, al momento. Mi hanno
portato via....
Denton fracass la sua tazza. Loro non ti hanno portato via niente. LORO
sono irrilevanti!  questo che voglio che tu capisca!.
Forse non sono molto sveglio....
Esci qui fuori, Quenton, e allenati. Allenati fino a vomitare le budella.
Lascia la scuola, scordati per un po' di quel casino, non sono altro che guai.
Sono solo un mucchio di omuncoli con le menti deboli che hanno degli
obiettivi mediocri; non ti faranno che male. Qui fuori ci sono dei percorsi
grandiosi, con dei campi d'erba per le ripetute. Puoi correre scalzo, se vuoi.
 l'ideale, il paradiso del corridore.
Lasciare la scuola?.
Sei un ragazzo sveglio, puoi diplomarti quando vuoi. Ma  dall'anno
scorso che ti guardo, Quenton, che ti guardo bene. Da quando hai corso in
quattro netti....
Quattro punto tre.
E va bene, quattro punto tre. Sono stato a guardarti, Quenton, e posso
dirti che fisicamente ci sei vicino. Molto vicino. Capisci che cosa intendo?.
Non aspett una risposta, ma si avvicin alla grande finestra panoramica
che occupava quasi tutta la parte frontale della struttura.
La gente visualizza l'allenamento in modi diversi, disse. Alcuni lo vedono
come una scala che sale. Altri immaginano altipiani, blocchi, soffitti.
Io lo vedo come una spirale geometrica crescente, con ogni nuovo cerchio
che ti porta sempre pi in alto. Alcuni giri magari possono perfino portarti
pi in basso, a prendere la rincorsa per la prossima risalita. A volte ti fai il
culo e vedi ben pochi progressi; altre volte ti sorprendi e non sai perch. L'allenamento
 allenamento, dopo un po' tutto sembra confondersi. Quel
che succede all'interno di noi stessi  un gran mistero. Ma la mia piccola teoria
della spirale ci fornisce una possibile prospettiva, non pensi?.
S, ma non vedo....
Stai prendendo la rincorsa, Cass,  questo che ti sto dicendo. Ci sei dentro
da un pezzo, e penso che - dal punto di vista fisico, ribadisco - tu sia pronto.
Quei quattro netti a San Diego sono solo la punta dell'iceberg....
Quattro punto uno.
Ok, quattro punto uno. Ma hai delle mire troppo basse, Cass. Hai
sempre voluto scendere sotto i quattro per essere un corridore da college rispettabile.
Volevi che gli altri ti guardassero e dicessero, ehi, ecco Cassidy,
il tizio della Southeastern che corre in quattro minuti.
Non penso che sia una....
Diamine, dimenticati di tutto questo. Fallo, Quenton,  quello che ti sto
dicendo, mira al bersaglio grosso, adesso, a questo punto preciso della tua vita,
entra nel giusto ordine d'idee e fallo. Fai il tuo tentativo.
Ma se abbandonassi la scuola, Bruce, mi sentirei un rinunciatario, come
se stessi scappando....
Per la seconda volta in quel mattino, Cassidy pens che Denton avesse
un'aria molto irritata e sembrasse molto insofferente nei suoi confronti.
Lascia che ti parli di vincitori, perdenti, rinunciatari e altri animali mitologici,
disse Denton. L'ovale da un quarto di miglio  probabilmente uno
dei pochi posti al mondo dove quei bastardi non ti possono fottere,
Quenton. Questo perch non offre posti dove nascondersi. Non puoi fare finta,
non puoi affascinare la gente, non puoi contrattare. Queste cose le sai bene.
Me ne hai parlato tu.  per questo che tu sei diventato un corridore. Adesso
l'interrogativo  se sei pronto a vivere secondo questi princpi o se si trattava
soltanto di parole.
Quenton Cassidy ci pens per qualche momento, e poi con grande
cautela chiese a Denton quale fosse il suo interesse personale in tutta questa
vicenda.
Diciamo che sono patologicamente attratto da chi  sfavorito....
Bruce....
Diciamo che sono un grande fan della corsa classica, il miglio, e che non
avendo mai avuto sufficiente velocit per correrlo in prima persona....
Bruce....
Diciamo che punto a una percentuale dei ricavi....
Adesso ci siamo, Cassidy chiuse la questione.
Denton si sedette accanto a Cassidy si tolse scarpe e calze, e si mise a guardare
i propri piedi ossuti. Prese poi un respiro profondo, si pieg in avanti
e premette col pollice sulla pelle rigonfia dei suoi talloni. La superficie rimase
ammaccata, come fosse plastilina.
Sono pieni di linfa!.
Esatto. Oggi non sono malmessi come al solito. Il dottor Stavius dice che
ben presto sar coinvolto anche il tendine d'Achille, e che sar solo questione
di tempo prima che....
Bruce, mi dispiace davvero, io....
Al diavolo. Mi sarebbe piaciuto correre per un altro paio di stagioni,
prima di appendere le scarpe al chiodo, ma vada tutto al diavolo. Tessuto
connettivo, Quenton, ecco quello che alla fine frega tutti. Pesta l'asfalto americano
per troppo tempo e qualcosa di brutto ti viene. Puoi modellare i
muscoli.... Guard tristemente le proprie ginocchia. Puoi rafforzare
la mente, temprare lo spirito, rendere il cuore un maledetto turbine. Ma poi
ti scoppia una cartilagine e ti ritrovi a terra.
Possono fare qualcosa?.
Lo sai come vanno queste cose. Con un giocatore di football puoi fare
un buco in un osso e riannodare tutto; a un corridore basta un graffietto e
zoppica per mille miglia....
Bruce?.
Probabilmente mi vedrai ai meeting....
Bruce?.
... con indosso la mia vecchia felpa USA, facendo finta di riscaldarmi
per una corsa sulle due miglia o sui 5.000. Cosa?.
Se mi dici pure che devo vincere una corsa in memoria del povero
Gipper, abbandono immediatamente.
...
.
...
CAPITOLO 24.
...
.
...
Traslocando.
...
.
...
La STANZA NON AVEVA NIENTE di speciale, ma dicono che persino un prigioniero
della Bastiglia potesse diventare sentimentale al momento d'abbandonare
la cella nella quale aveva languito per anni. Lasciare il terzo piano della
Doobey Hall riempiva Quenton Cassidy di nostalgia e inquietudine.
Mike Mobley pass da lui e rimase un po' a guardarlo tristemente, occupando
quasi l'intero spazio della porta, mentre Cassidy trafficava con
scatoloni e valigie. Alla fine, il lanciatore prese un grosso respiro e sblocc
la sua enorme mascella.
Be', capitano Cassidy, disse. Vorrei che tu sappia che ho sempre apprezzato
il tuo... voglio dire, il modo in cui tu.... Le sue grosse spalle
crollarono stanche.
Certo, capitano Mobley. Mi fa piacere, davvero. Stammi a sentire, abbi
cura del tuo enorme braccio, ok?.
Mobley si trascin via scuotendo il capo. Cassidy sorrise. Gli sarebbero
mancati tutti i rituali pi sciocchi. Presto cominciarono a passare anche altri
amici, e alla fine divenne una tale distrazione che Cassidy chiuse la porta
e appese un piccolo cartello con su scritto: IL RE NON CONCEDE
UDIENZE. Non che nessuno avesse qualcosa da dire, si sedevano tutti a sospirare
e a cercare di fare due chiacchiere.
Quando Cassidy ebbe quasi finito di impacchettare le sue cose, si sedette
su un baule e guard fuori dalla finestra le foglie di quercia che brillavano
nel pulviscolo arancio del tramonto. Per quanto la stanza si facesse sempre
pi buia, non si premur di alzarsi per accendere la luce. Quasi tutti erano
scesi a cena, ma non aveva voglia di raggiungerli. Stacc i suoi amati poster.
Uno mostrava l'agonia di Jim Ryun in colori sgargianti mentre stabiliva il record
del miglio a Bakersfield nel 1966; un altro era un ingrandimento in
bianco e nero che Cassidy si era fatto fare appositamente, e che mostrava il
classico momento, avvenuto nel 1954, nel quale Roger Bannister, con i
lunghi capelli che si stagliavano contro il cielo grigio d'agosto, superava
John Landy, mentre Landy guardava al suo interno per vedere quanto fosse
lontano l'inglese, perdendo cos sul rettilineo finale. Mi domando quanto spesso
Landy pensi a questo momento, riflett Cassidy. Forse una volta al giorno?
Il terzo poster rappresentava un girasole da un lato e dall'altro un messaggio
a caratteri ornati: LA GUERRA FA MALE AI BAMBINI E ALLE
ALTRE COSE VIVENTI. Grazie a un asterisco, comprendeva anche una
tipica aggiunta di Cassidy: *Per non parlare dei ragazzi che rischiano la chiamata
alla leva.
C'era una foto di profilo di Kip Keino che correva da qualche parte nel
suo nativo Kenya, guardando dritto nell'obiettivo e ghignando spudoratamente.
Cassidy l'adorava.
Sul pavimento c'erano molti scatoloni e valigie contenenti il risultato di
anni passati in una specie di vortice; in una scatola c'erano diverse parrucche
spaventose, un pollo di gomma chiamato Cletus, una maschera di Ella
Fitzgerald e un bastone a scomparsa. Una borsa di rete conteneva una maschera
da sub con il boccaglio, delle pesanti pinne, una fiocina (con la punta
d'alluminio poggiata in un angolo) e diverse grosse conchiglie aperte. C'era
un poster arrotolato con la scritta RICERCATI VIVI O MORTI e i ritratti
dell'ex Presidente e del Segretario di Stato degli USA; c'era una foto
venticinque per venti della veggente Jeane Dixon, una speaker del campus
quando era al secondo anno, che conteneva un messaggio dall'aria sospetta
scritto a mano: Quenton, un giorno incontrerai uno straniero alto, ricco e
vestito bene. Indosser un camice da laboratorio e sostituir il tuo sangue
con del fluido per imbalsamazioni. Te lo garantisco. Con amore, Jane.
C'era una scatola da sigari piena di fogli, lettere e ricordi del suo periodo
con Andrea, una scatola nella quale ora non se la sentiva di frugare. C'erano
un frisbee e una collezione di nasi di varie misure. In uno scatolone
c'era la sua collezione di dischi, che comprendeva THE BUTTONED-DOWN MIND
OF BOB NEWHART, vecchie cose di Shelley Berman, Mort Sahl, Vaughn
Meader e altri. C'erano dischi di effetti sonori quali la dinamite che esplodeva,
il cigolio di una manovella, dei piatti che si rompevano e vari animali in
varie condizioni di disagio (la parte dei tacchini era molto popolare). C'erano
cantanti di protesta contro la guerra, con i dischi del Kingston Trio
resi ormai opachi dai graffi del tempo. Un grosso raccoglitore era pieno di
biglietti aerei, pagine strappate dai programmi dei meeting e ritagli di giornale.
Le fotografie rappresentavano principalmente Denton o qualche sprinter o saltatore californiano; il nome di Cassidy in genere compariva in
caratteri
minuscoli. Per quanto ci fossero due grossi scatoloni pieni di trofei,
medaglie e orologi celebrativi che non funzionavano bene, la maggior parte
era stata mandata a casa. C'erano pile di tascabili di Vonnegut, Mailer,
Roth e del poco noto Richard Stein. C'era una raccolta di editoriali di un
certo Ron Wiggins, intitolata Il vestito da gallina a luci rosse. Una scatola di
scarpe conteneva ritagli dell'intera opera di Harry Crews.
In una valigia praticamente non c'erano altro che T-shirt, con le scritte
DRAKE RELAYS, RUN FOR FUN, PUMA, LA VELOCIT UCCIDE,
I'M WITH STUPID e POTERE MAGRO.
C'erano due grosse scatole piene di scarpe da corsa di ogni tipo; cerano
Adidas Gazelle in vari stati di decomposizione, Puma per le ripetute, molte
paia di Cortez della Tiger, un paio di indoor con tacchetti corti e un paio
con tacchetti lunghi, ancora anneriti dal petrolato e dal fango di Chicago,
scarpe basse da strada, Tiger di nylon per i 3.000 siepi (ancora nuove), e
paia distrutte che non avevano pi chilometri da offrire. Pens: ho misurato
la mia vita in suole consumate.
Rimase seduto a lungo a studiare un paio di Adidas 9.9s che aveva indossato
quando aveva vinto il miglio della sua conference l'anno precedente.
Denton gliele aveva date un giorno nello spogliatoio. Gliele aveva buttate
distrattamente, dicendogli: Magari ti pu fare piacere averle, visto che
sono anche della tua misura. Ma voglio che tu sappia che queste scarpe
non sono mai arrivate seconde. Poi aveva fatto l'occhietto a Cassidy.
Tre giorni dopo c'era stato il momento della verit. Cassidy aveva varcato
il traguardo facendo il segno della vittoria con due dita, sorridendo a
Denton. Questi, in modo insolito per il suo carattere, aveva fatto un
balzo, lanciando un urlo di gioia. E cos quelle scarpe ancora non erano arrivate
seconde.
Cassidy sospir, e gett le 9.9s nella scatola con le altre. Ognuna aveva
la sua storia e la sua decrepita personalit. Sospir ancora; la prova delle
miglia, miglia di prove. A volte questa cosa lo colmava di tristezza e non sapeva
perch.
Sent bussare timidamente alla porta; per fortuna era Mizner, che era
tornato a vivere nel campus. Si sedette comodo sul letto e prese parte a
quel momento sdolcinato. Alla fine Cassidy cominci a innervosirsi.
Come va la tua vita da civile al campus?, chiese Cassidy.
Tre battaglie di gavettoni in quattro giorni, se proprio vuoi saperlo. Cerco
di tenermene alla larga.
Cassidy annu. Si era messo sulla sua solita sedia, appoggiando i piedi
sul davanzale.
Davvero andrai a fare l'eremita?, chiese Mizner.
Pare di s. Sai come dicono, se qualcuno dovesse lasciarsi tutto alle
spalle....
Be', quando la traccia di civilt pi vicina  una cittadina come
Newberry non devi preoccuparti di lasciarti troppe cose alle spalle, a parte chi coltiva
i cocomeri, ma mi pare di capire che non sia gente chiassosa. Quel che
mi chiedo  se lo stai facendo in vista dei giochi Panamericani, oppure,
ehm, delle Olimpiadi.
Chi diavolo pu saperlo?  stupido perfino parlarne, non credi?  come
raccontare che stai costruendo un razzo per andare su Marte, che sar
pronto solo tra qualche anno.
E quando sar pronto potrebbe anche non volare.
Per adesso sto ancora scegliendo la tappezzeria. Ma tu invece come stai?
Ti stanno lasciando fare qualcosa?.
Mizner gli fece il punto del proprio bollettino medico. Parlarono fino a
quando nella stanza fu quasi buio, e se ne resero conto entrambi. Mizner si
alz, porgendogli la sua elegante mano bruna. Cassidy la strinse automaticamente.
Tutto  molto cambiato, disse Mizner. Cassidy abbass lo sguardo.
Incredibile, vero? L'estate scorsa si parlava di andare a Drake, quest'anno,
e magari di imparare a saltare gli ostacoli per correre insieme i 3.000
siepi, e poi in estate avremmo corso una maratona da qualche parte, solo
per divertirci....
Mizner inspir forte ed espir lentamente. Meglio che tu vada. Tieni duro.
E vedi di presentarti alla prossima stagione della corsa campestre, visto
che abbiamo qualche affare in sospeso.
Lo sapevo! Ancora ti brucia Chicago, anche se non l'hai dato a vedere!.
Naa, disse Mizner ridendo. Immagino che me lo sarei dovuto aspettare
da tempo. Non sai in quanti incubi mi sono ritrovato Quenton Cassidy a
fianco a un quarto di miglio dall'arrivo. Scosse il capo, con un sorriso
triste.
Be'....
Ascolta, Quenton - sbaglio o non ti chiamo mai cos? - comunque sia,
Cass, vorrei dirti una cosa che forse non avr altre occasioni di dirti....
Dai, Mize, non c' bisogno....
Certo che c'. Voglio dirti che, be', lo so che scherziamo molto, a proposito
di Bruce e di come  fatto. Ma sappiamo entrambi che quel tipo,
stringi stringi,  piuttosto inquietante. Solo perch lo conosciamo, noi....
Mizner inghiott.
E Cass, siamo amici da tempo....
Abbass il capo, come se fosse stato troppo stanco per andare avanti.
Cassidy guard fuori dalla finestra.
(Ascolta Mize, disse.
Quenton, hai presente le corse peggiori, quando ti rendi conto ben
presto dell'andazzo, sin dal secondo giro, e non puoi farci niente se non rimanere
a galla? E hai presente quanto  duro per gli altri due che non stanno
correndo starsene seduti a guardare senza poter far nulla? Cristo, Cass,
ti ho visto in quella situazione tante volte, e tutte le volte proprio mentre
pensavo che ti fossi lasciato andare e stessi per allentare un po' il passo,
tu... sei uscito sfrecciando come un pazzo all'ultima curva, e io.... Gli si
spezz la voce, e distolse lievemente lo sguardo. Cassidy era afflitto.
Jerry, con te  lo stesso. Lo sai com'. Vale per tutti e tre, compreso
Bruce.
S, disse Mizner, ma con lui non ci sono pi misteri da scoprire.
Cassidy ci pens su.
Non molti, ammise.
E a questo punto  rimasto ben poco mistero anche per quanto ti riguarda,
Cass. Intendo dire che sono arrivato al punto di non provare pi
molta paura per te.
Cassidy si studi i piedi nudi. Non si sarebbe mai aspettato una simile
confessione, e non riusciva a pensare a nulla da dire.
Ah, ma chi pu dirlo?, rise Mizner. Volevo solo che sapessi che sono
diventato una sorta di tuo fan. Ehi, non perdere la bussola l in campagna.
Un giorno tutto si sistemer e torner come  sempre stato. Aveva quasi
chiuso la porta, quando rimise dentro la testa e rivolse a Cassidy il suo classico
sorriso, denti bianchi splendenti sullo sfondo scuro della sua faccia.
Miglia di prove, gli disse.
S. Cassidy gli restitu il sorriso. Proprio cos.
La porta si chiuse piano. Cassidy rimase seduto da solo sul materasso
senza lenzuolo, nella sua angosciante inquietudine, fissando la stanza nuda
che gi sembrava farsi pi fredda. Alla fine sent il clacson della macchina
di Denton. Inspir profondamente e si alz in piedi. Quenton Cassidy
credeva nei Ritorni e nelle Seconde Possibilit di ogni sorta, ma qualunque
cosa fosse successa, non sarebbe mai pi stato come prima.
Mai e poi mai.
...
.
...
CAPITOLO 25.
...
.
...
I boschi.

La vita nella baita ebbe un effetto insolito su Cassidy. I corridori hanno
sempre alleviato l'insopportabile solitudine del proprio sport con lo spirito
di squadra, ma Cassidy, ora che era isolato geograficamente e fisicamente,
scivol nell'eccentricit. Leggeva molto. Quando non bastava e sentiva ribollire
la sua naturale socievolezza, incominciava a chiacchierare con degli
oggetti inanimati.
Perch mi fai questo?, poteva chiedere a un laccio che si rompeva.
Stai diventando un po' sporca, non trovi?, domand un mattino alla
caffettiera.
Queste conversazioni erano iniziate, piuttosto naturalmente, nel corso dei
primi giorni di permanenza, quando aveva provato a guardare la TV
(Denton aveva portato un piccolo televisore da viaggio, pensando che quella distrazione
potesse essere d'aiuto).
Oh, col cazzo!, aveva urlato al tizio coi capelli grigi che aveva implorato:
Parliamo solo un momento di costipazione. E quando quella culona
di zia Nell era entrata nella casa nuova della sposa, aveva girato quel suo
grugno odioso e aveva fatto una piccola osservazione sul mal di
casa, Cassidy si era alzato dalla sedia, borbottando piano: cos non va, cos proprio
non va. Aveva staccato la spina, arrotolato il cavo sulla maniglia, e aveva messo
il televisore nel forno (che usava solo per riscaldare la cucina).
Te ne starai qui fino a quando avrai imparato un po' di buone maniere,
inform zia Nell, e immediatamente se ne dimentic. E non si scord
solo di lei, ma anche di un interminabile numero di giocatori di bridge con
la trombosi, di mariti impotenti, di deliziosi bambini prodigio e cagnolini
insistenti. Cassidy pens: i discendenti dei campioni di gare di spelling e le
persone cadute da alberi giganti sono tormentati dalla sindrome del colon irritabile.
Un monaco si d fuoco in strada e la gente corre ad arrostire i
marsh-mallow. Sono forse io a essere troppo selettivo?
Dopodich, quando non correva o dormiva, si limitava a leggere.
Quando i suoi occhi erano troppo stanchi, stava seduto e basta.
Cominci a sentirsi come un lama sul picco di una montagna, con i
sensi tanto sviluppati da sentire il cibo che si muove nel suo corpo, le molecole
d'aria che gli entrano nei polmoni per poi disperdersi nelle cellule
pi remote. Era pi sospettoso che orgoglioso nei confronti di questa nuova
sensibilit; le trovate delle religioni orientali venivano abbracciate con
entusiasmo da un gran numero di giovani studenti, ma Quenton Cassidy
detestava la massa.
Ben presto entr in uno schema ipnotico fatto di duro allenamento, lettura,
cibo semplice, dormite da orso in letargo e dialoghi con le stoviglie.
Sto uscendo di testa, ribad lieto un mattino allo specchio.
DENTON veniva nel weekend, e dopo essersi allenati assieme lavoravano alla
costruzione delle serre sul retro. Una volta scoperta questa
possibilit, Cassidy cominci a darsi da fare col martello da solo durante la settimana, ma
quando arrivarono le piogge di febbraio perfino questa attivit gli venne portata
via del tutto.
Denton, comunque sia, era intelligente, e capiva fin troppo bene come
funzionasse la mente di chi era concentrato su un singolo sforzo. Portava
spesso all'eremita delle cose nuove da leggere, libri su un argomento che
interessava entrambi. Cassidy li divor tutti: La solitudine del maratoneta di
Sillitoe, il sofisticato Il miglio in quattro minuti di Roger Bannister, Senza
trombe o tamburi di Peter Snell, un romanzo intitolato L'olimpionico di Brian
Glanville (davvero niente male), un altro (pessimo) di Hugh Atkinson
chiamato I giochi. Presto Cassidy ebbe la sensazione di aver letto qualunque
cosa scritta sulla corsa. Lesse attentamente Come si allenano di Fred Wilt,
una raccolta delle tabelle di allenamento degli atleti pi forti. Questa piccola
biblioteca lo aiut a rimanere concentrato sul suo compito. I romanzi,
per quanto in genere lacunosi dal punto di vista tecnico (a volte in modo tragico),
talora catturavano goffamente alcuni elementi della sua lotta personale;
gli offrivano conforto. Le biografie erano pi esoteriche, non cercavano
di essere opere d'arte, e lo deliziavano infinitamente. Apprese da loro di
non essere solo. Am particolarmente Un paio di talloni puliti, la storia del
grande corridore neozelandese Murray Halberg.
Spesso, il giorno dopo una notte di letture, affrontava le strade di campagna
e i sentieri di legno con nuova energia, paragonando le sue impressioni
a quelle dei suoi riferimenti storici o immaginari. Stabil che nessuno
era mai riuscito a restituire la soddisfazione sfinita di trovarsi nel mezzo di
una dura corsa di quindici miglia; del resto certe esperienze non si prestano
facilmente alle descrizioni dei macellai della penna.
Era comunque una cosa buona, pens, che non tutto fosse disponibile
in capsule liofilizzate. In pochi avevano accennato a quanto fosse meraviglioso,
delizioso e rivitalizzante fermarsi a volte, alla fine di una corsa, con una
sete tanto bruciante (con la lingua gonfia e tutto il resto) che il corridore si
convince di sapere come sarebbe morire nel deserto; quando la prima birra
non  un mero liquido, ma un meraviglioso fuoco che brucia la gola.
Tutti i libri l'avevano comunque aiutato, in un modo o nell'altro.
Quenton Cassidy non pensava a cose inebrianti come record mondiali o grandi
trofei; idee simili gli sarebbero parse ridicole nella sua rigorosa routine quotidiana.
Stava solo cercando di abbracciare un nuovo stile di vita, spossante
ma non insormontabile, grazie al quale - se corpuscoli, capillari ed elettroliti
si fossero allineati a modo nelle loro misteriose configurazioni - avrebbe
potuto fare meglio una cosa che gi faceva piuttosto bene.
Stava provando a cambiare marcia, la pensava cos. E per quanto fosse
un pensiero spaventoso, stava davvero rimuovendo tutti gli ostacoli. Dopo
non avrebbe mai pi avuto scuse.
Questo treno  diretto verso la gloria.
Non  vero?
...
.
...
CAPITOLO 26.
...
.
...
In ricognizione.
...
.
...
INCURSIONE: gli PIACEVA IL suono della parola, che implicava un lavoro
di ricognizione nei boschi. Illecito divertimento notturno in citt per il giovane
furfante. Che diavolo, pens, faccio ventitr maledette miglia al giorno.
Perci si ritrov per la prima volta nel solo bar di Newberry, che fortunatamente
non si chiamava La taverna della goccia di rugiada. Alcuni bravi
ragazzi del luogo a tratti lo ignoravano e a tratti lo guardavano male, immaginando
che quel pivello fosse in cerca di guai.
Si erano per anche accorti di come fosse un tipo un po', come dire,
atletico. Si tennero a distanza.
Il jukebox risuonava in un angolo, evocando pensieri bucolici. Cassidy
prese un tovagliolo e inizi una composizione umidiccia, un inevitabile
successo country intitolato Non spedire una lettera formale alla tua fidanzata
dopo aver bombardato di lettere d'amore tutta la citt. Arrivato circa a
met, dopo un verso che diceva Ehi tu, a questo punto non ho pi lacrime
per te..., si stanc dell'argomento e ne inizi una forse ancor pi intrigante
per quella comunit in bancarotta, intitolata Dammi il bancomat del tuo
amore, con me non hai pi credito.
Dall'altro lato del bar, un frequentatore abituale stava trascinando
il proprietario in una discussione che serviva solo a ribadire il suo status di
cliente fisso: Leroy, giuro che se non abbassi il prezzo del Wild Turkey....
Stammi a sentire, James Lee, ti devo cacciare a calci in culo....
Sono tornato nel mondo reale, pens Cassidy, in un malsano bar del
Panhandle in mezzo a un gruppo di veri camionisti. E anche la barista ha
parcheggiato qualcosa di notevole dentro ai suoi Levi's.
Gran bei capelli, le disse cercando di esibirsi nel suo migliore sorriso
malizioso, mentre lei gli porgeva la sua terza birra Pearl.
Stai pisciando sull'albero sbagliato, tesoro, fu la risposta.
...
.
...
CAPITOLO 27.
...
.
...
Una morte prematura.
...
.
...
ARRIVARONO LE PIOGGE DI FEBBRAIO, a gonfiare le pinete e a rapire ogni
forma di vita nel ruggito grigio delle proprie nubi; ogni forma di vita fuorch
un serio eremita, che con riluttanza continuava a lasciare il proprio nido
asciutto due volte al giorno: se ne stava nel piccolo portico, assaporava
l'ultimo assaggio del suo rifugio, passava in rassegna le nuvole gonfie, gli
alberi tetri e inzuppati, il fango come sangue tra gli aghi di pino, e con un
sospiro faceva il proprio primo passo sotto l'acquazzone come un uccellino
prudente. Poi partiva.
Aveva quattro paia di scarpe da allenamento, che rimanevano sempre fradice.
Quando poteva - mettendone un paio vicino alla stufetta elettrica -
riusciva a riportarle a uno stadio nel quale erano solo umide, e se le infilava
gongolante. In certi ambienti si discute sulla possibilit di allenarsi con
i tacchetti. Cassidy usava quelle scarpe solo per correre. Avevano la suola sottile
e proteggevano ben poco tallone e plantare; le riteneva pericolose. Per
anni aveva sopportato il tempo umido con scarpe in pelle di canguro, ed
era felice del recente passaggio al nylon. Ma queste nuove scarpe dalla suola
spessa si inzuppavano comunque, e dopo un po' gli sembrava di correre
con dei cuscini umidicci ai piedi.
Capitava che al risveglio scoprisse che degli enormi cumuli di nubi si
erano spostati, rivelando un cielo brillante, di blu appena lavato. Si metteva
le sue scarpe scivolose senza borbottare e procedeva a grandi passi
saltellanti sui sentieri ancora fradici, chiedendosi come fosse arrivato a una situazione
simile. Tutto questo, pensava,  magnifico. Il colore e la vita erano
stati a malapena camuffati da una pellicola d'acqua. Gli uccelli cantavano,
le mucche muggivano, e Quenton Cassidy, un uomo che aveva solo un vago
piano sul da farsi, talvolta rideva forte mentre correva.
Il pomeriggio seguente, invece, le nuvole avevano ristabilito il proprio
dominio, e c'era un temporale o qualche goccia o al meglio una minaccia
di pioggia.
Un inverno del genere, pensava Cassidy con amarezza, ti illude sempre
con troppe speranze. Cos decideva di affrontare in modo arcigno il
successivo giorno di sole, per non lasciarsi pi ingannare. Ma si dimenticava
ben presto di tale proposito, perch un cuore giovane soccombe sempre
alle promesse.
Fosse stato del tutto onesto con se stesso, forse avrebbe ammesso che
non gliene importava poi molto, visto che la pioggia gli offriva lo stesso
isolamento del buio della notte. Snell diceva che non era un problema per
lui correre nella pioggia, visto che i suoi rivali sarebbero stati pazzi a uscire
con un tempo simile, e cos, mentre loro se ne stavano all'asciutto da qualche
parte, lui guadagnava qualche altro decimo di secondo su di loro.
Ma talvolta di notte Cassidy esaminava il suo tabellino d'allenamento e
ne sentiva tutto il peso. Osava chiedersi se non fosse troppo. Pensava al cameratismo
della Doobey Hall, agli scherzi, alle sciocchezze imprevedibili.
Il suo mondo aveva adesso troppi spigoli; rimpiangeva le morbide forme di
una donna. Di certo simili nostalgie erano naturali, pensava. Persino le
buffonate di Jack Nubbins gli sembravano un divertimento lontano che
nei giorni felici aveva dato per scontato.
Ma quando correva gli bastava il proprio corpo feroce, umido e caldo.
Non aveva bisogno di nient'altro. In quei momenti, mentre si stagliava silenzioso
sullo scenario campestre, la sua mente si scatenava, con l'unico limite
di tenere sotto controllo il suo ritmo di un miglio ogni sei minuti.
Tornava alla sua infanzia, alla sua morte prematura. Si chiedeva quale fosse
il suo significato, sempre che ci fosse un significato.
Un evento tanto importante come essere morto da bambino deve voler
dire qualcosa dopotutto, rifletteva, essere magari un semplice invito alla prudenza,
come quelli che ti davano alle scuole medie: l'Uccellino del traffico
ti dice di guardare prima a destra e poi a sinistra prima di attraversare la
Santa Monica Freeway. Ma la sua morte sembrava non significare niente.
Durante una delle sue corse pomeridiane sotto la pioggia, Cassidy decise
infine che la sua morte aveva a che fare con la vanit, e che forse Andrea
aveva ragione sulla sua ossessione. Forse non stava mirando all'eccellenza, ma
a qualcosa di completamente diverso. Avrebbe riflettuto in seguito su questo
punto. Gi ci aveva messo molto per capire la faccenda della vanit.
Io sguazzavo nel mare salato, pens, e adesso le mie dita si fanno bianche e
rugose in questo fango da bifolchi.
QUANDO era molto giovane aveva imparato a immergersi in mare e a
sprofondare come una pietra fino a quindici-venti metri, per poi guardarsi
intorno con grande piacere, prima di riemergere, calmo e altero, dominatore
del regno delle acque. Nei giorni pi assolati, andava in bici oltre il ponte
di Singer Island, fino al golfo, e si avventurava sulle enormi pietre scivolose,
sentendosi a suo agio tra i granchi frettolosi.
Che sta facendo?, si chiedevano i turisti con le loro gambette bianche,
guardando le onde che si schiantavano su rocce tanto aguzze e viscide che nessuno
avrebbe potuto camminarvi. Dove sono i suoi genitori? Affogher!.
Il bambino sputava nella sua maschera, la sciacquava nel mare, poi afferrava
l'arpione e aspettava che l'onda giusta arrivasse spumeggiando tra i
cirripedi e le rocce mortali. Poi, come uno spirito, si sarebbe tuffato nell'onda
che si allontanava, sparendo in un brivido.
Sotto l'acqua, nell'improvvisa quiete, si sentiva del tutto tranquillo, in
un ambiente che conosceva meglio della sua cameretta. Le rocce sottostanti
ospitavano un grosso dentice rosso, agile e furbo, che t'avrebbe lasciato
solo un colpo prima di scomparire per tutta la giornata. All'incrocio dei cavi
c'erano i saraghi (bersagli troppo facili: li ignorava) e il lutiano. Verso il
picco, pi vicino all'oceano aperto, il vero oceano, potevi trovare di tutto;
certi giorni il mare sembrava vivo. Quenton Cassidy ci si muoveva come una
giovane foca, a volte provando un illogico rancore per la sua dipendenza dall'aria,
che lo costringeva a ritornare malvolentieri in superficie, dove doveva
sopportare il rumore e la luce di un mondo del tutto diverso.
I pescatori, pensionati rugosi fumatori di sigaro, se la prendevano con
lui perch spaventava i pesci, mentre lanciavano le loro ridicole esche a
casaccio nel mare. Provava l'antico disprezzo del cacciatore per chi usava le
trappole. Ma in genere loro non sapevano mai dove fosse.
Gli altri bambini erano affascinati; anche loro conoscevano il mare, ma
solo lui andava in posti dove gli altri non avrebbero mai osato avventurarsi,
riportando un poco di sabbia, un chiodo arrugginito, un corno di corallo,
mostrando agli altri - ridendo - le prove evidenti del suo coraggio. A dieci
anni, Quenton Cassidy gi si era fatto i polmoni.
Gli altri volevano conoscere il suo segreto. Vitamina zeta, rispondeva
loro sghignazzando.
Una volta, per, il suo migliore amico l'aveva supplicato fino a quando, da
soli sul molo nel tardo pomeriggio, Cassidy gli aveva rivelato: Devi calmarti
completamente, fino ai capillari delle dita, e quando sei cos calmo puoi trasformarti
in una roccia e affondare, e la cosa pi importante  che non te ne
devi curare.  la parte pi difficile, non curarsene. Pi a fondo vai, pi freddo
fa e pi non te ne devi curare. E poi, quando cominci a risalire, a tornare
al mondo reale... allora deve importartene di nuovo. Tanto.
Suo padre aveva una barca da pesca di sette metri che portavano ogni estate
nella zona delle isole, ed era Quenton a dover disincagliare l'ancora quando
si bloccava troppo a fondo.
Occhio, Quentie,  profondo, meglio che tu prenda una bombola, gli
diceva il suo vecchio, fumando la pipa. Era un fotoincisore per un quotidiano.
 tutto ok, pa'. E si tuffava dalla barca con maschera e boccaglio.
Se il suo cuore era troppo preso dall'eccitazione della sfida, lo
faceva rallentare come
al solito, calmandosi, trasformandosi in una roccia e poi lasciandosi andare,
prima piano, poi sempre pi velocemente, nel verde che diveniva nero,
nelle gelide profondit che custodivano ogni mistero. Giunto sul fondo,
liberava l'ancora alla svelta, poi si dava la spinta col piede per risalire,
lasciando una scia di bolle, chiedendosi se ce l'avrebbe fatta di nuovo.
Una volta non ce la fece, e mor nel gelido mare verde.
In vacanza c'era un altro tizio con la barca, un avvocato amico di suo
padre, un bravo sommozzatore che aveva infilzato una cernia a circa dodici
metri di profondit. Era troppo stanco per scendere a prenderla.
Ehi, signor C, sent chiamare,  un peccato perdere quei bei filetti. Perch
non mandi gi il tuo ragazzo a vedere se ce la fa?.
Ne avevano sentito parlare fin troppo di quel marmocchio, di quel pesce-Quenton,
e nell'invito c'era un'esplicita sfida. Suo padre lo guard
mentre riposava a prua, e gli disse: Quenton, lo so che sei molto stanco.
 tutto il giorno che fai su e gi, perci se non te la senti non devi farlo
per forza.
Ma gi stava cercando la sua attrezzatura; l'idea di lasciare un pesce morente
a soffrire sotto al corallo quasi lo faceva piangere. E poi ce l'aveva
sempre fatta, anche nelle situazioni peggiori, e pi era stato difficile pi
dolce era sembrata l'aria una volta riemerso.
Mentre nuotava in superficie, per, guardando il corallo sul fondo, distrattamente
and in iperventilazione, pensando a quanto fosse profondo e
a quanto fosse stanco; arrivato all'ultima boccata d'aria, il suo sistema era
ormai pieno solo d'ossigeno.
Stava ancora sbirciando sotto ai coralli, prendendosi il suo tempo, quando
si accorse che c'era qualcosa che non andava. Era per troppo tardi;
sganci immediatamente la cintura con i pesi, facendo cadere tre chili di
piombo sul fondo sabbioso, e cominci a sfrecciare verso l'alto. Era ancora
a sei metri dalla superficie quando il buio lo avvinse.
Il corpo molle galleggiava serenamente in superficie, ondeggiando sotto
ai lievi colpi del vento, con l'aria di un sub pigro che pensa ai fatti propri.
Ci volle un po' prima che suo padre si accorse di quanto sembrasse cadaverico
il piccolo Quenton, prima che notasse la mancanza di un qualsiasi
movimento; non si dava piccole spinte per andare avanti, non muoveva le
mani per voltarsi o fermarsi.
Gridando Ges Ges Ges tagli la cima dell'ancora col suo coltello per
sfilettare (tagliandosi inavvertitamente il pollice fino all'osso), e poi part
rombando al recupero di quel corpicino grigio. L'acqua di mare gli colava
da ogni orifizio. Aveva delle alghe in mezzo ai denti.
Per il vecchio era troppo. La barca era diventata viscida per colpa del
suo sangue, e scivol sul ponte borbottando. Gli altri furono pi efficienti.
Avevano gi visto degli annegamenti, e non si lasciarono vincere dal dolore.
Incominciarono a soffiare nella sua piccola bocca, e a premere con forza
sulla cassa toracica. Dopo mezz'ora, ci fu un po' di vomito. Vomit lui e
poi anche loro. Ma stava riprendendo un po' di colore, ed ebbe prima una
debole pulsazione, poi dei forti spasmi.
Era rimasto in superficie per dieci minuti o forse pi, tanto da non dar loro
molte speranze mentre cercavano di farlo rinvenire.
Poi, mentre cominciava a riprendersi, per quanto nessuno disse nulla, tutti
temettero di stare salvando un blob decerebrato che sarebbe stato costretto
a vita a sbavare in una stanza con le pareti bianche.
Ma non sapevano, non potevano sapere, che il sistema cardiovascolare
che stavano salvando coi loro sforzi frenetici era in grado di sopportare shock
perfino maggiori. I polmoni, le vene e le arterie, il forte cuore pulsante; gi
all'epoca erano speciali.
Il giorno seguente gli fecero superare in aereo la corrente del Golfo a
un'altitudine di trenta metri; il suo sangue era ancora tanto blu che avevano
paura di volare pi in alto. Quando alla fine si svegli nel Good
Samaritan Hospital di West Palm Beach volle sapere che cosa gli fosse successo.
Suo padre gli raccont la storia. Ma ogni volta che Quenton andava a dormire,
se la dimenticava completamente.
Non ricordi, figlio mio? Non ricordi di esserti tuffato e....
Mi ricordo una cosa. Mi ricordo un giorno, quando mi trovavo nel golfo
a circa trenta metri di profondit, facendomi strada tra le rocce. C'era un piccolo
squalo di circa un metro e venti che veniva dal mare aperto; era sulla
mia strada, ma io non mi spostai, continuai a nuotare dritto innanzi a me.
Quando mi vide, fece finta che non gliene importasse, ma si spost un po'
per lasciarmi passare. Ero davvero feroce con la mia fiocina, pap, non avevo
paura. Mi  venuto da ridere, perch lui stava venendo verso l'interno e
io sapevo che invece la caccia sarebbe stata migliore pi al largo.
Poi abbracci suo padre, lo afferr nascondendo la testa nel grembo del
suo vecchio e pianse. Era da tanto tempo che suo padre non lo vedeva fare
una cosa del genere.
Che cos'ha questo ragazzo, pens, che cos'ha?
Quasi dieci anni dopo, Quenton Cassidy, ormai bloccato a terra, volava
sui sentieri fradici di febbraio e si domandava la stessa cosa.
...
.
...
CAPITOLO 28.
...
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...
Tempo...
...
.
...
FUORI PIOVEVA ANCORA. Cassidy appoggi le gambe della sua sedia sul pavimento
con grande attenzione. Sospir a fondo. I libri erano ammucchiati
dappertutto, ormai finiti e con un aspetto triste. Era stanco di leggere.
Appoggi la tazza sul tavolo con un grugnito. Era stanco del t.
Con fatica si alz in piedi, cammin tutto irrigidito fino alla finestra panoramica,
un quadrato grigio e gelido. Era stanco di camminare con le articolazioni
che cigolavano come quelle di un vecchio. Avvert un improvvisa
voglia di broccoli.
Mancava un'ora e mezza all'allenamento pomeridiano: era il momento
di cominciare a pensarci. Era stanco di diventare pazzo per gli allenamenti.
Era stanco di essere stanco.
Scrisse al contrario sul vetro freddo: AIUTO! SONO PRIGIONIERO DI FEBBRAIO.
Piccole gocce lacrimarono dalle lettere che aveva scritto. Guard fuori
da quegli spiragli, aspettando che il tempo passasse.
Rimase a guardare molto a lungo...
...
.
...
CAPITOLO 29.
...
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...
Ventiquattro miglia sotto la pioggia.
...
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...
PER ANDREA Cleland non era stata troppo dura, come lei stessa stava cominciando
a ripetersi. Gi in passato era giunta alla fine di qualche relazione
difficile, ma era una giovane donna molto matura e ce l'aveva fatta. Era
stata proprio la sua maturit, probabilmente, a causare alcuni dei problemi.
Spesso era un po' troppo in vantaggio per prendere il gioco sul serio;
per quanto diverse volte avesse creduto nell'amore, non aveva mai avuto
bisogno di troppo tempo per capire il vero valore delle sue storie. Prima di
Cassidy aveva cominciato a fidarsi sempre di pi della propria capacit di
giudicare l'elemento pi volubile e complesso presente nei rapporti umani:
la motivazione.
Non che le mancasse l'esperienza con uomini ambiziosi (o per essere
pi precisi, con ragazzi ambiziosi); sapeva molto bene di essere stata valutata
in quanto possibile affascinante futura padrona di casa dal presidente di
qualche confraternita, un tipo sveglio, belloccio, piacente, figlio del proprietario
di un negozio di forniture per uffici a Orlando. Per quanto la
irritasse un po', aveva interpretato la propria parte. Era la sua sensibilit a renderla
pi matura, a darle un vantaggio sui suoi poveri spasimanti, a consentirle
di stabilire i limiti che voleva. Quando era finita, lo sapeva per prima. E
per quanto il suo dolore fosse vero, era un'emozione dolce-amara, perch
riusciva comunque a conservare grande fiducia in se stessa. Sapeva suonare
il cuore come fosse un violino.
E adesso era dovuto succedere. Si era finalmente resa conto di non
aver mai capito appieno Quenton Cassidy, e di aver provato invano a
usare la propria esperienza per prendergli le misure. Il suo sistema funziona
in modo del tutto differente, aveva detto a sua sorella gemella. La sua
ambizione era diversa per proporzioni e sostanza. Con gli altri riusciva a
capire dove avrebbe potuto stabilire i propri diritti di propriet (i primissimi
indizi della voglia di sistemarsi), ma ridiscutere le priorit di questo
corridore era fuori discussione. Era sconfitta in partenza. Sarebbe potuta
riuscire a farlo star male, magari, ma non a smuoverlo minimamente dal
suo percorso. Gliel'aveva detto lui, e lei ben presto aveva capito che non
mentiva. Qualcosa nella ferocia della dedizione di Cassidy sfidava la formula
della sua femminilit. Lei aveva accettato la sfida senza neanche
rendersene conto.
Quenton Cassidy, che sapeva poco di donne in generale e ancor meno
di Andrea in particolare, considerava la loro rottura contorta e affettuosa
come una cosa senza motivo. Non l'avrebbero potuta superare con una discussione
o risolvere mettendosi d'accordo, non sarebbero potuti guarire
guardandosi nell'anima. Entrambi ammettevano dei sentimenti innegabili
e profondi, e allora perch, continuava a chiedersi Cassidy, tanti problemi?
Per lei era impossibile dirgli che semplicemente non aveva immaginato che
andasse cos. Non era abbastanza esperta da sapere che di rado le cose vanno
come si immagina.
Cassidy pensava che fosse del tutto coerente che tutti i sostegni della sua
vita crollassero all'unisono. Quando se n'era andato nei boschi, ritrovandosi
per la prima volta in un isolamento quasi completo, l'aveva fatto quasi
con sollievo. Almeno all'inizio.
L'ENORME QUERCIA davanti alla sorority house di Andrea aveva pi di trecento
anni, ed era stata spessa come un braccio quando gli indiani Seminole
avevano il loro accampamento in quella zona. Aveva fatto ombra agli stanchi
cowboy spagnoli che facevano pascolare le loro mandrie sulla prateria
di Payne, a meno di cinque miglia da qui. All'epoca un forte fangoso e pieno
di zanzare chiamato St Augustine era una missione appena fondata.
Adesso questa vecchia quercia riparava dalla pioggia battente Quenton
Cassidy, fermo nella notte. Mentre il caldo del suo corpo emanava una
sorta di vapore, si sentiva tutto fuorch storico. Amava quella quercia, e
mentre si appoggiava al tronco incredibilmente nodoso pensava: che gliene
importa a questa vecchia amica? La forza dell'albero antico in qualche modo
alleviava il suo dolore.
Il calore sprigionato dalla sua corsa gli avrebbe dato un altro po' di tepore,
poi avrebbe cominciato ad aver freddo e a doversi muovere per non
congelare. I suoi pantaloncini di nylon e la sua maglietta gialla gli stavano
appesi addosso come fango sgargiante. Era inzuppato fino al midollo. Alla
fine li vide arrivare in macchina. Stavano ridendo di qualcosa, mentre, dividendo
un ombrello, si spostavano sotto al portico. Quando quel tizio la
baci, Cassidy sent una pugnalata di dolore quasi fisico. Quel tipo di dolore
che sapeva di poter sopportare. Lei si volt per entrare e Cassidy la
chiam. Il tizio, sbirciando da sotto l'ombrello, fece qualche passo sul marciapiede
e si sforz di scorgere Cassidy sotto l'ombra della quercia. L'uomo
con l'ombrello aveva un aspetto lugubre. Sembrava che non avesse ancora
finito; inizialmente incerto, alla fine decise di ritornare sotto al portico.
Cassidy usc dall'oscurit, e venne investito dalla luce del portico, che lo fece
brillare nella pioggia. La chiam ancora.
Quenton!. Lei temette di sembrare un po' troppo felice di vederlo.
Poi si ricord del tizio con l'ombrello. Tutto ok, George, ci vediamo sabato.
Sempre pi lugubre, ritorn in macchina e se ne and via. Aveva visto
come era corsa sotto la pioggia, per raggiungere quel coso buffo in calzoncini,
che si presumeva dovesse essere roba del passato.
Cass, che diavolo stai facendo?. Con un gesto sembr indicare la pioggia,
la notte, la follia generale. Sembrava contenta.
Ho pensato di venirti a trovare.
Ma sei fradicio. Sei stato....
Ho visto che la luce era spenta, cos ho deciso di aspettare un po'.
Scosse il capo divertita, come faceva sempre, e finalmente lo abbracci.
Lui sembrava non sapere che cosa fare. Adesso si stava infradiciando anche
lei, ma sembrava non essersene accorta.
Lei pens:  ancora pi teso, ancor pi di prima, solo cartilagine, pelle e
ossa. Si chiedeva se stesse mangiando bene; forse di questo passo si sarebbe
ammalato. Sent qualcosa muoversi dentro di lei, e dovette sforzarsi di
soffocarlo.
Io... ehm, forse mi mancavi, disse appoggiandole il mento sulla fronte
bagnata. E forse mi sono stancato di tutto e sono venuto qui come un
razzo.... Lei si rese improvvisamente conto di una cosa e si stacc da lui.
Sei venuto qui correndo!. Sembrava un'accusa. Lui era confuso.
S, io....
Sei venuto in citt da l, sono dodici miglia. E sta piovendo da pazzi....
L non ho la macchina e....
Cass, hai corso per dodici miglia sotto la pioggia e ora dovrai correre
per dodici miglia per tornare indietro, a meno che non chiami un taxi o qualcosa
del genere.... Lui sembrava non curarsene.
Comunque sia, oggi  il mio giorno d'allenamento con pi miglia della
media. Ascoltami, Andrea, volevo parlarti perch... mi stai ascoltando?.
Lei stava scuotendo la testa.
S, rispose piano.
L'ultima volta sembrava fossimo due estranei. Tutta questa cosa mi ha
fatto stare malissimo.  cos frustrante che a quanto pare non ne facciamo
una giusta....
Cass, pensavo che ne avessimo gi parlato.
Continuo a pensare che ci dev'essere un modo per dirtelo, una maniera
per permetterti di capire.
Io penso di capire. Lo guard negli occhi e pens che un tempo sembravano
controbilanciare il suo essere tanto duro, mentre ora aggiungevano
ulteriore durezza.
Penso di avere sempre capito, gli disse. Ma non posso accettarlo. A volte
sembra che non ci riesci neanche tu.
Lui guard in basso, si scroll la pioggia dalla fronte. Adesso anche lei
era praticamente inzuppata.
Non vuoi entrare?, gli chiese.
No. Devo andare, immagino. Sto cominciando a congelarmi.
Cass, gli disse, tirandolo di nuovo a s. Cosa pensi di ottenere? Hai
lasciato la scuola, non ti laureerai con la tua classe, tu....
Io ho corso un miglio in 3'58 e 6 decimi, l'altra sera.
Cosa?.
Non era una corsa o niente di simile. Solo Bruce che mi cronometrava,
alle dieci di sera. Ho anche dovuto aggirare qualche tizio che faceva
jogging. Ho sempre sognato come sarebbe stato scendere sotto ai quattro per
la prima volta, la griglia di partenza, la corsa, la folla che si esalta quando
facciamo le prime tre miglia in meno di tre minuti.... La guard con
un sorrisetto triste. Ma invece eravamo solo io e Bruce. E qualcuno che faceva
jogging chiedendosi che diavolo stesse accadendo. Solo un altro maledetto
allenamento.... Nella sua voce c'era un'ombra di soddisfazione.
Quenton, perch non torni in citt? Dove sta scritto che devi vivere cos,
stando tanto male?.
Presto sar finita in un modo o nell'altro. Il mese prossimo correr
contro Walton.
E poi? Mi hai gi detto che non puoi vincere. Perfino il tuo caro Bruce
Denton lo dice. Dopo che farai? Tornerai alla tua caverna fino a quando
diventerai quello di cui tutti parlano, quello che fa paura agli altri?  cos importante
per te? O forse ti accontenteresti anche di impazzire mentre ci
provi? Cos, se scattasse qualcosa dentro di te, nessuno potrebbe dire che
hai accettato compromessi, non  vero?.
Lui guard in basso. Lei sapeva che non avrebbe cercato la lite.
Poi fece qualcosa che non era da lei e che non funzion molto bene. Fu
un errore, e lo sapeva da subito, ma fu un gesto tanto femminile da essere
forse dettato da qualche antica attitudine genetica che non era in grado di
controllare. Scostando dolorosamente il capo da lui, si liber dall'abbraccio
e corse verso il portico; era uno di quei frusti gesti del tipo
meglio-che-tu-venga-subito-con-me. Arrivata al portico, sent che
non era un bel vedere.
Si volt per chiamarlo, forse per riparare.
Ma il corridore era gi scomparso nella pioggia sempre pi scura.
...
.
...
CAPITOLO 30.
...
.
...
Idromassaggio.
...
.
...
MARY Lou Hunsinger se ne stava seduta nell' idromassaggio gorgogliante,
controllando il suo eyeliner in uno specchietto; fuori pioveva ancora senza
piet. In quello stesso momento, da qualche parte nella notte scintillante,
Quenton Cassidy si imbatteva stupito, superandolo con un salto, in un
serpentello nero che cercava di ripararsi dalla pioggia strisciando fino alla
State Road 26. Cassidy era a met della strada verso casa.
Il broncio di Mary Lou, di recente una presenza quasi fissa sul suo volto
altrimenti attraente, ostentava la sua impazienza nei confronti di
Dick Doobey, che riteneva un vero scemo. A casa, sua madre sar stata alle prese con
la cena per i suoi due ottusi figli, il che voleva dire che al suo arrivo loro due
sarebbero stati crudeli come uno stormo di ghiandaie affamate (Mary Lou sapeva
bene quanto fossero cattivi i ragazzi, e anche sua madre era una strega,
nel senso cattivo del termine). Considerava questi interludi tra le bolle come
parte dei propri doveri. Non che non ci trovasse un po' di piacere carnale,
ma la costringevano a restaurare faticosamente la sua costosa pettinatura.
L'impalcatura architettonica dei capelli a nido d'ape di Mary Lou in quel santuario
di vapore si afflosciava come le sue speranze.
In quel luogo surreale, lui scaricava su di lei tutte le cose che lo impensierivano,
dalla sua glaciale moglie, fissata con la chiesa, alle pi bizzarre
trovate tecniche del suo lavoro. Lei sopportava il tutto con buona volont,
sforzandosi di offrirgli conforto e consigli. Ma cosa poteva saperne,
dopotutto, della responsabilit del linebacker del lato debole nel difendere sul
quarterback? D'altro canto, non aveva problemi a consigliare a Doobey di
lasciare quella stronza frigida per garantire a lei stessa un qualche tipo di
sistemazione pi ufficiale. Vedeva quello scenario come l'unico modo legale
di liberarsi dalle rate assassine dovute ogni mese a cinque istituti di credito,
due amichevoli ditte di prestiti e alla Master Card: gli unici lasciti del
suo precedente compagno, un carrozziere dedito al bourbon.
I carrozzieri sono come una fratellanza, tesoro, l'aveva messa in guardia.
Un qualunque mercoled potrei ritrovarmi a Tucson a guadagnare centocinquanta
dollari in un giorno!. Aveva schioccato con arroganza le dita macchiate
di vernice. Come i dottori, sempre a disposizione. Quando alla fine se
n'era andato davvero, aveva avuto il buon senso di non andarsene a Tucson.
Il fenicottero impolverato sul praticello d'ingresso adesso sembrava un umiliante
promemoria dei giorni di gloria, quando non aveva di meglio da fare che
saltare nella station wagon e andare a fare shopping. Ogni volta che guardava
quell'uccello di plastica sbiadito dal sole, tristemente ritto sulla sua zampa
arrugginita, si chiedeva quando le cose avessero cominciato a precipitare. Al
corso di economia domestica non avevano mai parlato di cose simili.
Dopo aver lottato con la complessit matematica dell'interesse annuo
del 18 per cento, calcolato mensilmente in relazione agli statuti federali, aveva
accettato il suo primo lavoro come segretaria (odiava fare la cameriera),
finendo in seguito nell'idromassaggio privato di Dick Doobey.
Il capo-allenatore alla fine arriv e apr con la propria chiave. Era ancora
visibilmente spossato dopo l'incontro col suo staff. Si scus del ritardo con
la sincerit di un uomo che senza dubbio sta cercando di svilirsi per non
perdere qualcosa.
Non c' problema, tesoro, gli disse. Non avevo niente di meglio da
fare che starmene seduta qui a sbollentare il mio sederino amoroso.
Mentre lei ridacchiava della sua battuta, Dick Doobey avvert una scossa
di primordiale lussuria. Doobey si accorse che lei aveva portato una bottiglia
di Southern Comfort, appoggiata sul pavimento bagnato accanto a
una lattina aperta di ginger ale. Fece una smorfia.
Lei lo guard spogliarsi mascherando il disgusto. Da tempo lui aveva perso
la tonicit figlia dei suoi giorni d'atleta; solo il volto e le braccia erano
abbronzati, come fosse un benzinaio.
Aveva un grosso ventre floscio, il risultato di giornate passate sulla torretta
da allenatore, a fare la fccia severa mentre beveva Budweiser (nascosta
in una bottiglia di plastica della Gatorade!), apparentemente sorvegliando
il suo esercito sul campo d'allenamento di venticinque acri - come un generale
che osserva i suoi comandanti con un potente binocolo - ma in
realt adocchiando la Simmons Hall, il dormitorio della scuola per infermiere,
dove (con un po' di dedizione) si poteva intravedere la fugace immagine
di un giovane seno o di una stupefacente coscia.
Dick Doobey amava il suo lavoro.
Non riusciva per a capire perch alcuni critici dovessero farlo soffrire
sostenendo che non stesse facendo un buon lavoro e se ne dovesse andar
via. Sospettava davvero che in qualche modo c'entrassero i comunisti.
Quando finalmente si tolse i vestiti bagnati e immerse il sedere bianco
nell'acqua bollente davanti a Mary Lou, era gi riuscito a scordarsi dell'ultimo
faticoso meeting dove aveva amaramente scoperto che il suo staff brancolava
nel buio quasi quanto lui. Il football stava diventando un gioco maledettamente
complicato, e Doobey immaginava che anche questo fosse dovuto
a qualche influenza straniera. C'era perfino chi proponeva di prendere
giocatori di calcio per tirare i field goal. Era una follia.
Come  andata, tesoro?, chiese lei, facendo spazio alla sua grossa mole. Lui
si era quasi sistemato; appoggi la schiena ed emise un sospiro di sollievo.
Merda, tesoro. Non lo so. Volevo che quel coglione di Erickson leggesse
qualcosa sulla nuova formazione a forchetta - ti ricordi, te ne ho parlato,
quella dove puoi passare dal lato debole al lato forte, e... no? Tesoro, te
l'ho raccontato la settimana scorsa.
Diamine, angelo mio, lo sai che non mi ricordo bene quel tipo di cose.
Be', non importa, disse, affondando nell'acqua torbida fino al collo.
Dovr fare tutto da solo, come al solito. Sorrise e cominci a cercarla con
l'alluce.
Tesoro, che ne dici di un drink?, gli chiese.
Quel dolce piscio di cavallo?. Continu a cercarla. Lei lo schiv con
destrezza, come le donne della repubblica imparano a fare sin da giovani.
Un pensiero le pass per la testa.
Tesoro, ho finito di battere a macchina quel discorso di domani,  sulla
tua scrivania, se vuoi portartelo a casa stasera.
Cristo Santo, me n'ero del tutto dimenticato. La tristezza della quale
si era quasi liberato ebbe di nuovo la meglio su di lui, e a Mary Lou dispiacque
d'aver parlato.
Vorrei che ci fosse un modo per tirarmene fuori, disse cupo.
Perch devi farlo?.
Me l'ha chiesto il vecchio Prigman. Mi ha detto che se non pedalo non
posso avere la bicicletta. Ma Signore, starmene li mentre un mucchio
di rozzi capelloni mi fa un'infinit di domande da stronzi. La maggior parte
di loro nemmeno va alle partite di football..
Pensavo che fosse finita quella storia.
Al diavolo. C' ancora quella roba, la Coscrizione degli Atleti, o come
diavolo si chiamano. Prigman mi ha detto che non potevamo fare nient'altro,
a parte ignorarli. Ma ti pare? Qui in America non puoi fare niente senza
che la gente si organizzi per parlare male del football!.
Perch non puoi liberarti di questa gente?.
Prigman ha detto che se non li avessimo stroncati sul nascere con quel
maledetto tizio dell'atletica, avremmo dovuto imparare a conviverci. Ma
ha detto che non possiamo cominciare a cacciarli tutti, faremmo brutta figura
con la stampa. Ah, ma se fossi io a comandare.... Si pass le mani
sulla testa ispida, come se stesse provando un dolore profondo. Continuano
a pubblicare questi comunicati stampa del cazzo. Ges Cristo!.
Oh, tesoro, gli disse, massaggiandogli piano il piede sinistro. Lentamente
si fece strada lungo il polpaccio peloso.
Ci dev'essere qualcosa che posso fare. Non posso perdere tempo con tutta
questa roba e allo stesso tempo dirigere una squadra di football che spacchi
il culo a tutti.  un lavoro a tempo pieno! E anche di pi!.
Dai, tesoro, gli disse piano, continuando a salire. Non dobbiamo
parlare di queste cose tutta la sera, vero? Parliamo di qualcos'altro. Dick
Doobey si lasci andare con un mugolio, sopraffatto dalle sue semplici manovre.
L'alluce indagava frenetico.
Che vuoi fare, tesoro?, le mormor delicatamente.
Che vuoi fare tu, angelo?, gli rispose tubante, mentre lui affondava fin
quasi alla bocca.
Facciamo il gioco del coccodrillo. Le sorrise crudelmente, mentre i suoi
occhietti brillanti scomparivano lentamente sotto alla superficie.
...
.
...
CAPITOLO 31.
...
.
...
Sbornia all'irlandese.
...
.
...
BUSS. QUANDO NESSUNO RISPOSE, Bruce Denton si pul le scarpe sullo zerbino
sudicio ed entr nella baita. Era abituato al disordine, ma fu sorpreso
dalla vista di una bottiglia di whiskey irlandese Bushmills aperta sulla grossa
bobina per cavi che fungeva da tavolo della cucina. Si fece avanti, rimise
il tappo sulla bottiglia e prese il libro accanto ad essa; era un'edizione tascabile
di Nel nostro tempo. Sorrise.
Ehi, Nick, chiam. Sei qui, Nick?.
Molto divertente, gracchi Quenton Cassidy da dietro una pila di
pannelli. Stava sotto alla finestra panoramica, parallelamente ad essa, quasi
del tutto celato dal legno. Denton si sedette su una pila di tavole. Cassidy
gli sorrise. Sul suo petto, una tazza da caff si alzava e si abbassava col respiro
(dentro c'erano molti cubetti di ghiaccio quasi sciolti, e probabilmente
nessuna traccia di caff, constat Denton).
Cos.... Denton lasci sospesa la parola.
Pensavo che dovessi venire ieri, idiota, disse Cassidy con garbo.
Ah, s, scusa. Jeannie si  sentita male e l'ho portata al pronto soccorso.
Stiamo aspettando di sapere il risultato, o comunque si dica di questi tempi.
Al ritorno era buio, cos ho deciso di venire oggi.
Oh, il rumorino di piccoli tacchetti in giro per la casa.... Cassidy sbadigli,
non sembrava molto interessato.
Allora. Qual  l'occasione? Domanda troppo privata?.
Occasione? Da quando uno ha bisogno di un'occasione per alzare il
gomito?, chiese Cassidy. Denton sapeva che Cassidy beveva molta birra, ma
non l'aveva mai visto bere niente di pi forte. Era un po' divertito e un po'
preoccupato, ma mostrava solo il divertimento.
Hai letto un po', eh? Che cos' questo?. Prese il tascabile aperto accanto
a Cassidy e lo volt per guardare la copertina.
C'era un giovane uomo seduto su una panca in uno spogliatoio che si stava
mettendo delle Tiger da allenamento; dietro di lui c'era un uomo pi
grande, con un asciugamano attorno alla vita, come se stesse per toglierselo
gridando Guarda. Cassidy ridacchi.
Quello, amico mio,  un libro che esplora una stirpe minoritaria di
atleti poco nota e sempre pi nutrita, quella del mezzofondista omosessuale.
Davvero?. Denton stava sfogliando il libro. Qual  il principale...
voglio dire, che cosa... fanno?.
Mi accorgo, signore, che lei  un uomo poco sofisticato. Questi tipi si
allenano a fondo pur mantenendo delle relazioni con i loro ex istruttori dei
marines, si abbuffano di yogurt e noci, e poi corrono delle fantastiche gare
malgrado le pressioni sociali schiaccianti che devono sopportare. E inoltre
bruciano dei quarti da cinquantasette secondi negli allenamenti mattutini.
Ma soprattutto.... Si sollev sui gomiti per poter guardare negli occhi
Denton. Soprattutto se ne stanno nello spogliatoio ad ammirarsi a vicenda
le grosse cosce bionde. Ridacchi di nuovo.
Mmm. Questo tuo latente pregiudizio sta finalmente uscendo allo scoperto?
Pensavo fossi uno di quelli del tipo mettilo-dove-vuoi-con-chi-vuoi.
Be', il mio punto di vista sulle questioni sessuali  che degli adulti consenzienti,
nel caso fosse il loro pi grande desiderio, possano passarsi sopra
vicendevolmente con la mietitrebbia. A patto che non lo facciano davanti
ai bambini. O agli appassionati di attrezzature agricole.
Denton annu, ma sembrava preso da un passaggio del libro. Aggrott
la fronte un paio di volte durante la lettura, prima di buttare il libro sul pavimento.
Wow!, esclam.
Capisci cosa intendo? Ma davvero, il modo in cui te la spassi in che
modo pu avere a che fare con qualunque cosa? E se pure mi strangolassi il
cobra quindici volte al giorno? A chi importerebbe?.
Vedo che sei un po' troppo infervorato su questo tema.
Infervorato? Sono ubriaco fradicio. Rise di nuovo. Sono cos in forma
che uscirei fuori di testa pure con un goccetto di Dr Pepper.
Denton non pot evitare di ridere. Che mi dici di quei racconti del Michigan
di Hemingway che ti ho portato?. Con un gesto indic il tavolo.
Mi sono piaciuti molto. A parte tutte quelle stronzate su come fare i
duri. Ma quel tizio  davvero andato in giro a fare delle cose, sai; lo capisci
che le ha fatte davvero, le ha capite prima di spararsi in bocca. Ha solo provato
a raccontarle pi onestamente possibile.  davvero meglio che starsene
a New York con un mucchio di altri artisti a sditalinarsi a vicenda e
a scrivere di che cosa voglia dire essere ebreo, o di quanto sia angoscioso essere
uno scrittore angosciato. Ma del resto.... I suoi gomiti erano stanchi, si
sdrai di nuovo sul pavimento.
Chi se ne frega?.
Appunto, chi se ne frega?, sospir Cassidy. Denton pens: ecco un
uomo che  stato troppo tempo da solo.
Cristo, Bruce, devo uscire da questo buco. Portami a mangiare, in mezzo
a gente alla quale possa ringhiare, con le cameriere in calzamaglia, un posto
che offra l'emblema della civilt, un'insalata con finto bacon a dadini....
Proprio quello che avevo in mente, sempre che tu riesca a camminare.
Su, forza, disse Denton. Cassidy si stava sforzando di alzarsi.
Hai corso oggi?, chiese Denton aiutandolo.
Un pesce sa nuotare? Certo che ho corso oggi, che diavolo. Pensi che
sia qui per prendere in giro i contadini? Vado a farmi una doccia.
Denton vide il calendario degli allenamenti sul pavimento. Lo prese e lo
studi per qualche istante, prima di lasciare andare un fischio.
Perch diavolo hai corso trentaquattro miglia, ieri? Sei impazzito?.
Cassidy mise la testa fuori dal bagno. Sono andato di corsa in citt. Sai,
pensavo che il mio caro amico e allenatore sarebbe venuto a correre con
me, e lui non si  fatto vivo. Ah, diamine, sono andato a trovare Andrea. 
stato un errore....
Ok, va bene, non insisto oltre. Lo so che qui  dura, ma pensavo che
la storia con Andrea fosse finita, o mi sbaglio?.
Ma la porta del bagno era gi chiusa. Sotto la doccia, Cassidy canticchi
stonando: And all ofus bere are just more than contented... to be living and
dying in three-quarter time....
Cassidy era ancora di buonumore mentre se ne andavano in citt. Denton
accese i tergicristalli quando inizi a scendere qualche goccia. Le piogge
si stavano facendo meno intense.
Ora, se ti calmi un po', disse Denton, ti aggiorno. C' una novit
molto semplice e per nulla piacevole.
Denton cominci a raccontare a Cassidy di un'organizzazione di atleti del
campus chiamata Coalizione degli atleti della Southeastern University.
Si proponeva di parlare, negoziare e in generale di trattare con l'Associazione
degli Atleti. Quando il gruppo aveva annunciato la sua formazione,
era ripartito a pieno regime il caos mediatico che aveva tanto rovinato
la vita a Dick Doobey ai tempi del Fantastico Raid di Mezzanotte. I giornalisti
sportivi erano andati in ebollizione all'idea di un sindacato degli
atleti, e volevano sapere come mai le condizioni fossero tanto terribili da portare
a simili fermenti negli spogliatoi. Nessuno, n soprattutto Dick
Doobey, era stato in grado di dare una risposta soddisfacente. Gli atleti avevano
semplicemente riferito ai reporter che visto che i giornalisti non vivevano
sotto a quel regime, non erano in grado di comprendere lo Zeitgeist. Erano
stati tenuti altri meeting, con conseguenti dichiarazioni. Quenton
Cassidy (che a quanto pare era sparito nel nulla) veniva encomiato come un
martire o maledetto come un egoista agitatore. C'erano stati degli editoriali sulle pagine sportive, disse Denton a Cassidy, che ti avrebbero fatto esplodere
il cervello. Un commentatore progressista del Pensacola News Journal
aveva proposto la pena di morte per gli studenti atleti che dimostravano
tale ingratitudine.
Il nocciolo della questione, disse Denton, spegnendo i tergicristalli, 
che ti hanno cancellato dalla lista dei partenti alle Southeastern Relays.
Cosa?.
Esatto. Per favore non chiedermi di trovare un senso a questa cosa. Ti
sto solo riferendo i fatti. Apparentemente non c' un motivo logico, a parte,
sai com', prendersela con te.
Dici sul serio?.
Molto seriamente.
Non mi faranno correre?.
No.
Cazzo, te l'hanno detto il perch, per l'amor di Dio!.
Non prendertela con me. Ti sto solo dicendo quello che mi ha detto
Cornwall. Per quel che vale, non ne  certo pi felice di te. All'inizio non
sapeva nemmeno come avessero scoperto che avresti gareggiato. Poi ha immaginato
che Hairlepp o uno di quelli del Sun sia corso da Doobey non
appena hanno saputo la lista dei partenti. Sai quanto sia obiettivo il quarto
potere quando si tratta di sport. Comunque sia, Doobey stesso, a quanto
sembra, ha autorizzato una linea d'azione che stabilisce che, cascasse il
mondo, Quenton Cassidy non pu gareggiare sulla pista della Southeastern
University.
Signore mio santo. Cassidy se ne stava seduto a guardare triste i campi
umidi dal finestrino. .Possono farlo?.
E chi lo sa? Lo stanno facendo. Ho chiesto a un mio amico avvocato, Jerry
Schackow, che cosa ne pensasse, ma mi ha detto che non pu dirlo senza fare
qualche ricerca. Ha detto che si tratta di un quesito interessante.
Magnifico.
Nel frattempo, non ti preoccupare. L'allenamento continua a pieno regime.
Comincer a venire pi spesso nel pomeriggio per controllare le tue
ripetute. Tu concentrati sulla corsa e lascia che sia io a preoccuparmi di come
farti tornare in pista.
Ma Cassidy era sconfortato. Se ne stava seduto a braccia conserte, scuotendo
la testa incredulo, mentre vedeva i campi e le foreste scorrere al suo
fianco. Alla fine raggiunsero la Art's Steakhouse ai confini della
citt. Denton gli diede una pacca allegra sul ginocchio.
Dai, andiamo a cenare e a pensare a qualcosa di bello. Magari mi faccio
un whiskey irlandese anche io.
Non te lo consiglio, disse Cassidy tetramente. A quanto pare ti mette
soltanto di malumore.
Bruce Denton DI rado rivelava subito tutto quello che sapeva. Con
Cassidy preferiva lasciarsi sfuggire quasi per caso le informazioni importanti. Intuiva
che un'intelligenza simile, votata alla scoperta di s, prediligeva i contorni
netti in un mondo fatto di sfumature.
Riguardo al suo coraggioso tentativo di intercedere presso un'autorit pi
alta - nientemeno che il vecchio Prigman - prefer per non dire proprio
niente. Non solo provava imbarazzo per la ridicola futilit del suo sforzo, ma
ora si rendeva conto della vera natura del suo nemico, e aveva deciso di
considerare nuove tattiche in piena solitudine. Complottava con la gioia
composta e l'abbandono di un bullo di strada apparentemente ravveduto
che si ritrovi d'improvviso nel mezzo di una zuffa causata da qualcun altro.
Era riuscito ad avere un'udienza da Prigman in modo molto pratico:
aveva simpaticamente fatto il diavolo a quattro. Era rimasto nella sala d'attesa
a leggere vecchie copie di Florida Rancher, ghignando beato a Roberta,
masticando la gomma come un bracciante entusiasta. La segretaria,
che non voleva confusione nel suo ufficio, non ce l'aveva fatta pi: dopo aver
dattiloscritto tre errori nella stessa frase in una lettera ossequiosa al governatore,
con calma si era alzata, era entrata nella stanza del potere e aveva chiesto
gentilmente che si facesse qualcosa. Una volta entrato, Denton (se non
avesse saputo che non era cos) avrebbe potuto pensare che Steven C.
Prigman lo stesse aspettando da ore, tutto fremente in attesa del suo arrivo.
Bruce Denton!. Prigman gli strinse la mano calorosamente. Che sorpresa!.
Come va, signore, Denton si sforz di sorridere. Perch la gente non
riesce a rapportarsi a questo tizio? si chiese.
Spero che tu abbia ricevuto il mio telegramma dopo la tua splendida vittoria.
Oh, certo, signore,  stato il primo ad arrivare, rispose Denton, mentendo
allegramente.
Bene, bene. Sai, avrei voluto invitare te e Jennifer a cena, una sera,
ma... questo lavoro!. Gli strinse le mani. Era un uomo che sperava di cuore
che le persone alle quali teneva capissero perch avesse tanto poco tempo
per loro. Denton si chiese chi diavolo fosse Jennifer.
Naturalmente, signore, so quanto lei dev'essere occupato. Del resto
non le farei sprecare il suo tempo, a meno che....
Nessun problema! Nessun problema, ragazzo mio. Ho tutto il tempo
che ti serve. Per provarlo, sbirci l'orologio nervosamente. Allora, che posso
fare per te?.
Be', signore, si tratta di un giovane chiamato Quenton Cassidy....
La mascella di Prigman croll tanto palesemente che Denton si ferm
sorpreso. E cos c'era dietro anche Prigman.
Ah, disse il vecchio con calma, riaccomodandosi sulla sua poltrona.
Si, signore. Ho saputo che non gli  stato concesso di partecipare alle
Southeastern Relays del mese prossimo e.... Prigman si contorceva sulla sua
poltrona come un adolescente irritato, con un'agitazione non in linea col suo
personaggio. Quindi interruppe Denton: Potrei sapere il motivo del suo interesse
personale in questa vicenda?.
Come gli uomini del Sud della sua razza, era passato dal comportarsi da
diplomatico al comportarsi da avvocato, facendolo con sincerit e deferenza
tali da non destare sospetti nella vittima del suo incantesimo, che si trattasse
di un testimone ostile o di un prudente sottoposto.
Vede, Mr Cassidy  un mio amico.  da un po' che lo aiuto in allenamento,
e penso che possa essere un atleta fantastico, forse perfino di livello
olimpionico, se avesse le giuste opportunit. Posso intuire le possibili motivazioni
- e sono a conoscenza delle recenti, ehm, difficolt - per le quali
lo state tenendo fuori da....
Bruce. Posso chiamarti Bruce? Questa vicenda  stata una disdetta per
tutte le persone coinvolte. Una brutta vicenda. Ma sono sicuro che tu, come
atleta, puoi capire che bisogna reagire con fermezza all'insubordinazione.
Certo, da entrambe le fazioni sono stati commessi degli errori, ma in
buona sostanza le regole sono regole. Forse il vostro sport  un po' diverso,
essendo un'attivit individuale, ma in un campo di gioco ci deve essere un
comandante indiscusso, un leader che deve decidere all'istante su questioni
di vita o di morte. Una partita pu essere vinta o persa per un'esitazione di
mezzo secondo. Non c' altro modo, ragazzo mio. Se dovessi far riunire in
assemblea una squadra di football per decidere su ogni azione, ci sarebbe il
caos! L'anarchia! Presto anche le cheerleader chiederebbero il voto! Questa
democrazia non si conf al football, ragazzo mio. Non saprei dire riguardo
all'atletica....
Signore, con tutto il rispetto, penso che nessuno abbia proposto qualcosa
del genere. Se qualcuno si fosse premurato di parlare con Mr Cassidy,
avrebbe visto che stava proponendo - come del resto tutti i firmatari delle
petizioni - solo di fermare delle meschine molestie e l'invasione della privacy
degli atleti....
 una questione di disciplina! Bisogna obbedire agli ordini! Magari Dick
Doobey non avr sempre avuto ragione, ma si trattava pure sempre di Dick
Doobey! Il generale. E poi che cosa  successo? Petizioni!. Lo disse come se
stesse pronunciando il nome di una malattia schifosa che gli aveva appena
strappato una persona cara.
Non penso, disse Denton con grande calma, di condividere questa
metafora militaristica dello sport. Non credo che un campo da football
o da basket sia un campo di battaglia, se non per un osservatore semplicistico
e poco competente. Ma anche accettando l'analogia, non penso che un generale
in guerra ordinerebbe al suo esercito di mangiare la merda solo per il
gusto di farlo, signore.
Denton ebbe la vaga impressione di non essere pi ascoltato. Sport e religione
nel profondo Sud, pens. Quando la sua ultima frase non ottenne risposta,
cap che il suo tempo era terminato. Prigman era indaffarato ad accendersi
un enorme sigaro.
Bene, disse alla fine il vecchio, voltando leggermente la poltrona per
guardare fuori dalla sua finestra la piazza spazzata dal vento. Comunque
sia, non possiamo tollerare tali insubordinazioni tra gli atleti. Non hai idea del
danno causato da questa faccenda, non solo al morale del team, ma all'universit.
Parlo di danni di immagine tra la gente della Florida. Non hai idea.
Denton si alz davanti alla scrivania, guardando il politico grigio e azzimato
che vi sedeva. Aveva pensato che si potesse ragionare, che un appello
potesse trovare ascolto. Ma Denton ancora non era a conoscenza dell'illustre
carriera di Steven C. Prigman come giudice, e perci non era preparato
a incontrare un intelletto che sembrava agire in un secolo lontano.
Signore, Quenton Cassidy ha rappresentato con onore questa istituzione.
 stato per due anni il campione del miglio della Southeastern Conference
e il capitano del suo team. Detiene molti record della scuola. Ha la possibilit
di eccellere, e impedirgli di correre su questa pista non pu servire a
nulla se non....
Ne prendo atto, disse Prigman, espirando dell'aromatico fumo blu.
Mi stai dicendo che il ragazzo potrebbe diventare una prima scelta?.
Be', nella corsa non si usa quel termine, ma s, potrebbe diventare....
Be', lo far senza usare i mezzi di questa universit, concluse in modo
molto drastico.
Stavo per aggiungere: se non per qualche tipo di vendetta, disse
Denton tristemente.
Mmmm. Prigman stava frugando con impazienza tra le carte sulla sua
scrivania. Denton si avvi verso la porta. Il tuo presidente di comitato, il
Dr Branum, disse Prigman all'improvviso.
S, signore?. Prigman non lo stava guardando, come se fosse distratto
da qualcosa dall'altro lato della finestra.
Il Dr Branum non vede l'ora che tu finisca la tua dissertazione. Non vorrai
farti prendere troppo da altre vicende e dimenticarti di quel lavoro, vero?.
Denton consider l'ipotesi di andarsene e basta, ma decise di fermarsi.
Va bene, piccoletto, facciamo come vuoi tu. Ma adesso ti dar una lezione,
pens. Con un sorriso sbilenco si volt verso Prigman.
No signore, penso che far meglio a tenere il naso nelle mie vicende.
Bene, bene, Prigman stava riaccendendo il suo sigaro, con la mente evidentemente
gi rivolta a qualche altro inghippo.
Signore mio, pens Denton.
...
.
...
CAPITOLO 32.
...
.
...
L'allenamento sulle ripetute.
...
.
...
Un allenamento sulle ripetute, spieg una volta Cassidy a un giornalista
sportivo, per un corridore  l'equivalente della Vergine di Norimberga,
una macchina un tempo usata da chi cercava la Verit. Per quanto
gli allenamenti sulla distanza gettassero le fondamenta, le ripetute rendevano
feroce la corsa di un atleta. A Quenton Cassidy piacevano. Altri preferivano
delle schegge di bamb sotto le unghie. Cassidy immaginava che un'affinit
naturale per le ripetute fosse la differenza tra chi amava gareggiare e chi
amava allenarsi. La differenza  sostanziale. Chi ama gareggiare non  affascinato
dall'allenamento in s.
Un allenamento sulle ripetute  semplicemente una serie di corse veloci
di una distanza determinata, in un tempo determinato con un periodo di
riposo determinato. Le variabili sono limitate solo dall'immaginazione dell'allenatore
e dai limiti fisici degli atleti (un conto  scrivere dieci quarti di
miglio di 58 secondi con 220 yard di corsa leggera, ma seguire simili istruzioni
 tutt'altra questione). Una corsa di dieci miglia pu anche essere
considerata un piacevole diversivo, ma ben pochi compagni di Cassidy
non vedevano le ripetute come un'ordalia cruenta, al suo meglio soddisfacente,
al suo peggio terrificante. Lui sapeva che era esattamente il tipo di
allenamento che prepara il corpo alla gara. Chi corre lunghe distanze ambisce
sempre all'efficienza aerobica, ma la corsa in s  un'esperienza anaerobica.
Dalla dolorosa gloria del vincitore all'anonimato - altrettanto
doloroso - dei perdenti, tutti vanno in totale debito di ossigeno. E visto che
l'allenamento sulle ripetute  in grado di portare ben presto l'atleta in debito
d'ossigeno, gli insegna a confrontarsi con la fatica debilitante sin dalla prima
serie. Altri sport usano una forma abbreviata di allenamento sulle ripetute,
chiamata wind sprint, ma mentre i giocatori di football e basket corrono
per 30 o 40 yard e si prendono diversi minuti di riposo, il corridore corre
per 220 o 440 yard, per mezzo miglio o perfino per tre quarti di miglio
alla volta. Ogni secondo del suo recupero, di un minuto o due,  pi dolce
della vita stessa.
Non c' da stupirsi che Bruce Denton fosse interessato pi all'allenamento
di Cassidy sulle ripetute che al resto delle sue 140 miglia settimanali. All'inizio
di marzo, Denton cominci ad andarlo a trovare nei giorni delle ripetute,
a volte passando la notte da lui; dopo aver corso con Cassidy al mattino,
tornava in macchina direttamente al laboratorio. Non parl mai a
Cassidy del fatto che un programma simile potesse nuocere al suo matrimonio.
SPERO CHE tu MI abbia ascoltato e ieri non ci sia andato pesante, disse
Denton, mentre entravano nel campo a passo lento.
Ok, considerami spaventato. Qual  il programma?.
Venti quarti di miglio in serie da cinque, 110 yard di jogging tra i quarti,
440 yard di jogging tra le varie serie, quarti da 62-63 secondi, misurati a
occhio, senza cronometro come al solito. Tutto qui. Per ora.
Cassidy era sorpreso. Era un allenamento duro, ma niente che non avesse
fatto gi molte volte. Denton gli aveva parlato in modo minaccioso di
questa giornata nei giorni precedenti, e si sent pertanto un po' deluso.
Con Denton non sapevi mai cosa aspettarti. Quando settimane prima aveva
detto a Cassidy di non tagliarsi i capelli e la barba, Cassidy aveva deciso
di non mostrarsi sorpreso. Aveva i suoi sospetti, ma sapeva anche che
Denton non gli avrebbe detto altro. Se avesse voluto che Cassidy sapesse qualcosa
di pi, glielo avrebbe gi detto. Adesso i suoi riccioli schiariti dal sole
gli arrivavano sopra alle orecchie, e sul suo mento era germogliata una barba
rossiccia, della quale Cassidy stava diventando piuttosto fiero. Si immaginava
come un rude vichingo.
Arrivati al campo, Cassidy si tolse le scarpe e raggiunse Denton in qualche
falcata per sciogliersi un po'. Era un giorno gloriosamente terso e
caldo, e presto i due corridori senza maglietta sarebbero stati madidi di sudore.
Per quanto conoscesse pochi corridori che lo facessero, Cassidy amava allenarsi
scalzo. Denton lo considerava un'aberrazione, ma visto che non sembravano
esserci complicazioni, tollerava quella pratica.
A onor del vero, alcuni corridori di prima classe avevano gareggiato scalzi
in pista senza risentirne; tra loro Abebe Bikila, che incredibilmente aveva
corso scalzo oltre ventisei miglia di maratona alle Olimpiadi di Roma, vincendo
facilmente. C'erano argomentazioni a favore o contro, ma Cassidy
lo faceva solo perch gli piaceva. Gli consentiva di essere pi vicino all'erba,
al terreno, pi vicino al fine segreto di un corridore: volare nudo nelle
foreste primordiali, correre nella giungla.
Cominciarono. Le prime due sembravano sempre particolarmente dure.
Era una sensazione ingannevole. Erano faticose perch il corpo veniva
scioccato da una richiesta tanto improvvisa di velocit sostenuta. Il cuore cominciava
a battere forte come quello di un colibr, un battito che avrebbe
dovuto mantenere per qualche tempo. Le gambe si appesantivano subito e
il sistema nervoso centrale inviava il messaggio che tale punizione non fosse
sostenibile. Ma il sistema nervoso centrale, ovviamente, viene aggirato
dal corridore, che sa meglio delle proprie sinapsi quel che il suo corpo pu
fare. Il corridore si confronta quotidianamente con i propri limiti fisici, in
un modo che i non-corridori possono osservare solo in situazioni estreme.
Scappando da un assassino armato o da un animale mortale, un avvocato si
trover ben presto faccia a faccia con gli spaventosi limiti che nemmeno il
terrore pu oltrepassare. Il corridore conosce tali limiti come i marciapiedi
intorno a casa propria.
Dopo lo shock dei primi quarti, Cassidy trov un ritmo piacevole, quasi
comodo, e ogni intervallo, per quanto difficile, sembrava come il precedente
e il successivo. Dopo la prima serie di cinque, il quarto di miglio di
corsa leggera stabilito da Denton sembrava quasi troppo lungo. In questo ritaglio
di tempo, una volta ripreso fiato, Cassidy fece qualche osservazione e
prov a chiacchierare con Denton; il corridore pi vecchio non gli diede retta,
continuando a trottare in un modo che a Cassidy sembr piuttosto cupo.
Poi iniziarono la seconda serie.
Giravano intorno al campo, ripetute tutte uguali al punto da dover contare
a voce alta, per non dimenticare a che punto stavano; Denton, quello
veramente compulsivo dei due, poteva dire che stavano a tre invece di quattro,
e c'era il rischio di farne una extra. Cassidy perci faceva attenzione al
conteggio. La sola differenza tra una ripetuta e la successiva era il lieve aumento
dell'acido lattico nei muscoli alti della coscia, che rendeva ogni ripetuta
un po' pi difficile e faceva iniziare prima il dolore nello sprint. Altrimenti
era quasi facile scivolare nello stato mentale quasi neutrale che li accompagnava
nelle corse lunghe. Denton era un compagno d'allenamento
perfetto; il ritmo non variava mai di pi di mezzo secondo.
Nella terza serie, Cassidy ebbe la sensazione che Denton stesse aumentando
il ritmo, per quanto fosse improbabile. Semplicemente ora era pi difficile
mantenere la stessa velocit. Uno specialista del miglio, che in gara
sarebbe andato molto pi rapido di 63 secondi per un quarto, poteva comunque
ottenere molto da un allenamento simile. La chiave non era la velocit
di punta, ma la velocit in condizione di stanchezza.
Cassidy non si permetteva di pensare al ritmo della corsa, visto che questi
quarti di miglio da 63 secondi richiedevano uno sforzo enorme. Sarebbe
stato crudele pensare alla velocit molto maggiore richiesta in una vera
gara. C'erano anche molti altri fattori in ballo: il riposo, una superficie pi
veloce, e soprattutto lo stato mentale incredibile che avrebbe raggiunto prima
della corsa. Certi paragoni non erano d'aiuto, e venivano subito allontanati
dalla mente. In allenamento era meglio pensare all'allenamento. Girando
sul piccolo campo a dodici miglia da Kernsville di sabato pomeriggio,
la corsa gli sembrava un'attivit esotica e affascinante, la parte di prova
dette sue Miglia di Prove.
La quattordicesima fu particolarmente intensa. Alla fine, Cassidy rantol:
Iiih, questa faceva male!.
Poco. Veloce. Denton parlava a scatti. A volte, durante una ripetuta,
uno dei due andava col pensiero a una gara corsa tanto tempo prima, e con
i ricordi il ritmo aumentava, come per un flusso involontario di adrenalina.
L'altro rispondeva, e presto si trovavano a volare in tondo sul logoro sentiero,
combattendo diversi fantasmi del passato. Pagavano a caro prezzo uno
sbandamento simile. Iniziavano la ripetuta seguente ancora col fiato corto.
Per quanto si sentisse male alla fine della terza serie, dopo il quarto di miglio
di jogging aveva recuperato. L'allenamento di Denton in genere prevedeva
periodi di recupero molto brevi, e Cassidy era stupefatto dal modo in
cui stava rispondendo a quei brandelli di riposo. Il recupero era la chiave:
pi velocemente recuperavi, pi veloce potevi andare in gara. Una gara,
diceva Denton,  solo corsa, senza soste. Perch allenarsi a riposare?.
L'ultima serie assomigli molto alla precedente, e quando finirono la
ventesima ripetuta Cassidy emise un gridolino di gioia. Avevano corso duramente
per un'ora. Guard Denton, aspettandosi di vedere il sollievo che segue
un allenamento provante, ma Denton continuava serio a correre piano.
E ora?, chiese Cassidy allegro, pensando che forse avrebbero terminato
con qualche falcata o con un warm-down di un miglio.
Altre venti. Per quanto Denton lo disse con sguardo cupo, Cassidy
sorrise. Dopo qualche altra falcata, Denton per non si era ancora rimangiato
la parola, e Cassidy cap che diceva seriamente. Questo  un brutto scherzo,
pens.
E ricominciarono da capo. Nelle loro menti affrontavano separatamente
ogni serie, come se fosse tutto quello che dovevano fare. Cinque piccoli
circuiti da un quarto di miglio da conquistare, un miglio e un quarto di
corsa intensa, inframmezzato da quel poco riposo, quasi crudele. Ogni quarto
diventava una tappa fondamentale, un temibile e fiero nemico da superare
per affrontare suo fratello, gi pronto in agguato. Il sole arriv ben
presto al livello degli alberi, gettando sul campo le ombre fredde delle querce.
Se non fosse stato per la loro lotta disperata, sarebbe stata una scena
idilliaca; per quel che importava ai corridori, poteva anche nevicare: tutta
la loro attenzione era diretta al loro compito.
Alla fine della seconda serie le gambe di Cassidy erano a malapena intontite,
ma le braccia e le spalle gli facevano male. Quando di tanto in tanto
usciva dalla trance per guardare Denton, non scorgeva i segni di una fatica
inusuale.  cos che trasmette agli altri il timor di Dio, pens, continua
ad andare avanti e ancora avanti.
Da tempo avevano smesso di parlare, se non per dire il numero della ripetuta,
urlando entrambi alla fine: Venti!.
Adesso le querce scure si stagliavano sulla splendida luce arancio e rosa
di quel tramonto color del mango. Continuarono a fare jogging, senza dire
niente; il loro respiro affannato e profondo riecheggiava nel campo.
Cassidy se ne accorse solo quando furono a met del percorso. Il loro respiro stava
tornando normale, ma erano ancora in uno stato di disagio notevole.
Bruce, non vorrai... voglio dire, .... La sua voce farfugliava, indebolita
dalla rassegnazione e dall'autocommiserazione.
Altre venti, Cass.
Corsero piano un altro po', in silenzio. Cassidy si sent prossimo alle lacrime,
e non se ne vergognava nemmeno.
Bruce, sessanta quarti. Bruce non puoi dire sul serio. Nessuno fa pi
cose del genere. Arthur Lydiard....
'Fanculo Arthyr Lydiard. Quenton  il momento della verit. Il momento
e il posto. Tutto il resto sono lucine colorate.
Non so se ce la posso fare.
Quenton. Sorrise per la prima volta in tutta la giornata. Puoi fare
praticamente tutto. Non l'hai ancora capito?.
S.
I corridori affrontano le difficolt. Superato un certo punto, non c'
pi niente. Non ci sono sfumature. So che puoi farcela, perch una volta io
ce l'ho fatta e una volta finita ho capito molte cose importanti.
Cio che sei un pazzo?.
Forse. Forse lo siamo tutti. Ma mi aspetto che tu lo scopra a modo tuo.
Ecco perch te le far fare da solo.  cos che si fanno tutte le cose importanti.
Puoi rallentare se vuoi, ma per l'amor di Dio, di sicuro tu saprai che
lo stai facendo, non  vero?.
Immagino, disse mestamente.
Ritorno in casa. Torner qui quando starai quasi per finire.
Magnifico.
COMINCI IL SUO malinconico rituale al calar della notte. Dopo le prime
cinque stava correndo sotto il bagliore delicato di un'enorme luna bianca.
Bruce pensa proprio a tutto, riflett Cassidy.
Poi cerc quei pensieri neutrali che sono il rifugio e il misero conforto
del corridore. Sintonizz la mente sul binario di platino del suo compito,
una linea che si stendeva innanzi a lui e si perdeva nel buio, pi avanti di
quanto riuscisse a pensare. Quando usciva dalla trance e gli balzavano in
mente una parola o una frase, la sua testa ci giocava come una foca con una
palla, in modo allarmante, follemente insensato, nel modo in cui si pensa nel
crepuscolo drogato che precede il sonno. In modo molto controllato e
astratto, sapeva quanto stesse soffrendo; il minimo break nella sua concentrazione
gli consentiva immediatamente di compatirsi.
Era abituato a tale dolore come un pugile si abitua ad essere colpito; la
familiarit dell'esperienza non indebolisce il colpo in alcun modo, cos come
non ne mitiga l'effetto sul corpo. Offre per uno scenario dove proiettare
la sua agonia del momento, gli dona la serenit e la freddezza per affrontare
degli stimoli altrimenti insormontabili, gli consente di non cedere
al panico, concentrandosi invece su di una fredda introspezione. In una
raffica di pugni assassini, la mente del pugile, abituata alla brutalit,  in
grado di ragionare in modo teorico: ci stanno facendo male. Se non cominciamo
a proteggerci ben presto perderemo i sensi.
Non che la mente abbia paura di perdere i sensi (a volte sembra un'opzione
piuttosto allettante), ma sa che quando si  svenuti non si vince. Allo
stesso modo, nessun corridore molto allenato allenta il ritmo per paura del
dolore, ma perch la mente gli dice che non vincer niente se correr fino a
ridursi alla paralisi.
Tutto questo non sollevava affatto Quenton Cassidy. Le sue convinzioni
pi radicate e le sue gambe dure come mogano gli consentivano a malapena
di andare avanti. Aveva l'abilit mentale di correre fino al limite. Bruce
Denton si aspettava che lo facesse, e per quanto ogni ripetuta facesse
sembrare la seguente sempre pi impossibile, sapeva senza dubbio che l'avrebbe
fatta. Non poteva rifugiarsi in un infortunio, il suo corpo non poteva
infortunarsi in quel modo. Non poteva rifugiarsi nella piet, non c'era
niente da perdonare e nessuno a dispensare indulgenze. Alla fine si accorse
che non c'era nemmeno rifgio nella codardia, perch non aveva paura. Non
c'era alternativa, doveva farlo.
Fin la numero sette, correndo in qualche modo troppo duramente, trovandosi
cos a boccheggiare con dolore, passando qualche secondo piegato
sulle sue ginocchia prima di cominciare la parte di corsa lenta che l'avrebbe
portato alla numero otto (nella sua mente la numero tre, con due prima
della fine: non riusciva a pensare oltre). Stava diventando sempre pi duro
normalizzare la respirazione nelle 110 yard di recupero; cominciava la ripetuta
seguente come se non si fosse fermato. In quella successiva part alla
carica, sul rettilineo, in curva, vicino a un pino spaccato da un fulmine (che
per lui stava a indicare soltanto la met del tragitto), nell'ultima curva e poi
nelle cinquanta ultime yard di rettilineo, gambe, braccia, spalle, mascella,
orecchie, torace, dita, si coalizzarono tutti contro il dolore ottuso dell'acido
lattico, alla ricerca di quel movimento normale che avrebbe consentito
- anche se il paradiso e l'inferno si fossero inghiottiti a vicenda - una falcata
corretta. Che gli altri rinuncino, i corridori corrono fino alla fine.
Termin e ringhi: Otto. Tu. Bastardo.
Ma la nove si vendic, riducendolo a un livello tale che dovette passare diversi
secondi a tenersi le ginocchia e a inspirare dell'aria tanto dolce quanto follemente
insoddisfacente. Quando finalmente ricominci a trottare, guard
le stelle cristalline, e le lacrime mischiate al sudore caldo del suo volto scesero
fino alla bocca e al mento e si sent letteralmente sciogliere, trasformarsi in
una fanghiglia umana. Torn solido solo per la ripetuta seguente.
Adesso la sua mente aveva scelto una melodia, Per Elisa, e la suonava costantemente
senza uno schema preciso; semplicemente, quando iniziava
un nuovo quarto di miglio, cos faceva questo frammento di Beethoven.
Le stelle per lui erano solo freddi granelli di polvere spaziale, mentre quelle
note ossessionanti lo rassicuravano dell'esistenza nell'universo di altre persone
capaci di capire. Ogni nuovo quarto iniziava nell'afflizione fisica e terminava
nella disperazione spirituale. Si ricord d'improvviso dell'unica
'maratona che aveva corso. Al ventitreesimo miglio si era guardato attorno
scoprendo che nulla pi sembrava familiare.
Convinto di essersi perso, aveva corso come un bambino abbandonato,
urlando e singhiozzando. Terminata la gara in 2 e 33', aveva scoperto dopotutto
di essere sul percorso giusto. Ma non aveva potuto evitare di piangere
ancora; solo che non sapeva pi il perch.
Dopo il quindicesimo quarto cerc per un momento di ricordarsi il proprio
nome. Ma ora aveva un intero quarto di miglio per riposarsi, e lo assapor
in ogni istante, a piccoli passi. La sua mente divenne vuota, si beava
delle proprie vertigini. Era incredibilmente assetato; la sua lingua era incollata
al palato e non doveva pi sputare spessi grumi di saliva rappresa; non
ne aveva pi. Non osava pensare all'acqua o alla prima birra. Assetato fino
al midollo, traballante, quasi pazzo, correva piano e si sentiva poetico:
Da qualche parte ballano il fox trot freneticamente
Ma all'ombra della luna, tristemente.
Io tengo il ritmo dei grilli, piacevolmente
E la luna cresce con la mia bile.
Dio Santo, si disse iniziando la ripetuta numero sedici (la numero uno nella
sua mente). Per Elisa ricominci di nuovo e lui desider che se ne andasse
via. Adesso sentiva ben poco, e ancor meno gliene importava. Alla fine della
diciassettesima, Per Elisa degener in una sorta di suono di organetto impazzito.
Note fuori posto rendevano orribile quel che era stato affascinante, e
terrificante quel che era stato preciso e logico. Come per tenere il passo della
musica delirante, talora la sua figura si spezzava, e gli partiva un gomito, o
un ginocchio si scontrava col suo gemello. Povera Elisa, pens. Poveri tutti.
La diciotto fu una baraonda. La diciannove richiese tutti i suoi sforzi
per non ridurre drasticamente il ritmo. Era gi diminuito nelle ultime serie,
ma non ci poteva fare niente. Alla fine della diciannove, lasci partire
un grido di giubilo quasi selvaggio, ma privo di gioia. Aveva un vago sentore
che Denton fosse tornato, ma gli usc subito di mente. Non aveva
pensieri, se non quello di finire l'ultima.
Nell'ultima semplicemente si gioc in uno sprint tutta la vita che gli restava.
La monorotaia d'argento che un tempo si estendeva all'infinito, adesso
era diventata un mero abisso proprio dietro all'orizzonte. Un altro rettilineo,
un altra curva, di nuovo oltre il patetico mezzo pino, l'ultima curva,
sbracciandosi un po' e (ora al rallentatore) sentire ogni singolo passo durante
le ultime cinquanta yard, fino alla fine.
Barcoll, si tenne salde le ginocchia, serr gli occhi, dolorosamente, impedendo
alle lacrime di scendere, mentre il sudore sembrava fluire libero.
Denton gli si avvicin e lo tenne fermo, con la gentilezza di un medico che
cura un nuovo ferito. Come una vittima di guerra, Cassidy sembr non accorgersi
di lui.
Denton lo riport piano a casa, parlandogli piano lungo la strada.
Cassidy, ancora nel pieno del suo tormento, non disse nulla. Denton gli diede
dei frullati e gli fece bere tutti i liquidi che voleva, poi con gentilezza lo mise
a dormire.
Quenton, tu....
Lo so, disse Cassidy. Aveva ancora gli occhi umidi; si volt: Ma  qualcosa
molto difficile da imparare.
Denton annu, gli sorrise e gli diede una pacca sul sedere (i muscoli stanno
tremando, pens, proprio come successe a me) e se ne and. Cassidy dormiva
gi profondamente quando Denton usc di casa.
Cassidy si svegli solo una volta nella notte, riempendo il water di urina
piena di sangue (Denton gli aveva detto che sarebbe potuto succedere),
e torn al letto. Dorm complessivamente diciassette ore e quando si svegli,
il corridore, esempio di forma fisica ed efficienza, o perlomeno questo corridore,
non si reggeva in piedi. Torn a letto.
...
.
...
CAPITOLO 33.
...
.
...
Orchidee.
...
.
...
Ho BISOGNO DI CONTATTO UMANO, disse a Denton. E non sto parlando
della tua classica barista di Newberry pi brava a mescolare le metafore
che i drink.
Andare in cerca di contatto umano, rispose Denton,  un passatempo
che in genere un corridore non si pu permettere.
Be', se non mi porti in mezzo a gente che parla con una sintassi comprensibile,
potrei fare qualcosa di avventato, come dar fuoco al tuo rifugio
dei sogni e poi saltare su un treno in corsa.
E cos Cassidy si ritrov, incredibile a dirsi, a un cocktail party, cominciando
ad accorgersi di essere dotato di quel tipo di inettitudine sociale che
pu farti finire con i pantaloni nella torta al limone di qualcuno. Eppure
era l, e la gente lo faceva evidentemente sentire nervoso.
Denton l'aveva abbandonato all'inizio della serata - intenzionalmente,
sospettava - e ora si stava cimentando in diverse conversazioni con degli
ospiti che, per quanto piuttosto sinceri e intelligenti, emanavano un'aura
di bohmienne da citt universitaria. Di sicuro al mattino si sarebbero svegliati,
avrebbero fatto i gargarismi, si sarebbero recati in ufficio a curare
denti, stilare testamenti, mettere voti, e in genere a far girare gli ingranaggi
della repubblica, eppure in qualunque momento (sobillati dal discorso giusto)
avrebbero potuto prendere una calibro .36 e una razione di carne essiccata
e andarsene a combattere in collina per una buona causa. La maggior
parte di loro gli sembrava bizzarra, e mentre li osservava si preoccupava
anche che dopo giorni di allenamenti leggeri ancora non si fosse ripreso
dall'ordalia di Denton sulle ripetute.
Presto si stanc del solito andazzo delle feste: Corri venti miglia? Senza
fermarti Io non riuscirei a correre venti metri, ah ah ah.... Doveva mordersi
la lingua per non dire che era stato davvero divertente le prime mille volte
che l'aveva sentito dire. Si era dimenticato delle battute stupide. E poi
c'erano le domande: Che mangiava? Credeva nell'isometria? Negli isotonici?
Negli isolotti? Che ne pensava dell'aerobica, dell'ESP, dello STP? Che
aveva da dire sullo yoga, sullo yogurt, su Yogi Berr? Qual era la sua pressione,
la sua pulsazione, il suo tempo in una corsa di cento yard? Volevano
sapere qual era il segreto; in mille modi differenti, volevano conoscere Il
Segreto. E nessuno era pronto davvero a credere che non fosse questione di
chimica o di trucchi della mente, ma fosse un processo talora straziante di
rimozione, molecola dopo molecola, della gomma molto dura sulla suola
delle sue scarpe d'allenamento. La Prova delle Miglia; Miglia di Prove. Come
poteva aspettarsi che capissero?
Quando finalmente sent quella che fa: Non riuscirei a guidare alla velocit
in cui tu corri..., pens Servitemi la morte su un piatto d'argento. Se
la squagli in cucina, e stava frugando nella ghiacciaia in cerca di una birra
non dietetica quando si accorse che una ragazza coi capelli scuri l'aveva seguito.
Se ne stava l con il pugno appoggiato sul fianco, guardandolo in
modo leggermente divertito, ma grazioso, con la testa lievemente reclinata
per la curiosit e un lampo di denti bianchi carnivori sul volto. Non me la
sento, si disse Cassidy.
Stava rovistando un po' pi a lungo del previsto; credendo che lei stesse
aspettando che lui si levasse dalle scatole, sprofond entrambe le mani e finalmente
fiocin una birra normale. Le sue mani erano gonfie e addormentate
per il ghiaccio.
Le care vecchie birre che fanno ingrassare, disse fiaccamente (oh ma
che bel conversatore che sono). Ridacchi in modo gioviale, chiedendosi quando
fosse diventato un imbecille completo, e stava quasi per darsela a gambe
quando lei rise. Una risata sincera, di gola, che lo ferm.
Non ti stai divertendo molto l fuori, gli disse. Era un'affermazione,
non una domanda. Lui si accorse che lei aveva gi un drink in mano.
Pare proprio di no. Si vede, eh?. Apr la birra, butt la linguetta nel
ghiaccio, bevve una virile sorsata e si mise la mano in tasca per riscaldarsela.
Cominci a guardarsi intorno come se la cucina avesse rapito tutta
la sua attenzione. Forse lei non ha mai visto nessuno che parla alle stoviglie,
pens.
Ti andrebbe di vedere le orchidee sul retro?, gli chiese.
Orchidee? Ci sono orchidee sul retro?.
No, rise. Nemmeno una. Vieni. Lo prese per mano e lo condusse
prima in salotto e poi fuori da una porta scorrevole. Non c'erano orchidee.
Si sedettero sull'altalena posta sul lato lungo della piscina e ascoltarono il
rumore di una festa che ora sembrava distante e un po' ridicola. Cassidy si
chiese perch provasse un senso di nostalgia, ma poi si ricord, tanto tempo
fa gli adulti facevano dei party, e io mi sedevo sull'altalena ad ascoltarli.
Lei era un'insegnante di psicologia, che stava cercando di prendere un Ph.
D e non voleva parlarne in alcun modo. Lui le diede ventiquattro o venticinque
anni. Non era bella come Andrea, ma con i suoi occhi pieni di ironia,
con quella fronte e quelle sopracciglia che sprizzavano allegria, avrebbe
potuto chiedergli in qualunque momento - pens - persino di mettersi a
quattro zampe a fare il verso della foca. Forse sono troppo facile, riflett.
Lei sapeva palesemente prendersi cura di s, e questa cosa, per qualche
motivo, lo intimoriva.
Non vai spesso alle feste. Perlomeno non ti ho mai visto prima, gli
disse. Cassidy stava facendo dei disegnini sulla lattina di birra ghiacciata.
No, direi di no. Stringi stringi, non faccio spesso praticamente nulla.
A parte correre.
Esatto, a parte quello.
Non sembra molto interessante.
Ehi, si tir su, non lo . Credimi. Si mise in attesa della sua reazione,
e poi, quasi in perfetta sincronia, ripet con lei la domanda successiva.
E allora perch lo fai?.
Lei non sembr curarsene, rise, e aspett educatamente la sua risposta.
Vorrei che ci fosse una risposta intelligente e accettabile.  come quando
le persone mi chiedono a cosa penso mentre corro. Di solito rispondo
qualcosa come la meccanica quantistica. A volte dico la musica.
La musica?.
215
 una risposta come un'altra. E a volte penso davvero alla musica. A dire
il vero, quando ti alleni puoi pensare quasi a tutto quello che vuoi, in gara
invece pensano tutti alla stessa cosa.
A che cosa?.
Alla corsa, strano a dirsi.
E che cosa rispondi a chi insiste nel voler sapere perch lo fai?.
Rispondo che mi d regolarit. O che sto provando ad andare alle Olimpiadi;
riescono a capirlo, perch  una cosa che danno in TV.
Lo dici come se fosse una battuta.
Oh, non  una battuta,  solo che  una cosa difficilissima, c' solo una
remota possibilit; devi essere molto fortunato oltre ad essere molto bravo.
Le probabilit ti sono contro, ecco tutto.  come se un bambino che interpreta
una carota nel saggio sulla nutrizione della sua scuola fosse cos bravo
che sua madre va a dire a tutti che un giorno vincer l'Oscar. Voglio dire,
potrebbe anche riuscirci, ma....
Bruce Denton ci  riuscito, obiett lei.
Bruce Denton ha vinto l'Oscar?.
Gli diede uno di quei pugnetti da femmina al deltoide e gli fece venire
le lacrime agli occhi.
Bruce Denton non ti sembra anormale, brontol lui, massaggiandosi
la parte dolorante, perch lo vedi andare in giro per questa casa masticando
pretzel e raccontando barzellette sconce. Ma probabilmente  l'unico corridore
olimpico nel raggio di miglia di distanza. Non  normale... averlo
alla propria festa, capisci? Non  normale... ah, non importa.  una questione
di prospettiva. E comunque sia mi hai fatto male.
Mmm. E cos passi tutto il tuo tempo a fare una cosa noiosa che non
sai spiegare, e quando vai a divertirti te ne stai seduto con l'aria di uno che
ha appena perso il cane. Interessante.
Pensi che io sia un caso clinico?.
Non ne dubito. Benvenuto all'Accademia della Risata. Si diresse di
nuovo verso la festa, e come se ci fosse stato un segnale, scoppi l'ilarit generale
e d'improvviso un uomo con la camicia fuori dai pantaloni arriv strisciando
dalla porta scorrevole. Si muoveva di soppiatto guardandosi alle
spalle. Cassidy lo riconobbe: era un oftalmologo chiamato Caldwell Qualcosa
che prima gli aveva detto: Fatti coraggio.
Lui  il Dr Hodge, gli spieg lei. Sta imitando un coyote. Non male,
direi.  un esempio classico di quel che succede alla classe media quando
fuma l'erba.
Cassidy si volt, la guard per qualche secondo, e non riusc a trovare
nulla da dire. Si rese conto di essere un tipo piuttosto noioso. Lei si avvicin
e tocc la sua barba. L'intimit di quel gesto per lui fu incredibilmente
confortante.
Mi piace il nuovo look. Molto nordico. Molto diverso da quelle orrende
fotografie sul Sun dove hai i capelli a spazzola. Devono avertele fatte
quando eri una matricola. Quando ti sei fatto crescere la barba?.
Nelle ultime settimane.  lo strambo stratagemma di Bruce per farmi
ammettere alle gare che ci saranno tra due settimane. Per questo stasera
non voleva che venissi. A quanto pare tutti qui sono tenuti alla segretezza.
A dire il vero, penso che siano tutte fesserie.
Qualcuno mi ha detto qualcosa al riguardo, ma non ho fatto molta attenzione.
Sono stato bandito dal gareggiare sul percorso della Southeastern University,
ora e per sempre. Alz le mani come un predicatore che sta per
dare la benedizione; poi rutt con educazione, mettendo la mano davanti.
Quattro birre erano quasi il suo limite attuale. Ma stava cominciando a godersi
la serata, dopotutto. Sono un pericoloso arruffapopoli, aggiunse. Il
popolo, il popolo, il popolo.
Lascia che ti chieda una cosa, gli disse piano.
Certo, fin di scolarsi la lattina, tutto. Qualsiasi cosa. Lei gli appoggi
la mano sul ginocchio e fece scorrere un'unghia sui muscoli esterni della coscia.
Le sembrarono un mucchio di grossi cavi di supporto legati stretti.
Pensi che io sia stata troppo imprudente, con la storia delle orchidee e
tutto il resto?.
Uh.
Lo pensi?.
Si sent come se il pomo d'Adamo gli si fosse trasformato in una palla
da tennis bagnata.
Ti sorprende?. Lui guard a terra, lei si chin per ricatturare i suoi occhi.
Allora?.
Lui odiava la propria goffaggine da idiota, la sua totale mancanza di grazia.
Era un monaco di clausura lasciato libero a Manhattan, che coi suoi sandali
lisi ciabattava su costose moquette, beveva qualche strano cocktail inebriante,
si preoccupava delle proprie ascelle inquietanti e rispondeva cos anche
alle pi semplici domande: bu di bu di bu di.
Devi cercare di capirmi, disse mestamente, ancora fissando la sua mano
serpeggiante, non mi rimangono altre mosse. Devi provare a capire
com'....
Oh, gli offr ancora il suo sorriso carnivoro. Lo far.
...
.
...
CAPITOLO 34.
...
.
...
Pausa.
...
.
...
Per me? Non avresti dovuto!, disse Cassidy quando Denton gli porse
lo scatolone. Mancava poco e Denton gli aveva annunciato che era il momento
di parlare di alcune cose fondamentali.
Non sai quanto potrebbe essere poco divertente. Non c' modo di sapere
che tipo di merda potrebbe aspettarci, disse Denton. Ma nel suo sorriso
c'era un po' di preoccupazione reale. Mentre Cassidy apriva la scatola,
Denton pens Non ha idea di quel che ha fatto: nella sua giornata pi leggera
ha fatto otto miglia, quella volta che si  fatto male alla caviglia.
Una tuta della nazionale finlandese! Splendido. Cassidy alz la giacca
color carta da zucchero. Sul petto c'era la bandiera bianca e blu della Finlandia.
Per favore, mi piacerebbe che me la restituissi intatta, Seppo, visto che
ho dovuto fare a cambio con una tuta della nazionale americana.
Zeppo? Zeppo?.
Seppo, stupido. Questi sono il tuo pass da atleta in gara e il tuo numero.
Sei stato iscritto come Seppo Katainen, corridore finlandese che gareggia
per Central Ohio Tech. Nessuno ne sa nulla, a parte te, me e il tizio dal
quale ho fatto spedire dall'Ohio il modulo di richiesta e la quota d'iscrizione.
Cornwall ti ha preso subito, Seppo! A quanto pare quest'anno hai corso
delle gare superlative.
Avrei dovuto sapere che sarebbe stata una cosa bizzarra.
Bizzarra, che diamine! Si tratta di genio puro. Non hai idea di quanto
tu sia diverso dal vecchio anarchico azzimato di un tempo. Baster che tu
prenda degli occhialini, che ingarbugli un po' di pi il tuo inglese e chieda
delle aringhe sottaceto e perdio quei figli di puttana penseranno che tu sia
Paavo Nurmi.
Cassidy stava cercando di vedersi con la tuta addosso specchiandosi sulla
finestra.
Pensi davvero che funzioner?.
I pesci galleggiano? Le rane sono impermeabili? I coyote ululano alla....
Ho capito, ho capito. Mi pare che l'autore ne sia molto orgoglioso. E che
succede se qualcuno se ne accorge? Il tuo uomo alla Central Ohio
Comesichiama non sar fottuto?
Quell'illustre istituto educativo non esiste, per quanto ne so. Anche se
esistesse, non ci sarebbe nessuno da ritenere responsabile diretto, come direbbe
il mio caro amico avvocato. Il mio complice era solo di passaggio
quando ha imbucato la richiesta di iscrizione. Lui  un fiero cittadino dell'Illinois.
Tutto questo per partecipare a un maledetto meeting d'atletica.
Non un meeting come tanti, caro Seppo, neanche per sogno. Non capita
tutti i giorni che un finlandese che va a una scuola dell'Ohio possa
correre contro il neozelandese detentore del record del mondo proprio qui
in Florida. Dovresti tenere a bada lo scetticismo e considerarti fortunato
che io abbia saputo allestire tutto questo spettacolo.
Cassidy sorrise: Ehi, lo apprezzo, davvero. Ma visto che a quanto pare
faccio parte della squadra che va in trasferta, mi aspetto di sfoggiare il marchio
di Central Ohio.
Non dire altro, Seppo, noi trattiamo con cura i nostri atleti stranieri,
disse alzandosi. Adesso devo vedere se riesco a salvare quel che resta del
mio matrimonio. Torner presto e discuteremo la nostra strategia.
Mmmm. La mente di Cassidy se ne era andata da qualche altra parte,
e Denton sper che non fosse di nuovo a devastarsi in pista.
Ehi... ehi! Dacci un taglio per un po'. Dormi; magari pu servirti quella
roba leggera per calmare i nervi che c' nell'armadietto. Cerca di tenere
la mente pi spenta possibile. Sai bene cosa fare. Cominci a
dirigersi verso la porta. Ah, c' una canottiera da gara nello scatolone, nel caso tu non
ne abbia una. Seppo non corre con i colori della sua nazionale,  solo....
Bruce, c'... voglio dire, esiste un modo immaginabile nel quale io
possa vincere? Dico sul serio.
Denton si ferm. Diamine, Quenton. Puoi instillargli il timor di Dio,
lo so bene. Ma datti tregua. Non aspettarti di demolire il migliore del mondo
solo perch ti sei allenato alla grande. Lascia che ti spinga a fare un tempo
super. Fece di nuovo per uscire, ma si ferm con la maniglia in mano.
Hai presente quei tuoi demoni dei quali parli sempre? Be', Walton ne
ha un esercito. Li puoi vedere nei suoi occhi mentre si allena, mentre si
contorcono e urlano.
Be', disse Cassidy alzandosi e stiracchiandosi, immagino che dovremo
solo lasciar scatenare quei piccoli bastardi feroci.
Denton apr la porta, e prima di andarsene gett uno sguardo all'interno.
C' mai stato un altro modo possibile?.
La SERA SEGUENTE, dopo cena, si sedettero sotto al portico mentre il sole
tramontava, a bere caff e a guardare le querce farsi scure; nel bosco pi fitto
le lucciole lampeggiavano, e un falco dalla coda rossa girava in cerchio
volandosene verso un rifgio lontano, lasciando alle stelle il blu profondo e
freddo del cielo. Si avvertiva la sensazione inconfondibile che qualcosa di
grande fosse passato e qualcosa di grande stesse per arrivare: l'occhio del ciclone.
Cassidy, tenendo la tazza con entrambe le mani, si avvicin al barbecue,
dove la brace emanava il suo bagliore arancio chiaro. Pens: Gli adulti si sedevano
sotto al portico proprio cos, mentre noi catturavamo lucciole e giocavamo
nel giardino di fronte con le dita a pistola. Il pi grande dei suoi cugini
del North Carolina si arrabbiava, e i grandi dicevano al piccolo Quentie di
farsi prendere, ogni tanto.
Solo a cani e bambini, a quanto pareva, era concesso di correre, e insieme
condividevano i marciapiedi. Forse per questo, nel suo periodo nei boschi,
Cassidy aveva provato una sensazione crescente di irrealt. Non poteva
pi dire che la sua attivit avesse a che fare con la scuola. Aveva superato
quella fase, ma dove si trovava? Era un professionista in un mondo dove non
esisteva alcuna professione? L'orrenda natura fisica delle sue
giornate e delle sue abitudini talvolta lo faceva agitare; di recente aveva sfamato il suo intelletto
solo con zuccherini, cose come Il signore degli anelli. Aveva cominciato
a chiedersi se fosse necessario.
Ti senti un animale?, gli aveva domandato una volta Denton. Anche
Herb Elliott aveva chiesto Sono forse un animale? al coach Percy
Cerutty, quando voleva arrendersi (come se esistesse una risposta). Ma poi, gli
aveva raccontato Denton, Cerutty a Portsea stava venendo trascinato al
largo dalla corrente. Elliott aveva preso il vecchio per i capelli bianchi, cominciando
a nuotare. Aveva nuotato e poi ancora nuotato, senza andare da
nessuna parte, forse per ore, fino a quando l'oceano infame s'era arreso. Proprio
come un animale, aveva aggiunto Denton, ma Cristo, che animale.
Poi Denton lo aveva guardato dicendogli: Andiamo a correre.
E Quenton Cassidy, non avendo nient'altro al mondo da fare, aveva
detto ok. Cos era terminata la grande rivolta di marzo.
Poco tempo dopo, Cassidy aveva cominciato a notare qualcosa di strano
nel suo allenamento: gli era diventato quasi impossibile soffrire. Le sue dieci
miglia mattutine lo lasciavano solo accaldato e affamato; nel pomeriggio
si sfiancava sulla distanza e sulle ripetute, e alla fine si sentiva irrequieto,
come se stesse accadendo qualcosa. Aveva parlato a Denton di questa sensazione
di invulnerabilit che lo confondeva.
Ma l'olimpionico si era solo seduto sui gradini del portico, bevendo il suo
caff e sorridendo affabilmente.
Che bello che tu sia arrivato in orario.
Tra MENO DI QUARANTOTTO ore si sarebbe allacciato le scarpe in pelle
di canguro con i tacchetti, e avrebbe provato a sconfiggere l'homo sapiens dal
movimento pi efficiente mai apparso sulla Terra. Sulla distanza del miglio,
ovviamente. Tra i messaggeri rapidi dell'era ellenistica, tra i guerrieri
Masai degli altipiani africani che dominavano il loro sport sorridendo, tra i
vecchi professionisti coi baffi che per delle cospicue somme correvano nella
folle epoca della danza della maratona, tra tutti loro non ce n'era uno che si
avvicinasse a questo neozelandese dal completo nero; il primo umano a
correre il miglio non in meno di quattro minuti, ma in meno di tre minuti
e cinquanta, una barriera non dotata di una simmetria tale da colpire le folle,
ma foriera di un messaggio tremendo per gli altri corridori - gli unici in
grado di interpretare simili messaggi - spaventoso al punto da farli tremare.
Alcuni avevano rinunciato disperati, altri avevano cercato rifugio in altre specialit.
Si diceva che per quello Liquori fosse passato ai 5.000 metri.
Bruce Denton, che beveva tranquillamente il suo caff, sapeva bene quanto
fossero crudeli le paure che si provano prima di una gara. Voleva alleviare
quel silenzio sinistro. Non conosceva ancora la capacit di controllarsi di
Cassidy. Temeva che nelle ore a venire, come un'auto vecchia su una strada
di campagna, potesse cadere a pezzi.
C'era un inglese chiamato Oates, gli disse, durante una spedizione a
uno dei poli, non mi ricordo quale. Le scorte e la benzina erano finite, e gli
uomini se ne stavano seduti nella tenda mentre infuriava una bufera mortale.
Mi pare che molti gi fossero morti assiderati. Oates, che voleva darci
un taglio, si alz e annunci: Io esco. Pu darsi che ci voglia un po', prima
che torni.
Cassidy sorrise da sopra alla sua tazza, mentre il caff si raffreddava nella
sera, e pens che quello fosse il momento nel quale pi aveva amato Bruce
Denton.
Va tutto bene, Bruce, gli disse. Davvero, va tutto bene.
...
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...
CAPITOLO 35.
...
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...
La sfera.
...
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...
ABBANDONANDO IL SUO piatto di pasta al formaggio, Cassidy disse qualcosa
e se ne and. C'erano beghe coniugali nell'aria, quella sera, probabilmente
causate anche da lui, ma per ora poteva solo pensare a chiudere la
sfera brillante e perfetta che racchiudeva il suo desiderio pi bruciante. Nel
pomeriggio se n'erano andati sulla pista vuota di una scuola superiore per
l'ultima session, un allenamento quasi leggero; per la prima volta da qualche
mese si era sentito del tutto riposato e al pieno delle forze. Quando
Denton accigliato gli aveva mostrato l'orologio, le lancette dicevano 24'8. Erano
le quarte e ultime 220 yard. Denton aveva scosso il capo disgustato.
Non posso farci niente, aveva detto Cassidy.
Okay gli aveva risposto Denton; gli sarebbe piaciuto arrabbiarsi di fronte
a un esibizionismo tanto incosciente, ma sapeva come si sentisse. Era
pertanto rimasto tranquillo anche nell'ultimo miglio di corsa leggera sulla
consunta pista d'asfalto.
A cena non c'erano state le solite battute, e Jeannie, dopo aver provato
molte volte ad alleggerire la tensione, alla fine si era chiusa a riccio, consentendo
a tutti di tuffarsi nell'orrendo rumore delle cene mute, quando
la pressione fa sembrare folle il suono delle posate e della masticazione.
Per Denton e sua moglie era stato snervante, ma Cassidy se n'era a malapena
accorto.
Adesso camminava svelto, inesorabilmente, verso il posto dove avrebbe
chiuso la sfera, l'avrebbe mandata alla deriva, e l'avrebbe lasciata scintillare
fino al momento giusto.
Era una delle prime sere calde di primavera a Kernsville, una di quelle in
cui nessuno voleva stare in casa. Il campus ribolliva; i campi da tennis illuminati
erano pieni, e altri giocatori se ne stavano seduti ad aspettare pazientemente,
ridendo e parlando. A gruppi di tre o quattro si recavano verso
l'unione degli studenti o ai locali vicini, le macchine piene rombavano
avanti e indietro e i ciclisti ronzavano come farfalle meccaniche, coi libri e i
panini italiani sul portapacchi.
Un tempo Cassidy avrebbe indugiato per guardare una scena simile, ma
ora il brusio era solo un mormorio lontano nel suo cranio, che cresceva
piano mentre camminava, consapevole soltanto che quello scenario si stesse
muovendo, come al solito senza sforzo apparente. Camminava con il
passo leggero e un po' da piccione che hanno gli atleti, e per quanto la sua
andatura fosse svelta, il suo respiro non avrebbe mosso nemmeno una fiammella
di candela. Inspirava profondamente l'aria fresca con la regolarit di
una macchina, avvertendo distrattamente il suo enorme cuore suonare il suo
lento battito liquido. I muscoli delle gambe si avvolgevano e scioglievano
allo stesso ritmo, come sacchi pieni di anaconde, al meglio delle capacit
umane. Ora doveva pensare al resto. Aveva gi fatto in passato questo pellegrinaggio,
e l'avrebbe rifatto ancora molto spesso, ma non aveva mai superato
l'inquieta sensazione che ogni volta potesse essere l'ultima. Presto si
ritrov dal lato opposto del campus, dove c'erano meno dormitori, e pertanto
anche meno attivit, meno luci, e nessuna traccia del rumore allegro di
quel weekend di primavera.
Le falene sbattevano le ali attorno all'unico lampione, mentre lui superava
il cancello, e per quanto quell'odore di sempreverdi e sudore gli fosse familiare
come quello di legno e muschio della sua stanza alla Doobey Hall,
il suo cuore sussult. Quelli che facevano jogging di notte erano in giro come
al solito, ma non diede alcuna attenzione ai loro eventuali sguardi.
Cammin in senso orario sulla curva, fino a qualche metro prima della linea
di partenza, all'inizio della prima curva. Si guard intorno e prov a
immaginare, con degli stacchi di inquadratura hollywoodiani, gli spalti scheletrici
pieni di gente, i fari ora spenti brucianti di luce, la sfilata delle tute di
mille colori e mille scuole durante il riscaldamento degli atleti. Avrebbe
fatto parte anche lui di quel panorama senza volto, fino all'annuncio dell'altoparlante,
che riusciva sempre a confondergli il cuore con una scarica
d'adrenalina: PRIMA CHIAMATA PER IL MIGLIO. Si sarebbero scatenati
il boato e la follia, crescendo fino a quando si sarebbe posizionato su
quella linea, allo stesso tempo calmo e prossimo alla pazzia, spavaldo e terrorizzato,
in cerca del sollievo della partenza e della tristezza dell'arrivo. Qualunque
cosa! Basta che finisca l'attesa! Cassidy tocc col piede la linea di
partenza, e immagin la scena: alcuni corridori avrebbero fatto avanti e indietro
nelle loro corsie, alcuni avrebbero agitato le dita, altri sarebbero saltati
su e gi (pratica abituale, ma poco terapeutica). Lo starter, con la manica
arancione, sarebbe passato tra di loro con la pistola in mano, dicendo:
Bene, signori, bene. Avrebbe parlato con cortesia, cercando di render loro
le cose facili, sperando di prevenire una falsa partenza col tono calmo
della sua voce. Non erano dei centometristi, ma erano pur sempre iperattivi.
I corridori si sarebbero disposti sulla linea di partenza, facendo attenzione
a non guardarsi negli occhi l'uno con l'altro.
Lo starter avrebbe detto: Ci saranno due segnali, signori: ai vostri posti
e poi la pistola. Bene, signori, pronti. Pronti, signori. Sarebbe sembrato
quasi un boia.
E Cassidy se ne sarebbe stato al buio, mentre la brezza gli arruffava i riccioli
sulla fronte, sapendo che in quell'istante ci sarebbe stata una sorta di
calma in mezzo a quel caos. La quiete prima della tempesta. Per un attimo
solo, ci sarebbe stata l'incredulit che tutto potesse accadere in un secondo,
dopo tutto il tempo misurato in mesi, miglia e mattinate nebbiose; tutto
sarebbe accaduto dopo quelle otto o nove ripetute adesso dimenticate che
quasi ti avevano spezzato il cuore. Si sarebbe piegato in avanti come gli altri,
sotto al bagliore bianco dei fari, e per un orribile mezzo secondo avrebbe
sentito le sue gambe prive di forza. Ma poi il suo cuore sarebbe quasi
esploso assieme al colpo di pistola. Cassidy prov un po' di quella sensazione.
Inspir profondamente e cominci a camminare nella prima curva, in
senso antiorario, il senso di tutte le corse.
Il primo giro sarebbe passato in un lampo di adrenalina e zoccoli scalpitanti.
Sarebbero arrivati in mucchio alla prima curva; la regola tecnica stabilisce
che un corridore con un vantaggio di una falcata possa tagliarla in
prima posizione. La regola della vita reale  ben diversa: tutti contro tutti. Avrebbe
superato la curva con grande forza, pens Cassidy, e avrebbe usato i gomiti
se avesse avuto bisogno di farsi spazio. Cassidy prov a immaginare il rantolo improvviso del respiro pesante, gomiti che volano e scarpe coi tacchetti in
ogni dove. In mezzo al traffico devi essere calmo, lo sapeva, trattieni l'impazienza
e controlla il panico; aspetta le tue opportunit. Il primo giro sarebbe
stato tutto cos: veloce, spaventoso, senza dolore o sforzo, grazie all'adrenalina
e all'energia repressa. Il primo giro serviva a scremare; nessuno vinceva
una corsa di un miglio al primo giro. Cassidy cammin al buio sul rettilineo
lontano. Dal lato opposto delle tribune principali, era il lato pi solitario
della pista. Era l che i sensi acuiti dalla corsa captavano i singoli incoraggiamenti
(di solito dei compagni di squadra) e a volte i suggerimenti idioti dei
saputelli (Riprendilo, riprendilo!). A volte qualche ragazzetto stupido avrebbe
ridacchiato senza sapere di cosa. Ma erano i balocchi periferici di una mente
frenetica; il vero lavoro della sfera scintillante era quello di monitorare il
meccanismo regolare di un corpo umano lanciato a pi di quindici miglia orarie.
Pass la curva lontana e ritorn alla postazione di partenza. Qualcuno
avrebbe letto i tempi, probabilmente circa 57 o 58 secondi, sempre che nessuno
fosse impazzito nel primo quarto di miglio. Qui sentirai di nuovo la
folla, pens, specialmente se scenderemo sotto i sessanta; di certo non applaudiranno
qualche maledetto finlandese, ma li sentirai lo stesso.
Forse per un motivo psicologico, il secondo giro era quello che lo colpiva
sempre, o gi dalla partenza o alla prima curva. Lo avrebbe colto l'enormit
scioccante del suo sforzo fisico, e avrebbe capito che da l in poi ci sarebbe
stato poco da ridere. A questo punto la resistenza mentale temprata da ore di
lavoro sulle ripetute gli avrebbe concesso di sopportare lo shock e di continuare
a correre. Sarebbe stato pronto, e allo stesso tempo consapevole che il peggio
sarebbe ancora dovuto arrivare. Puoi anche essere l'atleta pi allenato del
mondo, ma se la tua mente non  pronta ad accettare lo stordimento dell'inizio
del secondo giro, non riesci nemmeno a finire, figuriamoci a vincere.
Cassidy super la curva e raggiunse ancora il rettilineo solitario. A quel
punto si sarebbe concentrato sul ritmo, senza lasciarsi spaventare dalla prima
sensazione di annebbiamento e sconforto. Ancora non sarebbe stato esattamente
dolore, ma non sarebbe stato nemmeno piacevole. A questo
punto in genere il ritmo rallentava, e se ne sarebbe dovuto guardare.
Sarebbe passato alla sua falcata pi lunga, in grado di mangiarsi la strada, pensando:
guadagna terreno.
Nessuno vinceva mai una gara al secondo giro, ma era proprio a quel punto
che molti la perdevano. Sarebbe stato il momento di fare pi strada possibile
con il minor sforzo. Oltre la curva lontana e di nuovo sul rettilineo iniziale,
cerc di provare quella sensazione, riuscendoci piuttosto bene. Ripassando
dal punto di partenza, prov ad assaporare l'orribile inizio del tetro giro,
senza riuscirci. Aveva visto la sua faccia spettrale nelle foto di met gara e ancora
non era riuscito a decifrare quella sensazione; sapeva che era custodita
da qualche parte nella sfera lucente, e che non ne sarebbe mai uscita. Aveva
ragione Denton, puoi pensarci quanto vuoi, ma per sentirla davvero devi viverla.
Sapeva solo che si sarebbe trovato di nuovo al limite, stupefatto dal
pensare (anche se solo per un istante) di trovarsi solo a met gara. Avrebbe corso
la prima parte pi veloce di quanto corresse una gara di mezzo miglio alle
superiori (l'59 e 2 decimi) e avrebbe avuto ancora tanta strada da fare.
Cammin nella curva del terzo giro. Era qui che iniziava la vera malinconia,
e il corridore si chiedeva che diavolo stesse facendo. Era il momento
di concentrarsi al massimo e di essere decisi. A questo punto chi era in testa
avrebbe potuto tirarsi indietro rispetto al dolore e rallentare il passo; a questo
punto le posizioni sarebbero cambiate; quelli con un allenamento non
abbastanza competitivo sarebbero finiti in fondo al gruppo e gli sprinter si
sarebbero appostati come avvoltoi alle spalle dei primi. Un giro lungo e
crudele, contraddistinto solo dal fatto di doverlo correre. Ogni specialista del
miglio sa, come un marinaio conosce l'oceano, che  il terzo giro, e non il
primo, quello pi distante dal traguardo.  qui che davvero si vincono o si
perdono le gare, qui che si possono stabilire dei record, qui che iniziano o
finiscono delle carriere. Il terzo giro come un microcosmo non rappresentava
la vita, ma i Momenti Brutti, il Natale senza regali, il blues di mezzanotte
alla fermata dell'autobus, momenti ai quali ripensare piangendo, ridendo,
o magari dei quali scordarsi del tutto. Il terzo giro bisognava sopportarlo,
sopportarlo, e poi sopportarlo ancora.
Cassidy ritorn alla partenza, pensando Non importa quanto far male, non
posso abbandonare qui, costi quel che costi, dovessi anche farmi tutta la corsa in
testa. Poi pass sotto all'immaginario colpo di pistola. Avrebbe sentito il solito
pizzicore sul collo, e l'adrenalina gli avrebbe di nuovo riempito il
sangue. Un quarto di miglio all'arrivo e sarebbe tornato ad essere un atleta competitivo,
a guardarsi intorno per controllare la situazione, sentendosi orgoglioso
della propria forza, perfino con il corpo stretto in una morsa
annebbiante. Cassidy cammin in curva, spingendo un po' con le braccia, pensando
alla folla nervosa che avrebbe rumoreggiato con l'aumento del ritmo.
Forse a quel punto sarebbero rimasti solo in pochi, tre o quattro. Ma sarebbero
stati tutti ambiziosi. Nessuno, dopo il colpo di pistola, correva accanto
ai primi senza pensare di avere delle possibilit. Tornando sul rettilineo solitario,
immagin la velocit crescente della gara; ci sarebbero state delle considerazioni
dell'ultimo secondo, dei cambiamenti di posizione, e alla fine gli
scatti, uno alla volta o tutti insieme, saettando verso la linea dritta del traguardo.
In curva, a sole 330 yard dall'arrivo, tutti sarebbero stati nel mezzo del
loro sprint. Era noto come Walton iniziasse a spingere quando mancavano
pi di 440 yard, perci sarebbe stato sicuramente in gioco. All'uscita dell'ultima
curva, nel posto dove Landy si era voltato per guardare lo sfuggente
Bannister, Cassidy arriv all'ultimo rettilineo di 110 yard e pens: A questo punto
sar tutto finito tranne le urla; eviterai la tentazione di piegarti all'indietro,
ti darai da fare per mantenere integra la falcata, non agiterai le braccia cercando
di prendere velocit; corri con la tua migliore falcata, come ti sei allenato a
fare per diecimila miglia, e per l'amor di Dio non frenare prima d'aver superato
il traguardo. A questo punto, il dado sar fratto, e non ci sar preghiera o
supplica o pianto che potr cambiare le cose. Aveva gi perso su quel rettilineo,
ma soprattutto aveva vinto; non doveva temere sorprese. Certe questioni,
gli diceva spesso Denton, vengono risolte molto prima: settimane, mesi, anni
prima; venivano risolte sui campi d'allenamento, sui percorsi da dieci miglia,
sugli allenamenti mattutini saltati di tanto in tanto. Non puoi fare altro
che tuffarti sul traguardo, gli aveva spiegato Denton. Non  questione
di cuore. Nell'ultimo rettilineo, tutti ci mettono il cuore.
Cassidy super la linea d'arrivo, dove qualcuno avrebbe retto il filo
di lana e avrebbe strizzato gli occhi al passaggio fulmineo dei corridori. Mancavano
ancora pi di ventiquattro ore, ma restando fermo nella notte anonima
cinque yard dopo il traguardo, Quenton Cassidy conobbe in un istante
quanto fosse profondo il suo desiderio di sentire il morbido filo bianco
crollare sotto il peso del suo petto.
Adesso controllava i suoi demoni; non gli facevano pi paura.
...
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...
CAPITOLO 36.
...
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...
La gara.
...
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...
ANCHE DA FUORI SI SENTIVA il frastuono dello stadio, ma Cassidy non
se ne cur. Gli piaceva fare gran parte del rituale riscaldamento sul percorso
della corsa campestre, dove poteva pensare liberamente. La routine era automatica:
quattro miglia leggere, lunghe falcate, un altro miglio in scioltezza,
falcate pi veloci, poi mettersi i tacchetti, fare qualche sprint in pista, e
continuare col jogging fino al momento della gara. Doveva combattere
per col frastuono nella sua testa.
Doveva recintarlo, sopprimerlo, rilasciarlo gradualmente per poi liberarlo
al momento dello sparo. La sfera adesso fluttuava delicatamente nella
sua testa, scintillante, pacifica, dura come acciaio. Avrebbe custodito tutto
il dolore e la disperazione di un corpo portato ai limiti; gli avrebbe concesso
di fare quel che doveva fino a non avere pi nulla da dare.
S, aveva deciso da tempo che era meglio uscire, andarsene dove le cose
erano pi tranquille e normali, pi simili alla sua routine quotidiana. Provare
ad allenarsi nello stadio, vicino alla folla, lo avrebbe agitato, e avrebbe
sprigionato lampi di quel rumore nella sua testa, portandolo al limite troppo
presto. Avrebbe potuto indispettire la sfera, e non avrebbe poi avuto un
posto dove riporre il dolore. O forse sarebbe piombato in uno stato tanto
folle da correre le prime 220 yard in venticinque isterici secondi. No, era meglio
qui fuori, dove tutto era tranquillo, dove poteva prepararsi come al solito;
era l'ultimo assaggio di tranquillit.
Corse piano vicino alla zona residenziale per gli studenti sposati, guardando
i bambini che giocavano sotto agli alberi. Era inquietante, quasi magico,
in quell'ora dopo cena, quando per un bambino il tempo si ferma e
tutta l'esistenza fluttua nel freddo grigio di un giorno che muore, e una
mamma che dice a suo figlio di tornare a casa riesce a ristabilire l'Ordine,
sfidando l'infinit del caos.
Erica! Jeremy!. Due piccole figure sgattaiolarono tra le ombre. Si stava
allontanando sempre pi dallo stadio, ma aveva molto tempo. Passarono
altri corridori, a gruppi di due o tre, ma nessuno parl. Uno salut Cassidy
con un cenno del capo, ma sembrava confuso. Che ne avrebbero pensato
di questo finlandese coi capelli biondi stopposi?
L'avrebbero riconosciuto da qualche foto di Track & Field News?
Cassidy continu la sua lenta corsa. Faceva il classico caldo dei primi di
maggio, e i fiori subtropicali dominavano l'aria: una sera tanto piena di
promesse da portarlo a chiedersi se la vita sarebbe mai stata come ora, mentre
si sentiva tanto vitale e rapido da pensare quasi di essere immortale;
mentre la sua velocit e la sua forza erano tali da poter essere affrontate solo da pochi uomini al mondo. Di certo siamo una specie rara, pens.
Sent una strana nostalgia, ora che mancava cos poco; nostalgia per quel
momento stesso e per l'ora a venire. Il presente era tanto commovente che
gi cominciava a rimpiangerlo. Pens al David di Michelangelo che contemplava
la sua pietra: anche David si chiedeva se la sua vita sarebbe mai stata
la stessa.
Stava per spingersi al limite, aveva tutti i mezzi per raggiungere il limite.
Adesso aveva quasi sempre in mente l'inevitabilit del suo viaggio; sapeva
che presto avrebbe patito un dolore mortale.
Quando vincesti al paese la gara / Ti portammo in trionfo nella piazza,
pens. Poi uno scatto di venti yard solo per godersi la sensazione della velocit
sprigionata all'improvviso. Si sent al tempo stesso stanco e raggiante.
Era normale. Non sai mai come ti senti davvero, pens, fino al secondo giro.
A volte neanche allora. A volte lo scopri solo all'ultimo giro, la citt pi
silenziosa.
Arrivato al lago Alice, rallent fino a camminare e poi si ferm del tutto.
Fece un po' di stretching sull'erba, piegando la gamba all'indietro e poi
raccogliendole davanti a s. Fare stretching era sempre piacevole.
Poi tir gi le zip in fondo ai pantaloni della tuta e pass le mani sui
suoi tendini d'Achille. Niente pi bozzi e nodi. Sono lisci, pens, quel maledetto
Denton coi suoi fantastici percorsi morbidi. Aveva superato l'inverno
con solo due raffreddori, senza veri infortuni. Era un uomo senza alibi.
Passarono due corridori con le tute di Villanova, ma non li riconobbe.
In lontananza la folla url, per qualcuno che aveva saltato un ostacolo o
per uno sprinter che aveva tagliato il traguardo in un preliminare. Il suo
corpo rispose con una scarica di adrenalina. La blocc subito. Non ora,
pens, non ci siamo nemmeno vicini.
Era il momento per sognare a occhi aperti; il frastuono nella sua testa
adesso era lontano, e cresceva, ma lo faceva a distanza. Il problema era sotto
controllo.
Tanto tempo prima aveva partecipato a una corsa, cinque miglia alla fine
dell'estate. Mentre passava accanto alla pista ciclabile sul lato nord di Lake
Worth, dalla parte di Palm Beach, sudava a profusione. Non era ancora in
forma perfetta, ma era troppo presto per preoccuparsi. Era estate e faceva
un caldo micidiale.
Un bambino l'aveva fermato, circa un miglio dopo essere passato davanti
al Sailfish Club. Avr avuto non pi di sei o sette anni, e mentre camminava
verso il corridore era evidente che qualcosa non andasse; si muoveva
goffamente, tutto angoli e sporgenze. Il corridore aveva pensato:  cos
pallido. Ma il bambino era raggiante. Il vento gli aveva scompigliato i capelli
sottili, rivelando degli occhi celesti che avevano fissato Cassidy senza
paura o imbarazzo. Cassidy era rimasto fermo ad ansimare, sgocciolando sudore
sull'asfalto. Stava facendo del suo meglio per ricambiare il sorriso. Malgrado
l'affanno, non riusciva a non ridacchiare di quella situazione.
Ciao, aveva detto Cassidy.
Ciao, aveva risposto allegro il bambino. Che fai?.
Corro. Una gara. Come ti chiami?.
Allan. Il bambino aveva riso, mettendosi una mano, tanto sottile da
sembrare trasparente, davanti alla bocca. Il corridore aveva guardato le sue
gambe per vedere se portasse dei tutori, ma non c'erano. La scarpa sinistra,
per, sembrava avere una suola pi spessa.
Una corsa?. Il bambino aveva riso ancora, temendo chiaramente di essere
preso in giro. E dove sono i tuoi avversari?. Aveva detto ah-ver-suri.
Oh. Il corridore aveva indicato il Sailfish Club alle sue spalle. Stanno
arrivando. Il bambino aveva inclinato il capo in modo curioso, quasi femminile,
senza smettere di sorridere.
Tu, gli aveva detto, corri come un gattone. Il corridore aveva inghiottito
la saliva.
Tu, gli aveva risposto Cassidy, sei il tipo pi simpatico che abbia incontrato
questa mattina, Allan. Immagino che sia meglio che vada, prima
che arrivino i miei ah-ver-suri.
Ciao, gattone.
Ciao, Allan.
Mentre riprendeva velocit, di tanto in tanto si era guardato alle spalle per
vedere se il bambino lo stesse ancora guardando; alla fine era scomparso
dietro una curva di alti ibischi, a un quarto di miglio dal ponte. Mi domando
che cosa penser quando arriveranno tutti gli altri, aveva pensato.
E per quanto non fosse ancora in forma, aveva corso l'ultimo miglio in
4,45, si era tolto le scarpe da corsa e se n'era andato verso casa correndo
piano sul ponte prima che gli altri arrivassero. Se ci fosse stata una medaglia,
gliel'avrebbero dovuta mandare per posta.
Per molto tempo si era chiesto cosa avesse quel bambino.
Un urlo proveniente dallo stadio lo riport al presente. Fren il suo cuore
che si affrettava selvaggio.
Cassidy ACCELER il passo, lo tenne fino a raggiungere velocit di corsa,
prosegu, prosegu e poi rallent, fino a una falcata veloce, e poi a un'andatura
da jogging, per poi camminare per cento yard. Si trovava sull'erba del
campo oltre la strada davanti allo stadio; altri atleti sfrecciavano nei loro mille
colori. Come si concesse un po' d'emozione sent la pelle d'oca sul collo.
Non gli accadeva da tempo.
Il rumore dello stadio adesso si era sommato al frastuono crescente nella
sua testa, ma non gli importava; adesso andava bene. Lasci che arrivasse,
desse carburante al suo passo, mentre ripartiva e accelerava, fino a quando
le sue gambe sembrarono staccarsi da lui e proseguire senza sforzo consapevole.
C'erano anche altri atleti nervosi, che si scambiavano occhiate furtive
(senza mai guardarsi negli occhi). Questo  il momento in cui in tanti rinunciano,
pens Cassidy. Guard l'orologio: 7,38. Il miglio era previsto alle 8,20,
ma erano indietro col programma. Eppure qualche minuto dopo sent la
chiamata dagli altoparlanti: PRIMA CHIAMATA PER IL MIGLIO. Il
cuore gli si imbizzarr come un animale selvaggio, con una scarica d'adrenalina
stritolante. Alla fine avrebbero corso davvero! Stava per farlo!
Poi riprese il controllo. Ovviamente avrebbe corso. Calma. Era il momento
di entrare e abituarsi al posto, dare gli ultimi ritocchi, mettersi i tacchetti:
rituali, rituali, rituali. Poi gli ultimi scatti, entrare nello stato mentale
definitivo. Cristo, pens improvvisamente, perch lo sto facendo? Dovrei correre
le tre miglia? Ho fatto tutto quel lavoro. Non posso esser pronto per il miglio...
Poi si calm ancora. Pens alle ultime 220 yard della serata e si disse:
calma. Respir a fondo e and a prendere la sua borsa. In un'ora intera
fuori dallo stadio non aveva detto una singola parola. Passarono dei corridori.
Sembravano tutti dannatamente in forma e veloci.
Poi nuovi dubbi. Tutti questi figli di puttana corrono 3,58 in allenamento
nel cuore della notte e non potrei nemmeno allacciare le loro scarpe.
Ancora una volta si disse: calma.
Dentro allo stadio, un tizio di ottanta chili che avrebbe potuto sollevarne
centoquaranta piant nella cassetta di imbucata un'asta di quasi cinque
metri in fibra di vetro, si contorse, e venne scaraventato in aria a poco pi
di 5 metri e 40 centimetri. Quando la folla reag con un boato, qualcosa
scatt dentro Quenton Cassidy: il suo cuore gli batt tanto forte da fargli
temere che stesse per scoppiare. Il tumulto nella sua testa somigliava al ruggito
di una cascata. Si avvicin all'entrata degli atleti e per una frazione di
secondo lo colse un po' di comune panico. Si era completamente dimenticato
della storia del travestimento.
Ma la piccola faccia rotonda guard sulla sua cartelletta continuando a
masticare il suo mozzicone di sigaro.
Bene, vediamo un po', 242, immagino che si tratti di te, Seppo! Entra,
ragazzo mio, e vedi di fare una bella corsa, mi hai sentito? Dimmi un po',
non sar mica vero che voi ragazzi finlandesi bevete latte di renna? Non lo
sapevo mica.
Cassidy sent Brady Grapehouse ridere forte mentre entrava nello stadio.
Come aveva fatto Denton a organizzare tutto?, si chiese. Ma poi entr,
e l'atmosfera speciale, le luci bianche e blu, e quella giostra multicolori
striata di verde che  ogni importante meeting di atletica gli inebriarono i
sensi, come al solito. Dio, pens, sono di nuovo qui;  tutto qui e io sono ancora
in gara. Guard sulla pista per assicurarsi che non passasse nessuno e
attravers le corsie per posare la borsa. Il cuore gli sobbalz ancora, alla
sensazione di ritrovare l'elastico Tartan sotto ai propri piedi. Gli ufficiali di
gara si affrettavano dappertutto, gli incaricati degli ostacoli si davano da fare,
i cronometristi controllavano gli orologi. Nessuno si accorse di quel
corridore alto vestito di blu carta da zucchero, mentre faceva jogging metodicamente
sulla corsia in erba. Nello stadio tutto si muoveva. I lanciatori
del giavellotto andavano avanti e indietro con la loro strana camminata storta,
trafiggendo con lance immaginarie nemici da secoli estinti, gli specialisti
del salto in lungo rimbalzavano in giro, quelli del salto in alto prendevano
la rincorsa, e corridori di varie taglie si riscaldavano. Un circo a tre piste al
confronto sarebbe sembrato il club del cucito.
SECONDA CHIAMATA PER IL MIGLIO. Un altro lampo d'adrenalina
nelle vene: inspir due volte con l'urgenza di una persona buttata
d'improvviso nell'acqua gelata. Riprese il controllo, stavolta con difficolt.
Il rituale prevedeva due giri. Il frastuono nella sua testa sommergeva il rumore
della folla, a parte quando questa impazziva per qualche performance.
Ma Quenton Cassidy non si accorgeva di niente. Il suo sguardo era
prossimo alla trance, perci quando pass vicino a Denton senza notarlo, il
vecchio corridore non fu sorpreso.
Seppo!, lo chiam. Ci mise un po' a rendersene conto. Naturalmente
si supponeva che Denton conoscesse un corridore internazionale. Denton
gli porse la mano quando finalmente lo not. Gliela strinse nervosamente.
Scusami, disse Cassidy. Lui  gi qui?.
No. Ma arriver. Mettiti i tacchetti. Come va?.
Teso come una corda di banjo. Mi bemolle.
Denton annu.
Bruce, riesco a malapena a ingoiare.
 ok. Sar pi facile non appena comincerai a muoverti. Prima  pi
dura. Farei jogging con te, ma non voglio sfidare la sorte. Ci sono
sia Prigman sia Doobey. Immagino che Walton sia un'attrazione abbastanza importante
da attirare anche l'lite del football. Qualcuno ti ha detto qualcosa?.
No. Immagino stia funzionando. Va bene, comunque sia. Volevo farlo
da solo. Denton si Accorse che respirava in fretta, quasi ansimando.
Non era importante, a patto che non si fosse gi distrutto mentalmente. Presto
sarebbe andato tutto bene. Prese Cassidy per il gomito.
Cass, io....
Cassidy guard per un attimo Denton negli occhi, poi sorrise. Strinse
l'avambraccio di Denton e lo tenne forte per un secondo. Poi si volt e
corse verso la pista. E cos, pens Denton. Aveva visto lo sguardo di
Cassidy. E cos ci siamo, dopotutto.
Cassidy fin il resto del giro rituale. Poi si sarebbe tolto le scarpe piatte
per mettere quelle coi tacchetti, e la maglietta umida per mettersi la canottiera
di nylon da gara: rituali, rituali, rituali. L'aveva fatto centinaia di volte.
La folla eman un ruggito che non riusc a capire. Non stava succedendo
niente nei lanci e nei salti, e in pista si era tra una corsa e l'altra. Poi guard
verso l'ingresso degli atleti e cap. Si era formato un nodo, una bolla di
umanit intorno al gate, che scoppi all'improvviso lasciando passare il
corridore del miglio pi veloce della storia.
La folla impazz mentre arrivava in pista con un sorriso spento, salutando
le tribune con un piccolo cenno. Cassidy, perfino da dove stava, poteva
decifrare il suo sguardo, mentre si guardava intorno nello stadio e gettava a
terra la borsa per tirare gi la zip della sua felpa a collo alto.
Mentre Walton iniziava il riscaldamento, i peli sul collo di Cassidy si alzarono
di nuovo.
Era di quasi due centimetri pi basso di Cassidy, ma aveva l'aria di chi
era in grado di sfondare un muro. Aveva gi ai piedi le scarpe coi tacchetti.
Gli occhi di tutti lo seguirono mentre cominciava i suoi sprint sul rettilineo
posteriore. La divisa nera della Nuova Zelanda, pens Cassidy, la foglia
d'argento, Baillie, Halberg, Snell. I suoi idoli, i suoi di. E ora Walton.
Poi scosse violentemente la testa e imprec tra s: maledetto!
Il frastuono era finito. Aveva guardato Walton con la mascella spalancata
come un ragazzino, e il frastuono nella sua testa era finito! Saltell, coi tacchetti
ai piedi, e prov uno sprint sulla prima curva, ignorando (non vedendo
proprio) l'espressione divertita di Denton. Quando deceler sul lato
lungo, ormai pi calmo, la mascella era tornata al suo posto, gli occhi erano
in trance e la sfera riposava quieta, nel mezzo di una tempesta tremenda.
Non si rese conto che la figura che gli era passata avanti in curva era
proprio Walton.
Cassidy si tolse i pantaloni della tuta, fece un po' di jogging e li lasci
nella sua borsa; continu a correre piano con indosso la giacca. Aveva sempre
fatto cos. Erano pronti per i 110 ostacoli, l'ultima corsa prima del miglio.
TERZA CHIAMATA PER IL MIGLIO. TUTTI I CORRIDORI A
RAPPORTO DALLO STARTER.
Il suo cuore lo fece sobbalzare ancora, ma ormai si era abituato allo shock,
e non si avvicin alla partenza, come del resto i suoi avversari. Ancora dovevano
partire i 110 ostacoli e dopo ci sarebbero stati alcuni minuti di confusione
mentre i cronometristi stilavano l'ordine d'arrivo. I corridori conoscevano
questi ritmi, perci continuavano a riscaldarsi. La pistola degli
ostacoli spar, e loro guardarono la pista con ben poca curiosit. Dopo che
gli ostacolisti ebbero superato il traguardo, lo speaker ricominci: TUTTI
I CORRIDORI DEL MIGLIO VADANO IMMEDIATAMENTE
DALLO STARTER. ULTIMA CHIAMATA PER IL MIGLIO. Non lo
faceva pi sussultare: ora era tutto un sussulto. A stento sent l'altoparlante,
tale era il frastuono nella sua testa. Si tolse la giacca della tuta e si rese conto
di non essersi ancora messo la canottiera. Aveva ancora la sua T-shirt bagnata!
Diamine! Come diavolo ho fatto a...
Poi riprese il controllo, si affrett a riprendere la propria borsa e si cambi.
Mancava ancora molto tempo, ma la maggior parte dei corridori era
gi in pista a girovagare. I cronometristi erano in subbuglio dopo la corsa
precedente, e lo starter stava passando tra i corridori, come Cassidy sapeva
avrebbe fatto. Bene, signori, stava dicendo. Bene, ascoltate le istruzioni
per la partenza, mentre i corridori andavano avanti e indietro, stiracchiandosi
e saltando su e gi, evitando il contatto visivo, prendendo aria a piccoli respiri, scuotendo gambe che non avevano bisogno di essere scosse, e complessivamente
sopravvivendo agli ultimi secondi di tortura. Cassidy corse
piano tra di loro, sentendosi leggero come una piuma, vestito solo di nylon;
si sentiva come se pesasse in tutto cinque chili. Aveva ai piedi le Adidas
blu 9.9s che non erano mai arrivate seconde.
Anche Cassidy cominci ad agitarsi vicino alla linea d'arrivo. Lo speaker
stava presentando gli atleti, ma nessuno sembrava farci caso. Walton era nella
prima corsia, cos naturalmente cominciarono da quella esterna. Tutti
gli occhi erano puntati su una sola persona, quel kiwi dall'aria potente, vestito
di nylon nero con una piccola felce d'argento sul petto. Il finlandese
in terza corsia ricevette un applauso educato, ma quando l'annunciatore
inizi l'ultima presentazione, l'intero stadio impazz prima ancora che arrivasse
alle medaglie d'oro, ai record mondiali e agli innumerevoli titoli.
Tutti li conoscevano gi. Walton fece qualche passo e salut. Denton, vicino
alla prima curva con la sua felpa navy della squadra americana, stava osservando.
Dovrai imparare quel sorriso accennato e quel saluto, pens,  una
parte alla quale prima non pensi. Immagino che sia l'ultima cosa al mondo che
John voglia fare adesso. Perfino prima di una corsa del genere.
Cassidy pens Tranquillo tranquillo tranquillo. Stai attento in curva e supera
il primo giro. Poi comincia a pensare. Tranquillo tranquillo tranquillo.
Non sprecare tutto subito.
Bene, signori, stava dicendo lo starter col suo tono da boia, con la pistola
penzolante in fondo alla sua manica arancione fluorescente. Ci saranno
due istruzioni, signori: ai posti e poi la pistola.  chiaro? Bene, signori,
prendete posizione....
La folla si azzitt all'istante.
Sugli spalti alti, proprio sopra la partenza, c'era seduta Andrea, vicino
all'uomo con l'ombrello, tutto emozionato. Lei pens:  lui.
Lo starter si stava allontanando dagli atleti, dicendo ancora loro: Prendete posizione, signori....
E cos fece Quenton Cassidy nella sera, mentre una brezza leggera accarezzava
il suo volto in fiamme. Alla fine, pens, alla fine ci siamo. Sono davvero qui.
Lo starter usc dalla pista a passetti veloci, alzando il braccio con la pistola.
Per un istante, Cassidy guard in prima corsia e vide John Walton che lo osservava a sua volta.
AI POSTI!.
Il cuore di Cassidy prov a uscirgli fuori dalla pelle tesa e magra, e a balzargli
tra le mani umide. Ma fuori tutto era calmo, sereno, come al solito, e
sembr durare per una piccola eternit, come una foto scattata sulla parabola
della partenza, otto cuori giganti attaccati a otto paia di polmoni come
mantici, montati su otto paia di trampoli sovraccarichi. Si trovavano al
limite di un vortice agghiacciante, e avevano corso mille miglia per arrivarvi.
Adesso dovevano correrne un altro.
BANG! Ci FU UN piccolo momento d'agitazione nel quale pens che le gambe
lo avrebbero tradito, ma poi partirono, come fulmini, scatenandosi senza
alcuna dolcezza, bruciando per la prima scarica di eccitazione e paura.
Cassidy si ritrov subito avanti di due yard e probabilmente in perfetto
orario per le sue folli 220 yard in 25 secondi. Dall'interno della
curva, Denton gli disse con calma: Trattieniti. Cassidy si trattenne.
Non riconobbe la canottiera verde, ma si rese conto che doveva essere il
corridore della seconda corsia. Walton ovviamente era dietro di loro da
qualche parte, senza fretta o preoccupazioni. Poi Cassidy diede un'altra occhiata
e riconobbe l'irlandese. Ma certo! Non aveva fatto caso a nessun altro
atleta in gara. Le prime 220 yard trascorsero con leggerezza come al solito, e
mentre passavano la linea del primo giro, qualcuno diede loro un parziale non
ufficiale: 26'2. Wow! Troppo veloce. Non c'era da stupirsi che Walton
non fosse in testa. Ma non c'era modo di guardarsi intorno; Cassidy poteva
sentire i corridori al suo esterno e per due volte ebbe la sensazione che qualcuno
lo toccasse sul calcagno. L'irlandese gli stava incollato, in pratica conducevano
la corsa insieme. Era praticamente circondato, in verit. All'uscita
della seconda curva os guardare all'interno e vide Walton che procedeva agevolmente,
a testa bassa, guardando i piedi che mulinavano innanzi a lui:
normale amministrazione. Ok, pens Cassidy, rimani l. L dove sei.
Era un'attitudine indifendibile, lo sapeva, ma al momento, prima che la
gara si facesse folle e dura, era facile concedersi certe frivole illusioni di controllo.
La folla url quando ripassarono in blocco dalla partenza. L'aveva sentito
davvero? Probabilmente no. Pens di aver sentito una persona gridare:
Vai Cassidy.
...cinquanta-SEI, cinquanta-SETTE, cinquant-OTTO.... Denton,
riavvicinandosi di nuovo all'interno della curva, disse in un lampo: Cinquantasette
punto cinque, troppo veloce. Lo pronunci come se stesse conversando,
ma Cassidy lo sent distintamente. Va bene, Bruce,  troppo veloce,
ma che diavolo dovrei fare al riguardo?
Lo speaker stava dicendo: O'RORK, POI KAITAINEN, HARRIS, E
IL NEOZELANDESE JOHN WALTON.
Poi arriv, come succedeva sempre a quel punto. In genere lo sentiva
prima nell'addome: uno strappo lento e acido, il corpo che si fa prendere
dal panico; l'intestino e gli altri organi che si chiudono, preparandosi a
qualunque tremendo progetto stia per essere messo in pratica. E le gambe
avvertirono la prima ondata di acido l'attico, l'inizio di un dolore profondo
che presto sarebbe diventata la paralisi dell'ultimo rettilineo. Stava ritrovando
gi le vecchie sensazioni, pensando Dio, rieccolo. Mi ero
completamente dimenticato di come fosse. Dimenticato del tutto. Adesso le spalle e le braccia.
Fai attenzione, che diamine!
La sfera oscill delicatamente, prendendo tutto dentro di s, conservandolo,
mantenendolo tranquillo nel suo interno d'acciaio, e consentendo a
Cassidy di pensare. Si concentr sul suo compito.
Gi dal rettilineo distante pot sentire la folla che prima si inquietava e
poi esplodeva, ma prima di poter reagire si accorse di un corpo che gli arrivava
alle spalle e poi lo superava prendendo il comando. Un boato invest
il campo. Cassidy riflett con calma. Chi era? Non era Walton. Era un corridore
basso tutto vestito di rosso. Wisconsin? St Johns? Frug nel suo cervello,
ma non ne cav nulla. Era una lepre o uno che cercava qualche secondo
di gloria, stando davanti a John Walton in una gara sul miglio?
Cassidy rimase nella sua posizione lungo tutta la curva, per poi lanciare uno
sguardo all'interno e vedere Walton, stavolta un po' pi stanco, ma che ancora
correva in scioltezza, con gli occhi lievemente bassi, per vedere i piedi
davanti a lui. Il boato fu assordante al loro nuovo passaggio, ma stavolta
era sicuro di avere sentito, non c'era possibilit di sbagliarsi, diverse voci
che gridavano: Vai Cassidy!.
...uno e cinquanta-SETTE, uno e cinquant-OTTO, uno e cinquantaNOVE....
Poi accaddero due cose quasi contemporaneamente. Prima Bruce Denton si
avvicin, dicendo con calma: Uno e cinquantasette, bene. E un secondo
dopo, la folla erutt di nuovo, mentre un corridore vestito di nero
saettava spinto da un feroce scoppio d'energia: WALTON! Che diavolo sta
facendo?, pens Cassidy.
L'annunciatore, eccitato, spieg: E ORA WALTON  IN TESTA
SUPERANDO HARRIS DOPO AVER CORSO MET GARA IN.
Cassidy non riusc a sentire il resto.
Cristo, che sta facendo?, pens Cassidy guardando il corridore in nero
che superava facilmente quello in rosso, e proseguiva senza dare segno di
rallentare. Cassidy adesso stava sentendo davvero, all'inizio del terzo giro,
quel movimento dell'intestino che scivola verso le gambe, che segnala la
met precisa di una gara, quando ti accorgi tristemente che manca ancora
tanto all'arrivo. E invece Walton si stava staccando.
Quenton Cassidy ovviamente non lo sapeva, ma era il momento di prendere
una decisione cruciale, che l'avrebbe portato sul sentiero per il Paradiso
o in qualche stradina scalcinata. Non c'era nulla da pensare; la sua faccia
era una maschera da gara che mostrava solo un distaccato interesse, e scuotendosi
si ritrov a staccare l'irlandese sul rettilineo. Maglia rossa stava gi
rallentando malamente dopo il suo scatto, e presto Cassidy riusc a riprendere
anche lui. Entr nella prima corsia e pens: Troppo veloce! Avresti potuto
fare di meglio. Ma era tardi per recriminare. Si decise a riprendere il
corridore in nero davanti a lui, che continuava a sfrecciare confondendosi
con la notte. E poi: dall'altra parte del campo, le voci, sempre di pi, pi
forti, incoraggianti, urgenti: CASSIDY! CASSIDY!.
Lo speaker: .. .PRIMO IL NEOZELANDESE WALTON, A SETTE
YARD DI DISTANZA KATAINEN....
Gli facevano male le spalle per via dell'acido lattico, perci spinse pi
forte, si concentr sulla sua forma, cercando di avanzare ordinatamente.
Avrebbe voluto fluttuare, mangiarsi il terreno senza sforzi, ma faceva una
fatica enorme anche solo a tenere il passo. E Walton sembrava cos a suo
agio! Era un terrestre? Forse per lui era solo uno scherzo, correre a una tale
velocit senza alcun problema.
Cassidy non si sentiva le gambe, ma andava bene. Stava volando nella
notte, concentrandosi tanto a fondo sul demone in nero da sorprendersi di
arrivare alla seconda curva. Si maledisse da solo quando la forza centrifuga
lo spinse in seconda corsia, poi riprese il controllo e il ritmo. Uno stupido
errore, pens, che mi costa due yard.
All'uscita della curva per lo sent. Era in contatto. Walton si era un po'
avvicinato a lui, e da cinque yard di distanza poteva sentirsi in contatto. E
aveva la potenza. Ne era consapevole anche mentre correvano sul rettilineo,
sentendo fino in fondo l'acido lattico nel suo corpo, ma anche iniziando
la ripresa, provando l'eccitante pensiero che non sarebbe mancato
molto, che dopotutto non sarebbe durata per sempre.
Di nuovo sotto alle tribune, stavolta Cassidy sent, incredibilmente, che
lo stavano osannando: CASS-I-DY, CASS-I-DY! CASS-I-DY!.
Perfino lo speaker non stava pi al gioco: ...PRIMO  WALTON,
SEGUITO DA... CASSIDY DELLA SOUTHEASTERN.
Dick Doobey, quasi accecato dalla rabbia, con i capillari che parevano
scoppiare sulla sua faccia rossa e paffuta, si alz dal suo seggiolino nella tribuna
autorit e si diresse al gate che portava in pista, per fare Dio solo sa
cosa, ma si imbatt nel braccio spettacolarmente muscoloso di Mike
Mobley, che sbarrava l'apertura, stringendo in una morsa mortale il cancelletto
con la sua mano enorme. Mobley lo sfid con un'occhiata piena di disprezzo
e compassione, poi il gigante si volt per guardare la gara e intonare:
CASS-I-DY, CASS-I-DY! CASS-I-DY!.
Livido in volto, Doobey si lasci cadere sul primo seggiolino che trov.
Su nella tribuna dei giornalisti, in un silenzio gelido, Steven C. Prigman si
volt a guardare i gentiluomini della stampa, alcuni dei quali erano in attesa
della sua reazione; sorrise mestamente e ritorn alla corsa.
Intanto Denton: Due e cinquantacinque netti. Aspetta.
Poi la pistola: BANG! I peli del collo gli si rizzarono come al solito. Cassidy pens: Quattrocento quaranta yard all'arrivo Ges Santo qual  il prezzo per
essere qui e lui sta sfuggendo se potessi solo trattenerlo lui procede senza sforzo...
Ma Walton non procedeva affatto senza sforzo. D'improvviso guard
Cassidy dietro di s e Cassidy credette di intravedere un piccolo tremolio nei
suoi occhi: sorpresa. Non preoccupazione. Solo un po' di sorpresa.
Quel che segu fu un piccolo scatto tanto potente e rapido da spezzare il
cuore di Cassidy, Dio, come fa?
Quenton Cassidy, pieno di tristezza, era a met del rettilineo lontano e
riusciva a pensare solo: Perch quel figlio di puttana sta correndo in testa?
Non lo fa mai. Le braccia e le spalle di Cassidy peggioravano sempre pi,
mentre la sfera sotto sforzo rimbalzava dentro di lui, cercando di trattenere
tutto. Cassidy sentiva che la sua forma stava cominciando a degenerare involontariamente,
e si disse stanco che era cos che doveva essere la morte, e
guarda quanto  facile per lui, caro Dio che sei nei Cieli.  cos che va,  proprio
cos che va,  cos che ti sconfigge e ti sconfigge e ti sconfigge.
Al giro precedente lei si era alzata come tutti gli altri, e per quanto lei sapesse
che l'uomo con l'ombrello la stesse guardando con discrezione, studi
il volto di Cassidy al suo passaggio e vide l'aria totalmente impassibile
di un corridore che soffre: vigile ma non eccitato, pieno di dolore e
di qualche afflizione senza nome, ma senza lasciar trapelare le sue emozioni e i
suoi segreti pi oscuri. Che aveva detto dei demoni? Aveva una vaga idea
di quel che Cassidy e Walton stessero provando, visto che gli altri corridori,
a venti yard circa di distanza, non si contenevano bene come questi due.
Walton le sembrava semplicemente minaccioso, come se fosse nato gi alla
massima velocit; il suo torace era massiccio per essere un corridore, e ogni
falcata suggeriva una scorta di forza spietata. Era altero nella sua potenza e
inquietante da vedere.
Ma poi guard Quenton Cassidy, vide in lui la stessa mancanza di emozioni
apparenti, guard le gambe lucide, pi lunghe di quelle di Walton, che
lavoravano come macchine. E d'improvviso lo vide da una prospettiva diversa:
anche lui era minaccioso. Qualcosa di molto profondo dentro di lei
si rimescol, e si rese conto di essere, dopotutto, spaventata per lui, per
questa missione che aveva scelto di portare a termine. I suoi occhi si riempirono
di lacrime, e rimase l confusa e agitata, noncurante dell'uomo con
l'ombrello che le sedeva accanto.
CASS-I-DY, CASS-I-DY! CASS-I-DY!.
Lui stava per essere gi preso dalla nebbia bianca; sarebbe stato terribile
se fosse accaduto, ma non poteva certo pensarci ora. Stava tutto andando
in malora, e Walton aveva circa otto yard di vantaggio. Cassidy poteva
sentire i muscoli del suo collo .che si irrigidivano, trascinandogli in basso il
labbro inferiore in una brutta smorfia; sapeva che era uno degli ultimi segnali,
il ghigno della morte. E allora  cos che succede! Non lo raggiungi,
tutto qui! Quel figlio di puttana continua ad andarsene e finisce tutto e tu
non lo riprendi mai pi!
Cassidy si inclin un po' in avanti; sembr aiutarlo un po', ma il collo
si faceva sempre pi duro, e anche le gambe si stavano irrigidendo. All'uscita
della curva e all'inizio del rettilineo, sapeva che sarebbe stata molto
brutta. Al principio del rettilineo Cassidy prov invano a riagguantarlo. Otto
yard. Otto yard, otto yard! Chi era vicino alla pista poteva notare lo
sforzo; espirando emise dei piccoli rantoli: gah, gah, gah! Stava cominciando
a strizzare gli occhi, ma del resto poteva a malapena vedere, da
dentro a quella nebbia bianca.
L'urlo romb nel campo, frenetico, incoraggiante, pieno di speranza.
CASS-I-DY, CASS-I-DY! CASS-I-DY.
Zitti! Zitti! Non sono il vostro maledetto eroe! Per tutto l'inizio del rettilineo,
attraverso quelle ferite rugose che erano diventati i suoi occhi, fiss quella
divisa nera che gli scappava, desiderando che tutti lo lasciassero solo. Lasciatelo
da solo con la sua miseria e la sua sconfitta.
Ma poi lo vide.
Quasi impercettibilmente, ma andava bene lo stesso: la spalla sinistra si
abbass all'improvviso, poi la gamba destra scalci un po' pi avanti del
solito, ed ecco, era tornato a una falcata normale.
Anche Walton stava risentendo della corsa.
Allora  cos che stanno le cose. Allora non  cos facile.
Cassidy si sforz, si sforz, e alla fine cominci a riprenderlo nell'ultima
curva, lo riavvicin centimetro dopo centimetro, mentre la sua bocca si contorceva
sempre pi per via degli spasmi muscolari. Centimetro dopo centimetro,
la maglia nera si fece pi vicina, fino a quando uscirono dalla curva
e John Welton era solo a un metro da lui, quando ancora centodieci yard
di Tartan si stendevano innanzi a loro prima del traguardo. Ci fu un vero
pandemonio sugli spalti, mentre la cantilena degenerava in un baccano di
urla e ululati.
Quenton Cassidy si spost nella seconda corsia, la Corsia delle Grandi
Speranze, e corse con tutta la vita che gli restava.
...
.
...
CAPITOLO 37.
...
.
...
Una citt pi silenziosa.
...
.
...
PER TUTTE LE ultime cinquanta yard aveva guardato  rinati che erano i
suoi occhi - l'incubo urlante al rallentatore che si stava svolgendo attorno
a lui, mentre il suo corpo sembrava mutare, mascella e spalle si bloccavano,
l'ultimo rettilineo sfumava e lui cominciava a perdere ogni traccia di controllo.
Vide tutto questo mentre la sfera stava per scoppiare, lasciando fluire
tutto il veleno, lo vide e con calma si chiese: Quando finir tutto questo?
Pi che vedere, sent Walton che gli si riavvicinava alle spalle, prov una
vaga curiosit per chi ce l'avrebbe fatta, e poi torn a concentrarsi sul Tartan
verde che scorreva pian piano sotto ai suoi piedi. Nelle ultime dieci yard il
suo corpo divenne un blocco di acido lattico, con i muscoli del collo che gli
trascinavano in basso il labbro, e con la schiena arcuata dalla spinta dei trapezi.
E intanto Quenton Cassidy si diceva: Non ora... fa male ma continua
fino alla fine non fermarti fino a quando non sar finita non puoi permetterti di
concedere nulla a quel figlio di puttana... perci tieni duro tieni duro Ges Cristo
tieni duro tienidurotieniduroTIENIDUROTIENIDUROTIENIDURO...
Alla fine con un urlo e un movimento violento si liber dalla forza terribile
che lo frenava, si pieg in avanti ed era finita...
... O ALMENO CREDEVA che fosse finita, se non fosse stato solo un incubo e lui
non si fosse ritrovato ad ansimare cercando di catturare l'aria intorno a lui,
sentendo la morte approssimarsi, piangendo e mettendosi le mani sulle
ginocchia, inciampando, per favore lasciatemi stare, per favore non
voglio, per favore ho bisogno di respirare...
E poi Denton lo prende per la vita e lo solleva da terra, per favore Bruce mettimi
gi non respiro, ma Denton lo porta via, via da loro, trascinando quel manichino
scuro e zoppicante apparentemente incapace di stare in piedi da solo,
stringendolo dolorosamente e dicendogli, ricordatelo Quenton, meglio che te lo
ricordi perch non sar mai meglio di cos, mi stai ascoltando, maledizione? E
Cassidy costringe i suoi occhi ad aprirsi finalmente e vede Denton attraverso la
nebbia bianca e si accorge che sta piangendo anche lui. Oh Bruce, ti sto ascoltando
per favore lasciami andare Cristo fa male e Denton lo lascia andare le
mani sulle ginocchia per pregare il dio del traguardo ma Denton si piega verso
di lui e sussurra: tre e cinquantadue punto cinque, Cass. Lui ha iniziato lo scatto
a centocinquanta yard dall'arrivo, ma eri tu che avresti vinto,
Quenton Cassidy, eri TU sin dall'inizio. Sapevi che l'avresti battuto, non  vero, Quenton, maledizione?
Ma Cassidy non pu fare nulla se non tenersi le ginocchia e fare dei
rumori sommessi e annuire, desiderando che tutti se ne vadano al diavolo lasciandolo
solo per vedere se sta per morire.
PASSA Walton E si toccano le mani; Walton tratta Cassidy con curiosit,
non con paura. Fa un cenno col capo a Denton.
Bruce, gli dice.
John. Non  uno sport per ultimi arrivati e grandi sorprese, e Walton
ha soprattutto l'aria di essere incuriosito. Ci sar tempo, dicono i suoi occhi,
per prendere delle decisioni e rivedere qualcosa.
A dopo, amico, dice a Quenton Cassidy. Un cenno rispettoso a Denton
e se ne va. A dopo, dice Cassidy, parlando tra s.
Dopo innumerevoli flash, spinte, congratulazioni e domande infinite
(volevano ancora sapere Il Segreto), si liber di tutti e parl con calma con
Bruce Denton per qualche momento; si rimise la giacca della tuta, chiusa fino
al collo contro il freddo della notte, e torn in pista, accolto da un boato
da quelli rimasti sugli spalti. Quenton Cassidy guard verso l'alto, offr loro
un piccolo sorriso e un saluto e pens: Non ho nessun posto dove andare.
A questo punto Bruce Denton si volt con un sospiro e cammin da solo
verso il gate, pensando che il sorriso di Quenton Cassidy in verit avesse
un'aria triste...
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CAPITOLO 38.
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Un corridore.
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Il GIOVANE UOMO cammin sicuro lungo la curva distante, la parte pi scura del tracciato, ed entr nel rettilineo finale. Di solito qui  finita, pens,
si tratta solo di dare tutto quel che ce ancora da dare. Sar eccitante per gli spettatori, magari, ma un corridore lo farebbe con calma.
Durante il secondo e il terzo giro aveva provato a rievocare quella vecchia sensazione di dolore e disperazione, ma come al solito non c'era riuscito.
Bisognava provarla, non ricordarla.
Adesso stava camminando lungo le ultime cinquanta yard, muovendo inconsapevolmente le braccia con un po' pi di vigore, cercando di evocare
quel brodo ghiacciato di disperazione prima dell'arrivo, quando braccia e
spalle, gambe e anche, sembrano fondersi tutte insieme, e la mascella si blocca
in una smorfia, come per supplicare, e la vita si riduce a puro dolore, mentre
si implora perch il prossimo patetico spasmo sia anche l'ultimo. Come conosceva bene queste cose.
Arriv poi alle ultime cinque yard, continuando a dirsi passaci dentro,
passaci dentro fino in fondo. Si ferm a guardarsi intorno. Il dolore qui
avrebbe avuto la meglio, naturalmente, la sfera si sarebbe frantumata nel momento
in cui avresti oltrepassato il filo di lana, e ti avrebbe annientato per i
secondi successivi. Di tutte le sensazioni, era quella dalla quale la tua mente ti
proteggeva di pi; in seguito non saresti riuscito a riassaporarne nemmeno un vago indizio.
Ma suppose che per quanto fosse terribile, dentro dovesse esserci mischiato
qualche tipo di piacere, di disperato sollievo. La gioia, forse, sta nel sapere che  finita, ancora una volta, senza altro da dare.
Respir profondamente l'aria calda di settembre, e poi torn a prendere
la sua borsa da viaggio. Si guard intorno ancora una volta: la postazione
del salto in alto, la buca rettangolare del salto in lungo, le pedane dei lanci,
e di nuovo i blocchi di partenza. I suoi occhi poi seguirono lentamente la
superficie gommata della pista, partendo dalla prima curva, proseguendo
lungo il solitario rettilineo dopo le prime 220 yard, fino alla seconda curva
e al traguardo dove tanto tempo prima aveva battuto il grande John Walton.
Distanze poco complicate, che per anni avevano definito la sua vita.
Un quarto di miglio che conosceva centimetro per centimetro. Si lasciava
alle spalle molte cose in quel posto, pens. Ma posso accettarlo e sopravvivere.
Cammin attraversando il campo e la pista, e usc dal cancelletto, lasciando
i corridori notturni alle loro fatiche. Le falene continuavano a infastidire il lampione.
Il giovane uomo si ferm un momento all'ombra di quegli insetti danzanti,
e apr la sua piccola borsa da viaggio. Frug sotto al suo passaporto,
ai vestiti, al necessaire, e finalmente la trov. Apr quella scatola piatta e
lunga sotto alla luce del lampione e la guard ancora una volta.
Il pesante disco rotondo era adagiato su del satin rosa, con lo spesso fiocco viola che si arricciava e si nascondeva sotto alla base soffice. La scritta era in greco, ma si capiva bene di che materiale fosse fatto.
Sotto a quella luce fioca, l'argento emanava un bagliore pallido.
Posso sopravvivere anche a questo, pens. Innanzitutto perch non ho pi niente da dire sull'argomento. Abbozz un sorriso, chiuse la scatola, e la rimise
in fondo alla borsa. Si volt senza guardare indietro e si lasci la pista alle spalle.
Da qualche parte c'era un vecchissimo albero nodoso che aveva voglia di trovare, e poi se ne sarebbe andato per la sua strada.
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FINE.
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Postfazione. di John L. Parker Junior.
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SONO PASSATI PI DI TRENT'ANNI da quando Quenton Cassidy e i suoi compagni per la prima volta scesero per le strade dell'immaginaria Kernsville per correre le loro miglia quotidiane. Se andate indietro di qualche altro anno, potete trovare i corridori reali che hanno ispirato i loro corrispettivi letterari, mentre corrono sui marciapiedi e sui percorsi di Gainesville, in Florida, e sulla pista da 440 yard dell'Universit della Florida.
Sarebbe un clich dire che da allora il mondo  completamente cambiato, e non sarebbe del tutto vero. Gli atleti di oggigiorno non vengono tormentati o estromessi per via dei capelli lunghi o delle camicie senza colletto (come avveniva davvero all'epoca), ma i giovani americani muoiono ancora in terre lontane per motivi poco chiari, cos come milioni di cittadini della repubblica continuano a credere che dalla partita di football del sabato dipendano le sorti dell'umanit.
D'altro canto, le ariete donne - quasi inesistenti ai tempi di Quenton - adesso fortunatamente abbondano, e i corridori sono onnipresenti sui marciapiedi di tutta America. Inoltre considerate questo fatto: nel pomeriggio del 30 settembre del 1968, il vostro fedele scriba partecip a una gara di corsa campestre con un suo amico e compagno di squadra di West Palm Beach chiamato Johnnie Brown, che divenne cos il primo atleta nero nella storia a gareggiare per l'Universit della Florida.
Pertanto, sebbene il mondo adesso sia diverso da com'era all'epoca di Quenton, le verit che inseguiva e i valori ai quali si atteneva rimangono incontaminati dal tocco raggelante del tempo.
Oggi siamo qui a parlarne per il semplice fatto che tanti anni fa sentii il bisogno di leggere un libro come La corsa, e scoprii che non esisteva. Era strano trovarsi a desiderare un libro che ancora non era stato scritto, ma presto mi venne in mente che avrei potuto fare qualcosa al riguardo. Mi convinsi che fosse possibile catturare un po' del dolore e della bellezza dolce-amara dell'estenuante ricerca dell'eccellenza fisica.
Finito di scriverlo, pensai che potesse valere qualcosa, ma scoprii che molte, molte persone che avevano a che fare con la pubblicazione e la vendita dei libri non erano d'accordo con me. Pertanto il volume che stringete in mano rischi seriamente di non uscire mai.
Ma chi corre su lunghe distanze  tutto fuorch poco determinato, e cos anni fa il libro ha visto la luce. Continua a resistere ancora oggi, cos come Kernsville  sempre viva nella mente e nell'immaginazione di generazioni di corridori e di lettori.
Per quanto il tempo possa aver rallentato o perfino fatto fermare quegli agili ragazzi sui quali erano basati i personaggi, per me  di grande conforto sapere che Quenton Cassidy  ancora da qualche parte a correre nei sentieri celesti con Denton e Mizner, Benny Vaughn, Nubbins e tutti gli altri, ridendo di qualche battuta stupida, sognando grandi vittorie, scherzando con l'ultimo arrivato. Ma portandosi a casa le proprie miglia quotidiane, come sempre.
John L. Parker Junior. ottobre 2009. Bar Harbor, Maine.
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FINE.